L'ATTENZIONE

Editoriale

 

Rispettare l'elettore

 

 

L'esito dei referendum non è tanto la sconfitta delle proposte, quanto dei proponenti.

E' fuori dubbio che qualche quesito meritava di essere votato, ma messo nel calderone ha finito per uscirne "scottato". E non poteva essere altrimenti!

I commenti all'indomani del voto (o meglio del non-voto) si sono sprecati, qualcuno cogliendo nel segno, qualche altro andando completamente fuori dal ... seminato.

Da parte nostra rivendichiamo il diritto della scelta e, soprattutto, il diritto che questa scelta venga rispettata.

Leggiamo che i radicali non hanno accettato il responso delle urne e vogliono riproporre i referendum! Siamo alla farsa più completa. Si vuole imporre all'elettore un ritorno alle urne, sostenendo che quest'ultimo non ha capito quando ha deciso di non votare.

Forse più che una riproposizione dei referendum sarebbe opportuno una visita psichiatrica per i proponenti. Come elettori ci sentiamo offesi da questi personaggi che credono di capire tutto e di poter decidere anche per noi. Fino a prova contraria la libertà che ci siamo conquistata ci dà pieno diritto e capacità di decidere cosa vogliamo.

E poi, perchè dopo aver speso 1.600 miliardi per mettere in moto la macchina burocratica per lo svolgimento dei referendumci dovremmo apprestare a spenderne altrettanti per soddisfare le manie di taluni? Perchè non presentiamo a costoro il conto della spesa? Perchè non pagano i vari Segni, Abete, Pannella, Bonino, etc. per l'errore commesso di aver voluto a tutti i costi referendum che erano già perdenti dall'inizio?

Il conto si potrebbe presentare anche ai signori parlamentari che non sono capaci di emanare leggi adeguate.

Noi elettori abbiamo votato deputati e senatori perchè rappresentassero le nostre esigenze in Parlamento e si comportassero di conseguenza. Noi abbiamo scelto un partito perchè crediamo nella tradizione e nella capacità operativa di quel partito. Noi abbiamo il diritto di pretendere che i partiti ed il Parlamento eseguano le nostre indicazioni.

Questo è il senso del voto: aver scelto una linea politica e non un uomo, perchè la politica è un insieme di esigenze e di responsbailità, una tradizione, una cultura, un punto di riferimento. Perchè la politica è espressione di interessi di massa, mai di un singolo, come accade nelle dittature.

Ai parlamentari noi chiediamo, quindi, di riprendersi il ruolo che noi abbiamo assegnato loro con il nostro voto e di procedere sulla strada legislativa e delle riforme avendo in cima ai loro pensieri l'interesse di tutti noi (loro compresi!) e non della loro "casa".

Aver bocciato i referendum non significa, perciò, una disaffezione alla politica. Tutt'altro: significa pretendere che il Parlamento faccia il suo dovere nel nome del popolo. Altro che eliminare il quorum per il referendum! Andrebbe portato al 75%!

 

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Riccardo Nencini (SDI) presidente del Consiglio regionale toscano

Nell'aula di Palazzo Panciatichi, a Firenze, si è insediato il Consiglio Regionale della Toscana, così come è stato rinnovato con le elezioni del 16 aprile scorso, ed ha proceduto alla elezione del proprio Presidente e dell'ufficio di Presidenza.

Il nuovo Presidente del Consiglio Regionale è Riccardo Nencini, eletto nella lista regionale di Toscana Democra-tica, in rappresentanza dei Socialisti Democratici Italiani.

Nencini è stato eletto con 43 voti, riscuotendo cioè un consenso molto ampio. Alla votazione hanno preso parte 48 consiglieri su 50 (si sono astenuti dal voto i consiglieri del PPI): oltre ai 43 voti per Nencini, vi sono state 3 schede bianche e 2 per Monaci. Alla vicepresidenza del Consiglio sono stati poi eletti Car-lo Melani (De-mocratici di Sini-stra) con 29 voti e Denis Verdini (Forza Italia) con 15 voti. I consiglieri segretari sono: Mario Ricci (Rifondazione Comunista) e Virgilio Luvisotti (Alleanza Nazionale), che hanno ricevuto rispettivamente 31 e 15 voti.

