L'ATTENZIONE

 

 

 

 

 

 

Editoriale

 

Dopo il Giubileo

 

 

La grande kermesse è finita! In ginocchio, in silenzio, come nella notte di Natale di un anno fa, Giovanni Paolo II ha pregato davanti alla Porta Santa della Basilica di S.Pietro la sera del 6 gennaio scorso. Quindi si è alzato e, sempre in silenzio, ne ha chiuso i battenti. Questo rito semplice ha concluso il Grande Giubileo.

Davanti alla Porta chiusa, è stata intonata l'acclamazione "Cristo, ieri e oggi. Fine e Principio", già cantata all'apertura. E' il concetto cardine del Giubileo: sottolinea che la Porta viva, che è Cristo, resta spalancata.

Ma per chi?

Per i fedeli (quelli veri) che si sono avvicinati al Giubileo per invocare la grazia di Dio, per cercare il perdono per i propri peccati, per trovare la forza di continuare ad essere fedeli.

Tutt'altro discorso per quella gente che si è improvvisata cristiana, soprattutto taluni politici, alla ricerca di notorietà a basso costo, di voti ... elettorali. Parliamo di loro come infiltrati che ci ricordano l'antica vicenda di Giuda Iscariota!

A chi si rivolgeva il Papa il giorno dell'Epifania quando sul sagrato parlava "dell'incontro con Cristo" come "la grande eredità che il Giubileo ci lascia"? Non certo agli infiltrati!

Anche perché il Papa non si aspetta voti! Quindi nelle sue parole c'è stata tanta gioia per la grandissima partecipazione della gente al Giubileo, ma senza alcun trionfalismo.

Chiusi i battenti, sono visibili le formelle della Porta Santa: parlano della storia della salvezza. Le preghiere dei fedeli, in indonesiano, russo, quechua, samoano, swahili, ricordano eventi del Giubileo, per chiedere che i frutti continuino, in particolare per l'unità dei cristiani, i disabili, le famiglie, i giovani. A segnare la continuità, l'annuncio dopo il Vangelo, della data della Pasqua che sarà il 15 aprile.

Dal Papa, inoltre, un invito ai potenti per la pace, in particolare in Terrasanta, il debito dei Paesi poveri, la solidarietà, il dissesto ecologico, le nuove frontiere della scienza, specie sul terreno delle biotecnologie, le questioni della famiglia e della tutela della vita.

"E' possibile che, nel nostro tempo, ci sia ancora chi muore di fame? chi resta condannato all'analfabetismo? chi manca delle cure mediche più elementari? chi non ha una casa in cui ripararsi?". Nella "Novo millennio ineunte", il Papa si sofferma su un mondo di contraddizioni. "E' l'ora di una nuova fantasia della carità", non tanto e non solo soccorso efficace, ma vicinanza e condivisione.

Gli occhi del mondo sono rivolti alla Porta Santa di San Pietro. Chiusa.

Un bilancio del Giubileo è solo spirituale, è ciò che esso ha operato nelle coscienze delle persone, con i richiami alla conversione, al perdono, alla giustizia, alla solidarietà.

Chi ci penserà? Non certo gli infiltrati! E la mente ci riporta a quel 20 agosto del 2000; alla Messa conclusiva della Giornata mondiale della Gioventù: il silenzio intenso, gli sguardi di due milioni di giovani che cercavano quello del Papa, sorridente.

"Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco in tutto il mondo!", disse Giovanni Paolo II "un fuoco di verità, di bontà, di altruismo".


Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Mediterraneo, stella d'Europa

 

 

Non solo cultura e storia, ma anche nuove opportunità per l'economia e lo sviluppo della Toscana.

Da questa convinzione è nata l'esigenza di fare incontrare a Firenze (venerdì 12 in Palacongressi) esponenti politici studiosi, intellettuali, imprenditori, operatori economici, diplomatici per discutere appunto di una "nuova stella" d'Europa: il Mediterraneo.

L'idea è del gruppo Ds in Consiglio regionale, che ha invitato a ragionare intorno a questo tema anche alcune personalità di fama internazionale.

