L'ATTENZIONE

 

 

 

 

 

 

Editoriale

 

C'era una volta il sindacato!

 

Quando il sindacato era impegnato sulle piazze e nelle fabbriche in difesa dei diritti dei lavoratori godeva di una visibilità che trascinava all'entusiasmo. Piazze gremite di persone osannanti ai leaders sindacali, bandiere che offrivano un colpo d'occhio di grande emozione.

Era il tempo in cui, pur essendo accusati di essere "cinghie di trasmissione" di questo o quel partito, i sindacati avevano un "seguito", una "credibilità". Svolgevano un ruolo!

Poi, lentamente, la decadenza.

Forse perchè il sindacato ha pensato di darsi una linea politica di convenienza che non poteva portare da nessuna parte.

Seguendo il pessimo esempio della politica che ha cercato di rinnegare i partiti, i soli soggetti capaci di aggregare interessi, ideologie, forze vitali, il sindacato si è allontanato dalla sua strada naturale, entrando in un tunnel buio, lunghissimo, privo di visibilità.

Senza voler ripercorrere la storia degli ultimi anni, riteniamo di poter esprimere il nostro pensiero citando solo alcuni avvenimenti.

Giova ricordare che quelli che furono ottimi sindacalisti (Giorgio Benvenuto, Franco Marini) sono diventati pessimi uomini politici, piuttosto anonimi e poco producenti.

E malgrado questo esempio, poco illuminante, altri hanno pensato di intraprendere la stessa strada, come Sergio D'Antoni, che ha lasciato la Cisl per fondare un movimento politico; come Sergio Cofferati che ha testa più alla politica che alla Cgil.

E quel che appare più grave è la perdita reale di visibilità dei leaders sindacali: il sostituto di D'Antoni vive nell'ombra, quello di Pietro Larizza (Uil) non ha trovato ancora un'occasione per emergere; la Cgil vive il "travaglio" politico di Cofferati, stretto nelle maglie della sinistra che lo ama e lo odia allo stesso tempo.

Insomma, a quanto pare, il sindacato si è andato a chiudere in un eremo per riflettere sulle cose da fare.

Il nostro augurio è che emerga al più presto dalle nebbie e faccia sentire la sua presenza in maniera netta e convincente nell'interesse dei lavoratori, sempre più sballottolati nel nulla e con un futuro davanti a loro ancora più incerto, non solo perchè hanno ormai pochi difensori, ma anche perchè minacciati dalla cosiddetta new economy, di cui tanto si parla e tanto poco si sa che cosa potrà portare.

I lavoratori, purtroppo, stanno perdendo i punti di riferimento:

*-nessun partito si fregia più del merito di "difendere la classe operaia" (come se non esistesse più!);

*-talune nuove formazioni politiche sembrano più accozzaglia di personalismi che portatori di interessi collettivi (nè potrebbe essere altrimenti in questo Paese che conta circa 50 formazioni politiche!);

*-il sindacato sta a metà strada tra la scelta di campo politica e la clandestinità operativa.

Forse qualcuno pensa, come si diceva una volta, che comunque "la classe lavoratrice va in Paradiso".

 

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Conferenza di programmazione per la

Tenuta di San Rossore

 

 

Pisa

Dall'inviato a.a.

 

Patrizia Dini

 

Claudio Martini

 

L'appuntamento era da non perdere: si doveva presentare il progetto relativo allo sviluppo futuro della Tenuta di San Rossore. Un futuro "scritto" in un centinaio di pagine presentate nell'ambito della Prima Conferenza regionale di Programmazione dal presidente dell'Ente Parco di Migliarino San Rossore Stefano Maestrelli.

I lavori sono stati presieduti da Patrizia Dini, delegata dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini alla guida del Comitato di Presidenza destinato a predisporre progetti ed iniziative di interesse europeo ed internazionale, nei campi di operatività delle politiche e dei relativi programmie finanziamenti comunitari, con particolare riferimento alla cooperazione per lo sviluppo con i Paesi terzi del bacino mediterraneo ed alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.

Maestrelli ha indicato gli obiettivi minimi da raggiungere, che possono essere così sintetizzati:

*-salvaguardia e sviluppo nell'attività zootecnica con l'allevamento bovino e equino;

*-introduzione di tecniche biologiche più innovative, nelle aree boscate con interventi per il riassetto idraulico, delle zone dunale, dei boschi di latifoglie;

*-valorizzazione degli immobili e del personale addetto, con progetti per attività turistiche, ricettive, di educazione ambientale e di ricerca scientifica.