Riccardo Nencini, 40 anni, nella sua precedente attività politica-istituzionale è stato consigliere comunale di Firenze, Deputato al Parlamento Italiano e successivamente Deputato al Parlamento Europeo.

Nel suo discorso d'insediamento il Presidente Nencini ha affermato "la volontà di porre la Toscana alla testa del processo di cambiamento politico-istituzionale in senso federalistico". In particolare Nencini ha sottolineato l'impegno a "costruire la nuova Carta costituzionale della Toscana entro diciotto mesi, creando un "modello Toscana" ispirato a quattro principi:

responsabilità, trasparenza, inclusione, sussidiarietà".

"Il Consiglio, che dovrà assumere la denominazione di Parlamento Regionale, deve tornare - ha proseguito Nencini - ad essere il luogo di direzione politica della Regione; ad un Presidente della Giunta eletto direttamente deve corrispondere un'assemblea legislativa altrettanto forte ed autorevole".

Il neo presidente si è impegnato anche ad "aprire le stanze della Regione, moltiplicando le occasioni di incontro con i cittadini e stabilendo un appuntamento mensile con gli organi di informazione per riferire sui lavori dell'assemblea e delle commissioni".

Nel corso della prima seduta, il Consiglio ha preso atto delle dimissioni presentate da Alberto Matteoli (eletto in quanto candidato presidente della lista "Per la Toscana") al cui posto è subentrato il consigliere Jacopo Ferri.

 

Il dibattito

 

 

Nella prima seduta della settima legislatura, il Consiqlio Regionale ha proceduto alla elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza.

Presidente è stato eletto Riccardo Nencini; dell'Ufficio di Presidenza fanno parte i vice presidenti Carlo Melani e Denis Verdini ed i consiglieri segretari Mario Ricci e Virgilio Luvisotti.

Le operazioni di voto sono state precedute da un dibattito, nel corso del quale sono intervenuti i rappresentanti di tutti i gruppi politici.

 

Paolo Cocchi (DS) ha sottolineato l'importanza della novità dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale, nonchè l'avvio della costituente, con l'approvazione del nuovo statuto regionale e la riforma elettorale che saranno gli appuntamenti fondamentali di questa fase. Ha confermato la necessità di una forte azione di governo e una maggiore capacità da parte dell'assemblea di rappresentare la società toscana. Ha sottolineato, inoltre, come dato positivo l'accordo istituzionale raggiunto tra le forze della maggioranza e dell'opposizione, con cui si apre la nuova legislatura. Ha infine ringraziato il prof. Angelo Passaleva per l'importante lavoro svolto nella legislatura precedente.

 

Luciano Ghelli (PdCI) ha espresso il consenso sull'accordo istituzionale, ma ha evidenziato il dissenso sulla proposta di affidare la presidenza della Commissione Statuto alla minoranza che sarebbe stato più opportuno affidare ad una persona del partito di maggioranza relativa. Ghelli ha poi sottolineato l'importanza di riportare al contro dell'azione politica i problemi della gente e la volontà del suo Gruppo di caratterizzarsi come la componente di sinistra dell'alleanza di Toscana Demo-cratica.

 

Alberto Monaci (PPI) ha confermato la difficoltà dei rapporti politici con l'attuale maggioranza, che ha rifiutato di confermare nella carica di Presidente del Con-siglio Regionale Angelo Passaleva, nonostante tutti concordino sull'ottimo lavoro da lui svolto. Il fatto di non aver partecipato all'accordo istituzionale, obbliga il PPI ad un voto di astensione sulla Presidenza del Consiglio; un'astensione che non vuol suonare come giudizio negativo sulla persona di Nencini.

