L'ATTENZIONE

 

 

 

 

 

 

Editoriale

 

La realtà sconvolta dalla

nuova moda del virtuale

 

 

Parlare di TV-spazzatura sta diventando un eufemismo. I fatti vanno più veloci delle idee, perchè i primi sono concreti, le seconde devono essere elaborate.

Siamo passati, infatti, dalla antica e solida concretezza ad un mondo virtuale che non lascia neppure un piccolo spazio all'elaborazione delle idee, alla ricerca di soluzioni adeguate per vivere in maniera adeguata in un contesto civile.

Siamo circondati, ormai, dal "finto" indipendentemente dal colore che lo caratterizza.

Finta l'aggressione subita dal finto professore di Verona che ha sottoposto la città scaligera alla rabbia del centro-sinistra (pronto a parlare di razzismo del centro-destra!);

finta la qualifica dell'ambasciatore italiano all'ONU che ha parteggiato apertamente con l'OLP senza che il nostro Governo lo dimettesse dall'incarico (adesso capiamo perchè l'Italia è stata esclusa lucidamente dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, visto che abbiamo certi rappresentanti nel Palazzo di Vetro!);

finta la guerra che "Striscia la notizia" fa al "Grande Fratello", perchè serve solo a tirare la volata alla trasmissione che trova spazio sempre su Canale 5, perchè altrimenti la gente non si sognerebbe minimamente di perdere il suo tempo ad ascoltare le tremende idiozie che si dicono squallidi personaggi in cerca di notorietà e di soldi;

finta la guerra che si fanno i parlamentari perchè si "scannano" solo per modo di dire, in quanto gli aumenti di stipendio e di prebende se li approvano sempre all'unanimità!;

finta la guerra di posizione tra professori universitari e studenti, che si addossano reciprocamente colpe di "adescamento" e di violenze sessuali. Finta perchè di professori a caccia di sesso con le loro allieve ne abbiamo sempre saputo, come abbiamo sempre potuto constatare la disinvoltura di giovani ragazze che allettano (con promesse o con fatti concreti) i professori per superare un esame, per conseguire una laurea!;

e, purtroppo, è stata finta anche la recente riunione in Egitto alla ricerca di una pace tra Israele e Palestina, perchè si sapeva già che le chiacchiere non sono mai costruttive!

Dobbiamo convenire che ci siamo costruita una società sul nulla, come un colosso coi piedi d'argilla.

E le conseguenze le vediamo tutti i giorni: con le alluvioni dei fiumi (seguite dalle alluvioni di parole!), con il dibattito politico (che rende sempre più corposo il partito degli astensionisti che diventano anche nemici della politica!), con l'ultima trovata del confronto Berlusconi-Rutelli che diventa una sorta di festival dell'immagine, della cultura mediatica, dello sfoggio della ricchezza di Berlusconi e della povertà di Rutelli (ma dove prenderà i 250 miliardi previsti per la campagna elettorale?).

Quando ci accorgeremo che la vita è fatta di cose concrete? di relazioni umane, di case, di alluvioni, di strette di mano, di sentimenti che possono essere espressi anche con una carezza, un bacio, un sorriso!

Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi?


Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

Giovanni Barbagli (RC): "occorre un programma concreto

per vincere le elezioni del 2001"

 

 

Giovanni Barbagli è capogruppo al Consiglio regionale per il partito della Rifondazione Comunista.

Uomo di cultura, con idee chiare, mostra un'inclinazione alla tolleranza purchè abbia i caretteri della democraticità.

Laureato in psicopedagogia.

Rutelli? personaggio virtuale!

Sul candidato premier del centro-sinistra Barbagli ha un'idea: è uomo d'immagine più che di sostanza; si è visto subito fin dalle prime dichiarazioni e purtroppo l'Ulivo non potrà mai risorgere con un personaggio virtuale. La stessa decisione di farsi fare promozione da uno staff degli USA - dice Barbagli dimostra - che Rutelli non ha capito come si prendono i voti dagli elettori!

