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Conferenza di programmazione per la
Tenuta di San Rossore
Pisa
Dall'inviato a.a.

Patrizia Dini

Claudio Martini
L'appuntamento era da non perdere: si doveva presentare il progetto relativo allo sviluppo futuro della Tenuta di San Rossore. Un futuro "scritto" in un centinaio di pagine presentate nell'ambito della Prima Conferenza regionale di Programmazione dal presidente dell'Ente Parco di Migliarino San Rossore Stefano Maestrelli.
I lavori sono stati presieduti da Patrizia Dini, delegata dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini alla guida del Comitato di Presidenza destinato a predisporre progetti ed iniziative di interesse europeo ed internazionale, nei campi di operatività delle politiche e dei relativi programmie finanziamenti comunitari, con particolare riferimento alla cooperazione per lo sviluppo con i Paesi terzi del bacino mediterraneo ed alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.
Maestrelli ha indicato gli obiettivi minimi da raggiungere, che possono essere così sintetizzati:
*-salvaguardia e sviluppo nell'attività zootecnica con l'allevamento bovino e equino;
*-introduzione di tecniche biologiche più innovative, nelle aree boscate con interventi per il riassetto idraulico, delle zone dunale, dei boschi di latifoglie;
*-valorizzazione degli immobili e del personale addetto, con progetti per attività turistiche, ricettive, di educazione ambientale e di ricerca scientifica.
Linee condivise dal presidente Martini, il quale però ha annunciato che il progetto sarà valutato adesso nelle sedi istituzionali.
D'accordo anche il sindado di Pisa Paolo Fontanelli che, tuttavia, ha sostenuto che "L'esigenza primaria è quella di operare per cogliere tutte le opportunità di valorizzazione sotto il profilo turistico, tenendo però ben ferma la garanzia di salvaguardia di S. Rossore. È evidente che qua siamo di fronte ad un turismo diverso rispetto a quello di massa di piazza del Miracoli, ma si può trovare il modo per aprirsi e conservare comunque le giuste garanzie per l'ambiente. Il tutto magari anche in un ottica di area vasta con Livorno e Lucca. La città ha interesse reale perchè la parte "più vissuta" sia fruibile non solo il sabato e la domenica".
Non è mancata qualche critica. Nè poteva essere altrimenti! Secondo gli ambientalisti "il piano produrrà solo danni".
"Sentenza" respinta da Martini il quale si è detto convinto che si potrà lavorare adeguatamente per una corretta gestione della Tenuta.
Il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dei Ministri, il presidente del Senato, presidenti di Regione e di Consigli regionali, premi Nobel, ministri, autorità religiose, civili e militari, rappresentanti del Parlamento Europeo e delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali, studiosi, uomini di cultura, sindaci, presidenti di provincia ed altri amministratori locali, rappresentanti di tutti i settori della società: è una galleria delle più alte autorità civili, spirituali e culturali, quella chiamata a celebrare la Festa della Toscana, il prossimo 30 novembre 2000.

Ricardo Nencini
Alcuni fra i maggiori poeti e scrittori italiani dedicheranno alla Festa scritti inediti, una mostra di artisti sarà inaugurata dal Lech Walesa, il teatro del Maggio musicale offrirà un concerto straordinario.
''Ma ha sottolineato il presidente del Consiglio Regionale, on. Riccardo Nencini nella conferenza stampa di presentazione, fatta insieme al presidente della Giunta, Claudio Martini - non sarà Festa solo di élites politiche, economiche o sociali. E' il carattere popolare della celebrazione il segno caratteristico e distintivo dell'iniziativa promossa dal Consiglio regionale della Toscana, d'intesa con la Giunta.
destinata a diventare dal prossimo 2001 Festa a tutti gli effetti, se sarà approvata la proposta che Consiglio e Giunta porteranno avanti, la data del 30 novembre ricorderà a tutti i toscani, ma non solo a loro, un gesto di così alta civiltà, quello dell'abolizione della pena di morte e della tortura, il 30 novembre 1786, destinato a segnare una tappa di straordinaria importanza nel cammino verso una società più giusta e civile''.