Monaci ha concluso affermando che, nel proseguimento dell'attivita consiliare, il gruppo dei Popolari valuterà le varie proposte, assumendo di volta in volta le decisioni più opportune.

 

Mario Ricci (PPR) ha detto che il lavoro di questo Consiglio regionale inizia "in un clima completamente diverso rispetto a quello di qualche mese fa".

Quanto agli obiettivi del suo gruppo, il consigliere ha commentato: "Lavoreremo per il pluralismo, e da questo punto siamo partiti per l'accordo istituzionale".

Rifondazione Comunista si colloca all'opposizione, ma tenterà, sulle grandi scelte economiche e culturali e sui nodi programmatici, un'opera di mediazione alta.

 

Erasmo D'Angelis, (Democratici-RI), ha detto che "siamo all'inizio di un mandato importante e di una fase costituente decisiva ed i cittadini devono poter contare sulla nostra coerenza e determinazione nel portare avanti il processo di riforme".

"Completare il processo di riforme - ha detto ancora D'Angelis - sarà un impegno importante al quale lavoreremo con passione". D'Angelis ha poi indicato alcuni temi chiave all'ordine del giorno dell'agenda del governo toscano: la sicurezza, la necessità della riduzione della pressione fiscale, la messa in sicurezza idraulica dalle alluvioni, la sicurezza dei lavoratori, la gestione della globalizzazione.

 

Maurizio Bianconi (AN), ha annunciato per il suo schieramento la nomina a presidente del Consiglio regionale di Riccardo Nencini ricordando che "è la prima volta in Regione che l'opposizione di centrodestra concorda su un presidente. Si tratta di un segno istituzionale importante".

Dal momento che ci sono da fare uno Statuto e una legge elettorale, ha spiegato infatti Bianconi, è bene "che lavoriamo tutti insieme per fare una legge che non umili i vinti e che non esalti i vincitori ma che consenta una dialettica corretta".

Bianconi ha infine criticato il modo in cui nella scorsa legislatura i grandi temi istituzionali sono stati affrontati dalla maggioranza.

 

Franco Banchi (CDU) ha esordito evidenziando la necessità di riconoscere le differenze territoriali. Piuttosto che di Toscana, infatti, sarebbe giusto parlare di tante Toscane una diversa dall'altra ma tutte ugualmente importanti come risorse da valorizzare.

Poi Banchi ha specificato che il CDU fa parte del Centrodestra ma non appartiene al Polo. E' un partito alternativo alla Sinistra, ha aggiunto, ma ha un proprio progetto politico.

 

Pieraldo Ciucchi (SDI) ha espresso la propria soddisfazione per il ritorno in Consiglio regionale dei socialisti toscani.

"Sui socialisti - ha detto - hanno pesato per anni dei gravi pregiudizi che buona parte della Sinistra ha assecondato. Anche i DS hanno fatto questo errore ed oggi lo ammettono aprendo le varie coalizioni del Centrosinistra ai socialisti. Ciucchi ha poi espresso un giudizio positivo sul nuovo presidente della Giunta regionale, Martini, e sulla maggioranza di Toscana democratica che lo sostiene. E a tal proposito ha dichiarato la lealtà del suo partito alla coelizione.

 

Secondo Marco Carraresi (CCD) occorre realizzato un assetto federalista non solo di maniera. Non è un caso che nel corso dei decenni si sia arrivati, in Italia, ad uno Stato non centralista. Di conseguenza il ruolo aelle Regioni deve essere ulteriormente valorizzato e l'impegno costituente della nuova Toscana deve essere forte. Dopo aver espresso apprezzamento per la scelta di Nencini come presidente del Consiglio, Carraresi ha auspicato equilibrio e la valorizzazione del ruolo dell'assemblea elettiva.

 

Fabio Roggiolani (VERDI) ha detto che il nuovo Consiglio deve produrre risultati concreti a partire dal buon lavoro fatto nelle legislature precedenti e rafforzando il rapporto con i cittadini. In Toscana esiste un modello che va oltre la Destra e la Sinistra e da qui bisogna partire per coniugare le tradizioni con lo sviluppo e la tecnologia, superando alcuni ritardi del passato ma allo stesso tempo valorizzando le scelte positive già attuate dalla Regione, quali ad esempio la legge contro gli organismi geneticamente modificati.