L'Italia non è disposta a giocarsi il proprio futuro con una battaglia virtuale anche perchè Rutelli commette l'errore imperdonabile di voler sfidare Berlusconi sul suo terreno, che può rappresentare la strada senza ritorno per una sconfitta clamorosa. I1 Centro-sinistra, al contrario - dice Barbagli - aveva ed ha la necessità di recuperare in credibilità attraverso un proprio progetto e non scopiazzando quello del centro-destra.

 

 

 

Una ridefinizione del centro-sinistra

Occorre, quindi. una adeguata ridefinizione al proprio interno che non abbia come obiettivo strategico quello di creare una sommatoria di consensi solo per vincere senza convinvere.

Occorre mettere mano ai problemi irrisolti, tra cui la scuola, il lavoro, la sanità. Purtroppo si continua ad accumulare ritardi ed errori, come è il caso della recente legge sul sociale che ha tradito il principio della sinistra secondo cui "l'assistenza è un diritto" non una concessione.

Barbagli fa notare come lo sviluppo nell'assistenza sanitaria segue linee di esigenze economiche.

Un buon esempio (anzi cattivo!) viene anche dall'attenzione (sempre molto poca!) che si pone al territorio.

Non si fa opera di prevenzione, così si paga successivamente con ... interessi salati!

 

 

 

Pensare ad alleanze di programma

Come vede Barbagli la politica di questi tempi?

Molti dimenticano che la virtualità va bene per un programma noioso e senza prospettive come il "Grande Fratello" è la sua risposta. Non per il Parlamento che deve dimostrare di produrre, di sviluppare programmi, di cercare soluzioni alle esigenze della gente. Quindi, pensare ad alleanze strategiche per il futuro significa scrivere programmi concreti che affrontino i problemi di fondo della società moderna.

 

 

 

Un accordo con la maggioranza?

Far parte della maggioranza non è il nostro primo pensiero! E non ci tocca il ricatto di coloro che dicono che la nostra "non-partecipazione" alla maggioranza fa vincere il centro-destra! Se non ci sono programmi seri e concreti si perde anche con la nostra presenza. D'altra parte ciò è dimostrato dall'astensionismo che punisce più il centro-sinistra che il centro-destra.

 

 

 

Federalismo

Premesso che questo appare ormai come un processo inevitabile, c'è da chiarire che il federalismo non può essere diretto a far scomparire lo Stato, che dovrà conservare molte prerogative, ma ad attuare una seria politica di decentramento.

Regioni, Province e Comuni possono attuare, un vero decentramento. In particolare la Regione deve smetterla di "gestire" ma deve sviluppare la sua attività negli indirizzi, nella programmazione.

 

 

Rapporti con la giunta

Poichè non ci fu al momento delle ultime regionali nessun accordo elettorale con Toscana Democratica, Rifondazione Comunista sostiene di non aver alcun impegno verso la Giunta. "Noi guardiamo ai contenuti - dice Barbagli - e decidiamo di conseguenza. Per esempio, nel PRS abbiamo trovato alcune aperture nei nostri confronti. In particolare sulla politica dei trasporti e dell'ambiente, per il lavoro che deve essere visto non come espressione di flessibilità; nella sanità sulla quale abbiamo chiesto un completamento del percorso della riforma ter della Bindi (legge 229).

Finora l'assessore Rossi ha svolto un'azione positiva, però occorre che proceda con maggiore impegno per eliminare o ridurre drasticamente le liste d'attesa, sul terreno della riorganizzazione dei servizi, del ridimensignamento su quello che fanno le Aziende USL rispetto alle domande di sanità dei cittadini.

Un altro aspetto condiviso dalla maggioranza è quello relatiro alla sicurezza sui posti di lavoro con l'accettazione di un emendamento presentato da Rifondazione.

 

 

 

Aspetti negativi della Giunta

Non mancano punti dolenti nella maggioranza, secondo Rifondazione. Anzi sono più di quelli positivi!

Barbagli ne indica alcuni a cominciare dal sottodimensionamento dell'attenzione data al Consiglio regionale, organo elettivo che spesso viene snobbato dalla Giunta che non partecipa ai lavori in Aula.

Noi siamo contro la politica virtuale e riteniamo che non debba prevalere, per nessun motivo, su quella istituzionale.

