L'ATTENZIONE

Editoriale

 

Chi è il lupo cattivo?

 

La condanna di una giuria popolare statunitense nei confronti delle multinazionali del tabacco per un risarcimento grandissimo, così come grandissime sono tutte le cose che si vedono in America, a favore di fumatori che si sono ammalati di cancro (o delle loro famiglie se i fumatori nel frattempo sono morti), non ci lascia solo perplessi, ma ci fa sorridere malignamente sulla giustizia e sui comportamenti degli uomini.

Ammesso e non concesso che le multinazionali pagheranno il risarcimento supermiliardario andranno sicuramente al fallimento ed i ... poveri fumatori non avranno più sigarette per le loro labbra!

Non quelli affetti da cancro, che probabilmente non fumano più (perchè "pentiti" o morti), ma tutti coloro che sanno di poter contrarre il cancro e continuano imperterriti a fumare (v. altro servizio a pagina 20).

Che il fumo faccia male lo sanno ormai tutti. E non da poco tempo. Quand'ero ragazzo, e parlo di mezzo secolo addietro, fumavo le Alfa senza filtro, o altre porcherie simili. E prendevo sonori schiaffoni da mio padre che ai fatti accompagnava le parole di minaccia: "continua a fumare e prenderai il cancro"! E mio padre non era un oncologo, nè un ministro saputello!

Questo accadeva prima degli anni 50. Nello stesso periodo, a scuola, noi ragazzi fumavamo nei gabinetti per non farci vedere dai professori. E quando il preside se ne accorgeva scattavano le sospensioni. Il preside, pace all'anima sua, che si chiamava Giuseppe Sghembari, lo chiamavamo "Peppe Schiuma" perchè quando si arrabbiava dalle sue labbra scendeva una sorta di schiuma fatta di saliva indigesta. Gli schiaffi di mio padre, le urla del preside, un minimo di autodisciplina, furono fattori convergenti che mi indussero a smettere di fumare.

Oggi ringrazio loro e me stesso.

Se avessi continuato ed avessi contratto il cancro avrei potuto fare causa alle multinazionali del tabacco e farmi risarcire la mia ... imbecillità?

Certo le sigarette danno assuefazione. Perchè per il caffè non è la stessa cosa? e per l'alcol? consumati in eccesso non portano malattie varie, tra cui la cirrosi epatica?

Dovremmo chiedere risarcimenti a tutti, a cominciare dallo Stato italiano che consente la vendita delle sigarette e fino a ieri produceva in proprio le sigarette?

La cause per risarcimento intentate tanti anni addietro dai fumatori malati di cancro hanno indotto gli altri fumatori sani a smettere? No. E questo significa che la responsabilità primaria è di chi fuma perchè sa benissimo quali rischi corre la sua salute. Troppo comodo tentare il suicidio ed accusare gli altri. Magari gettandosi da un ponte, morire e poi scoprire che i parenti accusano la società che gestisce le strade perchè il parapetto non era alto abbastanza da impedire il salto, seppure con molti sforzi.

Il vecchio detto "aiutati che Dio ti aiuta" non finirà mai di avere validità.

Chi non vuol contrarre il cancro da fumo dovrebbe fare solo una cosa: smettere di fumare!

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Una nostra proposta: istituire un "premio" per giornalisti e studenti che si occupano di "morti bianche"

 

 

In alto il diploma ad Agipress * Qui sopra: l'attrice Marisa Mell consegna il premio a Francesco Canosa

 

La sicurezza sul lavoro utilizza il sito del Consiglio Regionale della Toscana ed un numero verde per raccogliere segnalazioni di situazioni a rischio da tutte le aziende dela regione. La Commissione speciale lavoro ha varato il programma per i prossimi mesi: l'obiettivo é creare un coordinamento a livello regionale per far diminuire infortuni e morti bianche.

Una serie di pagine Web all'interno del sito del Consiglio Regionale ed un numero verde per segnalare le irregolarità per quanto concerne la sicurezza sul posto di lavoro, verranno pubblicizzati tra i lavoratori; audizioni non solo con i responsabili regionali della sicurezza sul lavoro, ma anche con chi se ne occupa a livello nazionale. Verranno contattati i vertici Inail, il sottosegretario Gerrini, il presidente di Confindustria D'Amato, i deputati. Questo per fare della sicurezza e della prevenzione uno dei punti cardine della politica della Regione Toscana nei prossimi anni.