 

Paolo Bartolozzi (FI) ha ricordato l'importanza dell'accordo istituzionale raggiunto che dovrebbe consentire di definire le nuove regole di funzionamento dell'assemblea consiliare. Già oggi l'elezione è avvenuta con una nuova legge elettorale che attribuisce poteri statuari alle regioni e la possibilità autonoma di definire i propri regolamenti. E' assolutamente essenziale che il Presidente del Consiglio regionale mantenga la massima autonomia, rappresentando 1e istanze dell'intera assemblea consiliare. L'accordo inoltre prevede che, dopo l'approvazione del nuovo statuto, decada l'ufficio di presidenza e si rinnovi campletamente le cariche del consiglio. Il Consiglio regionale deve sempre di più rappresentore tutta la società toscana nella sua complessità. Chiudendo il suo intervento Bartolozzi ha confermato la massima disponibilità a livello istituzionale, ma il totale disaccordo e le diversità che restano sul piano politico- programmatico.

 

f.c.

 

 

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L'ATTENZIONE

 

Il ministro Letta a Carrara

 

 

Il Ministro dell'Industria e del Commercio con l'Estero Enrico Letta presenterà agli operatori, nell'ambito di CARRARA2000, l'accordo di settore per la promozione commerciale e la collaborazione industriale per il settore lapideo italiano.

 

E' l'occasione attesa da tempo da parte delle imprese del lapideo italiano quella che si terrà venerdì 2 giugno nel corso di CARRARA2000 (ore 15, sala conferenze della Marmoteca), per illustrare i contenuti dell'accordo di settore per la promozione commerciale e la collaborazione industriale per il comparto lapideo italiano stipulato fra Ministero del Commercio con l'Estero, Associazione dell'Industria Marmifera Italiana (ASSOMARMI) ed UNIONCAMERE.

Si tratta del primo concreto passo mosso congiuntamente dai diversi soggetti interessati ad operare per il sostegno dell'internazionalizzazione del comparto secondo le linee direttive emanate dal Ministero del Commercio con l'Estero considerando l'opportunità di operare nel contesto di una programmazione congiunta di iniziative promozionali.

L'accordo si basa sulla filosofia d'intervento enunciata in un documento elaborato da ASSOMARMI ed UNIONCAMERE con il supporto tecnico del- l'Internazionale Marmi e Macchine Carrara.

E' un intervento importante al quale lo stesso ministro Enrico Letta attribuisce una valenza strategica ricordando che "l'accordo che illustreremo nei dettagli agli operatori di settore a Carrara, cogliendo l'occasione della fiera Internazionale Marmi e Macchine, ci consentirà di attuare, per la prima volta nel lapideo, iniziative promozionali congiunte in una strategia che privilegia l'immagine del Sistema-Paese e che vedrà il concorso dei soggetti pubblici e privati impegnati all'apporto integrato di risorse. Ciò consentirà di operare in stretto rapporto fra Associazione, Istituzioni ed Imprese, realizzando sinergie che favoriranno, oltre all'internazionalizzazione delle nostre imprese, anche la promozione del prodotto italiano, senza tralasciare la collaborazione industriale, con iniziative tese a favorire la realizzazione di forme di partnership di tipo produttivo e distributivo. Un accordo che prefigura un progetto di ampio respiro, proiettato nel futuro, che da spazio allo sviluppo delle nostre aziende."

Nel corso dell'incontro saranno forniti agli imprenditori dettagli sulle caratteristiche dell'accordo che prevede realizzazione di azioni da individuare in coerenza con le linee ministeriali in materia di attività promozionale e in coerenza con le linee di promotion di comparto.