Poi ci sono assessori sulla carta ... come Chiara Boni che è stato un autentico flop di Martini.

Senza costrutto anche l'attività dell'assessorato guidato da Carla Guidi e, purtroppo, anche quello ai Trasporti, retto da Riccardo Conti.

A quest'ultimo Barbagli rimprovera di essersi fatto schiacciare da decisioni altrui (di livello nazionale) e di non essere capace di gestire la politica dei trasporti a livello regionale.

"Per esempio, dove sono finiti i 12.000 miliardi promessi alla Toscana dall'ex-presidente del Consiglo Massimo D'Alema per il sistema dei trasporti in Toscana"?

 


Francesco Canosa


 


 

 

Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE

 

Forse nel 2001 potranno votare gli italiani all'estero

 

 

Dopo cinquant'anni di attese e polemiche di ogni genere è arrivata in porto una legge costituzionale molto attesa: il voto degli italiani all'estero. Con l'approvazione da parte della Camera di questa legge i nostri connazionali che vivono oltre confine potranno avere 18 rappresentanti in Parlamento, 12 deputati e 6 senatori. Ma da quando potranno votare?

Infatti, anche se c'è già stato il primo voto definitivo, quasi certamente non si farà in tempo per le politiche del 2201, in quanto per mettere in atto un vero diritto al voto occorre anche una legge elettorale ordinaria che fissi criteri di candidatura e modalità di espressione.

La legge, che è stata approvata con 406 voti favorevoli del centrosinistra e del centrodestra, con il voto contrario di Rifondazione e Comunisti Italiani, ha fatto la felicità di Mirko Tremaglia, deputato di AN (nella foto), che era il primo firmatario e che ha fatto di questa legge una vittoria personale affermando: "Questo è il traguardo della mia vita politica e forse il traguardo della vita e basta ". Tremaglia ha ammesso , inoltre, di sentirsi profondamente commosso in quanto "questo traguardo sancisce una discriminazione dei diritti".

Malgrado l'approvazione di questa legge abbia scatenato una serie di illazioni da parte delle forze politiche avverse, sui tempi di approvazione della norma attuativa, da parte del Senato, dove è all'ordine del giorno, il presidente della commissione Affari Costituzionali, Massimo Villoni, garantisce che si procederà in "tempi brevi e non ci sarà nessun rinvio".

Villoni precisa, inoltre, che se il Parlamento fosse andato avanti sulla legge elettorale l'approvazione definitiva anche delle modalità di voto degli italiani all'estero sarebbe stata più rapida, era l'occasione per avere una corsia preferenziale.

Ma polemiche a parte, sono tante le difficoltà logistiche da superare per rendere operativa una legge come questa cheanche le comunità italiane all'estero l'hanno caldeggiata ed attesa per cinquant'anni.

L'Italia, è bene ricordarlo, è uno fra i pochi Paesi con una grande storia di emigrazione che non conceda il voto ai propri cittadini all'estero. Vi è un popolo italiano che vive e opera oltre i confini del Paese. Questa Italia spesso misconosciuta, che ha donato al mondo intelligenza, capacità di lavoro, onore e civiltà, meriterebbe di essere rappresentata in Parlamento.

Attraverso il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), sorto per legge nel 1989, venne posto il problema del voto nella seduta del 22 ottobre 1992 fatta in via straordinaria a Montecitorio. Il progetto, che comportava una quota fissa di 20 deputati e di 10 senatori e che era stato accolto dalla maggioranza delle forze politiche in un "Testo Unificato", venne però bocciato a causa del voto contrario delle sinistre.

Ed ora eccoci di nuovo sulla strada della speranza!

Ma quanti sono gli aventi diritto al voto? Nella tabella che riportiamo a fianco ci sono alcune cifre: oltre 5 milioni hanno il passaporto italiano, oltre 26 milioni sono gli oriundi. Però, sembra che per votare occorre essere iscritti nell'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) che si ferma attorno ai 3 milioni di nominativi.

