L'ATTENZIONE

Editoriale

 

Dove ha fallito lo Stato...

 

 

Lo scontro in atto tra alcune Regioni e lo Stato va, a nostro giudizio, ben oltre la diatriba che corre tra il Polo di centro-destra e la maggioranza di governo di centro-sinistra. Investe l'economia complessiva del nostro Paese e rappresenta un nuovo tentativo per ridare slancio allo sviluppo del Mezzogiorno.

La fin troppo famosa "questione meridionale", che ha fatto versare fiumi di inchiostro in programmi governativi ed in articoli di giornali, è servita solo a far "crescere" la differenza tra nord e sud, a consegnare il sud nelle mani della criminalità organizzata (sempre meglio dello Stato!) e rendere sempre più difficile l'aggancio dell'economia meridionale a quella settentrionale.

La Cassa per il Mezzogiorno e l'IRI sono stati i due esempi più evidenti del fallimento della politica dello Stato e del Sindacato. Di fatto, sono state distribuite ricchezze immense che sono state dilapidate senza pietà. La stessa classe dirigente meridionale non è saputa crescere in termini di proposizioni e di interventi perchè ha ritenuto fosse più opportuno delegare al "centro" politico-sindacale ogni decisione di merito. Con il risultato che il sud si è allontonato sempre di più dal nord.

Oggi, anche se il discorso è limitato alle regioni del Polo, c'è qualcosa di nuovo che potrebbe influire positivamente per un avvicinamento tra nord e sud: l'elezione diretta dei presidenti delle Regioni ha dato più potere a questi personaggi (che vengono chiamati Governatori) e quindi una maggiore intraprendenza per risolvere determinati problemi. Ecco perchè un "asse" nord-sud delle Regioni governate dal Polo può creare le condizioni per una svolta nell'affrontare la vecchia problematica della "questione meridionale". Con l'augurio che un accordo siffatto non si limiti soltanto alle Regioni governate dal Polo ma si estenda, come ci parrebbe logico, a tutte le Regioni nell'interesse, questo va detto con chiarezza, di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza politica a questo o a quello schieramento.

L'altro augurio che facciamo a noi stessi, come italiani, è che lo Stato non perda, a sua volta, questo autobus e che sappia inserirsi, in maniera adeguata nel dialogo tra Regioni per evitare frammentazioni di iniziative che non porterebbero molto lontano.

L'occasione da sfruttare è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di dare un'indicazione concreta del federalismo di cui ci si occupa tanto, magari senza sapere nemmeno che cos'é!

Una prova di dialogo a più voci, tutte interessate alla stessa vicenda, non può che essere salutare per l'intero Paese.

Perchè non provare a suonare le note giuste, ognuno nel ruolo che gli compete? Basta guardare quello che fanno in un'orchestra per capire l'importanza della strategia.

Suoni fuori luogo non sono soltanto "stecche" ma indicazioni di mancanza di coesione e di indirizzi comuni.



Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

Luciano Ghelli (PdCI): "prepararsi da subito

alle prossime elezioni politiche del 2001"

 

Le recenti elezioni amministrative hanno rappresentato un contributo importante per la presenza dei Comunisti Italiani in Toscana.

La "squadra" di amministratori può contare su di un assessore regionale, due consiglieri regionali (di cui un presidente di Commissione), 6 assessori provinciali, 35 assessori comunali, 15 consiglieri provinciali e 117 consiglieri comunali.

Una soddisfazione e, nello stesso tempo, una spinta a migliorare il rapporto con l'elettorato.

Questo è il punto essenziale: come si muoverà il PdCI nel prossimo futuro?

Ecco un "quadro" così come è uscito dalla nostra intervista esclusiva a Luciano Ghelli, consigliere regionale e presidente del suo gruppo.

 

 

Consigliere Ghelli, lei pensa che alle elezioni politiche del 2001 il suo partito ed il centro-sinistra nel complesso, reggeranno il confronto con il centro-destra?

 

Io sono convinto che ciò sia possibile, a condizione che ci scrolliamo di dosso quel peso che può essere definito una vera e propria "sindrome della sconfitta". Certo, alcune cose non sono andate nel verso giusto, ecco perchè occorre riflettere e correggere la strategia. Ed occorre farlo fin da subito.

