L'ATTENZIONE

 

 

 

 

 

 

Editoriale

 

Vivere d'arroganza e presunzione!

 

Nessun dubbio che l'uomo, in generale, è la prima vittima della propria arroganza. Non è difficile constatarlo osservando, con un certo distacco, tutto quello che ci gira attorno.

Purtroppo l'arroganza nasce dalla presunzione di essere sempre e solo i depositari della verità.

Quindi si rifiuta il dialogo, che è anche confronto sulle diverse posizioni, e si finisce per restare invischiati nella propria logica.

Alla fine, però, si pagherà tutti: vincitori e vinti!

Probabilmente ciò è dovuto alla mancanza di buonsenso, all'esplosione di situazioni senza possibilità di concretizzazione, alla pretesa di saper scegliere per sè e per gli altri.

Prendiamo il sindacato: anche quando sceglie una strada sbagliata si ostina a percorrerla facendo finta di non rendersi conto dei danni che procura. Il confronto sull'art. 18 dello statuto dei lavoratori è solo un esempio della mancanza di volontà di confrontarsi per cercare una soluzione che possa accontentare tutte le parti in causa.

Prendiamo la scuola e le innumerevoli manifestazioni in corso nel Paese: i ragazzi sono convinti di aver ragione e rifiutano qualsiasi forma di dialogo. Anzi, si chiudono nelle scuole e dialogano tra di loro che, sostanzialmente, visto che sono sulla stessa barca non possono che essere d'accordo. E giacchè si trovano così vicini e disponibili l'un l'altro niente di male che pensano anche a divertirsi, magari anche sessualmente, perchè no, fa parte del gioco.

Così rifiutano i consigli dei genitori, okkupano ad oltranza, non studiano, creano barriere tra loro e gli adulti (sia professori che genitori!).

Nè si rendono conto che le loro richieste devono trovare una strada di sbocco, che spesso non c'è perchè non esiste!

Poi ci sono i fomentatori per professione, quelli che non non vogliono neppure sentir parlare di dialogo e di confronto. Con loro diventa veramente difficile capirsi.

Così nascono e proliferano gruppetti minacciosi, senza famiglia, senza patria, senza logica di vita democratica.

Si cerca di capirli, a volte anche di giustificarli, ma spesso i risultati sono disastrosi perchè la debolezza si dimostra più dannosa della rigida applicazione delle regole di vita sociale e democratica.

E purtroppo, la malattia dell'arroganza e della presunzione colpisce un po' tutti, senza distinzione di ceto, di religione, di sesso.

Il ricco snobba il povero perchè non è alla sua altezza; l'amministratore snobba l'amministrato perchè lo domina; il giovane deride l'anziano perchè non ha la sua vivacità...

E' la società dell'incomunicabilità, dell'amicizia apparente, della violenza che non è solo quella dei terroristi ma anche di non vuol permettere la loro sconfitta. E' la società dell'arroganza e della presunzione, che non conosce la virtù del perdono e della tolleranza ma che, sopratutto, non vuole accettare l'idea che nessuno di noi, singolarmente, è depositario della verità assoluta.

Il dialogo, ormai, sembra un'araba fenice. Comunque sarebbe giusto cercarla, cercarla, cercarla...

 

 


Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

POLITICA

 

Dalla "Festa della Toscana" un rilancio per la "libertà delle idee"

 

 

Fra le tante manifestazioni che hanno caratterizzato la "Festa della Toscana" 2001, vogliamo dare un posto di rilievo alla seduta solenne del Consiglio regionale per la pace in Medioriente che si è svolta negli stupendi locali del Museo del Bargello e che ha registrato gli interventi di Riccardo Nencini, Claudio Martini, Abraham Yeho-shua, Roberto Louvin, Luis Ma-rinho, Guntis Ulmanis.

In evidenza assoluta, quindi, l'esortazione di Abraham Yehoshua, scrittore israeliani, docente all'università di Haifa, intervenuto durante la seduta solenne del Consiglio regionale: "Voi europei - ha detto Yehoshua - dovete intervenire nella questione mediorientale, ristabilire la pace conducendo palestinesi ed israeliani verso un accordo. Le parti in questo momento sono molto vicine al compromesso: avete una grande responsabilità, usate il vostro potere per questo fine".

Yehoshua è uno degli autori del Dizio-nario della Libertà, la cui prima parte è stata presentata nella sede dell'Accade-mia della Crusca.