In America del Sud, dove i nuovi aventi diritto al voto sono teoricamente decine di milioni, tra emigrati e loro discendenti, la notizia è stata accolta con molta gioia, ma anche con tanta preoccupazione. Secondo Petrone, ambasciatore italiano in Brasile, "Sarà un lavoro complesso per tutta la diplomazia che deve rimettere a posto l'anagrafe dei concittadini all'estero per far pervenire loro i certificati agli indirizzi giusti, organizzare la logistica dello stesso voto. In pratica occorrerà creare una struttura ad hoc, una specie di piccolo ministero degli Interni, per ogni paese".

Preoccupa molto anche la necessità di trovare le sedi per i seggi, in quanto se venissero riconosciuti legittimi luoghi di votazioni solo ambasciate e consolati, l'affluenza rischia di essere bassissima. Infatti, il consolato di Rio de Janeiro ha una circoscrizione che comprende altri due stati brasiliani e che ci sono città che distano 2.000 chilometri dalla stessa Rio. Un'altro rischio è quello che il suffragio resti confinato a quella stretta cerchia di attivisti della comunità e che questa diventi un'altra opportunità per accrescere il loro potere all'interno della comunità stessa.

Inoltre, questi italiani all'estero vorrebbero votare candidati originari della loro terra (Sicilia, Veneto, Puglia) e non un candidato qualsiasi! Ecco perchè viene richiesta l'istituzione di "circoscrizioni virtuali".

 

Angelina Aino

 


 

 


 

 


 

 

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

 

In Europa sempre più immigrati: come comportarsi?

 

"La regola dovrebbe essere questa: accoglienza per tutti, nel rispetto delle leggi del paese che accoglie" così afferma il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, chiamato a commentare la questione della moschea di Lodi. La Santa Sede si mostra rispettosa, aperta e tollerante verso chi professa una fede diversa, niente più istanze contro un'&laqno;invasione islamica» che ricorda tanto le Crociate. Non più medioevo quindi, ma un presente che guarda al futuro, promettendo quindi la libertà di culto e di religione "dovunque e per tutti". Sembra un segno di una civiltà matura e moderna, &laqno;europea» come l'Italia vuole essere.
 
Però ...pur rifiutando l'ipotesi di un'integrazione totale, religiosa e culturale, ci sono regole nazionali che non possono essere disattese.
Per la prima volta, infatti, la Cassazione si è pronunciata su un siffatto argomento condannando un albanese, perché aveva picchiato la moglie, invocando il principio della pari dignità sociale e diritti a tutte le mogli, qualunque sia la loro cultura e religione.
L'uomo sosteneva che nel suo Paese si usa picchiare la moglie, secondo lui consenziente. La nostra Costituzione, ribadisce la Suprema corte, è una barriera contro l'introduzione di consuetudini contrarie ai diritti inviolabili della persona. Comportamenti illegittimi, "supposti legittimi in altri Paesi", non sono giustificati in Italia.
Dunque, appare giusto rifiutare un atteggiamento di chiusura verso le altre culture e religioni, ma nel rispetto delle norme che regolano la vita sociale e di relazioni nel nostro Paese.
Problema che investe ormai molto Paesi europei, dalla Germania alla Francia, dalla Spagna al Portogallo.
In Francia, nei gioni scorsi, si sono avuti episodi di intolleranza religiosa: un'ondata di antisemitismo, sull'onda della crisi mediorientale, ha provocato il danneggiamento di settanta sinagoghe, una delle quali semidistrutta da un incendio appiccato dagli attentatori.
A Noisy-le-Sec tre giovani si sono avvicinati a una piccola sinagoga lanciando bottiglie molotov e dileguandosi nell'oscurità; ma la fuga non si è dimostrata così avveduta da evitare una pattuglia di polizia. I tre attentatori acciuffati, francesi di origine araba, hanno un'età compresa tra i 17 e i 18 anni. La stessa notte la polizia arresta a Vénissieux, città vicina a Lione, cinque occupanti di un'auto che si era lanciata contro la porta della locale sinagoga nell'evidente tentativo di sfondarla per consentire il saccheggio del luogo di culto.
In Inghilterra, dove l'Islam è ormai di casa, si cominciano a stringere i freni. Su 55 milioni di abitanti, almeno 3 milioni sono di etnie diverse dalla britannica, di cui almeno 900.000 indiani (nati però in Inghilterra), 500.000 pakistani arrivati liberamente fino al 1971.
Nel recente passato in uno dei 32 distretti di Londra si è avuto anche un sindaco indiano. C'è una scuola a Londra solo per ragazze (la Belle Vue) per favorire una più forte scolarizzazione delle ragazze islamiche, dove hanno anche uno spazio riservato per pregare.
Ma in Inghilterra, in Italia, ed altrove, l'Islam è veramente un pericolo?
La nostra risposta è no! In un'epoca di globalizzazione nessuno è in grado di alzare steccati di difesa del proprio "particolare". Occorre, invece, consolidare le proprie convinzioni, la propria civiltà, la propria fede.
Il problema, non c'è alcun dubbio, è più laico che religioso; interessa più le istituzioni dello Stato che la coscienza religiosa.
Infatti, non può interessare quali preghiere recita il cristiano o il musulmano, se fanno il digiuno il venerdì o ... mai, ma interessa stabilire che chi vive in Italia deve adeguarsi alle leggi dello Stato. Così come ha chiaramente indicato la predetta sentenza della cassazione.
 