 

Questa è una giusta critica. Ma i fatti!

 

Io sono abituato ad essere molto concreto nelle mie cose.

Ecco perchè sono pronto a fare alcune proposte con la speranza che il centro-sinistra ne prenda atto nella maniera più convinta possibile.

 

Sentiamo...

 

In primo luogo ritengo che si debbano costituire "Comitati per il centro-sinistra" in tutta la Toscana per gestire una serie di iniziative da programmare.

 

Per esempio?

 

Si potrebbero organizzare "feste del centro-sinistra" sulla scorta di quanto si fa con le feste dell'Unità.

 

Per muoversi bene sul territorio, occorre cominciare dalle sedi decisionali. Per esempio dalla Regione. Qual è la sua idea in proposito?

 

Potrebbe sembrare il classico "uovo di Colombo". Credo sia necessario costituire un "Gruppo Federato" tra tutti i partiti del centro-sinistra che hanno vinto le recenti amministrative per "guidare" in manera adeguata l'attuazione del programma di governo.

Senza fughe in avanti e senza primogeniture!

Per esempio, prevedendo che questo "gruppo" abbia un presidente a rotazione tra i vari partiti, assegnando pari dignità a tutti.

 

E l'identità dei singoli partiti?

 

Il "Gruppo Federato" dovrebbe essere abilitato soltanto a gestire il programma, salvaguardando le identità dei singoli partiti.

 

Proposta ambiziosa! Lei crede che un partito come i DS possa accettare di condividere alla pari la gestione del programma?

 

 

 

Debbo ricordarle che i DS hanno conseguito alle ultime elezioni un 36% che non consente certamente di governare in solitudine.

Questo deve far capire che nella coalizione non c'è un partito-guida che fa da "albero maestro" circondato da tanti "cespugli".

Questa è una logica sbagliata che non porta da nessuna parte. Anzi porta alla probabile sconfitta del centro-sinistra alle prossime politiche del 2001.

 

Però, lei non perde occasione per sostenere che il suo partito è la sinistra nel centro-sinistra...

 

Che c'è di strano! Il mio partito è sicuramente un partito di sinistra e può essere una delle gambe per far marciare il centro-sinistra.

Ovvio, quindi, che io ribadisca, quando se ne presenta l'occasione, la nostra collocazione all'interno della coalizione.

 

Forse pensa così di indebolire il centro?

 

Niente affatto! Penso che il centro debba essere forte per suo conto e la sinistra debba essere forte allo stesso modo.

 

Ghelli, parliamo del PPI. Le va?

 

Premesso che non ho alcun titolo per parlare di cose interne al PPI, posso sicuramente esprimere un giudizio politico sui rapporti con quel partito.

 

E cioè?

 

E' mia ferma convinzione che la maggioranza debba recuperare il rapporto con il PPI.

Non c'è alcun dubbio che si debba arrivare, ed al più presto possibile, ad un chiarimento serio e trasparente.

Anche i DS dovranno valutare dove hanno sbagliato anche loro...

 

f.c.



 

 

Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE

 

Franco Banchi (CDU): "una politica aperta

alle istanze delle popolazioni per uno sviluppo concreto"

 

Fin dalle prime battute in Consiglio regionale, Franco Banchi ha fatto sentire la voce del suo partito attraverso la rivendicazione della tradizione e dei valori che rappresenta.

L'attenzione gli ha rivolto alcune domande realizzando un'intervista "aperta" e "trasparente" che offre ai propri lettori quale contributo al dibattito sempre aperto sulla politica del nostro Paese.

 

Consigliere Banchi, vogliamo cominciare dalla strategia politica del CDU in generale?

 

In chiave europea, visto che siamo dalla prima ora aderenti al PPE, marchiamo una netta alternativa alla Sinistra.