I lavori sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dal consigliere regionale Andrea Manciulli, studioso alle Università di Pisa e Parigi, sugli scenari che si aprono con l'approssimarsi della costruzione dell'area di libero scambio che, insieme alla sollecitazione della Comunità europea fatta ai paesi latini di porsi in un'ottica "euromediterranea", impongono anche alla Toscana scelte e politiche per non perdere queste occasioni di crescita.

Insieme a Manciulli c'erano Claudio Martini (che ha indicato in tre filoni la grande opportunità della Toscana di fare da protagonista nel Mediterraneo: sviluppo eocnomico, cooperazione e pace, rafforzamentodella cultura mediterranea)

C'era anche Gianfranco Lamberti, sindaco di Livorno, che ha fatto il punto sulla situazione dell'Interporto, che si sta avviando ad una riorganizzazione delle vocazioni, alla sua trasformazione in piattaforma logistica, alla nuova gestione in mano ad un Commsisario.

Valentini (consigliere regionale DS), a sua volta, ha sostenuto la necessità di dare a tutto il sistema costiero toscano, da Carrara a Grosseto, una valenza regionale per lo sviluppo armonico di tutta la Toscana.

Da parte sua, Paolo Cocchi presidente del gruppo Ds in Consiglio regionale, ha fatto sapere che "la scelta di tenere il convegno a Firenze non è casuale e testimonia la volontà di mettere al centro della iniziativa politica e di governo in Toscana le tematiche di una nuova attenzione alle economie, ai sistemi di sviluppo, alle infrastrutture di paesi che possono trovare proprio nella nostra regione uno dei possibili ponti di interazione mediterranea».



 

 

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L'ATTENZIONE

 

Sicurezza e disagio cittadino

 

 

Intervista a Luigi Morelli presidente della Commissione Speciale

per la sicurezza e la vivibilità urbana al Comune di Firenze

 

 

Il problema della sicurezza dei cittadini è senza alcun dubbio prioritario rispetto ad altre questioni che pure sono importanti.

Ecco perché si parla di sicurezza ovunque: a livello di Governo centrale, di regioni, di comunità locali.

Per una città come Firenze, dove l'immigrazione (nazionale, comunitaria ed extra-comunitaria) è molto massiccia, si pone un impegno particolare delle Istituzioni per rendere l'ambiente il più vivibile possibile.

Da qui la sensibilità dimostrata dal Comune di Firenze non solo con la costituzione di un Ufficio apposito, alle dipendenze del sindaco, ma anche con una Commissione speciale per la sicurezza.

 

 

La Commissione Speciale per la sicurezza e la vivibilità urbana voluta dal Governo cittadino e dal Consiglio comunale, sta muovendo i suoi primi passi.

Alla presidenza è stato indicato Luigi Morelli, Capo Gruppo dell'UDEUR in Palazzo Vecchio.

A Morelli, quindi, abbiamo rivolto alcune domande.

 

Allora Presidente, gli scopi di questa Commissione si intuiscono bene, può dirci però con quali iniziative intende avviare i lavori?

 

Voglio precisare innanzitutto che la Commissione si avvarrà dell'esperienza e della struttura dell'ufficio sicurezza diretto dal Dott. Filucchi; quindi procederà al più presto con una serie di audizioni che interesseranno i Presidenti dei Quartieri, le Categorie Economiche, i Comitati dei cittadini.

Raccoglieremo le istanze e le segnalazioni utili per poter attivare quelle iniziative che vadano a rimuovere situazioni di disagio o di pericolo nella nostra città.

Subito dopo ci preoccuperemo di affrontare alcuni temi specifici.

 

Per esempio?

 

Partendo dal presupposto della diversità delle funzioni che competono alle Forze dell'Ordine ed all'Amministrazione Comunale, sarà interessante immaginare quali azioni potremo intraprendere per prevenire situazioni di rischio.

Mi riferisco per esempio al mondo delle discoteche e quindi del tempo libero dei nostri giovani, terreno questo purtroppo fertile e proficuo per attività illecite come lo spaccio di stupefacenti o ricettacolo di ambienti legati alla microcriminalità. Un settore questo che pure non bisogna criminalizzare.

