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Piano strategico vaccinale: poca chiarezza sui disabili in strutture, non si citano i caregiver

Piano strategico vaccinale: poca chiarezza sui disabili in comunità, non si citano i caregiver Piano strategico vaccinale: poca chiarezza sui disabili in comunità, non si citano i caregiver

L’allarme che viene lanciato oggi dal direttore dell’Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli.

(AGIPRESS) - ROMA - “Da essere categorie a rischio nei mesi caldi della pandemia ad essere dimenticati ora che si parla di vaccini il passo è stato breve: nel piano strategico vaccinale infatti non è chiaro se e quando saranno vaccinati i disabili che vivono in strutture residenziali sanitarie (Istituti di Riabilitazione ex art.26 L.883/78), né si citano i caregiver di malati a rischio, che per la natura stessa del loro impegno sono a stretto contatto fisico con persone che devono assolutamente essere protette dal coronavirus”. È questo l’allarme che viene lanciato oggi dal direttore dell’Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli. “In questi giorni di grande e anche giustificato entusiasmo per l’avvio delle vaccinazioni – spiega – tantissime persone che vivono con una malattia rara, o chi si occupa di loro, ci hanno contattato per chiedere se qualcuno aveva pensato anche a loro: ad oggi non è affatto chiaro il destino dei disabili in comunità, mentre sui caregiver non c’è nemmeno una parola, ma ci auguriamo che qualcosa possa cambiare. Non si pretende certo di avere la precedenza sugli operatori sanitaria o sugli 80enni, ma la richiesta di queste persone è di non essere dimenticati e messi in coda con tutto il resto della popolazione”.

Tra le tante segnalazioni arrivate in questi giorni all’OMaR due simboleggiano bene i casi a cui si fa riferimento. Il primo è il caso denunciato da Fabiana, sorella e protutrice di una donna che a causa di una grave malattia rara vive in una comunità riabilitativa estensiva ad elevato carico assistenziale. “Queste strutture – racconta Fabiana – ospitano persone disabili esposte ad un maggiore rischio di contrarre il Sars-Cov2 per una serie di fattori di rischio multipli: la vita in comunità, l’incapacità di comprensione e applicazione delle misure di distanziamento sociale e di utilizzo delle mascherine, le diverse comorbilità che sottendono il loro quadro patologico e i bisogni assistenziali per le attività quotidiane”. Il testo del Piano Strategico non è del tutto chiaro al riguardo, in uno schema si parla infatti per persone che vivono in comunità ma nel testo viene fatto esplicito riferimento solo alle RSA per anziani, un punto certamente da chiarire. Per quanto riguarda invece i caregiver la dimenticanza è evidente, come spiega Anita Pallara, presidente di FamiglieSMA. “Siamo veramente felici, oltre ogni immaginazione, dell’arrivo dei primi vaccini in Italia – afferma – contemporaneamente però ci preoccupa molto che nei vari piani non si faccia nessun accenno ai caregiver.  La nostra comunità è composta in gran parte da minori, che quindi non possono al momento usufruire del vaccino, i nostri bimbi vivono in casa con genitori che lavorano, che hanno contatti con l’esterno e che ovviamente si occupano totalmente dei propri figli. Vaccinare i caregiver deve essere una priorità per tutelare davvero tutta la popolazione più fragile”. AGIPRESS

Ultima modifica ilMercoledì, 30 Dicembre 2020 00:04
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