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IN TOSCANA - Alluvioni e frane, 139 morti dal 1960

Un'emblematica immagine della drammatica alluvione del 1966 a Firenze. La Toscana è una delle regioni che ha pagato a più caro prezzo il peso delle calamità naturali Un'emblematica immagine della drammatica alluvione del 1966 a Firenze. La Toscana è una delle regioni che ha pagato a più caro prezzo il peso delle calamità naturali

E' il risultato di un'analisi di Coldiretti sui dati del Cnr. Il 98% dei comuni si trova in zone a rischio. Fra il 2001 e il 2010 speso un miliardo di euro per l'emergenza ambientale. L'abbandono delle aree marginali

AGIPRESS – FIRENZE – In Toscana dal 1960 ad oggi alluvioni e frane sono costate la vita a 139 persone: 70 di queste sono decedute a causa di alluvioni, 69 per frane e smottamenti a cui vanno sommati 89 feriti e migliaia di cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni perché insicure o site in aree pericolose. E' proprio la Toscana la regione che ha pagato il tributo più alto tra le regioni del Centro Italia e tra i più alti in assoluto per le vittime di alluvione solo dietro a Lombardia (124) e Sicilia (107). Nello stesso periodo nel nostro paese sono morte, per le stesse motivazioni, oltre 4mila persone. Un disastro.

L'analisi di Coldiretti Toscana - E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) sulla base dei dati Cnr secondo cui il 98% dei comuni toscani (280) si trova in territorio a rischio frane ed alluvioni. "Con i cambiamenti climatici – sottolinea Coldiretti - è sempre più urgente investire nella prevenzione per una regione con migliaia di cittadini che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio soprattutto se si pensa che fra il 2001 ed il 2010 la Toscana ha speso in emergenza dell’ambiente quasi 1miliardo di euro. La serialità di allagamenti, frane ed esondazioni ha contribuito a far crescere un sentimento di terrore e profondo malessere nei cittadini toscani: quattro su dieci (41%) si sentono infatti minacciati dalle alluvioni e dalle frane".

L'abbandono delle aree marginali - La fragilità emotiva e psicologica dei toscani va di pari passo con l’effetto dell’abbandono delle aree marginali e della cementificazione che ha mutato profondamente il territorio e provocando il progressivo impoverimento delle superficie agricole. Secondo Coldiretti "sulla base di un’analisi dei dati Istat dal 1990 ad oggi sono spariti 420mila ettari di superficie agricola nella regione (-25%) con la presenza degli agricoltori che si è praticamente dimezzata nelle aree marginali (montane e collinari). Il 36% dei terreni agricoli (128mila ettari), oggi non più curati e 'coltivati' dal lavoro quotidiano degli agricoltori si trova in montagna, il 22% in collina (264mila ettari). E’ un chiaro segnale – prosegue Coldiretti – di quanto sia importante la presenza dell’agricoltura nelle aree così dette svantaggiate dove la manutenzione unita alla presenza fisica degli agricoltori è un elemento imprescindibile di prevenzione e di difesa del territorio. Sono oltre 20mila le imprese che hanno lasciato la montagna dagli anni 90 per mancanza di un’opportunità economica che nel tempo è venuta meno e per un ricambio generazionale che fortunatamente, in questi ultimi anni, sembra invece dare segnali di inversione positiva".

Agipress

 

 

 

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