Fra i soggetti che hanno partecipato prima alla stesura del progetto e poi alla ratifica dell'accordo c'è UNIONCAMERE che ha avuto nel presidente della Camera di Commercio di Carrara Giulio Conti, un "promoter" costante a rappresentarla in questo percorso che si realizzerà in tre anni.

Il dottor Conti è " particolarmente soddisfatto perché l'accordo costituisce il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto, attraverso il sistema camerale, undici diverse Camere di Commercio di tutta Italia, rappresentative di aree a vocazione lapidea.

Il raggiungimento di questo obiettivo non era per niente scontato, abbiamo iniziato gli incontri con il Ministero nell'ambito dell'azione di sensibilizzazione sulle problematiche dei dazi doganali che penalizzano in alcuni paesi l'export dei nostri materiali, e su questo argomento il tavolo di lavoro è ancora aperto, ed abbiamo avuto un interlocutore attento e costante. Abbiamo gettato le basi per un lavoro di portata strategica, ora attendiamo di realizzare gli strumenti attuativi con intese operative da stipulare con i soggetti individuati dall'accordo come ICE, SACE, SIMEST, Consorzi. Sono intese delle quali parleremo in fiera con i responsabili dei diversi organismi, che ci permetteranno di attivare le risorse finanziarie necessarie utilizzando procedure e finanziamenti comunitari ed internazionali".

Soddisfatta del risultato ASSOMARMI che, a nome degli imprenditori del marmo auspica che gli obiettivi programmatici, soprattutto quelli che prevedono azioni di promozione e di rafforzamento della capacità di esportazione e presenza sui mercati internazionali delle aziende italiane, abbiano piena attuazione. Per la prima volta ci si trova di fronte ad un'intesa, messa a punto con il pieno concorso dell'associazione, che è pienamente coinvolta in questo processo di forte rinnovamento.

Per questi motivi ASSOMARMI sottolinea la necessità di procedere anche in azioni di marketing e formazione di architetti, quei professionisti, cioè, che hanno un ruolo determinante nella scelta e nell'uso della pietra.

Il percorso per un'attività coordinata e costante di promozione del marmo italiano è tracciato: ora tutti i soggetti interessati avranno la possibilità di giocare un ruolo importante in un'azione importante per il futuro del settore.

 

 

 

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L'ATTENZIONE

 

Turismo in Toscana

 

 

Firenze, 23 maggio 2000
 
Susanna Cenni (nella foto, al centro), neo-assessore regionale al turismo, si è presentata alla stampa con un'eleganza di stile che non poteva passare inosservata.
Era seduta al tavolo, in attesa dei giornalisti, ancora prima dell'orario previsto (caso quasi unico, ma certamente rarissimo); ha parlato poco (quel tanto che era necessario per introdurre la conferenza stampa); ha suscitato simpatia.
Considerazioni doverose per chi, come noi, vive il rapporto giornalisti-politici da oltre 40 anni.
Fatta questa premessa, ecco il contenuto della conferenza stampa.
 