Nicola Francano
 
 
 
 

"Scoprire il pellegrinaggio dell'Islam in cammino con Abramo"

Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4 * 26 ottobre ­ 15 novembre 2000

 
L'iniziativa vuole sottolineare come la conoscenza e la stima reciproca fra credenti di diverse religioni costituisca un elemento imprescindibile per la concordia e la crescita civile e spirituale della nostra società. La metàfora del Pellegrinaggio, tratto distintivo del Grande Giubileo dell'Anno 2000, permette di indicare la mèta comune per tutti: camminare insieme, popoli di diverse culture e fedi, per riconoscersi creature di Dio, Signore della vita e della pace.
E tutte le religioni del Libro si ispirano ad Abramo che, secondo la tradizione dell'Islam, per ordine divino fondò alla Mecca la Sacra Casa di Dio, mèta ogni anno di milioni di pellegrini che nei riti alla Ka'ba, rivivono le radici della loro fede. Il pellegrinaggio del resto è un dato fondamentale attraverso il quale conoscere l'essenza dell'Islam, di cui costituisce uno dei cinque pilastri, cioè dei doveri fondamentali della vita musulmana.
La Mostra, allestita nel Quadriportico dell'Università Gregoriana, ricostruisce le principali tappe del Pellegrinaggio attraverso fotografie delle due città sante, Mecca e Medina, plastici delle due sacre Moschee, preziose edizioni del Corano, foto antiche dei luoghi sacri, ed altre testimonianze provenienti dall'Arabia Saudita.
Come il Papa ha detto in un suo discorso durante l'ultimo anno di preparazione per il Giubileo: "Seguendo l'esempio di Abramo i fedeli si sforzano di dare nella loro vita il posto che spetta a Dio, che è origine, maestro, guida e destino ultimo di tutti gli esseri. Questa docilità e apertura umana alla volontà di Dio si traduce in un atteggiamento di preghiera, che esprime la condizione esistenziale di ogni persona davanti al Creatore."
 
Per ulteriori informazioni:
Pietro Cocco ­ 0347 1152830


 

Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE


L'osteoporosi si vince con la prevenzione

 

In occasione della "Giornata mondiale sull'osteoporosi" Firenze ha ospitato il 1° Congresso internazionale sulla nutrizione e sulle malattie ossee, con la partecipazione dei più importanti specialisti di questa malattia.

Il congresso è servito non solo per definire il livello delle conoscenze e per confrontarsi sui progressi della ricerca, ma soprattutto per dire all'opinione pubblica che l'osteoporosi è una malattia da cui si può guarire prima ancora di ammalarsi.

Tema affascinante, ove si pensi che oltre 3 milioni di italiani hanno le ossa malate e fragili, soffrono cioè di osteoporosi, e in Europa e America si contano ben 40 milioni di casi.

 

In tutto il mondo un quarto di miliardo.