Linee condivise dal presidente Martini, il quale però ha annunciato che il progetto sarà valutato adesso nelle sedi istituzionali.

D'accordo anche il sindado di Pisa Paolo Fontanelli che, tuttavia, ha sostenuto che "L'esigenza primaria è quella di operare per cogliere tutte le opportunità di valorizzazione sotto il profilo turistico, tenendo però ben ferma la garanzia di salvaguardia di S. Rossore. È evidente che qua siamo di fronte ad un turismo diverso rispetto a quello di massa di piazza del Miracoli, ma si può trovare il modo per aprirsi e conservare comunque le giuste garanzie per l'ambiente. Il tutto magari anche in un ottica di area vasta con Livorno e Lucca. La città ha interesse reale perchè la parte "più vissuta" sia fruibile non solo il sabato e la domenica".

Non è mancata qualche critica. Nè poteva essere altrimenti! Secondo gli ambientalisti "il piano produrrà solo danni".

"Sentenza" respinta da Martini il quale si è detto convinto che si potrà lavorare adeguatamente per una corretta gestione della Tenuta.


 

 

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L'ATTENZIONE

 

La Toscana contro la pena di morte

 

 

Il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dei Ministri, il presidente del Senato, presidenti di Regione e di Consigli regionali, premi Nobel, ministri, autorità religiose, civili e militari, rappresentanti del Parlamento Europeo e delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali, studiosi, uomini di cultura, sindaci, presidenti di provincia ed altri amministratori locali, rappresentanti di tutti i settori della società: è una galleria delle più alte autorità civili, spirituali e culturali, quella chiamata a celebrare la Festa della Toscana, il prossimo 30 novembre 2000. 

 

Ricardo Nencini

 

Alcuni fra i maggiori poeti e scrittori italiani dedicheranno alla Festa scritti inediti, una mostra di artisti sarà inaugurata dal Lech Walesa, il teatro del Maggio musicale offrirà un concerto straordinario.

''Ma ­ ha sottolineato il presidente del Consiglio Regionale, on. Riccardo Nencini nella conferenza stampa di presentazione, fatta insieme al presidente della Giunta, Claudio Martini - non sarà Festa solo di élites politiche, economiche o sociali. E' il carattere popolare della celebrazione il segno caratteristico e distintivo dell'iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Toscana, d'intesa con la Giunta.

destinata a diventare dal prossimo 2001 Festa a tutti gli effetti, se sarà approvata la proposta che Consiglio e Giunta porteranno avanti, la data del 30 novembre ricorderà a tutti i toscani, ma non solo a loro, un gesto di così alta civiltà, quello dell'abolizione della pena di morte e della tortura, il 30 novembre 1786, destinato a segnare una tappa di straordinaria importanza nel cammino verso una società più giusta e civile''.

"La vocazione toscana di regione e di popolo riformatori ­ ha detto Nencini - trovò un'altra e definitiva chiave, (oltre quelle artistica e culturale, che avevano contraddistinto l'antica Etruria, la medievale Tuscia, la spinta al rinnovamento economico europeo del XIII secolo, il Rinascimento), per indicare il complesso di valori civili e spirituali sui quali si sarebbe radicata la moderna civiltà''.

"Il carattere popolare della Festa ­ ha proseguito il presidente del Consiglio regionale - è venuto non solo da un nostro preciso orientamento o dal complesso delle iniziative programmate: è stato anche e principalmente l'entusiasmo con il quale hanno risposto i tanti pezzi della società toscana coinvolti a marcare questo tratto distintivo.

Dai sindaci ai presidenti di Provincia, alle associazioni di volontariato, alle pro loco, alle scuole, alle forze armate, alla Chiesa, che ha colto, fra i tanti, l'aspetto spirituale della Festa, e poi il mondo della produzione e del lavoro, i consolati, le società sportive. Ciascuno ha deciso di celebrare l'evento con un suo contributo organizzativo: fra l'altro tutte le campane di Toscana, quelle religiose e quelle civiche, suoneranno nel pomeriggio del 30. Ma c'è chi ha organizzato fuochi d'artificio, pièce teatrali, concerti, maratone podistiche, distribuzione di castagne e vino novo. I consigli comunali terranno riunioni straordinarie.