La Commissione speciale lavoro, alla sua prima riunione operativa, ha varato un programma ricco d'impegni.

La Commissione, presieduta da Nino Frosini (Pdci) é mobilitata non solo per raccogliere tutti i dati aggiornati sugli infortuni, sugli indici di frequenza, su come vengono spesi dalle USL i soldi destinati alla prevenzione, ma anche per quantificare il costo sociale degli infortuni, ed indicare interventi concreti che riescono a contrastare il devastante fenomeno delle morti bianche.

L'obiettivo, su cui tutti i commissari hanno convenuto, é quello di portare la Regione in breve tempo a svolgere funzione di coordinamento di tutti i soggetti preposti a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro in Toscana.

Non possiamo che plaudire all'iniziativa del Commissione Lavoro del Consiglio regionale per un impegno per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Ne parliamo a ragion veduta per l'esperienza che abbiamo accumulato in tanti anni di giornalismo.

Nel 1971, come testimonia il diploma che pubblichiamo in questa stessa pagina (insieme alla cerimonia di consegna del premio al nostro direttore), fummo onorati di un terzo premio dall'Enpi (Ente nazionale prevenzione infortuni) per la battaglia condotta con il nostro settimanale per denunciare le morti bianche nello stabilimento siderurgico di Taranto.

Una battaglia difficile, fatta insieme al sindacato, in un momento di grande disponibilità a favore dell'industria siderurgica che, si diceva, avrebbe risolto gli annosi problemi occupazionali del Mezzogiorno.

Purtroppo il decollo occupazionale non c'è stato, mentre le morti bianche (si fa per dire!), anche a causa degli scarsi controlli sui luoghi di lavoro, hanno segnato centinaia di famiglie per la perdita violenta dei loro cari. Pensavamo di non doverci occupare più di tali problemi, ed invece, dopo 30 anni, sembra che quasi o niente sia stato fatto!

Ecco perchè, convinti come siamo che l'informazione può aiutare a risolvere molti problemi, ci permettiamo rivolgere al Consiglio regionale (all'Ufficio di Presidenza, alla Commissione Lavoro, a tutti i gruppi politici) un invito per creare un Premio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, coinvolgendo i giornalisti e gli studenti delle scuole di ogni grado.

Se tale impegno salverà almeno una vita umana si potrà dire che ha avuto successo.

la redazione


 

 

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L'ATTENZIONE

 

Proposta SDI: un'authority per la sicurezza

Pieraldo Ciucchi (capogruppo SDI in Consiglio regionale) ha illustrato martedì scorso alla stampa una proposta di legge per l'istituzione di un'Authority regionale per la sicurezza pubblica.

Tale proposta passerà adesso al vaglio della Prima Commis-sione (presieduta da Enrico Cecchetti) e poi approderà in Aula per la discussione generale.

"Si tratta di un'iniziativa - ha detto Ciucchi - che si propone di elevare il grado di efficienza delle istituzioni nella lotta alla criminalità, attraverso il coordinamento delle istituzioni regionali, degli enti locali e delle forze di polizia".

Esso propone che la Regione assuma un ruolo prioritario come soggetto di coordinamento e interlocutore delle forze di polizia e del Governo al fine di verificare l'efficacia dei provvedimenti in rapporto alle risorse materiali ed umane disponibili sul territorio.

"La Toscana - a giudizio di Ciucchi - deve mettersi in prima fila nella lotta alla criminalità elevando i livelli di sicurezza, rivendicando il rispetto delle leggi ed il funzionamento della giustizia. Ciò è possibile attraverso un forte impegno contro le diverse forme di delinquenza, dalla macro alla micro criminalità, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, modificando il rapporto oggi esistente tra lo Stato centrale, Regioni ed autonomie locali".

 

 

La proposta di legge si articola in due Titoli:

 

Istituzione Authority

Riguarda l'istituzione dell'Authority regionale per la sicurezza pubblica, presieduta dal Presidente della Giunta regionale alla quale partecipano i Presidenti delle Amministrazioni provinciali, i Sindaci dei Comuni capoluoghi, i Prefetti e i Questori delle Province, il Comandante regionale dell'Arma dei Carabinieri, il Comandante del Corpo della Guardia di Finanza ed il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria con lo scopo prioritario di monitorare la situazione esistente, coordinare gli interventi sul territorio e negoziare con il Governo le risposte necessarie per combattere la delinquenza verificando la rispondenza delle risorse umane e materiali a disposizione in rapporto alle necessità.

