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Un nuovo patto con la Toscana

Riccardo Nencini, presidente Consigolio regionale della Toscana
"Il federalismo, al quale il nuovo statuto della Regione Toscana dovrà ispirarsi, sarà unitario e cooperativo, figlio della nostra storia più recente, rispettoso della sua identità culturale, sociale, economica, inserito nella cornice istituzionale della Repubblica Italiana''. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio regionale, Riccardo Nencini, nell'intervento di apertura al seminario "Prime riflessioni per il nuovo statuto regionale'', che si è svolto nell'auditorium del consiglio toscano, su iniziativa della commissione speciale per lo statuto.
Il seminario è servito a fare il punto sulle ricerche del gruppo di lavoro tecnico, che impegna circa sessanta persone tra docenti e ricercatori universitari, dirigenti e funzionari della giunta e del consiglio regionali. Al centro dell'analisi alcuni grandi nodi, come la forma di governo, i poteri di indirizzo e controllo delle assemblee elettive, la partecipazione degli enti locali e della società civile, la qualità della produzione legislativa. Secondo Nencini, nel nuovo statuto dovranno trovare posto i nuovi diritti e le nuove libertà, "moltissimi ha detto - da quelli nel campo dell'informazione, per fare un esempio, alla bioetica". Tali diritti, che la carta costituzionale non poteva prevedere, saranno infatti presto sanciti dalla Carta dei diritti del cittadino d'Europa.
Il presidente toscano si è poi soffermato sulla necessità di definire il sistema di governo, sottolineando come a fronte della elezione diretta del Presidente della Giunta, occorra un bilanciamento con i poteri del Consiglio. "Bisogna togliere ogni alibi a forme di consociativismo e assemblearismo ha affermato - mentre è necessario confermare la presenza dentro il nuovo Statuto del Consiglio delle autonomie locali". ''Noi ha concluso Nencini abbiamo riassunto tutte queste indicazioni in un percorso che dovrebbe portare alla proclamazione del Parlamento della Toscana, definizione non nominalistica, da arricchire con quei contenuti politici che trovano radicamento nei valori civili, culturali, spirituali, che sono alla base della identità autentica della nostra Regione''.
"La riforma dello statuto è suggerita dalla necessità di dare stabilità ai governi e di dare alla politica regionale le caratteristiche di efficienza, efficacia, trasparenza, con la chiara individuazione delle responsabilità politiche nelle scelte di governo" ha sottolineato nel suo saluto il vicepresidente della giunta regionale Angelo Passaleva, che è anche assessore agli Affari istituzionali. "Mentre è chiara la funzione di controllo che il consiglio dovrà meglio esercitare nei confronti della giunta ha aggiunto lo è molto meno quella di indirizzo, sulla quale c'è molto da lavorare".
"Le difficoltà di relazione tra i vari livelli istituzionali portano all'immobilismo ha rilevato il presidente del consiglio delle Autonomie locali Alessandro Pesci , occorre che i diversi attori abbiamo relazioni codificate, definite, stabili, per consentire loro di sviluppare una strategia di sistema". Per questo Pesci ha sollecitato "adeguati ruolo istituzionale e visibilità, per rappresentare al meglio il mondo delle autonomie locali".
"Intorno al federalismo è in corso un dibattito
acceso, che spesso assume i toni dello scontro, ma lo scontro non riguarda
e non interessa la commissione ha dichiarato il presidente della commissione
speciale sullo statuto Piero Pizzi . Abbiamo di fronte un delicato
lavoro di ridefinizione della nostra identità regionale. Trattandosi
di regole nessuno può trincerarsi dietro la logica dei numeri, ma
il confronto sarà serio, senza pregiudizi e senza preclusioni"
F. C.

Nella corsa ormai inesorabile verso la privatizzazione che l'Amministrazione Comunale di Firenze ha intrapreso in questi ultimi mesi i Verdi hanno sempre espresso il loro parere contrario alla vendita della Centrale del Latte.
Forse perchè ritengono essenziale che un Comune produca latte, burro e mozzarelle? O piuttosto vogliono salvaguardare il posto "pubblico" ai lavoratori della Centrale? O saranno interessati anche loro alle poltrone del Consiglio di Amministrazione?
"No, niente di tutto ciò" sostengono i Verdi in un comunicato firmato dal portavoce Zucconi.
"I Verdi sono intenzionati a difendere il ruolo e il destino della Centrale perchè credono che tale struttura debba diventare un importante riferimento nella difesa della salute dei consumatori e per la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità della Toscana. Non sfugge a nessuno che i cosiddetti processi di globalizzazione dell'economia tendono a ristrutturare il mercato, compreso quello agro-alimentare, a poche e gigantesche concentrazioni economico-finanziarie nel controllo di tutto il processo di produzione, lavorazione, e distribuzione dei prodotti alimentari.
"La Toscana è, a causa della struttura paricolare del suo territorio e per le caratteristiche strutturali dell'economia agricola regionale, caratterizzata da un alto valore aggiunto dei prodotti della terra riconosciuto dal mercato (dal