Menu
START UP - Per le aziende e i professionisti nasce Im.Pr.Esa.

START UP - Per le aziende…

Un network per svilu...

Come proteggere i bambini dalle infezioni della pelle in estate

Come proteggere i bambini…

Con l’arrivo della s...

SPECIALE ALLERGIE - Prurito, congestione nasale, congiuntivite e mal di testa. Come difendersi dai pollini

SPECIALE ALLERGIE - Pruri…

Sono 20 milioni le p...

Firenze prima città in Italia per trasformazione digitale secondo la ricerca ICity Rate 2018

Firenze prima città in It…

Sempre più digitale ...

Ausili per persone disabili: "diventino veri e propri strumenti di cittadinanza"

Ausili per persone disabi…

La richiesta dalla F...

NEUROSCIENZE - Parkinson, Alzheimer, Sclerosi, epilessia, ai raggi x il funzionamento delle cellule gliali

NEUROSCIENZE - Parkinson,…

Giornata di studio o...

Sanità pubblica e privata, l’85% degli italiani vuole scegliere liberamente

Sanità pubblica e privata…

I dati della ricerca...

RICERCA - Tumore al seno, colpirlo all'origine attaccando le cellule staminali

RICERCA - Tumore al seno,…

Una ricerca di IEO, ...

Prev Next

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

LAVORO – Codacons lancia l’allarme: retribuzioni Marzo ferme, +1,4% su anno

Precipitano i consumi anche di beni primari Precipitano i consumi anche di beni primari

Si chiede al Governo di congelare tutte le tariffe. I consumi stanno precipitando anche per i beni di prima necessità

   

AGIPRESS - Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, a marzo le retribuzioni contrattuali restano ferme rispetto a febbraio, aumentando solo dell'1,4% su base annua, ancora una volta  sotto all'inflazione (1,6%).

Per il Codacons è dal 2002 che stipendi e pensioni non sono più adeguate al reale aumento del costo della vita ed è per questa ragione che dopo 10 anni di erosione, in cui i risparmi sono stati progressivamente intaccati, ora i consumi stanno precipitando anche per i beni di prima necessità.

Ecco perché il dato più sconcertante tra quelli resi noti oggi, è quello secondo il quale la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo e' del 40,8% e l'attesa per i lavoratori con il contratto scaduto e', in media, di 28,8 mesi. Questo per il Codacons è “un'attesa inaccettabile. E' evidente, infatti, che se le famiglie già sul lastrico devono attendere più di 2 anni per vedere i loro stipendi adeguati al costo crescente della vita, i consumi continueranno a scendere, le industrie di conseguenza non potranno tornare a produrre, se non per il mercato estero, ed i disoccupati ed i cassaintegrati resteranno tali”.

Per questo l'associazione di consumatori fa due proposte al Governo Letta: la reintroduzione della scala mobile all'inflazione programmata (anche per i dipendenti pubblici e tutti i pensionati) ed il blocco,  almeno fino al 2015, di tutte le tariffe e gli aumenti previsti, dall'Iva alla Tares, dall'acqua al trasporto pubblico locale, dai pedaggi autostradali al canone Rai.

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 29 Aprile 2013 11:16
Devi effettuare il login per inviare commenti
Torna in alto

Newsletter

Nome:
Email:
Mailing Lists:
Tutte le notizie
Quante ruote ha una bicicletta? (ex: 1)

Seguici