In agenda anche la possibilità di organizzare un incontro con gli imprenditori di questo settore, le forze dell'ordine e le Istituzioni per arrivare ad una sorta di "autoregolamentazione" dei comportamenti da tenere.

Si potrebbe, nell'occasione, far partire una proposta che metta ordine all'attività dei "buttafuori", non prevista da nessuna legge ma di fatto ampiamente utilizzata ormai da chiunque.

 

Ed il probrema degli immigrati?

 

Stiamo pensando a concrete iniziative e proposte. Sicuramente dovrà essere riaperto il dibattito sul Centro temporaneo di permanenza per immigrati clandestini.

Si spiega male ai cittadini come mai quando vengono arrestati immigrati per piccoli reati non punibili con il carcere, questi possono godere subito della immediata libertà, anziché poterli trattenere presso il Centro per attivare un regolare procedimento di espulsione.

 

E per le periferie cosa intendete fare?

 

Una delle questioni che sta più a cuore ai cittadini è la vivibilità dei quartieri, soprattutto degli spazi verdi che interessano i bambini e gli anziani.

Porteremo avanti quelle proposte che rendano più facile vivere senza disagio queste parti di città; dal vigile di quartiere all'attivazione anche delle energie del volontariato che si renderanno disponibili per un contributo di solidarietà sociale.

 

A quanto pare, vi aspetta un intenso lavoro!

 

Certo, cercheremo di dare un contributo al Consiglio Comunale, al Governo della città ma soprattutto mettendoci a disposizione anche dei singoli cittadini che vorranno segnalarci indicazioni e proposte.

 

Quest'ultima è un'idea interessante, il rapporto diretto con i cittadini. Ma come è possibile mettersi in contatto con Lei e la sua Commissione?

 

Quanto prima apriremo un sito Internet. Nel frattempo, basterà raggiungerci telefonicamente tramite il centralino del Comune di Firenze (05527681).




 

 

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L'ATTENZIONE

 

Guerra totale all'Umts

 
 
 
 
Passati i fasti delle recenti aste multimiliardarie per aggiudicarsi le frequenze per i telefonini del futuro che lavoreranno su tecnologia Umts e che saranno capaci di inviare immagini, di scaricare filmati, di essere connessi ad Internet e di un'infinità di tante altre cose, nuove considerazioni stanno preoccupando non poco gli addetti al settore che quei soldi hanno investito.
Prove ne sono le recenti aste svizzere e polacche: le prime hanno fruttato solo una minima parte degli introiti preventivati a causa del ritiro in extremis di molte delle aziende che in un primo tempo si erano dette interessate all'offerta, le seconde hanno visto addirittura il Governo d'oltrecortina scendere in campo per annullare la gara, inutile visto che i candidati interessati erano solo tre.
Se da una parte sono gli interessi economici a frenate la corsa degli Umts, troppo si è speso oggi e le compagnie telefoniche hanno capito che è molto più conveniente allearsi piuttosto che combattersi nelle aste nei vari stati, dall'altra c'è l'opinione pubblica che sta prendendo conoscenza sempre più di quali saranno i rovesci della medaglia.
Soprattutto nel campo della tutela della salute le preoccupazioni sono molto sentite ed il problema maggiore sembra essere che nessuno ad oggi riesce a quantificarle.
Il solo fatto di dover installare almeno altre 55 mila antenne per far funzionare l'intero apparato Umts può comportare problematiche come l'aumento di elettrosmog, l'inquinamento elettromagnetico. Alcuni studiosi epidemiologici indicano un possibile rapporto di causa-effetto con l'incremento di malattie quali leucemie infantili e tumori in soggetti sottoposti ad esposizioni elevate di elettrosmog in bassa frequenza, prodotto principalmente dai tralicci dell'elettricità: ciò dovrebbe bastare per applicare il "principio di precauzione", cioè l'adozione di tutte quelle tecniche che portano a ridurre l'esposizione della popolazione. A questo va aggiunto anche quello prodotto in alta frequenza dalle antenne, dai telefonini cellulari e da radar e ripetitori: di questo gli studiosi asseriscono che ci siano possibili effetti sul sistema nervoso centrale, come disturbi del comportamento, della memoria e il rallentamento dei tempi di reazione. Anche l'inevitabile impatto ambientale che avrebbe un tal numero di antenne sia ad esempio nelle città d'arte come Firenze, Pisa o Siena tanto per fare degli esempi a noi vicini, che sulle cime delle montagne gia affollate di ripetitori o tralicci dell'alta tensione è oggi argomento di dibattito.
Dibattito che dai giornali e dai mass-media si sta portando pian piano anche all'interno delle istituzioni.
L'opposizione sta cavalcando l'onda e non passa giorno che da destra e da sinistra giungano richieste di chiarimenti. E' di qualche tempo fa la richiesta di Francesco Mencaraglia, Rc Scandicci, che si effettui una campagna di pressioni sulla regione contro l'attuale vuoto normativo sulla regolamentazione dell'inquinamento da campi elettromagnetici. A lui si è aggiunta l'interrogazione dei consiglieri di Forza Italia del Comune di Firenze Francesco Leoni, Graziano Grazzini e Bianca Maria Giocoli se siano stati predisposti tutti gli atti necessari a verificare che l'elevato numero di antenne non danneggi la salute dei cittadini.
Speriamo che le risposte necessarie arrivino per tempo e che i cittadini possano sapere prima che siano installate tutte le antenne previste se queste siano nocive o meno per la salute.
 