A Follonica un corteo storico con costumi dell'epoca; a Montecatini si darà il via ad una "nazione virtuale" con le città simbolo di violenze contro gli uomini; nell' isola di Capraia una lettura in piazza del comune dell'editto di Pietro Leopoldo; in molti comuni riunione congiunta dei consigli comunali degli adulti e dei ragazzi..., e così via per citare solo alcuni esempi. Coinvolti 400 mila fra bambini e giovani delle scuole per  un premio sul tema dei diritti civili e sulla pena di morte".

"Infine ­ ha concluso Nencini ­ una notazione squisitamente politica.

Quando inquadriamo questa nostra iniziativa nel contesto di una ricerca e di una riflessione sulla identità toscana vogliamo anche tracciare una strada per quel modello di Federalismo che intendiamo costruire: di confronto con le culture europee, di apertura al mondo, di difesa della vita (il primo dei valori universali), di marcata valorizzazione di questa identità regionale, ma dentro, e non fuori, della unità della Repubblica.

E' stato detto che l'identità è per i popoli quello che per le singole persone è la memoria. Io condivido questa affermazione che è poi il filo conduttore al quale facciamo ricondurre le nostre azioni e le nostre iniziative. E' anche in questa ottica che abbiamo disegnato per la nostra Festa un ''percorso'': dal 20 novembre prossimo con Amato che parlerà della Carta dei diritti e di Nizza, passando per i convegni e per le riunioni prima e in coincidenza con il 30 novembre, proseguendo con l'incontro con Ciampi il 5 dicembre e finendo l' 11 dicembre con la celebrazione annuale della giornata internazionale proclamata dall' Onu sui diritti umani''.

 

 

Festa della Toscana: 

anche Amato e Ciampi

alle celebrazioni

Concerti di bande militari, fuochi d'artificio, convegni, consigli comunali e provinciali aperti, campane religiose e civiche che suoneranno tutte insieme, una messa nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, un corteo storico con la apposizione di una lapide commemorativa della abolizione della pena di morte e della tortura, mostre di artisti, poeti e scrittori con lavori inediti, una celebrazione solenne a Palazzo Pitti, riunioni con l'intervento di presidenti di consigli e di giunte regionali, la firma di un impegno comune contro la pena di morte e per i diritti umani, un premio per gli studenti delle scuole.

Sono solo alcune delle manifestazioni per la Festa della Toscana, il 30 novembre 2000, che prenderanno il via dieci giorni prima, il 20 di novembre, con un intervento del Presidente del Consiglio, Giuliano Amato, sulla conferenza di Nizza e sulla Carta dei diritti e che prevedono anche un incontro, il 5 dicembre, con il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in Consiglio regionale.

La data del 30 novembre è stata scelta per ricordare un evento straordinario: l'abolizione, il 30 novembre 1786, da parte della Toscana, primo stato al mondo, della pena di morte e della tortura.

Il programma completo delle manifestazioni è stato presentato in una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Regionale toscano, on. Riccardo Nen-cini, e del Presidente della Giunta, Claudio Martini, presente il vicepresidente del Consiglio Carlo Melani.

''Inquadriamo queste nostre iniziative ­ ha detto Nencini ­ nel contesto di una ricerca e di una riflessione sulla identità toscana. Può servire anche a tracciare una strada per quel modello di Federali-smo che intendiamo costruire: di confronto con le culture europee, di apertura al mondo, di difesa della vita, di marcata valorizzazione della identità regionale, ma dentro e non fuori della unità della Repubblica.

L'identità è per i popoli quello che per i singoli è la memoria ed è a questo filo conduttore che intendiamo ricondurre le nostre iniziative".

          

 

Claudio Martini: "il 30 novembre saranno esaltati i diritti umani

 

 

 

"Un popolo che non ha memoria è un albero senza radici che rischia di cadere al primo soffio di vento. Con questa festa del 30 novembre vogliamo continuare a lavorare affinchè le nostre radici diventino ogni giorno più solide e forti".

E' questo il senso della festa della Toscana che Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, ha voluto mettere in luce in occasione della presentazione delle manifestazioni.

