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CARCERI - Cancellieri e Rossi firmano un protocollo unico in Italia

Stretta di mani dopo la firma del protocollo fra il ministro Anna Maria Cancellieri e il presidente della Regione, Enrico Rossi Stretta di mani dopo la firma del protocollo fra il ministro Anna Maria Cancellieri e il presidente della Regione, Enrico Rossi

Tanti i punti previsti nell'intesa fra Ministero della giustizia e Regione. Obiettivo: migliorare le condizioni dei detenuti e del sistema carcerario toscano

 

AGIPRESS – FIRENZE - Un protocollo tematico a migliorare le condizioni dei detenuti e del sistema carcerario toscano, valido tre anni e unico in Italia. Lo hanno firmato stamani, martedì 17 dicembre, il Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, quello del Tribunale di sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo e quello dell'Anci Toscana, Alessandro Cosimi.

Gli obiettivi - L'accordo prevede di recuperare e reinserire nella società fino a 300 detenuti con problemi legati alla tossicodipendenza, di utilizzare in maniera diversa le case circondariali di Massa Marittima, Grosseto ed Empoli, di valorizzare anche ai fini agrituristici e ricettivi, l'isola di Pianosa (che dal 1856 ha ospitato detenuti e dal 1968 fino al 1998 è stata sede di un carcere di massima sicurezza) attraverso il lavoro agricolo e di restauro immobili da parte di 80-100 detenuti, di formare al lavoro per reinserirli almeno altri 20 detenuti, di realizzare un asilo nido in prossimità di un carcere che possa accogliere anche i figli di persone non detenute, di completare l'Istituto a custodia attenuata per detenute madri situato a Firenze, di valutare la possibilità di realizzare una nuova casa circondariale a Grosseto idonea ad ospitare almeno 200 detenuti. La Regione si impegna poi ad individuare, d'intesa con i Comuni, strutture idonee ad ospitare case di semilibertà, considerando che oggi in Toscana ci sono circa 4.200 detenuti contro una capienza massima delle strutture carcerarie di 3.200: il 31% in più.

Lavoro fuori dal carcere - Tra gli intenti del protocollo figurano anche l'istituzione di percorsi che estendano le opportunità di lavoro esterno concesse ai detenuti anche per pubblica utilità, una maggiore integrazione con il territorio coinvolgendo gli Enti locali e le associazioni del volontariato. I progetti che verranno messi in atto a favore dei detenuti tossicodipendenti riguarderanno le carceri di Pisa, Prato, Firenze, Lucca, Pistoia e Livorno e contemporaneamente il Ministero si impegnerà a non far entrare nelle carceri toscane altri detenuti che ne prendano il posto, così da ridurre il sovraffollamento degli istituti toscani.

Un tavolo permanente - Il documento sottoscritto questa mattina prevede di istituire presso la Regione Toscana un tavolo permanente operativo composto oltre che da un rappresentante per ognuno dei firmatari, anche da un rappresentante dei 17 istituti penitenziari toscani. Presso l'ufficio di gabinetto del Ministro della giustizia è istituita invece una cabina di regia composta da Ministero, Regione e Anci.

I commenti - "Le condizioni delle carceri, anche in Toscana, non sono degne di un Paese civile. E' per questo che ci siamo sentiti responsabilizzati ad intervenire rispetto ad una situazione che il presidente Napolitano ha definito ripugnante. Dunque sono contento della firma di stamani e ringrazio la ministra Cancellieri che ha creduto in questo progetto che rappresenta una scelta importante in favore della civiltà delle nostre carceri" – è stato il commento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. "Porterò questo Protocollo – ha aggiunto la ministra della giustizia, Annamaria Cancellieri – alla Conferenza Stato-Regioni perchè voglio che diventi un modello ed un esempio per tutti. Ringrazio il presidente Rossi per la collaborazione rispetto ad un problema che deve riguardare l'intera società. Abbiamo la prova che nei detenuti che lavorano il tasso di recidività è minimo, quindi questo progetto avrà effetti ulteriormente positivi".

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