
L'ATTENZIONE ![]()
![]()
L'ATTENZIONE ![]()
![]()
Mediterraneo, stella d'Europa

Non solo cultura e storia, ma anche nuove opportunità per l'economia e lo sviluppo della Toscana.
Da questa convinzione è nata l'esigenza di fare incontrare a Firenze (venerdì 12 in Palacongressi) esponenti politici studiosi, intellettuali, imprenditori, operatori economici, diplomatici per discutere appunto di una "nuova stella" d'Europa: il Mediterraneo.
L'idea è del gruppo Ds in Consiglio regionale, che ha invitato a ragionare intorno a questo tema anche alcune personalità di fama internazionale.
I lavori sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dal consigliere regionale Andrea Manciulli, studioso alle Università di Pisa e Parigi, sugli scenari che si aprono con l'approssimarsi della costruzione dell'area di libero scambio che, insieme alla sollecitazione della Comunità europea fatta ai paesi latini di porsi in un'ottica "euromediterranea", impongono anche alla Toscana scelte e politiche per non perdere queste occasioni di crescita.
Insieme a Manciulli c'erano Claudio Martini (che ha indicato in tre filoni la grande opportunità della Toscana di fare da protagonista nel Mediterraneo: sviluppo eocnomico, cooperazione e pace, rafforzamentodella cultura mediterranea)
C'era anche Gianfranco Lamberti, sindaco di Livorno, che ha fatto il punto sulla situazione dell'Interporto, che si sta avviando ad una riorganizzazione delle vocazioni, alla sua trasformazione in piattaforma logistica, alla nuova gestione in mano ad un Commsisario.
Valentini (consigliere regionale DS), a sua volta, ha sostenuto la necessità di dare a tutto il sistema costiero toscano, da Carrara a Grosseto, una valenza regionale per lo sviluppo armonico di tutta la Toscana.
Da parte sua, Paolo Cocchi presidente del
gruppo Ds in Consiglio regionale, ha fatto sapere che "la scelta di
tenere il convegno a Firenze non è casuale e testimonia la volontà
di mettere al centro della iniziativa politica e di governo in Toscana le
tematiche di una nuova attenzione alle economie, ai sistemi di sviluppo,
alle infrastrutture di paesi che possono trovare proprio nella nostra regione
uno dei possibili ponti di interazione mediterranea».
Intervista a Luigi Morelli presidente della Commissione Speciale
per la sicurezza e la vivibilità urbana al Comune di Firenze

Il problema della sicurezza dei cittadini è senza alcun dubbio prioritario rispetto ad altre questioni che pure sono importanti.
Ecco perché si parla di sicurezza ovunque: a livello di Governo centrale, di regioni, di comunità locali.
Per una città come Firenze, dove l'immigrazione (nazionale, comunitaria ed extra-comunitaria) è molto massiccia, si pone un impegno particolare delle Istituzioni per rendere l'ambiente il più vivibile possibile.
Da qui la sensibilità dimostrata dal Comune di Firenze non solo con la costituzione di un Ufficio apposito, alle dipendenze del sindaco, ma anche con una Commissione speciale per la sicurezza.
La Commissione Speciale per la sicurezza e la vivibilità urbana voluta dal Governo cittadino e dal Consiglio comunale, sta muovendo i suoi primi passi.
Alla presidenza è stato indicato Luigi Morelli, Capo Gruppo dell'UDEUR in Palazzo Vecchio.
A Morelli, quindi, abbiamo rivolto alcune domande.
Allora Presidente, gli scopi di questa Commissione si intuiscono bene, può dirci però con quali iniziative intende avviare i lavori?
Voglio precisare innanzitutto che la Commissione si avvarrà dell'esperienza e della struttura dell'ufficio sicurezza diretto dal Dott. Filucchi; quindi procederà al più presto con una serie di audizioni che interesseranno i Presidenti dei Quartieri, le Categorie Economiche, i Comitati dei cittadini.
Raccoglieremo le istanze e le segnalazioni utili per poter attivare quelle iniziative che vadano a rimuovere situazioni di disagio o di pericolo nella nostra città.
Subito dopo ci preoccuperemo di affrontare alcuni temi specifici.
Per esempio?
Partendo dal presupposto della diversità delle funzioni che competono alle Forze dell'Ordine ed all'Amministrazione Comunale, sarà interessante immaginare quali azioni potremo intraprendere per prevenire situazioni di rischio.
Mi riferisco per esempio al mondo delle discoteche e quindi del tempo libero dei nostri giovani, terreno questo purtroppo fertile e proficuo per attività illecite come lo spaccio di stupefacenti o ricettacolo di ambienti legati alla microcriminalità. Un settore questo che pure non bisogna criminalizzare.
In agenda anche la possibilità di organizzare un incontro con gli imprenditori di questo settore, le forze dell'ordine e le Istituzioni per arrivare ad una sorta di "autoregolamentazione" dei comportamenti da tenere.
Si potrebbe, nell'occasione, far partire una proposta che metta ordine all'attività dei "buttafuori", non prevista da nessuna legge ma di fatto ampiamente utilizzata ormai da chiunque.
Ed il probrema degli immigrati?
Stiamo pensando a concrete iniziative e proposte. Sicuramente dovrà essere riaperto il dibattito sul Centro temporaneo di permanenza per immigrati clandestini.
Si spiega male ai cittadini come mai quando vengono arrestati immigrati per piccoli reati non punibili con il carcere, questi possono godere subito della immediata libertà, anziché poterli trattenere presso il Centro per attivare un regolare procedimento di espulsione.
E per le periferie cosa intendete fare?
Una delle questioni che sta più a cuore ai cittadini è la vivibilità dei quartieri, soprattutto degli spazi verdi che interessano i bambini e gli anziani.
Porteremo avanti quelle proposte che rendano più facile vivere senza disagio queste parti di città; dal vigile di quartiere all'attivazione anche delle energie del volontariato che si renderanno disponibili per un contributo di solidarietà sociale.
A quanto pare, vi aspetta un intenso lavoro!
Certo, cercheremo di dare un contributo al Consiglio Comunale, al Governo della città ma soprattutto mettendoci a disposizione anche dei singoli cittadini che vorranno segnalarci indicazioni e proposte.
Quest'ultima è un'idea interessante, il rapporto diretto con i cittadini. Ma come è possibile mettersi in contatto con Lei e la sua Commissione?
Quanto prima apriremo un sito Internet. Nel frattempo, basterà raggiungerci telefonicamente tramite il centralino del Comune di Firenze (05527681).
Guerra totale all'Umts
Il miracolo dell'incarnazione e l'arte
de' Giudici e de' Notai