Il Dizionario, coordinato dai poeti Alba Donati e Paolo Jacuzzi, e voluto dalla Regione Toscana, sarà composto da 27 voci, ognuna delle quali scritta da un saggista europeo o dell'area mediterranea.

Lo stesso Nencini nel suo intervento ha candidato la Toscana "ad essere sede delle trattative di pace che consentano la nascita dello Stato libero di Palestina" . "La storia della Toscana ­ ha detto Nencini ­ ci insegna che i diritti stessi, le libertà, sono nate nella normalità quotidiana, nelle consuetudini ancor prima che nelle leggi. La Festa della Toscana, celebrandone la storia, celebra la nostra regione come terra di identità, libertà, felicità".

La libertà delle idee ­ ha detto da parte sua il Presidente della Giunta Claudio Martini ­ è innanzi tutto rispetto per le idee diverse. E questo rispetto è tanto più necessario quanto più è minacciato, come succede oggi, dal terrorismo. "Oggi dobbiamo sentirci al fianco di quanti sono impegnati nella lotta contro il terrorismo ­ ha detto ancora Martini ­ Degli americani, degli inglesi, così come dei popoli arabi e islamici che hanno fatto la scelta di aderire alla grande alleanza contro il terrorismo".

Un contributo interessante è venuto anche da Robert Louvin, coordinatore della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province Autonome, che ha parlato di Regioni ed enti locali come delle "vere palestre dove esercitare concretamente i principi della libertà politica".

Nella riunione del Consiglio regionale sono intervenuti anche Guntis Ulmanis, Capo di Stato della Lettonia, e Luis Marinho, vicepresidente del Parlamento Europeo. Quindi Antonio Paolucci, sovrintendente ai beni artistici e culturali della Toscana, e Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Museo del Bargello, hanno presentato il San Giorgio di Donatello restaurato ed annunciato il nuovo programma dei restauri in Toscana.

Ma la "Festa della Toscana" non è stata soltanto l'incontro del Bargello. Una tavola rotonda su "libertà delle idee" ha visto insieme Giulio Andreotti, Jacques Delors, Felipe Gonzales, Mikhail Gorbaciov, David Martin e Guntis Ulmanis.

Si è svolta una giornata di lavori sui diritti umani in collaborazione conAmnesty International.

Sul tema delle "Riforme di Pietro Leo-poldo e la nascita della Toscana moderna" si sono confrontati gli studenti toscani con i loro pregevoli elaborati.

Un seminario di lavoro si è occupato dell'età di Ugo di Toscana.

E sul concetto di libertà vogliamo ricordare un'affermazione del poeta Mario Luzi, secondo il quale "la libertà è una scuola dove bisogna andare ad imparare a volerla e in cui la lezione è ininterrotta".

Da parte sua Franco Cardini ha presentato, insieme a Nencini, l'Agenda della Toscana, opera molto agile per recuperare la memoria storica della Regione.

Ma la Festa della Toscana non ha interessato solo Firenze. Infatti, le Province e quasi tutti i Comuni hanno organizzato manifestazioni significative per celebrare l'importante avvenimento.

Da Arezzo a Grosseto, da Lucca a Li-vorno, Pisa, Pistoia, Massa, Prato e Siena, hanno partecipato con entusiasmo. Non poteva essere altrimenti: la libertà è un bene troppo prezioso per non trovare difensori convinti tra i cittadini e nelle istituzioni.

Grandissima anche la partecipazione dei media (carta stampata, radio e televisoni) che hanno dedicato ampi spazi a tutte le iniziative.

A Nencini sono pervenuti messaggi di adesione da tutto il mondo.

Appuntamento, quindi, al 2002 e negli anjni futuri perchè la libertà va sempre, comunque difesa.

 

e.c.

 

 

Dopo Siviglia iniziative per il popolo Saharawi

 

 

Incontro a Firenze, nella sala-stampa del Consiglio regionale, con lo scrittore Umberto Romano (autore del libro Rabbia di sabbia) che ha partecipato ai lavori della Conferenza internazionale di Siviglia per esaminare i drammatici problemi che interessano il popolo Saharawi, in lotta ormai da 25 anni per la propria libertà.

L'incontro, voluto da Rifondazione Comunista, ha messo a nudo sia le esigenze di quel popolo che la scarsa incidenza delle azioni internazionali per risolvere l'annosa questione.