Sottolineando il significato di impegno civile che la Regione ha dato alla manifestazione per ricordare l'importantissima data in cui per la prima volta in un ordinamento giudiziario fu abolita proprio in Toscana la pena di morte, Martini ha affermato che questa nuova celebrazione nasce nell'ambito del Meeting sui diritti civili che la Regione organizza da ormai quattro anni per sviluppare la cultura del dialogo e della pace e di cui diventa la naturale prosecuzione.

"Dopo esserci battuti per la fine della pena capitale in tutti i paesi del mondo, per il riconoscimento dei diritti elementari delle donne umiliate in situazioni di conflitto o in società con costumi ancora arretrati, per la salvaguardia dell'infanzia e della gioventù a cui troppo spesso si nega la più elementare tutela. Quest'anno, l'11 dicembre, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo emanata dall'ONU, richiameremo l'attenzione dei toscani, in particolare dei giovani che ci hanno sempre seguito con grande interesse in queste nostre iniziative, sui diritti dei più poveri, di quei milioni di persone che in ogni angolo della Terra sono costrette nella miseria, nella povertà, nell'indigenza più assolute. La costrizione economica costituisce una delle più pesanti barriere al dispiegamento pieno dei diritti dell'uomo".

Martini ha perciò voluto sottolineare il legame tra le due manifestazioni affermando che anche la festa della Toscana "non sarà l'orgogliosa celebrazione di una sorta di supremazia toscana; richiamare un pezzo della storia di questa regione, individuare atti significativi - come l'abolizione della pena capitale - e valorizzarli come scelte anticipatrici di valori di civiltà che sono, o dovrebbero essere, universali, non significa affatto reputarsi migliori, quanto piuttosto sottolineare, a buon diritto, i frutti di un percorso di civiltà".

"Noi non pretendiamo affatto - ha aggiunto Martini - che la nostra storia abbia impresso un'orma più profonda di quella degli altri. Anzi, crediamo che la storia non appartenga a singole comunità o singoli popoli, ma sia la somma di esperienze, sensibilità, culture diverse, il risultato di un concorso collettivo. E' innegabile però che ogni comunità si sia caratterizzata nei secoli per proprie peculiarità. Ci fa piacere se questa scelta per l'abolizione della pena di morte è condivisa da altri, siano essi siciliani o lombardi, e piu' in generale italiani, francesi o messicani, e intendiamo continuare ad impegnarci affinchè questa scelta venga fatta propria da tutti i paesi del mondo".

 

 

I temi del meeting internazionale

"Battere la povertà". Sarà dedicato ai diritti dei senza diritti il IV Meeting internazionale organizzato dalla Regione Toscana che quest'anno si terrà l'11 dicembre al Palasport di Firenze e in Palazzo Vecchio.

Tradizionalmente celebrato il 10 dicembre - data in cui fu approvata la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che, dopo mezzo secolo, costituisce ancor oggi il fondamento per tutte le democrazie che vogliano fregiarsi di questo nome - il Meeting internazionale è dal 1997 l'occasione in cui la Toscana promuove la cultura della pace e richiama l'attenzione, in particolare dei giovani ai quali è rivolta, sui diritti umani e le violazioni che in ogni parte del mondo vengono perpetrate.

Nelle passate edizioni l'attenzione del mondo della scuola e dei cittadini toscani è stata richiamata da tre grandi questioni: l'abolizione della pena di morte; la difesa dei diritti delle donne nelle situazioni di conflitto e nella sfera privata; la tutela dei diritti dell'infanzia.

Quest'anno il Meeting è dedicato alle persone piu' povere, ai disperati che in ogni angolo della terra combattono con ogni forza per veder garantito prima di tutto il proprio diritto alla vita e alla sopravvivenza.

Si parlerà così di microcredito, di cancellazione del debito dei paesi più poveri, di cooperazione internazionale, di sviluppo economico nelle aree più desolate. La scelta di spostare all'11 dicembre la manifestazione è stata fatta per consentire la partecipazione delle migliaia di studenti che tradizionalmente seguono con grande attenzione il Meeting.

Il Meeting dell'11 dicembre costituisce quest'anno la naturale conclusione delle manifestazioni civili che si inaugurano con la festa della Toscana del 30 novembre, promossa per ricordare la data in cui, per la prima volta nel mondo e proprio in Toscana, fu abolita la pena di morte.