"La vocazione toscana di regione e di popolo riformatori ha detto Nencini - trovò un'altra e definitiva chiave, (oltre quelle artistica e culturale, che avevano contraddistinto l'antica Etruria, la medievale Tuscia, la spinta al rinnovamento economico europeo del XIII secolo, il Rinascimento), per indicare il complesso di valori civili e spirituali sui quali si sarebbe radicata la moderna civiltà''.
"Il carattere popolare della Festa ha proseguito il presidente del Consiglio regionale - è venuto non solo da un nostro preciso orientamento o dal complesso delle iniziative programmate: è stato anche e principalmente l'entusiasmo con il quale hanno risposto i tanti pezzi della società toscana coinvolti a marcare questo tratto distintivo.
Dai sindaci ai presidenti di Provincia, alle associazioni di volontariato, alle pro loco, alle scuole, alle forze armate, alla Chiesa, che ha colto, fra i tanti, l'aspetto spirituale della Festa, e poi il mondo della produzione e del lavoro, i consolati, le società sportive. Ciascuno ha deciso di celebrare l'evento con un suo contributo organizzativo: fra l'altro tutte le campane di Toscana, quelle religiose e quelle civiche, suoneranno nel pomeriggio del 30. Ma c'è chi ha organizzato fuochi d'artificio, pièce teatrali, concerti, maratone podistiche, distribuzione di castagne e vino novo. I consigli comunali terranno riunioni straordinarie.
A Follonica un corteo storico con costumi dell'epoca; a Montecatini si darà il via ad una "nazione virtuale" con le città simbolo di violenze contro gli uomini; nell' isola di Capraia una lettura in piazza del comune dell'editto di Pietro Leopoldo; in molti comuni riunione congiunta dei consigli comunali degli adulti e dei ragazzi..., e così via per citare solo alcuni esempi. Coinvolti 400 mila fra bambini e giovani delle scuole per un premio sul tema dei diritti civili e sulla pena di morte".
"Infine ha concluso Nencini una notazione squisitamente politica.
Quando inquadriamo questa nostra iniziativa nel contesto di una ricerca e di una riflessione sulla identità toscana vogliamo anche tracciare una strada per quel modello di Federalismo che intendiamo costruire: di confronto con le culture europee, di apertura al mondo, di difesa della vita (il primo dei valori universali), di marcata valorizzazione di questa identità regionale, ma dentro, e non fuori, della unità della Repubblica.
E' stato detto che l'identità è per i popoli quello che per le singole persone è la memoria. Io condivido questa affermazione che è poi il filo conduttore al quale facciamo ricondurre le nostre azioni e le nostre iniziative. E' anche in questa ottica che abbiamo disegnato per la nostra Festa un ''percorso'': dal 20 novembre prossimo con Amato che parlerà della Carta dei diritti e di Nizza, passando per i convegni e per le riunioni prima e in coincidenza con il 30 novembre, proseguendo con l'incontro con Ciampi il 5 dicembre e finendo l' 11 dicembre con la celebrazione annuale della giornata internazionale proclamata dall' Onu sui diritti umani''.
Festa della Toscana:
anche Amato e Ciampi
alle celebrazioni
Concerti di bande militari, fuochi d'artificio, convegni, consigli comunali e provinciali aperti, campane religiose e civiche che suoneranno tutte insieme, una messa nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, un corteo storico con la apposizione di una lapide commemorativa della abolizione della pena di morte e della tortura, mostre di artisti, poeti e scrittori con lavori inediti, una celebrazione solenne a Palazzo Pitti, riunioni con l'intervento di presidenti di consigli e di giunte regionali, la firma di un impegno comune contro la pena di morte e per i diritti umani, un premio per gli studenti delle scuole.
Sono solo alcune delle manifestazioni per la Festa della Toscana, il 30 novembre 2000, che prenderanno il via dieci giorni prima, il 20 di novembre, con un intervento del Presidente del Consiglio, Giuliano Amato, sulla conferenza di Nizza e sulla Carta dei diritti e che prevedono anche un incontro, il 5 dicembre, con il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in Consiglio regionale.
La data del 30 novembre è stata scelta per ricordare un evento straordinario: l'abolizione, il 30 novembre 1786, da parte della Toscana, primo stato al mondo, della pena di morte e della tortura.