Però non ci basta essere "contro". Vogliamo perseguire un progetto che riunisca tutte le componenti cristiano-democratiche di centro in nome di principi quali la dignità della persona umana, la difesa e la valorizzazione della famiglia, il rispetto e la vera incentivazione della creatività dei corpi intermedi, la tutela delle libertà nella scuola e nella formazione professionale, la realizzazione di un'economia umanizzante, che riesca a coniugare mercato e solidarietà.

In questo contesto ribadiamo il superamento del "Polo per le libertà" a favore di una più ampia e strategicamente vincente "Casa delle libertà".

 

Tema affascinante e nello stesso tempo difficile da sviluppare per alcune resistenze note. E in Toscana, come si presenta lo scenario?

 

Occorre partire da una considerazione storico-geografica e culturale insieme: esistono tante "terre toscane", diverse, ma complementari.

Guai, dunque, a pensare ad un'omogeneizzazione dirigistica e burocratica della no-stra Regione.

Purtroppo, chi ci ha governato in tutti questi anni non lo ha capito.

 

Affermazione pesante! Può dare un esempio per dimostrare la bontà di quello che sostiene?

 

Come è possibile constatare, anche a livello elettorale e politico cominciano ad acuirsi le differenze non solo tra provincia e provincia, ma anche tra area ed area.

In sostanza, si può sostenere che non esiste più una To-scana indistintamente "ros-sa". Rileviamo una Regione molto meno ingessata e significativamente "plurale".

E', a mio parere, l'anticamera di un'auspicabile e prossima alternativa.

 

Parole e fatti non sempre coincidono. Come pensa che si possa realizzare tale disegno?

 

Si deve partire da un cambiamento di mentalità. Come diceva un poeta, occorre "cominciare a vedere l'erba dalla parte delle radici".

 

Cosa vuol dire?

Parlare meno tra noi nelle chiuse stanze del palazzo ed ascoltare di più e meglio i "mondi vitali", cioè quel vero e proprio patrimonio di gruppi, associazioni, categorie che sorregge, di fatto, la so-cietà toscana.

Per usare un'immagine, un partito in crescita e grintoso come il CDU dovrebbe essere "la sentinella" avanzata su questa frontiera.

 

Lei può indicare quali possono essere i temi prioritari di azione?

 

Quelli da cui il gruppo CDU in Regione è già partito fin dall'inizio della legislatura: parlo, ad esempio, del rapporto uomo-ambiente, dato che la qualità del vivere è da anteporre ad ogni parametro di quantità.

Al riguardo, è da citare la nostra iniziativa tesa a regolamentare in modo univoco e rispettoso della vita delle comunità la collocazione delle antenne per la telefonia mobile.

Altro punto nodale: la trasparenza amministrativa, cioè contribuire a fare del palazzo una "casa di vetro".

Cito a proposito la nostra interrogazione a risposta scritta sul sistema delle farmacie pratesi e, come centro-destra, l'iniziativa che ci ha visto chiedere una Commis-sione d'inchiesta sull'espletamento di alcuni appalti pubblici in campo ospedaliero.

Con riferimento alla sanità, continua la battaglia del CDU per portare il governo regionale a comprendere l'importanza dei "piccoli ospedali", come, ad esempio, il Serri-stori di Figline.

Sarebbe miope lasciar morire questo, come altri patrimoni umani, professionali e, perché no, economici delle comunità locali.

 

Abbiamo datio la notizia della sua nomina a vice-presidente di una delle più importanti commissioni consiliari? Qual è il suo impegno?

 

Seguire i lavori della VI Commissione, Ambiente e Territorio, sarà per me un grande onore, ma, vista la mole di lavoro, anche un notevole onere.

Tra gli obiettivi che mi propongo, assegno la priorità al metodo. La Commissione deve "aggredire" in modo documentato e completo i grandi problemi della To-scana; penso, solo come esempi, all'Alta Velocità, alle infrastrutture viarie ed alla questione dell'Arno.

Non saremo, lo assicuro, degli innocui passa-carte: studieremo, saremo promotori di convegni e, soprattutto, di progetti. La proliferazione di una miriade di comitati civici in difesa della salute, dell'ambiente e del territorio è la dimostrazione che chi ci ha governato fin ad oggi ha smarrito quel "circuito virtuoso" capace di collegare l'amministrazione regionale alle reali esigenze dei cittadini e delle loro comunità.

