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CASTAGNE – Alla Toscana il premio qualità. Ma crolla la quantità di raccolto

Premio qualità per le castagna toscana ma crollo nella quantità del raccolto: i dati forniti da Coldiretti e Associazione nazionale Città del castagno Premio qualità per le castagna toscana ma crollo nella quantità del raccolto: i dati forniti da Coldiretti e Associazione nazionale Città del castagno

Produzione dimezzata a causa di clima, cinipide ed ungulati. Le ripercussioni su tutta la filiera e sul futuro del territorio. Boom di importazioni straniere

AGIPRESS – FIRENZE - La Toscana conferma il primato della qualità con ben 5 tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo, ma il raccolto sarà ancora magrissimo. L’andamento climatico unito all’aggressione del cinipide galligeno e per la prima volta anche alla presenza massiccia ed evidente degli ungulati condizioneranno, anche quest’anno, la castanicoltura toscana con raccolti dimezzati e perdite di prodotto con punte, in alcune aree, fino al 60%. A fornire una primo quadro è Coldiretti toscana, sulla base della previsioni dell’Associazione Nazionale Città del Castagno. Sono lontani quindi i bei tempi in cui i 16mila ettari di castagneti da frutto (dati della Regione Toscana) regalavano fino 24 mila tonnellate fra marroni e castagne.

Ad incidere sulla mancanza del prodotto sono stati – spiegano Coldiretti e Associazione Nazionale Città del Castagno – la piovosità prolungata in primavera, durante la fioritura dei castagni, con dilavamento del polline e difficoltà nella allegazione, conseguente ritardo nella formazione dei frutticini unita ad un’estate calda con continua ventilazione di venti da Nord (tramontana) con disidratazione dei ricci, e rallentamento nell’ingrossamento degli stessi. L’annata è stata caratterizzata – proseguono Coldiretti e Associazione Nazionale Città del Castagno – da un forte sfarfallamento della Cydia precoce del castagno (Pammene fasciana) che ha contribuito alla caduta precoce di parte dei piccoli ricci. Ad incidere sull’annata di passione del settore, la presenza fuori controllo degli ungulati: cinghiali, caprioli e cervi che si cibano delle poche e buone castagne cadute a terra.

La ridotta produzione locale ha provocato la massiccia importazione di prodotti dall’estero che sono cresciute del 20% nei primi sette mesi del 2013 dopo che nel 2012 erano praticamente raddoppiate rispetto all’anno precedente e quasi triplicate rispetto al 2010. Il risultato - precisa la Coldiretti - è uno storico sorpasso con gli italiani che hanno più del 50% di probabilità di trovarsi nel piatto senza saperlo castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dalla Slovenia.

Se dal punto di vista quantitativo la situazione è preoccupante il primato italiano è confermato - continua Coldiretti - dalla presenza di ben cinque tipi di castagne che hanno ottenuto il riconoscimento europeo: il Marrone del MugelloIgp il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina della Lunigiana Dop, l’ultima in ordine cronologico ad essere stata riconosciuta.

Agipress

Ultima modifica ilLunedì, 28 Ottobre 2013 13:23
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