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COSTA CONCORDIA – Rossi: "No alla soluzione della Vanguard"

Il presidente della Toscana Rossi contrario alla soluzione della Vanguard per la rimozione del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giuglio Il presidente della Toscana Rossi contrario alla soluzione della Vanguard per la rimozione del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giuglio

La contrarietà alla rimozione del relitto dal Giglio verso porti lontani, all'estero, è di natura ambientale e sociale

AGIPRESS – FIRENZE – Un secco "no" all'uso della Vanguard per la rimozione dal Giglio di Costa Concordia. A pronunciarlo, poche ore prima della riunione a Roma del comitato di valutazione dei progetti, è il presidente della giunta regionale toscana, Enrico Rossi,: quella ipotesi va tolta di mezzo, attacca Rossi, "anche a costo di schierare una catena di piccole imbarcazioni intorno al relitto per impedirla".

LA PRIMA MOTIVAZIONE E' DI NATURA AMBIENTALE - "La Vanguard alzerebbe il relitto di quattro metri sul livello del mare e così si sverserebbero in mare tutti i liquami contenuti nello scafo, un inquinamento assolutamente inaccettabile", ha spiegato Rossi. Inoltre ricorrendo al Vanguard, ha proseguito il presidente, "si potrebbe portare il relitto all'estero, comunque in porti lontani, dove le demolizioni vengono realizzate in condizioni altrettanto inaccettabili per i lavoratori. Il presidente ha in particolare mostrato, nel corso di una conferenza stampa, un filmato sugli "spiaggiamenti" delle navi da demolire sulle coste della Turchia e le "sconvolgenti immagini pubblicate nel numero di maggio dalla rivista National Geographic, che documentano le spaventose condizioni di lavoro nei grandi 'cimiteri di navi' del Bangladesh". "Per legge e per competenza la Toscana ha diritto a dire la sua – ha concluso Rossi -. Ci sono tutti gli elementi importanti per dire che la soluzione giusta non è quella della Vanguard, né dal punto di vista ambientale né dal punto di vista sociale".

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 19 Maggio 2014 15:30
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