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A Firenze arriva il primo condominio "cardioprotetto" della città

A Firenze arriva il primo condominio "cardioprotetto" della città

AGIPRESS - FIRENZE - A Firenze arriva il primo condominio “cardioprotetto”. Si tratta dello stabile in via Ermolao Rubieri 2/22, composto da 100 famiglie, che da oggi è stato dotato di un defibrillatore automatico, a disposizione di tutti i condomini, per intervenire in caso di necessità. L’apparecchio salvavita è stato donato dalla compagnia assicurativa del condominio, tramite l’amministratore Marco Suisola, ed è stato posizionato all’ingresso per essere disponibile 24 ore su 24. Si tratta di uno strumento essenziale, per intervenire in caso di arresto cardiaco, potendo fare la differenza tra la vita e la morte se utilizzato prontamente nel soccorso ad una persona. Il tempo rappresenta infatti un elemento chiave, per poter sopravvivere ad un infarto: secondo gli esperti l’evento che causa l’arresto cardiaco è nell’85% dei casi la fibrillazione ventricolare, risolvibile solo con la somministrazione di uno shock da parte di un defibrillatore. Il tempo per intervenire è di 4-5 minuti al massimo. Le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto, se non si interviene con il defibrillatore. “Bastano questi dati per capire come, di fronte a certe emergenze, avere la possibilità di intervenire tempestivamente con un defibrillatore rappresenta un valore sociale enorme - spiega Marco Suisola, amministratore del condominio di via Rubieri. - Siamo felici di essere i primi a mettere in campo un’azione concreta per promuovere la cultura della cardioprotezione tra le mura domestiche, dove avviene la maggior parte degli arresti cardiaci. Sono convinto che questa azione sarà un ottimo strumento per contribuire a salvare vite umane”.

In Italia ogni anno si registrano 60mila decessi per arresto cardiaco, ovvero 168 al giorno, circa 7 ogni ora (1 decesso ogni 1000 abitanti). Si tratta di un’incidenza molto più alta rispetto ai decessi per incidenti stradali o qualsiasi altro evento non legato a patologie.

AGIPRESS

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