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Com-Fidi Toscana: da 20 anni rivolto al futuro

Massimo Vivoli
Il prossimo 29 maggio si terrà l'assemblea annuale del Con-sorzio di garanzia per il credito al commercio, turismo e servizi della Confesercenti.
L'assemblea rappresenterà un importante momento di verifica dell'attività svolta dal "Toscana Comfidi" nel corso del 1999.
Quest'anno, ricorrendo il ventesimo anniversario della costituzione del Consorzio, l'appuntamento assembleare assume un particolare significato poiché esso sarà al tempo stesso momento di celebrazione, di verifica di quattro lustri di attività, di progettazione delle strategie future.
Abbiamo chiesto al presidente Massimo Vivoli di anticipare per i nostri lettori parte della relazione che svolgerà all'assemblea.
Soddisfatto di questo
"compleanno"?
Certamente venti anni fa quando la Confesercenti Regionale, insieme alle Confesercenti territoriali decisero di promuovere la costituzione del Consorzio avevano ben chiaro lo scopo per il quale dar vita a questo strumento, difficilmente però avrebbero previsto un così notevole successo della loro iniziativa che nel corso degli anni si è via via consolidata e sviluppata diventando il primo consorzio d'Italia nel settore del commercio, turismo e servizi per numero di imprese associate e per importo dei fidi garantiti, coprendo da solo, in base ai dati desumibili dal ricorso ai contributi previsti ai sensi della legge 887, il 9.83% del totale del credito garantito al commercio in Italia.
Può darci qualche dato
di questo "successo"?
Oltre duemila miliardi di lire di finanziamenti garantiti alle ventimila imprese che in questi venti anni hanno aderito al consorzio rappresentano sicuramente un significativo contributo allo sviluppo ed al consolidamento delle nostre aziende in tutto il territorio della Regione.
Comunque sono stati venti anni di ... rose e spine!
Non poteva essere altrimenti.
Dal 1980 ad oggi si sono succeduti anni buoni ed anni difficili per il commercio ed il turismo; anni di grande crescita ed anni di profonda crisi; anni di contingentamento del credito e di tassi d'interesse proibitivi in cui il Consorzio ha consentito alle nostre imprese di accedere comunque ai finanziamenti di cui esse necessitavano ed a costi sostenibili.
Però avete sempre
superato le difficoltà...
Ciò è stato possibile soprattutto grazie alla forte innovazione dei prodotti che sono stati definiti di concerto con le banche convenzionate, insieme alla notevole spinta che i nostri esperti, presenti sul territorio, hanno apportato con la consulenza finanziaria verso le imprese associate ed alla capacità dimostrata nel sapersi inserire con successo in un mercato del credito in forte trasformazione.
E il futuro come lo vede?
I prossimi anni saranno ancora degli anni difficili per il settore, soprattutto saranno anni di grandi cambiamenti sia strutturali che aziendali conseguenti al varo dei provvedimenti di progressiva liberalizzazione del settore .
Le tendenze che stiamo registrando mostrano un forte incremento della mobilità interna al settore con migliaia di aziende che annualmente cessano la loro attività.
Cessano prevalentemente ditte individuali e nascono soprattutto aziende in forma societaria. La prospettiva si profila quindi con un numero minore di aziende, ma di dimensione maggiore e con una struttura più complessa.
Questo vuol dire che ci troveremo di fronte a maggiori investimenti aziendali?
Non c'è alcun dubbio e di conseguenza la leva del credito diventa sempre più elemento strategico per lo sviluppo del settore.
Diciamo che vi preparate ad una nuova e più impegnativa sfida!
Il nuovo "scenario" richiederà sicuramente uno sforzo, ancora superiore per le strutture del Consorzio che dovranno intensificare la loro opera di consulenza a supporto delle aziende poiché é a tutti noto che spesso proprio la struttura dimensionale delle piccole imprese non consente loro di fornire adeguate rappresentazioni analitiche e di significato qualitativo, utili alla valutazione del proprio programma di investimenti e del merito creditizio dell'azienda, né d'altra parte, il modesto importo dei prestiti, giustificherebbe i supplementi di informazione e gli approfondimenti di analisi da parte delle banche finanziatrici.
Quale il ruolo di Com-Fidi Toscana nel rimuovere que sta sorte d'impasse?
Fino ad oggi abbiamo lavorato ottenendo risultati soddisfacenti.
Nella misura in cui il Consorzio si dimostra capace di rilasciare la garanzia con crescente competenza e con indipendenza di giudizio, corredandola di un surplus informativo che deriva da un rapporto diretto con le imprese del proprio settore di appartenenza e quindi di un mercato ben conosciuto, esso finisce anche per dimostrarsi sempre di più utile strumento di politica economica con riferimento soprattutto all'economia locale.
