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71° Anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema

71° Anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema 71° Anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema

Le iniziative di commemorazione nel luogo in cui furono sepolte le 560 vittime della strage nazifascista del 12 agosto 1944

AGIPRESS - STAZZEMA - “Non condividiamo il dolore ma la memoria, nel suo ruolo più profondo di strumento per prevenire le atrocità”. Il Genocidio Armeno e la strage di Sant’Anna di Stazzema si sono ritrovati accomunati sul colle di Cava, nel luogo in cui furono sepolte le 560 vittime della strage nazifascista del 12 agosto 1944. Le parole dell’Ambasciatore della Repubblica di Armenia, Sargis Ghazaryan, sono state forti ed eloquenti. “La memoria è civiltà. Io stesso sono un discendente di sopravvissuti al genocidio perpetrato dall’Impero Ottomano nel 1915 che causò oltre un milione di morti. Per questo dimenticare non è la risposta: l’oblio è la nostra sconfitta”. Accanto al Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e all’Ambasciatore Sargis Ghazaryan c’era il sindaco di Moers, Christoph Fleischhauer, la cittadina tedesca con cui il comune di Stazzema da anni condivide progetti e scambi con i giovani. “Nel centenario del Genocidio avrei sperato che il sindaco di una città turca presenziasse alle celebrazioni come segno di riconciliazione, come ha fatto oggi il sindaco di Moers: invece così non è stato”. L’Ambasciatore Sargis Ghazaryan ha trattato il tema della memoria sotto tre punti di vista: la memoria “prescrittiva”, necessaria per prevenire crimini analoghi a quello di Sant’Anna e al Genocidio Armeno; il contrasto al negazionismo, da svolgersi con il lavoro nelle scuole e nei tribunali per ottenere verità e giustizia, trasmettendo la memoria degli avvenimenti; considerare i genocidi come “cronaca “ e non come storia, quindi come un qualcosa di attuale e non appartenente al passato.   

LA CERIMONIA del 12 agosto si è aperta con il Patto di Amicizia tra i comuni di Stazzema e Pescia alla presenza del sindaco Verona e del primo cittadino di Pescia, Oreste Giurlani, con la deposizione di una corona in Piazza Anna Pardini, presso la Cappellina all’ingresso del paese, recentemente ristrutturata grazie al “Fondo per il futuro” messo a disposizione al Comune di Stazzema dai governi italiano e tedesco, come ricordato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel saluto inviato in occasione della cerimonia cui è stata data lettura presso il Monumento Ossario. Un momento significativo perché lega le due comunità in un progetto comune di azione e di lavoro con le giovani generazioni, rivolto verso il futuro. Dopo la messa, officiata dall’Arcivescovo di Pisa Giovanni Benotto, alla presenza di tutti i parroci della Versilia, è stata deposta dal Sindaco Verona e dal Prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro una corona di alloro al cippo sulla piazza della chiesa, intitolata a Don Innocenzo Lazzeri, quindi il corteo si è composto ed ha sfilato lungo la Via Crucis per raggiungere il Monumento Ossario, luogo simbolo del Parco Nazionale della Pace, dove dal 1948 (l’anno della sua realizzazione) riposano le vittime della strage. La cerimonia al Monumento Ossario si è aperta con il saluto di Tassos Papaharalambos, rappresentante della città di Distomo, in Grecia, dove il 10 giugno 1944 le truppe naziste uccisero 218 civili e ancora attende verità e giustizia per quell’eccidio. 

Il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha interpretato la dimensione internazionale del messaggio universale che rappresenta il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema. “Oggi ci apriamo alla speranza”- ha detto Verona- “rivolgendoci ai giovani. I progetti con Moers e la Germania e la presenza del sindaco di Moers, i disegni dei bambini provenienti da oltre 50 paesi del mondo con il progetto “Colori per la pace”, la partecipazione dell’Ambasciatore della Repubblica di Armenia, Sargis Ghazaryan con cui ricordiamo il Genocidio Armeno sono messaggi chiari: alla distruzione e alle stragi terroristiche noi rispondiamo con la cultura della pace e con i progetti indirizzati ai giovani. Dagli orrori dei genocidi del ‘900, il primo dei quali fu proprio quello del popolo armeno, nacque l’Unione Europea anche se continuano ad esserci stragi contro i civili, come a Srebrenica venti anni fa, nell’ex Jugoslavia, e ancora oggi nel mondo che ci circonda. Papa Francesco, in occasione del ricordo del Centenario del Genocidio Armeno, ha detto che “la memoria è necessaria e doverosa: nascondere o negare il male è come lasciare una ferita aperta senza medicarla”. Un insegnamento che tutti noi dobbiamo far presente quotidianamente”. 

Il Presidente del Consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha collegato la storia di Sant’Anna a quella della liberazione di Firenze. “Il giorno prima della strage Firenze fu liberata”- ha ricordato. “Carlo Ragghianti, capo del Comitato di Liberazione Nazionale per la Toscana, scelse da quel giorno il Pegaso come simbolo di libertà che rappresentasse la nostra Regione. Ma pagammo un contributo altissimo il giorno seguente, con i morti di Sant’Anna, e il nostro Paese fino all’aprile 1945 fu dilaniato da tante stragi contri i civili, come Marzabotto e Monte Sole. L’imperativo che accomuna tutti noi è quello di trasmettere il senso e il significato della democrazia: dobbiamo trovare lo spirito per comunicare ai nostri giovani il grande sacrificio con cui è stata conquistata la libertà. E’ questo il dovere della memoria: dare un senso alla pace, alla libertà, alla democrazia”. 

Enrico Pieri, Presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, dopo aver ringraziato i presenti e tutte le scuole che accompagnano ogni anno decine di migliaia di studenti a Sant’Anna di Stazzema, ha lanciato un appello: “dobbiamo impegnarci qui, oggi, affinchè nel mondo non ci siano più altre tragedie come quelle di Sant’Anna di Stazzema”, ricordando anche la visita del Presidente Ciampi il 25 aprile del 2000 (insieme all’allora ministro Mattarella) che dette grande slancio per la legge istitutiva del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema.

Importante e significativa la presenza del Sindaco di Moers, Christoph Fleischhauer. “In questo momento non sono un rappresentante di un’istituzione, quanto piuttosto un cittadino europeo in mezzo ad amici europei. In Europa siamo forti solo se siamo uniti. E’ difficile per un tedesco venire a Sant’Anna ma la vera memoria per essere incisiva ha bisogno di un moto del cuore: vi ringrazio per avermi donato questa sensazione. I nostri giovani stanno svolgendo da tanto anni progetto con Sant’Anna e mi impegnerò per farne venire ancora di più”. 

Al termine della cerimonia, presso la “Fabbrica dei diritti” è stata inaugurata la mostra “Colori per la Pace" con disegni di bambini provenienti da oltre 50 paesi del mondo aventi come tema la pace. A Sant’Anna sono esposti due disegni per ogni stato per un totale di oltre 100 opere, tra cui quelli di Israele e Striscia di Gaza. 

Agipress

Ultima modifica ilMercoledì, 12 Agosto 2015 17:03
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