Il programma completo delle manifestazioni è stato presentato in una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Regionale toscano, on. Riccardo Nen-cini, e del Presidente della Giunta, Claudio Martini, presente il vicepresidente del Consiglio Carlo Melani.
''Inquadriamo queste nostre iniziative ha detto Nencini nel contesto di una ricerca e di una riflessione sulla identità toscana. Può servire anche a tracciare una strada per quel modello di Federali-smo che intendiamo costruire: di confronto con le culture europee, di apertura al mondo, di difesa della vita, di marcata valorizzazione della identità regionale, ma dentro e non fuori della unità della Repubblica.
L'identità è per i popoli quello che per i singoli è la memoria ed è a questo filo conduttore che intendiamo ricondurre le nostre iniziative".
Claudio Martini: "il 30 novembre saranno esaltati i diritti umani
"Un popolo
che non ha memoria è un albero senza radici che rischia di cadere
al primo soffio di vento. Con questa festa del 30 novembre vogliamo continuare
a lavorare affinchè le nostre radici diventino ogni giorno più
solide e forti".
E' questo il senso della festa della Toscana che Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, ha voluto mettere in luce in occasione della presentazione delle manifestazioni.
Sottolineando il significato di impegno civile che la Regione ha dato alla manifestazione per ricordare l'importantissima data in cui per la prima volta in un ordinamento giudiziario fu abolita proprio in Toscana la pena di morte, Martini ha affermato che questa nuova celebrazione nasce nell'ambito del Meeting sui diritti civili che la Regione organizza da ormai quattro anni per sviluppare la cultura del dialogo e della pace e di cui diventa la naturale prosecuzione.
"Dopo esserci battuti per la fine della pena capitale in tutti i paesi del mondo, per il riconoscimento dei diritti elementari delle donne umiliate in situazioni di conflitto o in società con costumi ancora arretrati, per la salvaguardia dell'infanzia e della gioventù a cui troppo spesso si nega la più elementare tutela. Quest'anno, l'11 dicembre, in occasione dell'anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo emanata dall'ONU, richiameremo l'attenzione dei toscani, in particolare dei giovani che ci hanno sempre seguito con grande interesse in queste nostre iniziative, sui diritti dei più poveri, di quei milioni di persone che in ogni angolo della Terra sono costrette nella miseria, nella povertà, nell'indigenza più assolute. La costrizione economica costituisce una delle più pesanti barriere al dispiegamento pieno dei diritti dell'uomo".
Martini ha perciò voluto sottolineare il legame tra le due manifestazioni affermando che anche la festa della Toscana "non sarà l'orgogliosa celebrazione di una sorta di supremazia toscana; richiamare un pezzo della storia di questa regione, individuare atti significativi - come l'abolizione della pena capitale - e valorizzarli come scelte anticipatrici di valori di civiltà che sono, o dovrebbero essere, universali, non significa affatto reputarsi migliori, quanto piuttosto sottolineare, a buon diritto, i frutti di un percorso di civiltà".
"Noi non pretendiamo affatto - ha aggiunto Martini - che la nostra storia abbia impresso un'orma più profonda di quella degli altri. Anzi, crediamo che la storia non appartenga a singole comunità o singoli popoli, ma sia la somma di esperienze, sensibilità, culture diverse, il risultato di un concorso collettivo. E' innegabile però che ogni comunità si sia caratterizzata nei secoli per proprie peculiarità. Ci fa piacere se questa scelta per l'abolizione della pena di morte è condivisa da altri, siano essi siciliani o lombardi, e piu' in generale italiani, francesi o messicani, e intendiamo continuare ad impegnarci affinchè questa scelta venga fatta propria da tutti i paesi del mondo".
I temi del meeting internazionale
"Battere la povertà". Sarà dedicato ai diritti dei senza diritti il IV Meeting internazionale organizzato dalla Regione Toscana che quest'anno si terrà l'11 dicembre al Palasport di Firenze e in Palazzo Vecchio.