La battaglia a Londra
Il manager David Lale ha presentato all'Alta Corte di Londra, a titolo personale, un ricorso contro le installazioni sperimentali del telefonino Umts in Inghilterra.
Questa presa di posizione ha trovato ampio consenso nei giuristi inglesi i quali hanno sostenuto, Convenzione europea sui diritti dell'uomo alla mano, che ogni cittadino ha il diritto di manifestare il proprio dissenso all'installazione di fronte alla sua abitazione (o sul suo stesso palazzo) di un ripetitore la cui non-dannosità non sia stata scientificamente ed inequivocabilmente dimostrata.
In sostanza, dire che non si sa se il ripetitore o il cellulare fanno male non significa garantire la non-dannosità.
Il dubbio e la mancata certezza di non-dannosità fanno scattare il diritto del cittadino a difendersi.
 
Che strana storia!
Adesso, bisognerà vedere che cosa accadrà a Cagliari dove si registra una strana storia!
Gli abitanti di un condominio di via San Rocco, nel centro del capoluogo regionale, hanno presentato un documento all'Asl, al Comune di Cagliari e agli enti interessati, per protestare contro la decisione della Ericsson di installare un ripetitore per la telefonia mobile sul tetto della loro palazzina.
Gli abitanti di via S. Rocco 16, infatti, &laqno;consapevoli degli eventuali danni alla salute che le onde elettromagnetiche potrebbero causare - è detto in un comunicato - hanno declinato l'offerta della compagnia telefonica svedese nel maggio dell'anno scorso, che prevedeva un canone di 10 milioni all'anno per nove anni al condominio e 15 milioni per i proprietari del terrazzo».
"Adesso però il proprietario e i condomini dello stesso palazzo, con ingresso al numero civico 10, hanno accettato la proposta della Ericsson, mettendo a repentaglio - è detto ancora nello stesso comunicato - la salute di tutti gli abitanti della zona". Di qui la protesta e la richiesta agli enti preposti di intervenire per evitare l'installazione del ripetitore.
Nelle scorse settimane c'era stata quasi una rivolta a Nuoro per l'installazione di un'antenna della Omnitel. Con sit in e proteste che hanno dato luogo a una lunga trattativa. Ma - più in generale - in tutta la Sardegna, così come in altre regioni italiane, si moltiplicano in queste settimane le preoccupazioni per il possibile inquinamento da elettrosmog.



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L'ATTENZIONE


Il miracolo dell'incarnazione e l'arte de' Giudici e de' Notai

 

Il 30 dicembre 2000 nell'antica

Chiesa di Sant'Ambrogio è

stato celebrato dai Collegi

degli Avvocati e dei Notai,

epigoni dell'Antica Arte

fiorentina, con una

Santa Messa solenne,

l'anniversario del

Miracolo dell'Incarnazione.