Contribuire a soddisfare la domanda di credito nel rispetto delle attese delle aziende richiedenti, quanto a tassi d'interesse praticati, garanzie e volumi dei finanziamenti, significa aiutare le aziende a rafforzare e migliorare il proprio equilibrio economico e con esso anche l'equilibrio e la forza del distretto e del settore di appartenenza, migliorando e rafforzando anche il rapporto fra il sistema bancario che agisce su quell'area territoriale ed il sistema delle imprese che in esso agisce.
Ciò può sembrare scontato, ma non lo è affatto in tempi di globalizzazione del mercato e di concentrazione del sistema bancario su dimensioni maggiori e quindi per logica conseguenza più attento a soddisfare le esigenze delle grandi imprese di dimensione nazionale piuttosto che le micro imprese locali. In questo contesto infatti il sistema bancario è sempre di più orientato a concentrare le proprie risorse e l'attenzione verso la gestione del risparmio e l'intermediazione finanziaria piuttosto che nel concedere credito.
Ma al sistema bancario va comunque richiesto di sostenere anche lo sviluppo delle imprese minori!
Il tema di riflessione che vogliamo aprire al nostro interno, con il mondo bancario, con le istituzioni e con l'Associazione di categoria, nel corso della nostra assemblea annuale è proprio in riferimento alle dinamiche, agli strumenti ed alle tecniche cui il Consorzio dovrà dotarsi per garantire un'ulteriore fase di sviluppo alla propria attività e un nuovo futuro per le imprese associate. Il sistema bancario, malgrado le difficoltà proprie, dovrà preoccuparsi dello sviluppo delle imprese.
f.c.

Quanti fiorentini conoscono Cristina Bartolozzi? E quanto conoscono Gabriel Batistusta? Non vogliamo dire che i fiorentini sono "ingrati" verso un personaggio nato sulle rive dell'Arno, ma ... quasi! Cristina Bartolozzi sta dedicando la sua gioventù al pattinaggio artistico, studia (è al quarto anno di ingegneria), ha vinto il Mondiale Juniores nel 1995 ed il Mondiale Seniores nel 1998, è arrivata quinta al Mondiale dello scorso anno e si sta preparando scrupolosamente per partecipare al prossimo Mondiale a Boston.
Nel suo "palmares" c'è anche una Coppa di Germania, un Campionato Europeo, una Coppa Italia.
E intanto domenica scorsa a Massa Marittima Cristina Bartolozzi si è laureata campionessa regionale toscana nel "libero" seniores.
Sapete chi paga la sua passione? La sua famiglia! Che deve sostenere anche la sorella di Cristina, Rubina, anch'essa campionessa di pattinaggio artistico che la settimana scorsa ha vinto il titolo regionale in libero e combinata gareggiando alla grande a Follonica.
Per la vittoria al Mondiale del '98 la Federazione ha dato a Cristina un "sostanzioso" assegno di 9.600.000 lire. Una miseria!
Questo è sport! Altro che il calcio: ricco sfondato, capriccioso, da rigetto! E gli sponsor? Dove sono? Perché non vedono quello che gira nello sport?
Eugenio Giani (assessore allo sport al Comune di Firenze) sta facendo sforzi incredibili per aiutare tutte le discipline.
Del pattinaggio dice testualmente :"il pattinaggio è molto diffuso a Firenze ma non è altrettanto organizzato sul piano sportivo. Ecco perché nel programma dell'assessorato ho inserito diversi eventi per stimolarne l'attenzione. Occorre farlo anche per rispondere in maniera adeguata alla decisione che mi ha comunicato l'on. Sabatino Aracu presidente della federazione italiana hokey e pattinaggio di aver scelto Firenze come sede per lo svolgimento dei Campionati mondiali di pattinaggio artistico per il 2001". L'anno prossimo, dunque, in ottobre, Firenze vivrà per circa una settimana questa meravigliosa avventura al Palasport.
Nel frattempo Giani, per tenere alta l'attenzione, pensa di sviluppare diverse competizioni in altre due discipline
pattinaggio in linea
pattinaggio acrobatico
"Sul pattinaggio in linea quest'anno si avrà la prima edizione di una gara in linea da Pistoia (Prato) a Firenze e già nel 2001 si avrà la seconda edizione con arrivo a Campo di Marte" dice soddisfatto l'assessore.