Tradizionalmente celebrato il 10 dicembre - data in cui fu approvata la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che, dopo mezzo secolo, costituisce ancor oggi il fondamento per tutte le democrazie che vogliano fregiarsi di questo nome - il Meeting internazionale è dal 1997 l'occasione in cui la Toscana promuove la cultura della pace e richiama l'attenzione, in particolare dei giovani ai quali è rivolta, sui diritti umani e le violazioni che in ogni parte del mondo vengono perpetrate.
Nelle passate edizioni l'attenzione del mondo della scuola e dei cittadini toscani è stata richiamata da tre grandi questioni: l'abolizione della pena di morte; la difesa dei diritti delle donne nelle situazioni di conflitto e nella sfera privata; la tutela dei diritti dell'infanzia.
Quest'anno il Meeting è dedicato alle persone piu' povere, ai disperati che in ogni angolo della terra combattono con ogni forza per veder garantito prima di tutto il proprio diritto alla vita e alla sopravvivenza.
Si parlerà così di microcredito, di cancellazione del debito dei paesi più poveri, di cooperazione internazionale, di sviluppo economico nelle aree più desolate. La scelta di spostare all'11 dicembre la manifestazione è stata fatta per consentire la partecipazione delle migliaia di studenti che tradizionalmente seguono con grande attenzione il Meeting.
Il Meeting dell'11 dicembre costituisce quest'anno la naturale conclusione delle manifestazioni civili che si inaugurano con la festa della Toscana del 30 novembre, promossa per ricordare la data in cui, per la prima volta nel mondo e proprio in Toscana, fu abolita la pena di morte.
A Siena Fondazione contro la pena di morte
Sarà intitolata a Rocco Derek Barnabei la fondazione che nascerà a Siena per lottare contro la pena di morte in tutti i paesi dove ancora è in vigore il barbaro rituale.
Lo ha annunciato il deputato senese Fabrizio Vigni durante l'incontro che il Presidente della Regione Claudio Martini ha avuto nelle settimane scorse con la signora Jane Barnabei, mamma del cittadino americano di origini italiane giustiziato negli Usa malgrado le innumerevoli richieste di revisione del processo. Il progetto della fondazione verrà presentato nell'ambito delle manifestazioni per la Festa della Toscana del 30 novembre.
Nel corso dell'incontro la signora Barnabei ha fatto presente al Presidente Martini che proseguono le azioni legali degli avvocati difensori di Rocco per giungere al riesame del processo, e al conseguente riconoscimento, sia pure postumo, dell'innocenza del giovane di origine italiana.
La signora Barnabei ha anche letto al presidente una delle ultime frasi dette da suo figlio: "Avrei voluto incontrarla di persona, presidente Martini. Non sarà possibile ma lascio comunque solo il guscio del mio corpo, perchè le energie non muoiono; vivono negli atti di chi resta a lottare, e così continuerà la mia lotta contro la vergogna della pena di morte".
Martini ha reso partecipe la signora Jane del calore e del sostegno della Toscana intera.
Intanto prosegue la raccolta di firme via Internet all'appello contro la pena di morte lanciato prima dell'esecuzione di Rocco Derek Barnabei. Sono già 12 mila le adesioni raccolte. Le firme verranno presentate al Meeting per i diritti umani dell'11 dicembre che quest'anno sarà dedicato ai diritti dei più poveri.
Toscana: rifugio per intellettuali
La Toscana è la prima regione italiana, ed una delle primissime regioni europee, a diventare "terra di rifugio" per gli scrittori e gli intellettuali vittime di persecuzioni nel mondo.
L'ospitalità a favore di chi è discriminato e ridotto al silenzio - per motivi di religione, politica, differenza di sesso o di classe - può infatti contare su uno strumento come le convenzioni siglate dal Parlamento internazionale degli scrittori, dalla Regione Toscana e dalle tre città toscane che hanno aderito all'iniziativa, trovando una sistemazione per gli scrittori perseguitati e le loro famiglie.