 

 

Cifre che purtroppo saranno destinate a crescere a causa dell'invecchiamento della popolazione.

Le vittime sono perlopiù donne che hanno superato i cinquanta anni con quote di invalidità molto alta a causa delle frequenti cadute, con conseguenti rotture, molte delle quali a carico del femore (in Italia 70mila ogni anno).

Cifre che spaventano se si pensa che dietro ad una rottura di femore per esempio c'è la perdita totale dell'autonomia. Per fermare questa crescita di casi di osteoporosi gli specialisti sono concordi nel dire che "è necessario cambiare lo stile di vita. La scienza ha ormai capito che l'osteoporosi è essenzialmente una malattia pediatrica, bisogna cioè intervenire fin dall'infanzia con diete ricche di calcio e con l'attività sportiva.

In Italia purtroppo gli stessi pediatri risultano essere un po' troppo ciechi e sordi di fronte al problema.

Dal congresso di Firenze è emerso che la battaglia contro l'osteoporosi si combatte soprattutto a tavola e, considerato che le donne sono la maggioranza tra coloro che si dedicano alla preparazione del pasto quotidiano, è necessario rivolgersi proprio a loro affinché possano impadronirsi di alcune informazioni di base che sono molto importanti.

Questo, secondo gli specialisti, l'ABC dell'alimentazione che bisogna, peraltro molto facilmente, imparare:

1) Dieta non significa restrizione alimentare, bensì alimentazione corretta;

2) Per alimentazione corretta si intende un apporto equilibrato di varie sostanze nutritive, tra le quali il calcio;

3) Per prevenire l'osteoporosi è importante un adeguato apporto di calcio.

Ne occorrono da 1200 a 1800 milligrammi negli anni dall'infanzia alla pubertà, 1000 da adulti, 1500 alle donne dopo la menopausa;

4) Il calcio si trova in molti alimenti (carne, pesce, vegetali, ecc.), ma quasi sempre in piccolissime quantità.

Le uniche sostanze che ne contengono a sufficienza per garantire il fabbisogno quotidiano sono i prodotti caseari (latte, formaggio, yogurt) e l'acqua minerale.

Un litro di latte per esempio ne contiene 1200 milligrammi, una bottiglia di minerale da 200 a 400.

E' necessario anche non assumere durante lo stesso pasto sostanze che possano interferire con l'assimilazione del calcio, come ad esempio troppe proteine, il sale, un eccesso di cibi ricchi di fibre, spinaci, pomodori e asparagi che legandosi al calcio ne bloccano l'assorbimento.

Due certezze sono emerse nel corso dello svolgimento dei lavori: la prima è che fin da bambini è necessario assumere una giusta quantità di calcio per fortificare le ossa; la seconda è che occorre anche fare, oltre ad un'attività fisica, vita all'aperto perché il calcio è assimilabile dall'organismo solo grazie alla luce solare: affinché l'intestino riesca ad assorbire il calcio occorre il sole, ovvero i raggi ultravioletti che attraverso la pelle sintetizzano la vitamina D, la quale mette in moto l'assorbimento intestinale del calcio e del fosfato.

Affinché l'osteoporosi possa essere battuta gli specialisti confidano nella gente comune, in modo tale che si appropri delle conoscenze sopra esposte che speriamo anche i nostri lettori possano apprendere. Se, come ci promette la scienza, in futuro si potrà vivere fino a 100-110 anni, è giusto anche che si possa permettere allo scheletro di tenerci in piedi!

 

 

Che cos'è l'osteoporosi

 

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da un basso contenuto di calcio nelle ossa, dalla progressiva perdita di tessuto osseo, con conseguente fragilità dello scheletro e predisposizione alle fratture.

Il legame fra menopausa ed osteoporosi è noto da tempo: la cessata produzione di estrogeni da parte delle ovaie rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza della malattia. Gli estrogeni intervengono infatti nella regolazione della quantità di calcio presente nell'osso: venendo meno il loro controllo, il calcio nell'osso si riduce, lasciando una struttura porosa e fragile.