"Come gruppo regionale di RC - ha detto il capogruppo Giovanni Barbagli - ci faremo carico di sviluppare e sostenere le proposte emerse dall'appuntamento di Siviglia e come segno concreto di impegno abbiamo deciso di donare ad ogni classe delle scuole medie inferiori e superiori del Comune di Sesto Fiorentino dove opera l'Associazione di aiuto e sostegno al Saharawi il libro scritto da Umberto Romano".

L'impegno di Barbagli non è nuovo. Già lo scorso anno, insieme al vice-presidente del Consiglio regionale Enrico Cecchetti, aveva visitato gli accampamenti del popolo Saharawi in Africa e ne era ritornato molto sensibilizzato e deciso ad aiutare quel popolo ad ogni livello.

Tornando al summit di Siviglia, lo scrittore Romano (che ha incontrato anche la Commissione Pace in Palazzo Vecchio, presieduta da Lorenzo Marzullo) ha fornito una breve scheda riassuntiva delle proposte emerse: a)-rilancio dell'azione di lotta per il rispetto delle risoluzioni ONU (referendum di autodeterminazione) e la garanzia della pace per questo popolo; b)-invito alle amministrazioni comunali, provinciali e regionale che sono gemellate con il popolo Saharawi a visitare i territori occupati nel Marocco occidentale per porre con evidenza il problema della libertà e dell'autodeterminazione di questo popolo e la fine dell'occupazione dei territori da parte del Marocco; c)-la promozione di un'iniziativa culturale internazionale consistente in un premio di poesia da organizzare a Firenze ogni anno per richiamare l'attenzione internazionale su questo popolo e per contribuire a ricostruire la biblioteca internazionale del popolo Saharawi distrutta dai bombardamenti marocchini e per mantenere le radici culturali di questo popolo.

 

 

La Toscana aiuti le donne afghane

 

I diritti delle donne afghane stanno trovando molti difensori in questo momento di svolta in Afghanistan. Si va dall'appello di Rita Levi Montalcini che si dichiara convinta che "agli uomini tocca fare la guerra, alle donne tocca un compito più arduo, quello di costruire la pace", alla nuova battaglia dei radicali. Nel 1997 Emma Bonino lanciò l'iniziativa "Una rosa per le donne di Kabul". Oggi rilancia quell'iniziativa chiedendo di aderire con una giornata di digiuno.

E le donne del Consiglio regionale toscano (Anna Annunziata, Bruna Giovannini e Marisa Nicchi) hanno sollecitato il Governo ed intervenire a tutti i livelli a favore delle donne afghane. Inoltre, hanno presentato al Consiglio una mozione con la quale chiedono che la Giunta regionale si impegni "ad allacciare rapporti stabili con le associazioni delle donne afghane, da un lato volte alla reciproca conoscenza ed alla mutua collaborazione tra organizzazioni femminili, dall'altro tendenti a verificare la possibilità di contribuire concretamente alla realizzazione di progetti di cooperazione per l'educazione, la formazione e la salute delle donne di quel Paese".

E, mentre andiamo in macchina, si sta svolgendo nell'auditorium del Consiglio regionale un convegno (La libertà delle donne) organizzato dalla Commissione regionale pari opportunità.

 


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L'ATTENZIONE

 

 

 

Centrale del latte di Firenze: grido d'allarme del consigliere Toccafondi

 

T&laqno;Rischia di diventare un clamoroso flop la nuova Centrale del Latte. Un flop che rischierà di far perdere il posto di lavoro a circa 200 persone e di creare un nuovo buco nei conti del Comune».

La denuncia viene dal capogruppo in Palazzo Vecchio di Azione per Firenze Gabriele Toccafondi (nella foto).

Secondo Toccafondi &laqno;le incertezze che ruotano intorno alla nuova Centrale del Latte aumentano di giorno in giorno".

Infatti, alle preoccupazioni relative alla costruzione del nuovo stabilimento che potrebbe essere realizzato non più su quattro piani ma su di un solo livello, con notevole ridimensionamento della capacità produttiva, e a quelle relative alla costruzione dei nuovi spazi Merca-fir che attualmente non hanno nemmeno la necessaria copertura finanziaria da parte del Comune (a discapito degli sviluppi della Mercafir ed in particolar modo del settore ittico e la grande distribuzione), se ne aggiunge un'altra relativa alla notizia di una lettera del 21 settembre 2001 nella quale si chiederebbe ai cosiddetti "soggetti istituzionali legati al territorio con competenze sulle politiche agricole" se sono disposti all'acquisto del 20% della Centrale».