Il 30 dicembre 2000 nell'antica
Chiesa di Sant'Ambrogio è
stato celebrato dai Collegi
degli Avvocati e dei Notai,
epigoni dell'Antica Arte
fiorentina, con una
Santa Messa solenne,
l'anniversario del
Miracolo dell'Incarnazione.
Secondo il Richa (Notizie Istoriche delle Chiese Fiorentine divise per quartiere-Santa Croce, pagg. 236 e seguenti) il 30 dicembre del 1230, nel giorno di San Fiorenzo, il vecchio prete Uguc-cione avendo detto Messa, non asciugò bene il calice dopo la comunione.
Volendo celebrare la Messa il dì seguente vi trovò dentro sangue vivo rappreso ed incarnato. Grande fu la meraviglia delle monache del Convento e di chi assisteva al rito e poi del Vescovo, del chiericato e dei fiorentini tutti che accorsero.
Il sangue fu raccolto in un'ampolla di cristallo tenuta in un Tabernacolo posto al centro di un meraviglioso altare realizzato in marmo dal grande architetto e scultore Mino da Fiesole.
E' importante ricordare che nella stessa Chiesa si è verificato un'altro importantissimo miracolo. Sempre il Richa, nella sua fondamentale opera sulle chiese fiorentine, ricorda che il venerdì Santo dell'anno 1595 scoppiò un incendio che si attaccò all'apparato del Sepolcro, mandando tutto in fiamme. Rimasero intatte alcune "consacrate Particole", che umide per l'acqua usata per lo spegnimento si "trovarono ridotte in una Ciambellina, che fu conservata in uno scatolino dorato nel medesimo Tabernacolo del Santissimo Miracolo".
La chiesa era stata voluta, secondo la leggenda, dal Vescovo Zanobi, allievo ed amico di Sant'Ambrogio, perché rimanesse in città memoria della fondamentale presenza per l'evangelizzazione di Firenze del Vescovo di Milano.
Era andato via dalla città di cui era il primate, per non dover riconoscere il paganeggiante nuovo imperatore romano Eugenio Flavio, dopo che il Santo era riuscito nel 382 a far riconoscere dall'imperatore Graziano Flavio il cristianesimo come religione ufficiale dell'impero. Nel suo soggiorno a Firenze consacrò, mirabile il suo sermone, la prima basilica Fiorentina: San Lorenzo. Consacrò poi anche la chiesa di Santa Felicita.
Il Miracolo dell'Incarnazione ebbe risonanza universale: quello analogo di Bolsena, immortalato da Raffaello nelle stanze vaticane, avvenne trent'anni dopo. L'evento era tanto importante per la città che ne fu affidata la cura e la celebrazione alla più importante tra le Arti Maggiori fiorentine che reggevano il Comune: quella de' Giudici e de' Notai. Ai Giudici spettava il titolo di "dominus" ed ai notai quello di "ser". Il Priore dell'Arte era il Proconsolo, cioè il capo dei Consoli delle Arti. Poteva essere solo un notaio, in quanto dei sette Consoli dell'Arte quattro dovevano essere notai.
L'Arte aveva sede nella torre, ancora esistente, posta in angolo tra Via del Proconsolo e Via Pandolfini.

La celebrazione dell'anniversario del miracolo avveniva con una Messa Solenne ed una processione che si snodava per le vie della città.
L'Arte doveva versare alla Chiesa ogni anno otto scudi e fornire diciassette libbre di cera. Alla processione dovevano partecipare, spesati dall'Arte, ventiquattro preti, dodici chierici, le compagnie dei laici che facevano capo alla Chiesa, oltre tutti gli iscritti all'Arte: gravi pene erano inflitte a chi non partecipasse.
Il Proconsole ed i Consoli dovevano alternarsi nel sorreggere il baldacchino sotto il quale veniva ostentata l'ampolla, che era divenuto un preziosissimo reliquario, contenente il Sangue Incarnato.
L'aver ripreso a celebrare in modo solenne l'anniversario del Miracolo dell'Incarnazione è di un rilievo inestimabile. Si stava sotterrando un evento vitale, non solo per la città di Firenze, ma per tutta la civiltà cattolica; forse la celebrazione andrebbe ancora maggiormente valorizzata.
Massimo
Ersoch