Oltre alla carenza di estrogeni, esistono altri fattori di rischio accertati in grado di causare o di aggravare l'osteoporosi: tra questi l'inattività fisica, l'alimentazione povera di calcio, la magrezza costituzionale, l'aver trascorso lunghi periodi senza mestruazioni, il fumo di sigaretta, l'elevato consumo di alcool, trattamenti prolungati con farmaci cortisonici, la predisposizione genetica.

Possono provocare osteoporosi anche particolari malattie come il morbo di Crohn (una malattia infiammatoria intestinale), le artriti croniche gravi oppure le malattie della tiroide, delle ghiandole surrenali o delle paratiroidi.

In una paziente con osteoporosi accertata è fondamentale che il medico prima escluda tutte queste condizioni. Rimuovendo i fattori di rischio o curando queste malattie, la perdita di massa ossea può essere arrestata od addirittura recuperata.

 

Come si manifesta

Il processo di indebolimento dell'osso è molto lento e praticamente dura dalla menopausa fino alla fine della vita, ma è più rapido nei primi anni successivi alla menopausa. Le ossa più frequentemente interessate dal rischio di fratture sono le vertebre, il femore ed i polsi; le fratture avvengono anche per traumi di lieve entità o a volte, come nel caso delle lesioni vertebrali, spontaneamente; in questo caso le fratture vengono evidenziate da una radiografia senza che la paziente riesca a ricordare alcun trauma. Le fratture del femore sono le più gravi e sono responsabili di un'elevata mortalità. Non si deve dimenticare che, soprattutto nel caso del femore e del polso, la rottura dell'osso avviene in seguito ad una caduta e, quindi, l'osteoporosi è una concausa, non la causa unica della frattura. In assenza di fratture l'osteoporosi non è dolorosa; l'eventuale presenza di dolore è più spesso attribuibile ad una concomitante artrosi che, peraltro, non migliora con il trattamento dell'osteoporosi.

 

Come è possibile sapere se si ha l'osteoporosi?

La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) è un esame strumentale che permette di valutare il contenuto di calcio e la densità dell'osso. Viene riservata alle donne nelle quali, per la presenza di fattori di rischio, si sospetta una osteoporosi e vi sono indecisioni sulla somministrazione di cure specifiche. Non tutte le donne in età menopausale devono necessariamente sottoporsi a questo esame. Se esiste già l'intenzione da parte della donna di assumere estrogeni (per controllare ad esempio i disturbi della menopausa) questo esame non offre alcuna informazione aggiuntiva.

Come prevenirla? Le principali misure di prevenzione da adottare prima della menopausa sono rappresentate da una alimentazione ricca di calcio, dall'esercizio fisico e dall'abolizione del fumo.

 

 

Donna resta un osso duro, grazie a potassio, vitamina C e magnesio!

Dieta appropriata cioè consumare cibi ricchi di calcio (almeno 1 g al giorno) è consigliabile a tutte le età per arrivare alla menopausa con una buona massa ossea. Dopo la menopausa il fabbisogno di calcio aumenta (1,2-1,5 g). Latte e latticini rappresentano le fonti dietetiche di calcio per eccellenza ed è importante perciò che non manchino dalla dieta. Alcuni formaggi, come il grana, contengono ben 1g di calcio per 100 grammi di prodotto; una dose quotidiana di latte (una tazza, che corrisponde circa ad 14 di litro), contiene mediamente 250-300 mg di calcio, e rappresenta 14 del fabbisogno minimo giornaliero. Per migliorare l'assorbimento del calcio, i latticini non devono essere consumati assieme a verdure ricche di fibra, come finocchi o spinaci, o assieme alla crusca. Nel latte è contenuta anche la vitamina D, una sostanza che facilita l'assorbimento del calcio dagli alimenti.

Altri cibi ricchi di calcio sono i pesci in scatola (es. sgombro, sardine), tra le verdure broccoli, cavoli, rape e legumi in genere, la frutta secca, noci, nocciole e mandorle.

Il consumo di alcool deve essere limitato poiché, se ingerito in dosi superiori a 60 g al giorno (più di 4 bicchieri di vino), rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo dell'osteoporosi.


 

Elena Carbone

 

Torna al sommario