"In quanto al pattinaggio acrobatico -aggiunge - dopo lo svolgimento della prima edizione che si è svolta il 5 marzo scorso in piazza della Repubblica, si pensa ad una grande edizione per il 2001 in concomitanza con il Mondiale di pattinaggio artistico". Nel frattempo Giani ha assicurato che per il prossimo anno saranno potenziati gli impianti di Galluzzo e Campo di Marte e sarà coperta la pista di pattinaggio di Novoli.
Se in Italia il pattinaggio non ha trovato un'adeguata collocazione nell'informazione, all'estero riceve ben altre considerazioni. Negli USA il fenomeno ha assunto vaste proporzioni negli anni '80. In Francia nel 1993 c'erano a Parigi solo una ventina di pattinatori. L'anno scorso se ne contavano almeno 5.000, quasi tutti ragazzi dei quartieri centrali, che invadono la capitale partendo da Place d'Italie. Ai piedi hanno i roller, nel cuore la voglia di riprendersi la città almeno durante il weekend. II fenomeno è cresciuto con lo sciopero generale dei trasporti del '95 che paralizzò il Paese per un mese intero. All'appuntamento settimanale nella Place d'Italie non arrivano solo i giovani pattinatori, ma anche sette motociclisti e due auto della polizia insieme alla nuovissima "brigata roller", poliziotti su pattini addestrati per inquadrare la Friday Night Fever, la febbre del venerdì sera che mette in fibrillazione il sempre più imponente esercito dei patiti della nuova moda metropolit.ana: il pattinaggio urbano.
Mentre in Italia si corre nelle periferie delle città con le auto e si uccidono ragazze innocenti (ogni riferimento a Bologna non è casuale!) all'estero si divertono con più intelligenza e non uccidono nessuno! E la Polizia è presente! Trekking urbano su rotelle nato per caso. E la polizia ha cominciato a interessarsi a questi appassionati, non perché turbassero l'ordine pubblico, ma per difenderli dai pericoli e dagli automobilisti impazienti. E per dimostrare che la polizia è al servizio del cittadino, il questore ha creato la sua brava "brigata roller", la cui entrata in funzione è stata benedetta dal ministro dell'Interno: trenta giovani poliziotti, casco da ciclista e casacca fluorescente con la scritta "Police". Trenta ragazzi - preparati da un ex'medaglia olimpica della velocità su pattini - che hanno l'aria di divertirsi come i loro coetanei, bloccano con gentilezza gli automobilisti e proteggono il lungo corteo, generalmente chiuso da qualche decina di ciclisti.
E adesso arriva anche Londra! Bobby sui pattini contro i borseggiatori. Insomma, il &laqno;bobby» inglese si adegua al terzo millennio: pattuglia i parchi di Londra non a piedi, ma con i pattini. Smessa la tenuta classica con bombetta, manganello e bicicletta, la nuova divisa prevede pantaloni larghi, ginocchiere di protezione, elmetto nero in testa e, alle estremità, un paio di &laqno;roller blades». Dopo il successo riscosso negli Stati Uniti e in Olanda da iniziative analoghe, anche in Inghilterra si pensa di acciuffare in men che non si dica i borseggiatori e gli spacciatori nei parchi di Londra.
E il nostro Bel Paese?
Per ora bisogna affidarsi alla buona volontà di
qualcuno. 
Alla famiglia di Cristina e di Rubina che si sobbarcano le spese per far gareggiare le figlie, fresche campionesse regionali toscane (seniories e juniores) e pronte a cimentarsi nei Campionati Europei con la speranza (ed il nostro sincero augurio) di andare ai prossimi Mondiali; oppure ad un assessore come Giani, che pur amando il calcio, non tralascia alcunché per gli altri sport, nessuno escluso.
Ketty Canosa
Summit di esperti della riabilitazione nella traumatologia dello sport a Umbertide organizzato dall'Istituto Prosperius
che
già possiede una vasta esperienza nel settore grazie ad un proprio
Centro di riabilitazione in funzione da circa 15 anni nel capoluogo toscano.
"Campagna" di informazione
per la "salute delle gambe"

Leonardo Corcos
La salute delle proprie gambe interessa ormai la maggioranza della popolazione generale, al pari di tutti gli altri problemi legati alla salute personale.
Le malattie delle vene sono in crescente diffusione, sono già evidenti in oltre 8 milioni di italiani e si calcola che esistano in forma iniziale almeno nella metà della popolazione con una netta prevalenza del sesso femminile.
Ambiente, inquinamento, professione, contraccettivi orali, tabagismo, vita sedentaria e familiarità sono fattori di rischio documentati e contro i quali è in atto una lotta non facile.
Nel frattempo i portatori di malattie delle vene debbono essere affidati a centri specialistici competenti per il chiarimento della loro condizione clinica, per un'adeguata informazione culturale, che appare oggi indispensabile per poter effettuare attente scelte personali di cura e per un'efficace prevenzione.