L'Authority è inoltre il punto di snodo del sistema informativo in capo alle forze di Polizia e agli enti locali.

 

 

Istituzione dei Comitati Comunali

Riguarda l'istituzione dei Comitati comunali per la sicurezza, dei comuni non capoluoghi di Provincia ad integrazione dell'articolo 20 della legge 1 aprile 1981, n. 121 riguardante i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza.

Si tratta di introdurre una novità rispetto alla normativa statale già in vigore (che prevede che i Comuni non capoluoghi siano chiamati dal Prefetto a partecipare ai lavori del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza solo se interessati) per rafforzare il ruolo delle autonomie locali e ciò non solo perché il Sindaco e l'autorità di pubblica sicurezza che nel caso di bisogno è chiamato ad esercitare direttamente le funzioni di ordine pubblico, ma anche perché nessuno meglio di lui, perché rappresentante della comunità, può avere la sensibilità e valutare le ragioni del pubblico interesse di fronte alle emergenze.

"Dobbiamo prendere coscienza - ha commenato il capogruppo dello SDI - che ormai la microcriminalità ha avuto una forte espansione, estendendosi anche alle realtà urbane minori, dove stanno organizzandosi anche forme di criminalità più complessa. I1 controllo del territorio non è più effettivo, mancano le conoscenze reali di quanto matura in una società sempre più complessa ed articolata. Occorre, quindi, recuperare tale controllo che diventa, così, condizione prioritaria per prevenire il radicamento di forme criminali organizzate e al contempo porre in atto misure efficaci per ridurre le troppo numerose ferite che colpiscono i cittadini, spesso inermi di fronte a scippi, furti etc..."

A questo scopo diventa essenziale il ruolo degli Enti Locali che devono in questa fase divenire protagonisti nella lotta alla criminalità. Sono maturi i tempi per dare effettiva presenza alla funzione dei Comuni anche nel campo della sicurezza.

La Polizia municipale deve assumere funzioni organiche nella lotta alla criminalità, prevedendo proprie unità adibite al compito indicato.

Si tratta in definitiva di riconoscere agli Enti Locali una funzione, sia pure sussidiaria, di affiancamento organico alle forze di polizia statali.

Pertanto la costituzione dei Comitati comunali per la sicurezza rappresenta un passo in avanti per un più efficace controllo del territorio e per un coordinamento operativo fra le forze di polizia.

Secondo la proposta di legge nell'ambito dei Comitati comunali per la sicurezza, sarà il Sindaco in caso di bisogno a provvedere alla convocazione del Comitato stesso.

Il Comitato ha una composizione predeterminata, che può però allargarsi di volta in volta alla partecipazione di altre amministrazioni dello Stato operanti a livello locale, e i suoi compiti ricalcano quelli già previsti per il Comitato provinciale.

 

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Porto Franco: per la conoscenza delle diversità

 

 