Punta ancora verso l'alto il grafico del turismo toscano. E anche per l'estate del 2000 si prevede una crescita dell'intero comparto, sostenuto dal nuovo balzo in avanti degli agriturismi e da una presenza straniera sempre più numerosa, soprattutto di clienti tedeschi e inglesi, ma anche di statunitensi e olandesi. Sono queste alcune delle linee salienti dell'indagine effettuata dal servizio statistico della Regione nell'ambito delle attività di osservatorio turistico. I tecnici hanno interpellato un vasto campione di operatori del settore al fine, da una parte, di verificare l'andamento dei flussi turistici nei primi mesi dell'anno e nel periodo pasquale e dall'altra di prevedere le tendenze della bella stagione.
I dati, illustrati nel corso di una conferenza stampa cui ha partecipato anche il neo-assessore al turismo Susanna Cenni, incoraggiano l'ottimismo: le aspettative degli operatori (l'indagine ha coinvolto 640 alberghi, 193 campeggi e 393 alloggi agrituristici) sono infatti in larga parte positive, anche per le aree (in particolare quelle montane e le terme) che negli anni passati avevano manifestato situazioni più critiche.
Segno evidente che la proposta-Toscana attrae complessivamente sempre di più: e che nel 2000 le presenze, giunte nel 1999 a sfiorare i 35 milioni, sono destinate a salire ancora.
I dati del 1999. E proprio con i dati del 1999, elaborati dal servizio statistica della Regione e resi pubblici, che è possibile constatare la fase di crescita del comparto. A fronte di una annata positiva su scala nazionale (+3,4 per cento di presenze) la Toscana ha non solo cavalcato ma addirittura superato l'onda positiva: le presenze sono infatti aumentate del 5,5 per cento. Protagonisti di questa avanzata soprattutto i turisti d'oltreconfine: le presenze straniere sono infatti aumentate del 9 per cento, quelle italiane del 2,7. La spinta al rialzo ha riguardato in primo luogo gli esercizi agrituristici (+28,4 per cento), quindi i campeggi (+12,7) e gli alberghi (+5,4).
L'inizio del 2000 ha visto il turismo toscano vivere una fase di sotanziale stabilità. Secondo l'indagine dell'Osservatorio, gli operatori non hanno ravvisato sbalzi notevoli di presenze, ma nel 70 per cento dei casi si sono comunque dichiarati soddisfatti dell'occupazione media delle proprie strutture.
Notevole per il campione di operatori interpellato è stato il flusso turistico nel periodo pasquale, grazie anche alla presenza del lungo ponte che ha trascinato le presenze sino al primo maggio. Bene sono andate sia le strutture alberghiere (con eccezioni riguardanti gli alberghi con meno di tre stelle) sia gli agriturismi e anche i campeggi. Ben il 71 per cento negli alberghi ha realizzato il tutto esaurito per Pasqua e un altro 14,7 per cento ha registrato un grado di occupazione compreso fra il 76 e il 99 per cento.
Sono stati addirittura più del 77 per cento gli agriturismi che hanno fatto il pieno e oltre il 10 quelli l'hanno sfiorato (tasso d'occupazione compreso fra il 76 e il 99 per cento). E' stata una Pasqua positiva per tutte le aree della Toscana: mare e montagna, città d'arte e termali.
L'ottimismo accomuna buona parte di coloro che operano nel settore dell'agriturismo per la prossima estate. Le previsioni raccolte nell'indagine campionaria annunciano per l'estate la prosecuzione del trend di crescita del turismo: le aspettative positive superano di gran lunga quelle negative e si estendono a tutte le aree della regione: mare e montagna, terme e citta' d'arte. A sostenere questa crescita, secondo le previsioni, saranno ancora in larga misura i turisti stranieri: in prima fila tedeschi e statunitensi.
Infine, secondo l'indagine gli effetti del Giubileo sono stati percepiti solo da una modesta percentuale di esercenti: nei primi mesi dell'anno oltre l'85 per cento degli albergatori non ha rilevato alcuna oscillazione significativa legata al Giubileo, e il 75 per cento prevede che non vi saranno effetti anche per l'estate. Segnali confermati da un altro dato dell'indagine: per l'estate 2000 gli operatori non prevedono un aumento di lavoro con gruppi organizzati rispetto al 1999.
Questa sostanziale mancanza di influenza sul turismo toscano dell'effetto Giubileo sembra quindi dimostrare che la crescita del settore anche per la prossima estate e' dovuta a risorse e capacita' autonome e non influenzata da eventi esterni eccezionali.
 
 
 

 
 

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L'ATTENZIONE


Acque reflue: tra responsabilità degli scarichi,

presenza di fluoruri e tratamento

 

 

 

Cassazione: la delega per gli scarichi non esclude responsabilità per titolare azienda

 

Nel caso di superamento dei limiti tabellari per scarichi di acque reflue industriali, la delega al gestore dell'impianto di depurazione non esclude la responsabilità penale del titolare della struttura produttiva che ha omesso di adottare misure tecnologiche adeguate ad evitare inquinamenti.