&laqno;A fronte di questa offerta - ha aggiunto il capogruppo di Azione per Firenze - si offrirebbe un posto in consiglio di amministrazione. Un comportamento che lascia molti dubbi sulla reale volontà di questi possibili acquirenti di dare nuovo impulso alla Centrale del Latte e soprattutto potrebbe condizionare gli acquirenti privati che si potrebbero trovare a dover collaborare con soci non interessati allo sviluppo della Centrale». D'altra parte dobbiamo ricordare che la politica della Regione (al di là della recente dichiarazione dell'assessore Tito Barbini, che ha bisogno di ulteriori approfondimenti) è indirizzata verso un disimpegno generalizzato dalle aziende di produzione e quindi alla "non-partecipazione" azionaria nelle aziende stesse.

Si tratta di una linea ribadita più volte nella precedente legislatura e confermata anche in questa.

&laqno;In più - aggiunge Toccafondi - ombre si addensano sul futuro dei lavoratori che ad oggi non sono stati informati degli sviluppi del futuro della società, anzi si sono trovati di fronte ad un nuovo piano industriale non previsto.

Anche i sindacati non hanno avuto ancora l'incontro con l'Assessore comunale Simone Tani, malgrado egli avesse affermato davanti al Consiglio comunale che ciò sarebbe avvenuto in tempi brevi. Probabilmente neppure l'assessore riesce ad avere una cognizione esatta di quello che si sta muovendo attorno al futuro della Centrale.

"Nonostante ciò - precisa da parte sua Toccafondi - le voci che vogliono che uno o più acquirenti privati si siano già presentati al Comune non aiutano a sciogliere i dubbi che si stanno addensando sul futuro della Centrale del Latte e sul futuro dei suoi lavoratori".

Un'ulteriore questione riguarda il bando di gara per scegliere il partner tecnico privato.

"Ricordiamo all'Assessore Tani - afferma infatti il consigliere Toccafondi - che la bozza di bando dovrà essere presentata in Consiglio comunale ed ai dipendenti per un adeguato esame.

Dobbiamo anche ricordargli l'esigenza che i futuri acquirenti debbono garantire il rispetto dei marchi ma anche i livelli occupazionali e la produzione nei capoluoghi e quindi è importante che il bando abbia criteri che possano consentire la partecipazione a più soggetti evitando che detto bando venga ritagliato per un acquirente specifico".

Sulla questione è intervenuta anche Alessandra Lucci, presidente regionale della Coldiretti toscana, la quale ha espresso la sua profonda preoccupazione sul futuro della Centrale, affermando che, a suo giudizio, "si sta giocando, da troppo tempo, una partita a scacchi rispetto alla quale la nostra organizzazione ha avuto una posizione molto chiara: non siamo contrari pregiudizialmente alla privatizzazione, non siamo d'accordo però per una privatizzazione senza regole".

Elena Carbone

 

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L'ATTENZIONE

TRASPORTI

 

Capitale Rama nella mani di Ataf, Atc, Trambus e Ssit

 

 

Aggiudicata a Grosseto la gara per la vendita del 43,9% delle azioni di Rama spa, la società che gestisce il trasporto urbano nel capoluogo maremmano, nonché vari collegamenti extraurbani e diverse licenze di noleggio.
La gara è stata vinta dalla "Associazione Temporanea d'Impresa" fra ATAF Firenze, Atc Bologna, Trambus Roma e SSIT Spoleto.
L'Ati vincente ha ottenuto il punteggio più alto sia per la parte tecnica sia per quella economica, raggiungendo 76 punti complessivi. Netto il divario con gli altri concorrenti: i due raggruppamenti guidati da SITA e SAB hanno ottenuto rispettivamente 50,2 e 25,7 punti. L'Associazione temporanea di imprese fra le aziende di Bologna, Firenze, Roma e Spoleto diventa così socio di maggioranza di Rama spa e guiderà l'azienda insieme agli altri azionisti: la società medesima, il Comune e la Provincia.