 
Un luogo raccolto, simpatico, quel ristorante Ruth's di via Farini a Firenze, dove l'assessore regionale alla cultura, insieme ai coordinatori dei vari "moduli", ha voluto presentare alla stampa "Campus di Portofranco", iniziative conoscitive delle prospettive interculturali della Toscana.
Obiettivo generale del progetto è la promozione di una cultura fondata sui valori dell'incontro, del confronto e dello scambio tra tutte le persone che vivono in Toscana, indipendentemente dal sesso, dall'età, dalla provenienza.
Il progetto si rivolge all'insieme della popolazione residente in Toscana, con particolare attenzione al mondo della scuola. Gli strumenti principali per la sua realizzazione sono:
- una rete stabile di "centri interculturali", diffusa sull'intero territorio regionale, a partire da una prima rete di 60 centri nel 2000;
- la produzione di nuovi saperi sui diversi terreni del confronto interculturale, attraverso "campus" tematici; programmi di manifestazioni teatrali, musicali e convegnistiche;
- la produzione di strumenti didattici e di informazione;
- interventi di comunicazione.
Una rete stabile di "centri interculturali" costituisce un obiettivo strategico del progetto regionale.
I "campus", che si realizzeranno tra il 24 luglio e il 13 agosto e si concluderanno con lo "Zibaldone di Porto Franco", una grande festa delle arti sull'Amiata, sono strumenti per la produzione di indirizzi teorici e programmatici finalizzati all'orientamento della società toscana in una prospettiva interculturale. I campus (solo in parte aperti a tutti) vedranno la partecipazione di circa 150 esperte ed esperti da tutto il mondo e attraverseranno il territorio toscano. I primi campus dell'estate 2000 sono dedicati a cinque settori tematici: culture delle donne, abitare, religioni, storia e memoria.
Obiettivi dei "campus" sono:
*-il campus sulle "culture delle donne" che produrrà indirizzi per la pubblica amministrazione sul terreno del sostegno a processi di empowerment delle donne e in particolare delle donne immigrate.
*-Il campus sulle "culture della parola e della scrittura" produrrà un "dizionario dei luoghi comuni" (nel doppio senso di stereotipi da decostruire e parole e concetti da condividere in una società a misura di differenze e di diritti di cittadinanza) da consegnare al mondo della scuola.
*-Il campus sulle "culture della storia e della memoria" produrrà percorsi di ricerca e strategie didattiche per l'insegnamento della storia e la valorizzazione della memoria".
*-Il campus sulle "culture della religione" è finalizzato all'individuazione di percorsi educativi per intervenire sul terreno della libertà religiosa.
*-Il campus sulle "culture dell'abitare" produrrà una "carta della progettazione interculturale" che orienti la pubblica amministrazione nella gestione del territorio.
 

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L'ATTENZIONE


Nuovo impianto sportivo polifunzionale a Firenze

 

Le foto, dall'alto in basso:

la pista di atletica, i campidi tennis e calcetto, l'assessore Eugenio Giani (a sinistra) con Luciano Festoso e Debora Borselli

"L'ultima struttura sportiva, la più moderna realizzata a Firenze, è quella attualmente in fase di ultimazione nell'area di via del Filarete, tra la strada ed il cimitero della Misericordia di Soffiano".

Lo afferma, con soddisfazione, Eugenio Giani, assessore allo sport in PalazzoVecchio, mentre mostra lo stato dei lavori a noi, che glielo abbiamo chiesto in esclusiva, ed ai rappresentanti del Cral del Comune, il presidente Lu-ciano Festoso e la vice-presidente Debora Borselli.

Il tempo è splendido, quindi si può fare con calma il giro dell'impianto, ammirando le quattro "ipotesi" di attività sportiva che Giani ci illustra in maniera adeguata.

"Si tratta - dice Giani - in primo luogo, di un campo per l'atletica leggera con una pista da 400 ml a 6 corsie, varie pedane per salti e lanci, oltre alle gradinate per 734 spettatori con relativi servizi nel sottogradinata. Poi ci sarà una palestra coperta polivalente da destinare in prevalenza al basket, ma anche a pallavolo e ginnastica, con una capienza di 364 posti".

Accando a questi impianti principali occorre collocare altri impianti per sport diversi: il tennis, con un campo in terra rossa e due campi polivalenti in manto sintetico utilizzabili sia per il tennis che il calcetto.

Quest'area è dotata di una tribunetta da 312 posti.

Giani assicura che l'impianto sarà dotata di ogni confort; dal bar alla sala ristoro, dagli uffici alle sedi per alcune società sportive. Nonchè una sala convegni di 120 posti.

"In sostanza - dice l'assessore - l'impianto si integrerà perfettamente nella vita di quartiere anche per un suo utilizzo a fini non sportivi. Infatti, si avrà una riqualificazione urbana complessivacon la realizzazione di aree di parcheggio, verde e attrezzature per il tempo libero.

Proprio per questa complessità di utilizzo dell'area è stata importante la collaborazione del presidente del Quartiere 4, Eros Cruccolini, al quale Giani ha rivolto un sincero apprezzamento, e di Romano Prunecchi, responsabile della Commissione Sport dello stesso Quartiere.

Positivo il giudizio dei rappresentanti del Cral del Comune, interessati all'impianto perchè destinati a gestire il bar e gli altri servizi di ristoro.

m.m.

 


 

 

 

 

 

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