Questo il principio di diritto che la Suprema Corte di Cassazione ha espresso con la sentenza 17 gennaio 2000, n. 422 alla luce dell'orientamento giurisprudenziale in tema di delega di funzioni e dell'attuale disciplina sulla tutela delle acque (Dlgs 152/1999).

La responsabilità del delegante, anche in imprese di grandi dimensioni, - ha sottolineato la Corte - sussiste sempre in due casi: quando l'inquinamento sia riconducibile a cause strutturali dovute a scelte generali; quando il delegante non abbia esercitato quel "controllo" sull'attività del delegato che la consolidata giurisprudenza individua tra le condizioni di una valida delega di funzioni (e quindi di un'esclusione di responsabilita' in capo al delegante).

Per quanto riguarda la responsabilità del delegato, la Cassazione ha ricordato che il comma 6, articolo 59, Dlgs 152/1999 limita la responsabilità colposa del gestore dell'impianto di depurazione alla "grave negligenza", in deroga al comma 5 dello stesso articolo che, invece, punisce in via generale e senza attenuazioni chiunque effettua scarichi non consentiti.

Evidentemente - ha concluso il Giudice - le restanti condotte di imputazione soggettiva della responsabilità colposa ("imprudenza" e "imperizia") sono da ricercare nel comportamento degli altri autori dello scarico illecito (nella fattispecie, il delegante). La pronuncia della Corte è stata provocata dal ricorso del titolare di un'azienda avverso la sentenza di merito che lo riconosceva responsabile di scarichi in acque oltre i limiti legali, nonostante - a parere del ricorrente - sussistesse una delega in materia. Nel caso di specie la Cassazione ha escluso la sussistenza di una valida delega al gestore del depuratore, ma ha approfittato per pronunciarsi in materia, argomentando per ipotesi contraria.

 

 

Acque reflue industriali: presenza di fluoruri

 

Il reato di scarico di acque reflue industriali previsto dall'art. 21, comma terzo, della L. n. 319/76, consistente nel superamento dei limiti di cui alla tabella A relativamente al parametro "fluoruri", non può più essere considerato come tale in base alla sopravvenuta disciplina dettata dal D.L.vo n. 152/99, atteso che il parametro in questione non continua a figurare sia nella tabella 3 dell'allegato 5 che nella tabella 3/A del predetto allegato cui fa riferimento l'art. 59, comma 5, del nuovo decreto nel prevedere come reato il superamento dei limiti ivi indicati. Per cui, il superamento del valore limite del parametro in questione costituisce soltanto violazione amministrativa ex art. 54 D.L.vo n. 152/1999. Così si è espressa Cass. pen. 13 gennaio 2000.

 

 

Trattamento delle acque

Il Gruppo Scientifico Italiano Studi e Ricerche organizza per il prossimo 13 giugno a Milano; in collaborazione con l'Università degli Studi di Brescia una "giornata di studio" sull'utilizzo di ozono e raggi UV nel trattamento delle acque.

La Giornata di Studio vedrà un'ampia trattazione degli aspetti normativi che si riferiscono alla disinfezione delle acque potabili e delle acque reflue.

Saranno esaminati gli aspetti tecnici relativi al trattamento delle acque potabili, con l'analisi della problematica della formazione di eventuali sottoprodotti di disinfezione.

Inoltre si affronterà la tematica del trattamento delle acque potabili con l'utilizzo di radiazioni UV oppure di ozono da solo o abbinato con altri ossidanti.

La Giornata proseguirà con l'esame di alcune esperienze di disinfezione di acque reflue urbane e industriali con sistemi alternativi.

Infine saranno presentati vari tipi di apparecchiature per l'ozonizzazione e il trattamento con raggi UV.

 

Per informazioni:

Telefono 02.266.53.30 - 02.70.63.17.84 - Telefono 02.70.63.08.38 - Telefax 02.236.35.37

E-mail: gsisr@gsisr.org; convegni@gsisr.org; http://www.gsisr.org

 

 

 

 

 

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