Il piano industriale presentato trasformerà Rama spa nell'Agenzia per la mobilità di Grosseto e provincia. Le sue attività comprenderanno, oltre alla gestione della rete di trasporto urbano ed extra urbano, i servizi di Gran Turismo e di noleggio, i parcheggi pubblici e un magazzino di pezzi di ricambio che rifornisce numerose aziende del settore.
Il Presidente di ATAF spa, Aldo Frangioni, ha espresso "grande soddisfazione" per l'esito positivo della gara per l'acquisto delle quote azionarie della Rama di Grosseto. "Si trattava - ha detto Frangioni - della prima gara alla quale partecipavamo, e siamo particolarmente contenti del fatto che l'offerta predisposta d'intesa con Trambus, Atc e Ssit, sia risultata la migliore sia in termini tecnici, di piano d'impresa, che economici.
Dopo la trasformazione in società per azioni, avvenuta il 1° gennaio scorso, era il primo appuntamento vero con il mercato liberalizzato del trasporto pubblico e quindi il successo è bene augurante.
D'altra parte siamo consapevoli che si tratta solamente di una prima tappa, la competizione sarà sicuramente molto dura ma noi siamo pronti ad affrontarla.
Siamo convinti che l'intesa strategica con le altre aziende di trasporto delle città metropolitane dell'Italia Centrale (Bolo-gna e Roma) costituisca una base di partenza azzeccata, che porterà benefici ad ATAF spa ed alla città di Firenze.
Ora lavoreremo con maggiore lena a rafforzare questo polo nazionale del trasporto pubblico in vista dei prossimi appuntamenti che ci aspettano." Maurizio Agostini, Presidente ATC Bologna, ha espresso "grande soddisfazione perché è la prima volta che aziende pubbliche tutte italiane partecipano e vincono ad una gara di trasporto pubblico locale" "Abbiamo conseguito un ottimo risultato - ha dichiarato l'Amministratore delegato di Trambus Filippo Allegra -. La gara prevedeva l'elaborazione di un piano industriale pluriennale per le attività di Rama spa. Il nostro lavoro è stato giudicato il più completo e strategico per il futuro della società toscana e ci ha permesso di ottenere i 36 punti tecnici, essenziali per vincere".
"E' una conferma ulteriore della professionalità della nostra azienda, - ha aggiunto Allegra - ma anche della capacità di Trambus di affrontare già in questo primo anno di attività la sfida della concorrenza. Il risultato di questa gara dimostra che l'accordo con le aziende pubbliche di Firenze e Bologna è strategico per prepararci adeguatamente al più importante appuntamento con il mercato: la gara del 2004".

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L'ATTENZIONE


ALIMENTAZIONE

 

Toscana Slow: una passerella alimentare

 

Si è conclusa nel migliore dei modi la manifestazione per la promozione dei prodotti agro-alimentari della Toscana, voluta dalla Regione ed organizzata da Slow Food Arcigola Toscana.

Come ha ricordato l'assessore regionale Tito Barbini, la Toscana vanta 365 prodotti tradizionali, 35 vini a denominazione di origine e 12 prodotti che hanno

già ottenuto il riconoscimento de-ll'Unione Europea.

Nei quattro giorni di manifestazione di Toscana Slow ben 558 prodotti sono stati esposti, tra vini, oli extra vergine di oliva, salumi, formaggi, legumi, dolci tradizionali con il coinvolgimento di ben 540 aziende.

Vogliamo segnalarne alcuni: dal marrone del Mugello Igp al Lardo di Colonnata, dal pecorino a latte crudo della montagna pistoiese alla ciliegia di Lari, dalla mortadella di Prato, all'agnello di Zeri, dal biroldo della Garfagnana alla cipolla di Certaldo, dalla bottarga di cefalo della laguna di Orbetello al pollo del Valdarno e molti altri prodotti ancora. Da Firenze si è mosso per la Toscana il primo "Treno Toscano delle Dolcezze", che ha fatto scoprire a circa un centinaio di appassionati alcuni segreti dei cioccolatai toscani. Salsa di Pisa ha presentato la "torta di Chianciano" la cui ricetta è rimasta segretissima, mentre De Bont - sempre di Pisa - ha deliziato i partecipanti con la sua pralineria speziata ai frutti di bosco. De Castro, di Montopoli, ha proposto il pecorino di cioccolato, che si divide in scaglie proprio come un formaggio stagionato.

Massimini di Forte dei Marmi ha presentato il suo "fortino", un biscotto leggero al cioccolato, e infine Simone Bernardini di Fucecchio ha preparato la schiacciata pisana rivista e corretta per la prima colazione. Nei vagoni riservati ai fumatori inoltre gli appassionati del sigaro Toscano hanno potuto verificarne il suo perfetto abbinamento con le grappe toscane. Il treno è poi arrivato alla stazione di Firenze per permettere a tutti di partecipare alle cene che si sono tenute in vari ristoranti fiorentini.

Da Firenze è andato a Prato, quindi a Siena dove si è avuta una grande partecipazione di giovani che hanno dimostrato di gradire un buon bicchiere di vino.

