Menu
Ausili per persone disabili: "diventino veri e propri strumenti di cittadinanza"

Ausili per persone disabi…

La richiesta dalla F...

NEUROSCIENZE - Parkinson, Alzheimer, Sclerosi, epilessia, ai raggi x il funzionamento delle cellule gliali

NEUROSCIENZE - Parkinson,…

Giornata di studio o...

Sanità pubblica e privata, l’85% degli italiani vuole scegliere liberamente

Sanità pubblica e privata…

I dati della ricerca...

RICERCA - Tumore al seno, colpirlo all'origine attaccando le cellule staminali

RICERCA - Tumore al seno,…

Una ricerca di IEO, ...

NEUROSCIENZE - Il cervello e il senso del numero, nuove ricerche su capacità di pianificare sequenze di azioni

NEUROSCIENZE - Il cervell…

Ricercatori: cervell...

Terremoto, per le donazioni conto corrente unico in Toscana

Terremoto, per le donazio…

Attivo anche un indi...

Salute mentale, in Italia un milione di anziani con demenze

Salute mentale, in Italia…

Con una prevalenza d...

"Clowning e Alzheimer" nasce il primo corso in Italia per professionisti nella cura della persona con demenza

"Clowning e Alzheime…

Aperto a professioni...

Prev Next

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

25 Novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

25 Novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 25 Novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

L'Osservatorio Sociale Regionale della Toscana presenta il settimo Rapporto

AGIPRESS - FIRENZE - Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999, la Giornata intende sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema di drammatica attualità anche in Italia, rispetto al quale il mondo della formazione, della ricerca e della cultura non può rimanere in silenzio. L'Osservatorio Sociale Regionale della Toscana presenta il settimo rapporto (scarica sotto l'allegato) realizzato per fare sempre più luce su un fenomeno assolutamente trasversale a ceto, cultura, classe di età delle donne, che altrimenti rischierebbe in buona parte di rimanere sotto traccia, e per agire sul fronte delle politiche di contrasto alla violenza di genere. 

CENTRI ANTIVIOLENZA TOSCANA - I dati delle 28 strutture, tra Centri antiviolenza e Centri/sportelli d'ascolto sulla violenza di genere, hanno confermato i risultati degli scorsi anni: seppur con alcune difficoltà legate alla chiusura di alcuni sportelli territoriali, i Centri si confermano punto di forza della rete contro la violenza accogliendo ogni anno oltre 2.500 nuove utenti (2.597 negli ultimi dodici mesi). Di qui l'importanza secondo l'assessore di mantenere attivi questi Centri, perché, come rilevato nelle diverse edizioni del Rapporto, rivolgersi ad un Centro antiviolenza facendo quei primi passi verso l'uscita dalla violenza, è una decisione su cui influiscono anche elementi di contesto, come la riconoscibilità dei Centri, la loro diffusione e relazione con il territorio. Dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2015 il numero totale di donne accolte è pari a 13.461. Donne di ogni classe di età, estrazione sociale e livello culturale (ci sono laureate e donne con al più la licenza media; casalinghe, operaie, impiegate o libere professioniste) per il 70% circa italiane, che si rivolgono ai Centri in cerca di informazioni e sostegno (ascolto, assistenza psicologica, consulenza legale, ma anche richiesta di protezione), per uscire soprattutto da situazioni di maltrattamento domestico.

VIOLENZA PSICOLOGICA E FISICA - La violenza rilevata più frequentemente dai Centri è quella psicologica (81,8%), seguita da quella fisica (63,5%). Le donne straniere sono, in proporzione, più spesso oggetto di violenza fisica ed economica, mentre il mobbing e lo stalking sono diffuse soprattutto tra le italiane. E' il partner (61%) il principale artefice della violenza, in modo particolare per le donne straniere (74,4%); solo nell'1,5% dei casi l'aggressore è uno sconosciuto. A tale proposito è da rilevare che la propensione alla denuncia (ha sporto denuncia poco più di una donna su quattro) è inversamente proporzionale alla "vicinanza" in termini di legame intimo-affettivo tra vittima e aggressore, variabile che condiziona l'atteggiamento delle donne ancor più della gravità fisica dell'atto.