Dichiarandomi disponibile a recepire le istanze provenienti dal mondo dei comitati spontanei, non reputo serio e cotruttivo "cavalcare" la protesta per la protesta; preferisco, come personale stile di far politica, trasformare ogni protesta in proposta, anzi in ragionato e lucido progetto.

 

f.c.

 

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

 

La Guardia di Finanza ha compiuto 226 anni

 

 

da sinistra: col. Napolitano, gen. Pittorru, col. Grasso
 
Il 21 giugno scorso il Corpo della Guardia di Finanza ha celebrerato il 226° anniversario della sua fondazione.
La cerimonia fiorentina ha avuto luogo a Firenze nello stadio militare di Campo di Marte, alla presenza delle Autorità cittadine, provinciali e regionali.
Questa "festa" è la prima della Guardia di Finanza rinnovata per il suo assetto sul territorio. Infatti, dallo scorso 1° gennaio 2000 la Guardia di Finanza ha dato il via ad una profonda riorganizzazione che ha coinvolto anche la Regione Toscana ove é stato istituito il Comando Interregionale per l'Italia Centro - Setten-trionale che abbraccia la Toscana, l'Emilia Romagna e le Marche.
Il nuovo assetto ordinativo consentirà, in particolare, una più accentuata flessibilità nel campo tecnico-operativo ed un maggiore decentramento delle responsabilità decisorie.
Un'altra importante innnovazione é costituita dal prossimo arruolamento nel Corpo delle donne, limitato, per la fase sperimentale, all'ammissione di giovani laureate in materie economico-giuridiche, destinate ad integrare i quadri ufficiali. Su un totale di circa 16.000 domande presentate per 51 posti a concorso, il numero di aspiranti donne é risultato addirittura maggiore di quello degli uomini, sfiorando il tetto del 53%. Quest'ultimo dato é stato confermato anche nell'ambito della Regione Toscana.
Alla vigilia della "festa" il gen. Franco Pittorru, coadiuvato dai colonnelli Pasquale Napolitano e Luigi Grasso, ha presentato i risultati conseguiti dai reparti della Guardia di Finanza-Regione Toscana nel periodo giugno 1999 - maggio 2000.
Per quanto riguarda i primari compiti istituzionali, é stato sottolineato che sono state eseguite 545 verifiche generali, relative al controllo della posizione fiscale di altrettanti contribuenti e 884 parziali, che hanno portato alla constatazione di redditi sottratti all'imposizione diretta per 2550 miliardi di lire e di violazioni all'I.V.A. per circa 630 miliardi. Nei confronti dei commercianti al minuto, di artigiani, di professionisti e trasportatori di merci sono stati effettuati 93.645 controlli strumentali (documenti di trasporto, ricevute e scontrini fiscali).
Nell'ambito delle attività finalizzate alla predisposizione dei cosiddetti studi di settore, ai fini della determinazione dei ricavi e dei compensi conseguiti dai contribuenti rientranti nella fascia di volume d'affari fino a 10 milioni di lire, sono stati eseguiti 2.850 controlli.
Sono stati scoperti 338 evasori totali o paratotali nei cui confronti sono stati proposti ai competenti Uffici recuperi a tassazione pari a lire 454 miliardi di ricavi e 124 miliardi di I.V.A.
I finanzieri della Toscana sono stati, inoltre, fortemente impegnati in attività istituzionali, in cooperazione con le altre forze di polizia, l'Autorità Giudiziara, l'Autorità di Governo, la Corte dei Conti e l'Autorità Garante della concorrenza e del Mercato. In tale contesto, particolare significato assumono i risultati conseguiti in tema di repressione dei fenomeni usurai che si compendiano in otto casi accertati, che hanno consentito di definire all'A.G. 32 responsabili di cui 8 in stato di arresto.
Nel campo delle accise sugli oli minerali sono stati effettuati 705 controlli che si sono conclusi con la constatazione di 710 violazioni alla normativa di specie e con il sequestro di 10.000 Kg. di oli combustibili.
Considerevole é stata l'attività di vigilanza svolta dal servizio aeronavale, con l'effettuazione di 1.970 crociere; il controllo in mare di 3.000 natanti e l'esecuzione di 29 interventi di soccorso, nonché il salvataggio di 41 persone in pericolo di vita. Nell'ampio quadro dell'attività svolta assumono particolare rilievo alcune operazioni di servizio che investono vari settori di intervento: articoli ed accessori di abbigliamento contraffatti; contrabbando di T.L.E. e traffico di sostanze stupefacenti con sequestro in territorio greco di 4 motoscafi ultraveloci per un valore stimato di 4 miliardi di lire, grazie alla collaborazione con le polizie internazionali degli altri Paesi; cosmetici con marchio contraffatto; truffa al servizio sanitario nazionalecon la denuncia di 8 medici di una casa di cruca privata. Infine, nel porto di Livorno, sono stati confiscati Kg. 213.630 di olio extra vergine di oliva ed 8 autocisterne.
Il generale Pittorru ha sottolineato l'importanza dell'azione della Guardia di Finanza a livello internazionale grazie ad accordi con la struttura investigativa della Commis-sione.
 
