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SCUOLA - Emergenza dispersione scolastica in Mugello, serve ‘alleanza educativa’ tra scuole e territorio

Dispersione scolastica in montagna Dispersione scolastica in montagna

Il problema più rilevante sta nella ridottissima offerta che il territorio riesce a offrire, con un solo corso di formazione all’anno a disposizione dei giovani mugellani.

       

AGIPRESS - E’ emergenza dispersione scolastica nel mugellano. A questo il territorio risponde con un’alleanza educativa. E’ ciò che è emerso dal 1° rapporto di ricerca sulla dispersione scolastica nelle scuole superiori del Mugello, che recita “Cercarsi e non trovarsi, due scuole per un sistema”. Promossa dall’Unione montana dei Comuni del Mugello e dall’Istituzione culturale Centro documentazione don Lorenzo Milani e scuola di Barbiana, e curata dal sociologo Marco Bontempi, l’indagine analizza approfonditamente il fenomeno della dispersione scolastica che interessa le scuole superiori del territorio, ne esamina cause ed effetti indicando un ‘rimedio’. Quello di dare vita a una “alleanza educativa” tra Giotto Ulivi e Chino Chini e tra le scuole e il territorio (istituzioni ma anche tessuto produttivo) che spesso non ‘parlano’ tra di loro.

La presentazione si è tenuta venerdì a Villa Pecori Giraldi, a Borgo San Lorenzo, con la partecipazione del presidente dell’Unione montana dei Comuni Giovanni Bettarini e il responsabile dell’Ufficio Sviluppo economico e culturale dell’ente Roberto Elefante, del docente di sociologia all’Università di Firenze Marco Bontempi, dei presidi degli istituti superiori Giotto Ulivi e Chino Chini, Filippo Gelormino e Bernardo Draghi, ed infine, dell’assessore provinciale all’Istruzione Giovanni di Fede.

Un lavoro di coordinamento che potrebbe assumere il carattere di ‘alleanza educativa’, strutturata in un vero e proprio sistema di interventi sul territorio, che riesca a supplire alle scarsissime risorse a disposizione della scuola e degli insegnanti, e affronti il problema in forma strategica, come il territorio stesso ha già sperimentato in progetti di contrasto ad altre forme di disagio. 

Nell’indagine si evidenzia che solo un sistema integrato di territorio può permettere un’offerta strutturata in grado di gestire le criticità che le relazioni tra scuole e soprattutto tra scuola e territorio, presentano. Basti pensare alla difficoltà sottolineata dai diversi interlocutori territoriali relativamente al fatto che nella progettazione di politiche di contrasto alla dispersione sia estremamente difficile il coinvolgimento degli operatori economici del territorio, che invece potrebbero essere protagonisti dell’allestimento di strumenti adeguati ed efficienti. E in questo contesto, potrebbero giocare un ruolo chiave le aziende agricole mugellane.

L’indagine, che si è svolta da ottobre 2011 fino a novembre 2012, è stata condotta lungo due piani di ricerca. Il piano delle dimensioni quantitative, che sono state studiate in relazione ad una serie storica di dati, cioè agli anni tra il 2004/2005 e il 2010/2011, attra­verso la quale si sono potute ricostruire tendenze e variazioni di tutti quegli aspetti che tradizionalmente concorrono a definire la dispersione scolastica. Il piano dell’esperienza vissuta, delle motivazioni e dei significati connessi allo studio e all’insegnamento. Queste dimensioni sono state studiate con lo strumento delle interviste semi-strutturate a 90 persone - 30 professori, 30 studenti e 30 genitori - con un archivio di circa 90 ore che è stato analizzato per ricostruire il campo dei vissuti e delle motivazioni rispetto alla vita scolastica, dimensioni strettamente connesse con l’andamento scolastico degli studenti e le relazioni tra studenti, professori e genitori.

 

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 20 Maggio 2013 13:17
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