CONSULTORI E CODICI ROSA - Le informazioni fornite dai Consultori e dai Codici Rosa differiscono per un aspetto non secondario: mentre i primi permettono di arrivare al livello di singola utente − nell'anno 2014 sono state 918 le donne seguite dai consultori per abuso e maltrattamento, di cui 121 ragazze con meno di 18 anni – l'attuale rilevazione regionale dei dati del Codice Rosa restituisce le informazioni solo per accesso. Manca quindi il dato relativo al numero di donne che si sono rivolte al servizio e restano aperti gli interrogativi sull'effettiva entità dell'utenza (quanti, ad esempio, tra i 2.257 accessi registrati dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2015 sono utenti uniche). Lavorare per poter arrivare al dato sulle singole utenti, individuando ad esempio le caratteristiche di quelle che hanno effettuato visite ripetute, potrebbe aiutare a capire ancora meglio il funzionamento di un servizio così importante, che ha reso la Regione Toscana esempio e prototipo per i servizi sanitari degli altri territori. Va ricordato a tale proposito che l'esperienza toscana, a regime dal 2014 con l'estensione del progetto a tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere della Regione, ha ispirato il progetto speciale nazionale Codice Rosa bianca, promosso dalla FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), che vede come capofila la Toscana, attraverso l'Azienda USL di Grosseto.

FEMICIDIO E FEMMINICIDIO - Il rapporto evidenzia che il 2014 ha segnato purtroppo un calo d'attenzione, soprattutto da parte dei media, nei confronti dei "femicidi". E' utile specificare che tale termine viene utilizzato nei casi in cui l'esito della violenza è la morte della donna, mentre per femminicidio si intende, più ampiamente, l'insieme di comportamenti violenti che portano alla morte della donna o tendono al suo annientamento fisico o psicologico. A una ridotta attenzione nei confronti di questo tema ha corrisposto un aumento delle donne uccise in Toscana nel 2014, arrivate a 12 (praticamente una al mese), dato in crescita rispetto al triennio precedente. Dal 2006 al 2014, in regione, il numero di vittime di femicidio è arrivato a 77, ovvero una ogni 46 giorni: in tutti i casi in cui l'autore è stato individuato viene evidenziata la natura "domestica" di questi omicidi, avvenuti per mano di una persona che la donna conosceva: un partner, un ex, un pretendente respinto, un cliente, un figlio.

RECUPERO UOMINI VIOLENTI - Il Rapporto ha inoltre approfondito il lavoro svolto dai 4 centri che, in Toscana, si occupano di interventi di recupero degli uomini violenti, oltre a svolgere attività di sensibilizzazione rispetto al superamento degli stereotipi di genere. Nella nostra regione, nel 2014, sono stati 88 gli uomini che hanno intrapreso un percorso rivolto al cambiamento dei propri comportamenti violenti; nei primi sei mesi del 2015 tale numero è arrivato a 61, mostrando quindi una crescita di attenzione nei confronti di questi percorsi, cui gli uomini accedono in maniera volontaria o su spinta di altri soggetti, ad esempio la propria partner, lo psicologo, l'avvocato o uno degli attori della rete antiviolenza. Grazie al lavoro svolto dall'Osservatorio per questo Rapporto, in collaborazione con i 4 centri toscani che lavorano con gli uomini violenti, si è inoltre arrivati alla condivisione di una scheda unica di rilevazione, in grado di rilevare le informazioni sia per il primo accesso sia per la presa in carico. In questo modo, fin dal prossimo Rapporto verrà aggiunto un altro fondamentale tassello al sistema di raccolta dei dati sul fenomeno della violenza di genere in Toscana.

VIOLENZA ASSISTITA - Il tema della violenza assistita è stato affrontato per la prima volta in questo Rapporto. Si tratta di un tipo di violenza che passa attraverso l'esperienza diretta, indiretta, e/o percepita da parte del minore di atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative. Un ampio spazio è stato dedicato alla definizione del problema, all'individuazione di pratiche e modelli di intervento e allo studio dell'operato dell'unico Centro toscano – Artemisia – che ha al suo interno sia il settore donne sia il settore minori: una peculiarità importante per fornire supporto ai bambini vittime di un tipo di maltrattamento che per essere riconosciuto necessita della preliminare individuazione dell'esistenza della violenza domestica. Nel corso del 2014, il Centro ha seguito 111 nuovi casi riguardanti vittime di violenza assistita, cui si aggiungono 75 casi in carico dagli anni precedenti. I dati del Monitoraggio Interventi e servizi per minori e famiglie realizzato dal Centro regionale Infanzia e Adolescenza - Regione Toscana/Istituto degli Innocenti mostrano inoltre come, sempre nel corso nel 2014, tra i minori in carico ai servizi sociali toscani, 968 sono state vittime anche di violenza assistita.

Agipress

Ultima modifica ilMercoledì, 25 Novembre 2015 10:41
Devi effettuare il login per inviare commenti
Torna in alto

Newsletter

Nome:
Email:
Mailing Lists:
Tutte le notizie
Quante ruote ha una bicicletta? (ex: 1)

Seguici