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ALLARME VIGNETI – In Toscana distrutte dagli ungulati quasi 700 ettari di superfici

I cinghiali sono gli animali più distruttivi: si stimano nel 70% i danni arrecati da questi ungulati a culture e produzioni agricole I cinghiali sono gli animali più distruttivi: si stimano nel 70% i danni arrecati da questi ungulati a culture e produzioni agricole

A rischio estinzione anche varietà autoctone. Coldiretti: "Azione dei cacciatori fondamentale per riportare equilibrio"  

 

AGIPRESS – TOSCANA – Sono 679 ettari di superfici a viti divorate dagli animali. Cinghiali (per il 70%), caprioli, daini e storni si stano letteralmente divorando il vigneto toscano (ne sono rimaste poco più di 60mila). A lanciare l'allarme è Coldiretti Toscana  in base ai dati forniti dal Corriere Vinicolo relativi all’erosione del vigneto italiano nel 2012. Ad essere minacciate, oltre alle viti che rappresentano un parte importantissima dell’economica agricola regionale, ci sono anche tutte una serie di piccole e particolari varietà autoctone locali “recuperate” e valorizzate con fatica dagli agricoltori che ora rischiano di “sparire”.

Stando ai dati forniti dalla Regione sono 350mila gli ungulati presenti nella nostra regione tra cinghiali, caprioli, storni e mufloni; il 70% dei danni a coltura e produzioni agricole sono imputabili alle scorribande dei cinghiali che da soli rappresentano la metà della popolazione totale di ungulati. Nelle ultime settimane le segnalazioni di danni a colture ed aziende si sono drammaticamente moltiplicate un po’ in tutta la regione con picchi drammatici nella Valdichiana, in particolare Monte San Savino, Montagnano, Castiglion Fiorentino, Lucignano, Cortona, e la Val di Chio, nel Casentino e nel basso Valdarno, nel senese, in numerosi comuni della Provincia di Massa Carrara (Comano, Aulla, Podenzana, Pontremoli, Mulazzo, Fivizzano, Fosdinovo e Massa), nella Val diCecina e nel Volterrano e nella Valdinievole, con casi a Pieve e Marliana. Ma il problema è diffuso e grave in tutto il territorio regionale.Significativi i danni alle viti che rappresentano in queste settimane il più ghiotto dei pasti trovandosi nel bel mezzo della vendemmia, alberi da frutto e seminativi. “I piani di prelevamento vanno rivisti così come è necessario attivare, la dove la presenza è reiterata, abbattimenti straordinari in difesa delle produzioni; – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – la resistenza e sopravvivenza dell’agricoltura in particolari aree della nostra regione è messa a repentaglio con frequenza quotidiana ormai dalla presenza degli ungulati che distruggono in poche oremesi di fatica ed investimenti. In questa fase l’azione dei cacciatori è fondamentale – ammette Marcelli – per riportare in equilibrio la presenza della fauna”.

 

Agipress

Ultima modifica ilMercoledì, 09 Ottobre 2013 15:10
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