 

 

A Siena Fondazione contro la pena di morte

Sarà intitolata a Rocco Derek Barnabei la fondazione che nascerà a Siena per lottare contro la pena di morte in tutti i paesi dove ancora è in vigore il barbaro rituale.

Lo ha annunciato il deputato senese Fabrizio Vigni durante l'incontro che il Presidente della Regione Claudio Martini ha avuto nelle settimane scorse con la signora Jane Barnabei, mamma del cittadino americano di origini italiane giustiziato negli Usa malgrado le innumerevoli richieste di revisione del processo. Il progetto della fondazione verrà presentato nell'ambito delle manifestazioni per la Festa della Toscana del 30 novembre.

Nel corso dell'incontro la signora Barnabei ha fatto presente al Presidente Martini che proseguono le azioni legali degli avvocati difensori di Rocco per giungere al riesame del processo, e al conseguente riconoscimento, sia pure postumo, dell'innocenza del giovane di origine italiana.

La signora Barnabei ha anche letto al presidente una delle ultime frasi dette da suo figlio: "Avrei voluto incontrarla di persona, presidente Martini. Non sarà possibile ma lascio comunque solo il guscio del mio corpo, perchè le energie non muoiono; vivono negli atti di chi resta a lottare, e così continuerà la mia lotta contro la vergogna della pena di morte".

Martini ha reso partecipe la signora Jane del calore e del sostegno della Toscana intera.

Intanto prosegue la raccolta di firme via Internet all'appello contro la pena di morte lanciato prima dell'esecuzione di Rocco Derek Barnabei. Sono già 12 mila le adesioni raccolte. Le firme verranno presentate al Meeting per i diritti umani dell'11 dicembre che quest'anno sarà dedicato ai diritti dei più poveri.

 

 

Toscana: rifugio per intellettuali

La Toscana è la prima regione italiana, ed una delle primissime regioni europee, a diventare "terra di rifugio" per gli scrittori e gli intellettuali vittime di persecuzioni nel mondo.

L'ospitalità a favore di chi è discriminato e ridotto al silenzio - per motivi di religione, politica, differenza di sesso o di classe - può infatti contare su uno strumento come le convenzioni siglate dal Parlamento internazionale degli scrittori, dalla Regione Toscana e dalle tre città toscane che hanno aderito all'iniziativa, trovando una sistemazione per gli scrittori perseguitati e le loro famiglie.

Quattro sono gli artisti perseguitati per le loro idee che hanno trovato asilo in Toscana: a Certaldo è arrivato nell'estate scorsa lo scrittore iraniano Amir Hassan Cheheltan; Pontedera ha ospitato lo scrittore serbo Vule Zuric che, terminato il soggiorno di un anno, è rimasto in Toscana dove prosegue nella sua attività ed è stato sostituito, proprio in questi giorni, dalla scrittrice bielorussa Svetlana Alexievitch; il pittore albanese kosovaro Agim Salihu è ospitato a Grosseto. Tutti e tre gli artisti proseguiranno il programma fino all'estate del prossimo anno. Dopo un primo periodo di studio della lingua italiana, gli artisti hanno iniziato la loro esperienza letteraria e figurativa in Toscana.

La Regione Toscana si è impegnata a versare una somma annuale quale contributo alla gestione della rete delle città rifugio e ad assicurare agli scrittori ospitati sul proprio territorio una borsa annuale: 1.000 euro al mese nel caso di un single, 1.300 nel caso di una coppia, 1.700 nel caso di una famiglia. I tre Comuni sono impegnati a mettere a disposizione un appartamento ammobiliato, adeguato alle dimensioni della famiglia e alle esigenze di lavoro e di vita privata, per la durata di almeno un anno.

 

 

 


 

 


 

 

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L'ATTENZIONE

 

Firenze: nasce la Publiacqua spa

 
 

 

Amos Cecchi (nella foto) è stato nominato di recente, su indicazione del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, Presidente di Publiacqua, la società di gestione del servizio idrico integrato dell'area Firenze-Prato-Pistoia-Empoli.
Lo attende un impegno complesso ed articolato.
L'attenzione lo ha intervistato per farsi spiegare obbiettivi e strategie.
 