Quattro sono gli artisti perseguitati per le loro idee che hanno trovato asilo in Toscana: a Certaldo è arrivato nell'estate scorsa lo scrittore iraniano Amir Hassan Cheheltan; Pontedera ha ospitato lo scrittore serbo Vule Zuric che, terminato il soggiorno di un anno, è rimasto in Toscana dove prosegue nella sua attività ed è stato sostituito, proprio in questi giorni, dalla scrittrice bielorussa Svetlana Alexievitch; il pittore albanese kosovaro Agim Salihu è ospitato a Grosseto. Tutti e tre gli artisti proseguiranno il programma fino all'estate del prossimo anno. Dopo un primo periodo di studio della lingua italiana, gli artisti hanno iniziato la loro esperienza letteraria e figurativa in Toscana.
La Regione Toscana si è impegnata a versare una somma annuale
quale contributo alla gestione della rete delle città rifugio e ad
assicurare agli scrittori ospitati sul proprio territorio una borsa annuale:
1.000 euro al mese nel caso di un single, 1.300 nel caso di una coppia,
1.700 nel caso di una famiglia. I tre Comuni sono impegnati a mettere a
disposizione un appartamento ammobiliato, adeguato alle dimensioni della
famiglia e alle esigenze di lavoro e di vita privata, per la durata di almeno
un anno.
Firenze: nasce la Publiacqua spa
Elena Carbone
Una "carta per lo sciatore"
Riaprono le piste anche in anticipo in molte zone delle Alpi, occorre più sicurezza, maggiore severità per chi le usa in modo indiscriminato.
Mediamente ogni anno sono oltre 10 mila gli incidenti (per la stragrande maggioranza 7000 sugli sci, un migliaio arrecati da terzi e altrettanti con lo snow-board). Più che una legge, sostanzialmente improbabile, è opportuna un'educazione dello sciatore e del turista verso la montagna.
Telefono Blu sos turismo neve (l'associazione di tutela dei turisti e del turismo 1780.080808) ha lanciato un appello perché sia diffuso un utile vademecum a tutti gli sciatori. Si tratta di una "carta" che sarà inviata a tutti gli uffici del turismo invernale.
Visto che condividiamo l'iniziativa offriamo ai nostri lettori i "suggerimenti" sperando di contribuire a salvare almeno qualcuno!

Carta dello sciatore
a) Rispetto degli altri
Sulle piste, negli impianti di risalita occorre tenere un comportamento tale da non mettere in pericolo gli altri e non arrecare danni, usando prudenza e correttezza.
b) Velocità
Tenere una velocità, nelle manovre e nelle traiettorie, adeguata alle condizioni del tempo e della pista oltre alle proprie capacità, senza strafare.
c) A monte la traiettoria
Occorre che chi scia a monte, in posizione favorevole, tenga in considerazione il pericolo di collisione con chi è a valle. E le traiettorie sono condizionate dal tipo di sci utilizzato (fun, telmark, carving, snowbord).
d) Sorpassare
Il sorpasso può avvenire in qualunque situazione, ciò che occorre è lasciare lo spazio necessario per le manovre del sorpassato. Occorre inoltre non curvare sul bordo della pista ma lasciare uno spazio opportuno.
e) Crocevia e partenze
Se siamo fermi e ripartiamo, occorre guardare con attenzione la nuova di-rezione, verificando soprattutto a monte, per evitare, così come negli incroci, di arrecare grave pericolo per chi sopravviene.
f) Sosta e fermata
Se siamo costretti od intendiamo fermarci e sostare occorrerà farlo collocandoci in una posizione a margine che non rechi disturbo agli altri, anche in caso di caduta dovendosi rialzare rapidamente.
g) A piedi
Salita o discesa a piedi, occorre farla camminando ai bordi della pista, evitando di sporgere qualunque attrezzo.
h) Meteo e segnaletiche
Tenere sempre in considerazione le informazioni sulle condizioni metereologiche e rispettare con attenzione tutte le segnaletiche delle piste.
i) Incidente e soccorso
In caso di incidente, tutti devono offrire assistenza, e provvedere ai soccorsi,aiutando i soccorritori esperti, facendosi identificare se richiesto, per ogni testimonianza.
Consigliamo ovviamente una buona assicurazione, ne esistino diverse anche per il solo periodo di vacanza.
l) Informare
Rispettare la propria vacanza sulla pista, vuol anche dire che all'arrivo si debbono segnalare tutte quelle anomalie e problemi incontrati nel percorso, al fine di eliminare le situazioni pericolose.