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Scuola digitale, finanziamenti per 137 scuole di cui 51 montane e isolate

Scuola 2.0, finanziamenti in arrivo Scuola 2.0, finanziamenti in arrivo

Classe 2.0: 2,5 milioni di euro per 137 scuole. 565.573,00 euro per la montagna e piccole isole

 

AGIPRESS - FIRENZE - Ottimo risultato per le scuole minori, isolate e montane della Toscana che continuano ad innovarsi e svilupparsi. Finanziate su “Classi 2.0” tutte le 51 scuole di montagna. Soddisfazione espressa dal Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani alla pubblicazione delle graduatorie con i finanziamenti assegnati alle scuole montane. Si tratta di 14 finanziamenti da 15.000 euro, 9 da 13.300, 16 da 10.300 e 12 da 6.300 che sarebbero rimasti fuori.  “La montagna  - continua Giurlani –aggiunge un piccolo ma importante tassello verso il percorso di innovazione e digitalizzazione dell’istruzione, per una didattica d'eccellenza con l'uso della tecnologia. Un ringraziamento  - chiude Giurlani - a tutte le scuole per il lavoro svolto e al mio rappresentante nella commissione regionale per aver seguito tutto l’iter”. 

Per 137 totali istituzioni scolastiche della Toscane stanno dunque per arrivare due milioni e mezzo di euro per favorirne la svolta digitale: sono le scuole e le singole classi che, nei mesi scorsi, hanno presentato progetti su un accordo firmato, nel settembre 2012, fra Regione Toscana e Ministero Istruzione e ricerca. Con quei soldi non solo si acquisteranno computer e tablet, lavagne multimediali e tecnologie ma si favorirà la formazione degli insegnanti e, nelle classi, si consentirà una riorganizzazione, anche edilizia, di spazi oggi pensati non certo per la dimensione digitale della didattica.

La Commissione di valutazione di Regione e Ufficio Scolastico Regionale, di cui fa parte un rappresentante di Uncem, ha approvato il decreto firmato da Angela Palamone, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana. A breve le scuole vincitrici riceveranno una specifica comunicazione sull’accreditamento dei fondi per attivare i progetti. “Non chiamiamola scuola del futuro – commenta Stella Targetti, assessore toscano all’Istruzione – perché quella digitale è e deve essere la scuola del presente in quanto gli alunni di oggi sono digitali per loro natura”.

Il finanziamento totale (2 milioni e 545 mila euro) ha visto uniti, nello stanziare risorse, il Ministero (1.818 mila euro) e la Regione Toscana (727 mila euro). Tre le tipologie di finanziamenti assegnati: 600 mila euro vanno in una azione chiamata “Scuola 2.0″ perché pensata per coinvolgere un plesso intero; un milione e 380 mila euro finanziano l’azione chiamata “Classi 2.0″ (riguardante, cioè, singole classi di un plesso scolastico); i restanti 565 mila euro sono ripartire per le “Classi 2.0″ posizionate in scuole di montagna e in piccole isole.

Su “Scuola 2.0″ hanno partecipato al bando 39 scuole toscane; 3 quelle finanziate (nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa) ciascuna delle quali otterrà 200 mila euro: 140 a carico del MIUR e 60 a carico della Regione Toscana. Su “Classi 2.0″ sono state 209 le richieste di intervento: 83 (13 Arezzo, 14 Firenze, 10 Grosseto, 6 Livorno, 7 Lucca, 6 Massa Carrara, 8 Pisa, 7 Pistoia, 2 Prato, 10 Siena) otterranno il finanziamento per i territori non montani e non insulari. Altre 51 classi (11 Arezzo, 10 Firenze, 5 Grosseto, 7 Lucca, 7 Massa Carrara, 3 Pisa, 2 Pistoia, 2 Prato, 4 Siena) otterranno, sempre su “Classi 2.0″, finanziamenti per i territori di montagna e piccole isole (vedi allegato ). Rispetto all’azione “Scuola 2.0″ (600 mila euro per tre sole scuole) quella chiamata “Classi 2.0″ vede assegnati contributi di importi ovviamente minori (da 6 mila a 20 mila per ciascuna classe interessata). Le spese finanziabili riguardano acquisti di tecnologie e possibilità di adeguare gli impianti per la connettività e di fare interventi, non strutturali, legati alla sistemazione degli spazi (ad esempio acquisto di nuovi arredi) che consentano una didattica 2.0.

“Per stare al passo con i tempi – aggiunge Stella Targetti – non bastano le tecnologie, ma occorrono anche le competenze: per questo il bando Regione/Miur serve a finanziare non solo l’acquisto di strumenti, come i computer, ma anche a introdurre didattiche e ambienti di apprendimento nuovi”. L’accordo generale che sta alla base di questi finanziamenti venne siglato a metà dello scorso settembre, a Roma, fra Ministero e 11 Regioni italiane con quella che il ministro di allora definì una “accelerazione nei processi di innovazione tecnologica previsti dal Piano nazionale di Scuola Digitale nell’ambito dell’Agenda Digitale Italiana”.

Agipress

 

Ultima modifica ilMercoledì, 26 Giugno 2013 16:12
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