Un nuovo incarico pubblico per Lei, la Presidenza di Publiacqua spa. Può spiegare ai nostri lettori che cos'è e qual è lo scopo della nuova società?
Publiacqua spa è la società di gestione del servizio idrico integrato (acquedotto-fognatura-depurazione) che, dall'inizio del 2001, per una fase di transizione, ha il compito di gestire il servizio a Firenze e nei comuni dell'area Firenze-Prato-Pistoia-Empoli e che si candida, per i prossimi anni, a ricevere l'affidamento diretto del servizio dall'Aato 3, l'Autorità dell'ambito territoriale ottimale del Medio Valdarno.
 
E' una realtà del tutto nuova!
La legge 36/94, con grande lungimiranza, ha tracciato le linee guida di un'organizzazione del settore profondamente nuova. Prevede che la gestione del servizio idrico integrato sia svolta in modo unitario, in ambiti territoriali ottimali (ato), costruiti in base al criterio idrografico e non politico-amministrativo. Indica che gli investimenti necessari per l'adeguamento complessivo del sistema (e quindi i costi di ammortamento e quelli di remunerazione del capitale investito), come anche i costi d'esercizio, siano coperti da un meccanismo tariffario, senza alcun sussidio governativo. Definisce la separazione formale tra il soggetto titolare del servizio (i Comuni) e il soggetto gestore (l'impresa). E' posta così l'esigenza ineludibile di andare oltre l'esistente frammentazione di gestioni e di uscire dai confini della municipalità, dando vita a soggetti industriali che siano in grado ­ per dimensioni territoriali sufficientemente ampie e atte a realizzare importanti economie di scala, per innovazione tecnologica e per modalità di gestione ­ di realizzare un efficiente/efficace/economico servizio idrico integrato e il necessario piano di investimenti, contenendo l'incidenza dei costi sulla tariffa che i cittadini sono chiamati a pagare.
 
Ed è qui, quindi, che si inserisce il discorso di Publiacqua spa
E' in questo contesto che si è dato il via alla costruzione di Publiacqua: una spa a prevalente capitale pubblico locale che a)- potrà ricevere l'affidamento diretto del servizio idrico integrato per l'Ato 3 (1.205.000 abitanti); b)- avrà potenzialità per un ruolo pluriambito; c)- si aprirà, entro due anni, ad un partner privato, d'importanza finanziaria e tecnica, consolidando la sua struttura, in modo che, alla successiva fase della gara per la concessione del servizio, sia in grado di competere sul mercato con i grandi gruppi internazionali del settore.
 
Qual è la via scelta di apertura al mercato per Publiacqua?
L'obbiettivo è quello di elevare la qualità dell'offerta all'utente. In coerenza con gli indirizzi dell'Unione Europea, l'apertura alla competizione sul mercato ne è una base decisiva.
La scelta compiuta con la costituzione di Publiacqua spa è di presentarsi ai passaggi del confronto con il mercato ­ acquisizione di un partner privato (entro due anni) e gara per la concessione del servizio (fra 7-9 anni) ­ valorizzando le esperienze e le competenze tecnico-gestionali sviluppate dalle strutture pubbliche operanti nell'area metropolitana. Puntiamo, quindi, non a preservare un monopolio pubblico, ma a creare fin d'ora un moderno soggetto industriale, capace di gestire, in modo ottimale, il servizio e il piano di investimenti per il sistema idrico integrato e in grado di competere sul mercato con i grandi gruppi internazionali.
L'affidamento diretto del servizio ad una società a prevalente capitale pubblico locale, previsto dalla legge 142/90, è la via più efficace. Ed è da preferire sia alla costituzione di una società fin dall'inizio a capitale pubblico-privato che, ancor più, all'affidamento del servizio tramite gara, già nella fase attuale: entrambe soluzioni che, senza offrire di per sé garanzie di ottimizzazione del servizio, comportano il rischio che il luogo delle decisioni strategiche sia trasferito altrove. Publiacqua potrà consentire di mantenere qui le funzioni più rilevanti dell'industria dell'acqua, dando vita ad un circuito virtuoso tra formazione, ricerca, impresa, occupazione e sviluppo. Si aprirà, comunque, al contributo significativo di partner privati. Lo farà dopo aver ben evidenziato, nella fase iniziale di transizione, sia le sue capacità operative che i limiti e le carenze da integrare con l'ingresso di soggetti finanziari e/o industriali strategicamente complementari.
 