Al di là di ogni più rosea previsione, Toscana di Vino, l'evento di Toscana Slow che ha avuto luogo all'interno dello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena ha riunito ben 231 produttori top della Toscana facendo esprimere all'assessore Barbini grande soddisfazione, condivisa anche dal presidente dell'Eno-teca Italiana di Siena Flavio Tattarini.

Grande successo anche la "tappa" di Lucca, alla quale ha partecipato anche il presidente della Regione Claudio Martini che si è concretizzata in un mercato realizzato sotto il loggiato dello splendido Palazzo Ducale di Lucca, dove le bancarelle sono rimaste aperte dalle 11 alle 17.

I prodotti esposti e messi in degustazione e vendita sono stati sessanta: castagne, marroni e tutti i loro derivati, formaggi, l'ormai mitico agnello di Zeri, l'altrettanto noto biroldo della Garfagnana, e poi il pane di Vinca, e tante altre specialità provenienti dalle zone appenniniche e preappenniniche della Toscana. Non sono naturalmente mancati i "necci" ossia veri e propri protagonisti della cucina povera della lucchesia e del pistoiese, che venivano serviti caldi farciti di ricotta.

 

 

"La selezione del sindaco": concorso enologico internazionale

 

Montespertoli (11.525 abitanti e oltre 34.200 ettari vitati), Pontassieve (20.740 abitanti e 725 ettari coltivati a vite), Pelago (7.288 abitanti e 28.986 ettari di vigne), Campiglia Marittima (12.498 abitanti), Pitigliano (4.205 abitanti e 1.500 ettari coltivati a vite) e Carmignano (11.520 abitanti e 500 ettari vitati) sono i primi Comuni della Toscana ad aver dato la loro adesione al primo concorso enologico internazionale "La Selezione del Sindaco".

"La Selezione del Sindaco" è un concorso promosso dall'Associazione nazionale Città del Vino e da Cittadelvino.com, con la collaborazione di Enoteca Italiana, dell'Università di Udine, dell'Organization International de la Vigne et du Vin, dell'Ice, di Unioncamere.

Il concorso nasce per valorizzare i piccoli vini di qualità che fanno grandi i Comuni e i loro territori: è rivolto ai produttori vinicoli delle oltre 430 Città del vino ­ tra cui la Repubblica di San Marino e le svizzere Bellinzona, Lugano e Mendrisio.

Possono partecipare le aziende che producono vini, Doc e Docg, provenienti da partite limitate (non più di 10 mila bottiglie) e da uve prodotte nel territorio della Città del Vino partecipante. Perché la partecipazione sia valida è necessario che, oltre alla o alle aziende, anche il Comune si iscriva al concorso. La distinzione "Selezione del Sindaco" sarà riconosciuta ai vini che avranno superato un certo punteggio nell'esame condotto secondo il metodo di valutazione OIV. Tali vini, inoltre, saranno ospitati gratuitamente nell'Enoteca italiana di Siena e otterranno il supporto marketing del portale Cittadelvino.com. Il che vuol dire:

- una ribalta di mercato più ampia per i vini pregiati prodotti in piccole quantità;

- un importante veicolo di visibilità su scala internazionale per i Comuni caratterizzati da una produzione vinicola di qualità;

- rendere visibile il ruolo del sindaco quale agente di marketing territoriale;

- fornire un servizio a produttori e aziende del settore vitivinicolo della regione.

"La Selezione del Sindaco è un concorso importante per due ragioni fondamentali ­ ha spiegato Mauro Marconcini, il sindaco di Montespertoli -. Innanzitutto invoglia le nostre aziende a continuare a lavorare sulla qualità, ma credo anche che sia una grande occasione per far conoscere sempre di più il nostro territorio vitivinicolo. Il concorso permette di legare la produzione alla cultura e alla storia delle città del vino ed è bene che l'adesione degli altri comuni sia numerosa".

Le candidature di aziende e Comuni possono pervenire all'Associazione nazionale delle Città del Vino fino a marzo 2002. La valutazione dei vini e la proclamazione dei vincitori (che potranno essere anche più di uno per Comune) avranno luogo nel mese di maggio.

La documentazione del concorso è scaricabile da Internet all'indirizzo <http://www.cittadelvino.com/>. Oppure si può richiedere per posta elettronica a selezione@cittadelvino.com

 

Per informazioni: Marcello Di Martino o Carolina Fiasconaro, tel. 06/70.61.21 oppure dimartino@cittadelvino.com e fiasconaro@cittadelvino.com

 


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