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Legacoop Toscana, Roberto Negrini riconfermato presidente

Legacoop Toscana, Roberto Negrini riconfermato presidente Legacoop Toscana, Roberto Negrini riconfermato presidente

Per il nuovo mandato un “manifesto” di impegni in 10 punti.

AGIPRESS - FIRENZE - Il 13° Congresso regionale riconferma Roberto Negrini presidente di Legacoop Toscana per altri quattro anni. Quella che riconferma alla propria guida Roberto Negrini è una realtà che conta 911 cooperative, 1.697.000 soci, 45mila addetti (il 58% donne) e un valore della produzione pari a 8 miliardi e 540 milioni di euro. Circa 5000 gli amministratori, il 15% sotto i 40 anni. Rafforzamento della cooperazione e rigenerazione cooperativa: sono due dei 10 punti indicati dal presidente di Legacoop Toscana in un “manifesto” di impegni per il prossimo mandato. Al congresso è intervenuto anche presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Occorre fare un patto ampio – ha detto – che individui alcuni obiettivi di fondo per far fronte alla crisi. Fino ad ora, rispetto ad altre Regioni, abbiamo tenuto soprattutto grazie all'export e alla permanenza strutturale e storica della manifattura e dei distretti. Un patto sociale che deve concentrarsi sul rilancio degli investimenti e sullo sblocco di quelli, e sono tanti, fermi. Non voglio dare la colpa solo al governo in carica, ritardi e problemi ce ne sono stati anche con i precedenti. Però adesso pare ci sia un obiettivo programmatico a non toccar nulla: dalla geotermia, al sottoattraversamento di Firenze, dalla Tirrenica alle terze corsie fino all'aeroporto Vespucci. Tutte infrastrutture basiche, ammodernamento di cose già esistenti fondamentale per una regione che, appunto, si basa sull'export e che deve stare nei processi d i globalizzazione. Verrebbe dato così impulso all'occupazione in un settore, l'edilizia, tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi. Miliardi di investimenti che potrebbero aprire migliaia di posti di lavoro e creare una regione moderna". "Poi – ha aggiunto ancora Rossi - vogliamo rilanciare gli investimenti in sanità, che ha bisogno di una spinta per ritrovare la sua volontà di primeggiare a livello nazionale. Ci sono le fondamenta, c'è da riconquistare il cuore degli operatori sanitari che hanno siglato da poco un contratto che attendevano da dieci anni. 

“In uno scenario esterno complicato, la nostra cooperazione è solida nei fondamentali – ha affermato il Presidente Roberto  Negrini – Alcune cooperative sono leader in molti settori, non solo economicamente ma anche e soprattutto socialmente, verso i soci e verso la collettività: dobbiamo sfruttare la vera potenzialità del nostro modello, tornare a essere più cooperative, rimettere il socio al centro dell’azione e continuare a impegnarci nella promozione della cultura cooperativa. Questi primi anni di impegno in questa direzione ci dimostrano che possiamo catturare l’interesse dei giovani, che condividono i nostri valori. Dobbiamo però cambiare passo e ‘andarli a cercare’, fargli capire cos’è una cooperativa e cosa rappresenta la nostra associazione, perché è finito il tempo in cui le cooperative si formavano seguendo altri percorsi”. Secondo Negrini occorre un ‘pensiero cooperativo innovativo’: “Se la cooperazione è diventata una parte rilevante dell’economia del nostro territorio è perché nel passato i cooperatori hanno cercato di immaginare un futuro: in un momento in cui la politica non ha un pensiero di lungo periodo, noi abbiamo il dovere e la responsabilità di averlo”. Per il presidente di Legacoop Toscana è essenziale rimettere al centro del dibattito pubblico e del comune sentire il lavoro e l’impresa: “Ci siamo illusi che l’apertura dei mercati potesse creare opportunità importanti anche per le cooperative, ma dopo una prima fase in cui la redditività dei lavori è stata significativa, oggi in moltissimi casi il valore aggiunto non è in grado di soddisfare le aspettative dei lavoratori né degli imprenditori. Le cooperative sono ‘fatte di lavoro’, per questo è fondamentale che il lavoro riacquisti il suo valore, sia attraverso le politiche sul reddito dei lavoratori e la tassazione del costo del lavoro per le imprese, sia dal punto di vista sociale” sostiene Negrini. Che interviene anche nella discussione sui provvedimenti parlamentari sul salario minimo: “Credo che sia necessaria una politica salariale più equa, con aumenti che risultino percepibili. La posizione assunta dalla nostra associazione nazionale è pienamente condivisibile. Sarebbe bene sancire un principio: non si può guadagnare meno di una certa cifra; se c’è chi vince un appalto ma paga i lavoratori sotto il contratto collettivo nazionale di settore, l’appalto dovrebbe essergli tolto”.

Agipress

Ultima modifica ilMartedì, 26 Marzo 2019 00:21
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