Indichi qui gli obbiettivi che si propone la società che presiede
Publiacqua spa si costituisce per assicurare ai propri utenti standard europei di qualità, di quantità e di diffusione del servizio idrico integrato, tutelando l'ambiente in una chiara linea di sviluppo sostenibile, puntando a garantire un equilibrio ambientale tra la risorsa usata e la capacità di reintegro naturale (a tal fine, l'impegno è all'attuazione di uno schema idrico integrato a servizio dell'intero sistema metropolitano, non più basato su una logica di puro sfruttamento delle falde e delle risorse disponibili del territorio, ma di riuso delle acque di scarico e di ripristino delle fonti compromesse).
Publiacqua spa, in estrema sintesi, ha per obbiettivi: a)- la messa in funzione di un buon servizio idrico integrato all'utenza, rispondente ad alti standard di qualità; b)- l'attuazione del piano di investimenti necessari per lo sviluppo quali-quantitativo del sistema idrico integrato; c)- la costruzione di un impresa efficiente, competitiva, di stampo europeo.
 
Per la sua rilevanza e per i problemi che si presentano in un settore decisivo e critico, al tempo stesso, come questo, non pare per niente semplice
La costruzione di Publi-acqua spa è un'operazione complessa. La fase di transizione in atto è quella della predisposizione del piano di un'impresa, con un bilancio di oltre 200 miliardi e investimenti per 1600 miliardi e del conferimento, da parte dei partners, del personale, degli impianti, delle opere in essere (si pensi, soltanto ai lavori ­ in ogni parte di Firenze ­ per l'adeguamento del sistema fognario e acquedottistico e per il completamento del depuratore di San Colombano), del servizio, nel suo complesso.
E' la sfida, nuova e decisiva, che siamo impegnati a intraprendere, fin dall'inizio del 2001.
 
Lei inserisce, chiaramente, l'iniziativa in una prospettiva più ampia
Una base decisiva della città sostenibile e della grande trasformazione urbana che Firenze e l'area della Toscana centrale (Firenze-Prato-Pistoia-Empoli) stanno portando avanti non può che consistere ­ insieme al sistema integrato di mobilità, che ha il suo perno nella cura del ferro (rete di tramvie e metropolitana ferroviaria di superficie) ­ in una politica fortemente innovativa di fattori essenziali della qualità della vita, civile e produttiva, quali l'energia, l'igiene urbana, l'acqua e quindi in particolare nella realizzazione e nel funzionamento qualitativamente avanzato del servizio idrico integrato.
La rilevanza strategica della risorsa-acqua per la società del Duemila è evidente a tutti.
 
Leader studentesco, dirigente politico, capo dell'opposizione a Palazzo Vecchio, membro del governo cittadino, ed ora nel suo curriculum la Presidenza di un'importante impresa di pubblica utilità. Come guarda al suo impegno politico e istituzionale?
In ogni ruolo, ho cercato di dare un contributo, con spirito di servizio verso la cosa pubblica, stando in prima linea nel rapporto con i cittadini.
E cosi farò a Publiacqua.
 
Il suo impegno istituzionale è stato particolarmente legato alla mobilità
Si è prodotto il piano urbano del traffico e se ne è attuato una parte importante: piano dei bus turistici, allargamento della ztl e dell'area pedonale, zcs in tutta l'area dei Viali, busvie (sulle direttrici per Scandicci e per Peretola), zpr (zone con posti-auto per residenti) in diverse parti della città, sviluppo della rete di piste ciclabili, servizio di bus elettrico nel centro storico, incentivo ai mezzi elettrici, sviluppo della trazione a metano, Mille e una bici, impianto delle porte telematiche, ecc. Si è realizzato l'insieme delle infrastrutture della mobilità, previsto per il Giubileo.
Nell'esperienza di governo guidata da Mario Primicerio, ho partecipato al lavoro di definizione dei progetti, di confronto con la cittadinanza in ogni parte della città e di acquisizione delle risorse per la grande trasformazione urbana in cui Firenze è entrata: sistema di tramvie; nuova organizzazione del nodo ferroviario di Firenze, con alta velocità e metropolitana ferroviaria di superficie; terza corsia dell'Autosole e sistemazione organica degli accessi alla città; opere di nuova viabilità sostenibile e parcheggi scambiatori e di corrispondenza; qualificazione e pedonalizzazione dell'area del polo espositivo cittadino (con tramvie, servizio ferroviario metropolitano, people mover). E' un'operazione che si dispiega, compiutamente, nel decennio.
 