 

Secondo il Richa (Notizie Istoriche delle Chiese Fiorentine divise per quartiere-Santa Croce, pagg. 236 e seguenti) il 30 dicembre del 1230, nel giorno di San Fiorenzo, il vecchio prete Uguc-cione avendo detto Messa, non asciugò bene il calice dopo la comunione.

Volendo celebrare la Messa il dì seguente vi trovò dentro sangue vivo rappreso ed incarnato. Grande fu la meraviglia delle monache del Convento e di chi assisteva al rito e poi del Vescovo, del chiericato e dei fiorentini tutti che accorsero.

Il sangue fu raccolto in un'ampolla di cristallo tenuta in un Tabernacolo posto al centro di un meraviglioso altare realizzato in marmo dal grande architetto e scultore Mino da Fiesole.

E' importante ricordare che nella stessa Chiesa si è verificato un'altro importantissimo miracolo. Sempre il Richa, nella sua fondamentale opera sulle chiese fiorentine, ricorda che il venerdì Santo dell'anno 1595 scoppiò un incendio che si attaccò all'apparato del Sepolcro, mandando tutto in fiamme. Rimasero intatte alcune "consacrate Particole", che umide per l'acqua usata per lo spegnimento si "trovarono ridotte in una Ciambellina, che fu conservata in uno scatolino dorato nel medesimo Tabernacolo del Santissimo Miracolo".

La chiesa era stata voluta, secondo la leggenda, dal Vescovo Zanobi, allievo ed amico di Sant'Ambrogio, perché rimanesse in città memoria della fondamentale presenza per l'evangelizzazione di Firenze del Vescovo di Milano.

Era andato via dalla città di cui era il primate, per non dover riconoscere il paganeggiante nuovo imperatore romano Eugenio Flavio, dopo che il Santo era riuscito nel 382 a far riconoscere dall'imperatore Graziano Flavio il cristianesimo come religione ufficiale dell'impero. Nel suo soggiorno a Firenze consacrò, mirabile il suo sermone, la prima basilica Fiorentina: San Lorenzo. Consacrò poi anche la chiesa di Santa Felicita.

Il Miracolo dell'Incarnazione ebbe risonanza universale: quello analogo di Bolsena, immortalato da Raffaello nelle stanze vaticane, avvenne trent'anni dopo. L'evento era tanto importante per la città che ne fu affidata la cura e la celebrazione alla più importante tra le Arti Maggiori fiorentine che reggevano il Comune: quella de' Giudici e de' Notai. Ai Giudici spettava il titolo di "dominus" ed ai notai quello di "ser". Il Priore dell'Arte era il Proconsolo, cioè il capo dei Consoli delle Arti. Poteva essere solo un notaio, in quanto dei sette Consoli dell'Arte quattro dovevano essere notai.

L'Arte aveva sede nella torre, ancora esistente, posta in angolo tra Via del Proconsolo e Via Pandolfini.

La celebrazione dell'anniversario del miracolo avveniva con una Messa Solenne ed una processione che si snodava per le vie della città.

L'Arte doveva versare alla Chiesa ogni anno otto scudi e fornire diciassette libbre di cera. Alla processione dovevano partecipare, spesati dall'Arte, ventiquattro preti, dodici chierici, le compagnie dei laici che facevano capo alla Chiesa, oltre tutti gli iscritti all'Arte: gravi pene erano inflitte a chi non partecipasse.

Il Proconsole ed i Consoli dovevano alternarsi nel sorreggere il baldacchino sotto il quale veniva ostentata l'ampolla, che era divenuto un preziosissimo reliquario, contenente il Sangue Incarnato.

L'aver ripreso a celebrare in modo solenne l'anniversario del Miracolo dell'Incarnazione è di un rilievo inestimabile. Si stava sotterrando un evento vitale, non solo per la città di Firenze, ma per tutta la civiltà cattolica; forse la celebrazione andrebbe ancora maggiormente valorizzata.

 

Massimo Ersoch

 

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