f.c.
 
 

Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE


Chiusura positiva per il Salone dell'auto di Torino

 

Torino

Dall'inviato Claudio Guidotti

 

Con l'ultimo concerto in programma, quello di Irene Grandi, si è conclusa domenica scorsa l'edizione 2000 del Salone dell'Auto di Torino, la numero 68. Il bilancio consuntivo della manifestazione di quest'anno non può essere che positivo, anche se gli organizzatori hanno registrato una diminuzione nel numero dei visitatori, un totale previsto di circa 500 mila, del 15%, dovuto senz'altro alla scelta dei giorni dell'esposizione (l'edizione precedente "cadeva a pennello" sulle festività del 25 aprile e 1° maggio).

Ma la dinamicità dell'evento di quest'anno ha soddisfatto veramente tutti.

La Promotor, organizzatrice anche del Motor Show di Bologna, ha esperienza da vendere in questo settore, ed è riuscita a muovere ed attirare i visitatori con le formule più attuali relative ai saloni dell'auto.

La musica è stata una delle grandi protagoniste, con i concerti di alcuni dei più famosi ed apprezzati artisti, e si rivela sempre più importante per attrarre quelle fasce di pubblico, soprattutto di giovane età, che ai motori non ci pensano se non quando sono imbottigliate nel traffico.

I visitatori hanno poi potuto avvicinarsi, con il Festival dell'Auto Sportiva, al mondo delle auto da corsa, potendo addirittura provare l'ebrezza di un giro accanto al pilota su auto da competizione.

Altri temi trattati con particolare attenzione sono stati quelli dell'ambiente, dell'educazione e della sicurezza stradale. Per quest'ultima, la Scuola di Guida Sicura della Seat, su uno dei piazzali adiacenti al Lingotto, ha coinvolto circa tremila persone con le sue dimostrazioni, mentre un'altro migliaio ha seguito i corsi di educazione stradale.

"Motor City", il padiglione dedicato quest'anno maggiormente al rispetto ambientale ed alle propulsioni alternative, ha accolto circa 11 mila visitatori che hanno potuto provare, sulla famosa pista che si trova sul tetto dell'ex stabilimento, una trentina di modelli della più recente produzione.

All'interno a farla da padrone lo stile e la tecnologia al servizio dello stile, italiano perlopiù, dove la domanda d'immagine che l'automobilista "moderno" chiede sempre più trova le risposte più disparate, sia nell'eleganza che nella praticità, sia nel lusso che nella sobrietà, mentre appaiono proprio pochi i promotori della pura ed economica "sostanza ad ogni costo".

Sicuramente la quantità di novità ospitate, gli importanti compleanni festeggiati (Alfa Romeo ecc.) e la rinnovata formula non prettamente espositiva, hanno riportato il salone torinese ad un livello di importanza degno delle più rinomate manifestazioni europee. Appuntamento per la prossima edizione nel 2002.

 

 


 


 

 

 

 

 

Torna al sommario