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TENDENZE - In Italia cresce la spesa online

In Italia crescono lo shop-on line e l'e-commerce In Italia crescono lo shop-on line e l'e-commerce

Dall’e-commerce al negozio fisico, i consumatori italiani stanno in rete: per informarsi (89%), per acquistare (34%). Il negozio ‘ibrido’ vince la sfida della competitività. I risultati dell'indagine ContactLab sui comportamenti degli utenti internet europei

   

AGIPRESS – Gli italiani amano lo shopping on-line. A parlare sono i risultati di un'indagine ContactLab con il nuovo E-commerce Report,  che si inserisce nel più ampio progetto dello European Digital Behaviour Study 2013, una corposa ricerca sulle abitudini degli utenti internet italiani ed europei condotta su un panel rappresentativo della popolazione 16-65enne di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna che si connette a internet almeno una volta alla settimana indipendentemente dal device e dall’occasione di uso. 

L’indagine (scaricabile gratuitamente su http://www.contactlab.com/ecommercereport2013 ha coinvolto oltre 61mila utenti, tra quelli intervistati nella fase campionaria e i rispondenti raggiunti grazie all’adesione al progetto di oltre 50 merchant, che hanno veicolato ai propri database l’invito a partecipare alla ricerca.

A fronte di quasi nove utenti su dieci (89%) che si informano online su prodotti e brand solo tre su dieci (34%) utenti Internet Italiani acquistano online. In Europa al contrario l’info-commerce più frequentemente si tramuta in occasione di acquisto: in Inghilterra nove utenti inglesi su dieci acquistano online, in Spagna un utente su due. 

In Italia un utente su due ha in famiglia uno smartphone, uno su quattro un tablet: il mobile è diffuso capillarmente nelle case degli italiani, tuttavia il possesso non necessariamente ne comporta l’utilizzo. Secondo il dato ContactLab/Netcomm, infatti, solo un utente Internet su tre (34%) lo ha utilizzato realmente per connettersi in rete.

Per svolgere quali attività? Consultare la propria casella di posta (82%), postare sui social network, ricercare informazioni su brand e prodotti (61%) ma anche acquistare online.

Tra questi utenti connessi via mobile, chi ha utilizzato smartphone o tablet per acquistare online negli ultimi 3 mesi è per ora il 20%. Un dato già estremamente significativo per i merchant, soprattutto considerando che chi ha fatto m-commerce corrisponde al 6,7% del totale degli utenti Internet italiani.

Se è vero che il dato italiano è molto più basso di quello inglese - in UK tre utenti mobile su cinque fanno m-commerce - , non è poi così distante da quello di altri paesi come Spagna o Francia. Il motivo di questo utilizzo ancora limitato – almeno per quelle che sono le aspettative del mercato – è forse che mancano ancora le opportunità per il consumatore di vivere un’esperienza di acquisto ottimale da mobile.

Come leggere il dato che ci rivela che il 34% dei navigatori acquista online? Da una parte è sicuramente sintomo di una forte potenzialità di crescita ancora tutta da esprimere rispetto agli altri Paesi: l’indagine ci rivela infatti anche che l’8% dei non acquirenti online farà il suo primo acquisto nei prossimi 12 mesi; a questi utenti si aggiunge un ulteriore 50% di utenti disposti a comprare online, anche se non sanno ancora esattamente quando.

Di più, va confermandosi un circolo virtuoso per cui chi già acquistava, non solo in Italia ma in tutti i Paesi oggetto dell’indagine, nell’ultimo anno lo ha fatto per sua stessa ammissione più spesso e con maggiore varietà. 

D’altro canto non ci si può nascondere davanti alle resistenze culturali che ancora permangono tra gli italiani e che i merchant devono impegnarsi a far superare: in Italia il motivo principale del non acquisto online è la ridotta confidenza con il prodotto venduto online, che porta quindi a prediligere il negozio fisico, all’interno del quale è possibile affidarsi al venditore di fiducia e toccare con mano il prodotto. Un atteggiamento molto più diffuso nel nostro Paese che altrove: tedeschi e inglesi per esempio sembrano molto meno propensi a volersi accertare personalmente della qualità della merce e a farsi consigliare dal personale in negozio. 

A ciò si aggiungono anche se in forma più contenuta le diffidenze nei confronti dei pagamenti online: in Italia spopola infatti la preferenza (48%) all’utilizzo delle prepagate (succede solo in Italia, nel resto d’europa si preferisce Paypal o addirittura in Germania il bonifico bancario), quasi a voler eludere questi timori utilizzando uno strumento che limita i danni al proprio conto corrente.

Soprattutto chi ancora non è un online shopper o chi ha iniziato ad effettuare i primi acquisti online ma non vive ancora l’e-commerce come una modalità di acquisto consolidata è frenato dalla perdita di fisicità del prodotto e dall’assenza di contatto umano, così come dalla diffidenza per le modalità di pagamento disponibili.

Agipress

 

Ultima modifica ilLunedì, 17 Giugno 2013 14:30
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