Un po' di nostalgia?
Senza dubbio, ognuno di noi lascia qualcosa di sé nelle cose che fa. Ma è importante guardare avanti. L'essenziale è che il lavoro avviato si sviluppi ugualmente.
Il grande cambiamento urbano di Firenze, per farne una città sostenibile ed europea, è una lunga staffetta. Io ho dato un contributo a giungere fin qui: penso, in tutta coscienza, che non sia stato poco.
La battuta d'arresto per la prima linea di tramvia è stato un passaggio negativo in un lavoro complesso e pluriennale, riguardante un intero sistema di mobilità su rotaia.
L'iter, comunque, sta riprendendo il via per l'insieme della rete di tramvie. Fra poco, com'è noto, si aprirà anche il cantiere per il raddoppio del sottopasso ferroviario fra viale Strozzi e viale Belfiore, un'opera simbolo dell'innovazione urbana progettata, decisiva per poter realizzare, con la piazza davanti al Mastio della Fortezza da Basso, l'unità fisico-urbana dell'intera area espositiva.
E tutto ciò è di grande importanza per Firenze.
 

Elena Carbone

 

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L'ATTENZIONE


Una "carta per lo sciatore"

 

 

Riaprono le piste anche in anticipo in molte zone delle Alpi, occorre più sicurezza, maggiore severità per chi le usa in modo indiscriminato.

Mediamente ogni anno sono oltre 10 mila gli incidenti (per la stragrande maggioranza 7000 sugli sci, un migliaio arrecati da terzi e altrettanti con lo snow-board). Più che una legge, sostanzialmente improbabile, è opportuna un'educazione dello sciatore e del turista verso la montagna.

Telefono Blu sos turismo neve (l'associazione di tutela dei turisti e del turismo 1780.080808) ha lanciato un appello perché sia diffuso un utile vademecum a tutti gli sciatori. Si tratta di una "carta" che sarà inviata a tutti gli uffici del turismo invernale.

Visto che condividiamo l'iniziativa offriamo ai nostri lettori i "suggerimenti" sperando di contribuire a salvare almeno qualcuno!

 

Carta dello sciatore

a) Rispetto degli altri

Sulle piste, negli impianti di risalita occorre tenere un comportamento tale da non mettere in pericolo gli altri e non arrecare danni, usando prudenza e correttezza.

b) Velocità

Tenere una velocità, nelle manovre e nelle traiettorie, adeguata alle condizioni del tempo e della pista oltre alle proprie capacità, senza strafare.

c) A monte la traiettoria

Occorre che chi scia a monte, in posizione favorevole, tenga in considerazione il pericolo di collisione con chi è a valle. E le traiettorie sono condizionate dal tipo di sci utilizzato (fun, telmark, carving, snowbord).

d) Sorpassare

Il sorpasso può avvenire in qualunque situazione, ciò che occorre è lasciare lo spazio necessario per le manovre del sorpassato. Occorre inoltre non curvare sul bordo della pista ma lasciare uno spazio opportuno.

e) Crocevia e partenze

Se siamo fermi e ripartiamo, occorre guardare con attenzione la nuova di-rezione, verificando soprattutto a monte, per evitare, così come negli incroci, di arrecare grave pericolo per chi sopravviene.

f) Sosta e fermata

Se siamo costretti od intendiamo fermarci e sostare occorrerà farlo collocandoci in una posizione a margine che non rechi disturbo agli altri, anche in caso di caduta dovendosi rialzare rapidamente.

g) A piedi

Salita o discesa a piedi, occorre farla camminando ai bordi della pista, evitando di sporgere qualunque attrezzo.

h) Meteo e segnaletiche

Tenere sempre in considerazione le informazioni sulle condizioni metereologiche e rispettare con attenzione tutte le segnaletiche delle piste.

i) Incidente e soccorso

In caso di incidente, tutti devono offrire assistenza, e provvedere ai soccorsi,aiutando i soccorritori esperti, facendosi identificare se richiesto, per ogni testimonianza.

Consigliamo ovviamente una buona assicurazione, ne esistino diverse anche per il solo periodo di vacanza.

l) Informare

Rispettare la propria vacanza sulla pista, vuol anche dire che all'arrivo si debbono segnalare tutte quelle anomalie e problemi incontrati nel percorso, al fine di eliminare le situazioni pericolose.

 

 

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