Vene varicose, malattie delle arterie e dei vasi linfatici, insufficienze dell'apparato locomotore, inestetismi e cellulite spesso si confondono fra loro e più spesso si sovrappongono in varie combinazioni. Quando poi la situazione è caratterizzata da una vera insufficienza venosa cronica, malattia complessa e grave delle vene degli arti inferiori, è indispensabile una accurata osservazione clinica e strumentale del paziente e grazie ad una attuale ed attiva ricerca possiamo affermare oggi di saperne di più e di poter fornire consigli esatti e scelte di trattamento mirate.
Cosa fare? Risponde il prof. Dino De Anna presidente della S.I.F.L.: "allo scopo di fornirne un'informazione più adeguata ai tempi attuali ed alle esigenze della popolazione, la Società Italiana di Flebolinfologia, da me presieduta per il triennio in corso, ha voluto promuovere una campagna di consulenza, informazione e prevenzione".
Per raggiungere l'obiettivo la Società vara una serie di "messaggi", uno dei quali è rappresentato da una sintetica pubblicazione sull'argomento che è rivolta non solo al flebopatico, cioè il soggetto portatore di una malattia delle vene o presunta tale, ma anche a tutti coloro che possono essere a rischio di malattia o ritengono di esserlo.
Ma per capirne di più abbiamo sentito il prof. Leonardo Corcos, che della S.I.F.L. è vice-presidente.
Qual è la malattia venosa che affligge più di frequente le gambe?
Debbo ricordare le vene varicose o varici, costituite da dilazioni irregolari più o meno vistose delle vene superficiali.
Ben 8 milioni d'italiani sono afflitti da questo disturbo, che comporta una perdita annuale di 26.000 giornate lavorative.
Chi partecipa alla "campagna"?
Intanto occorre dire subito che la campagna d'informazione è gratuita e prevede consulenza e prevenzione per tutta la popolazione mettendo a disposizione specialisti e ricercatori interessati alla materia e noti per una accreditata produzione scientifica e qualità professionale.
Lo scopo principale è quello di fornire una corretta ed orientativa informazione specialistica che sia allineata con le più moderne e specifiche conoscenze scientifiche.
Quale la durata della "campagna"?
E' iniziata lo scorso 15 marzo e terminerà il 31 dicembre 2000. Grazie al sostegno economico di alcune società del settore farmaceutico e sanitario, la Società di Flebolinfologia, attraverso i suoi medici distribuiti in tutto il territorio, mette a disposizione un centralino telefonico per dare le informazioni ai pazienti. Il centralino (0258310925) resta aperto da lunedì a venerdì dalle 14 alle 18 a partire dal 15 marzo fino alla fine di novembre (esclusi i periodi festivi).
Tutti i lettori potrannoinformarsi anche sul sito internet www.gambeingamba.it
Durante la visita gratuita, il paziente riceverà un opuscolo informativo ed i consigli dello specialista.
Chi è colpito maggiormente dai disturbi venosi alle gambe?
Sono le donne che hanno avuto una o più gravidanze o che hanno assunto continuativamente contraccettivi orali per molti anni. Sono da aggiungere alla lista: gli obesi, i fumatori accaniti e coloro che conducono una vita sedentaria o che hanno praticato attività sportive agonistiche. La familiarità gioca un ruolo determinante nella loro comparsa.
Accanto alle varici coesistono altre cause che possono causare disturbi simili a quelli d'origine venosa: le malattie delle arterie, dei vasi linfatici e le insufficienze del sistema muscolare e scheletrico.
Le malattie delle vene oltre ad interferire nella qualità di vita dei pazienti, possono determinare complicazioni?
Certamente. Talvolta assai pericolose come le tromboflebiti e le trombosi venose profonde. Queste ultime, a loro volta, possono successivamente divenire responsabili di gravi complicazioni generali e di malattie croniche delle vene profonde che sono spesso e diffusamente giudicate non guaribili.
In realtà se tali patologie sono affrontate con procedure appropriate diagnostiche (esami Doppler, eco-Doppler, ecografie ecc) possono essere sottoposte a metodi di cura esatti e personalizzati.
Anche i casi più gravi, caratterizzati da gambe gonfie, scure e ulcerate, oggi si possono curare, migliorare o guarire con terapie appropriate ed interventi di chirurgia avanzata.
E chi "teme" la malattia cosa deve fare?
Attraverso le opportune indagini diagnostiche è possibile individuare i soggetti a rischio malattia delle vene ed esercitare una efficace azione di prevenzione mediante accorgimenti alimentari, sportivi, riabilitativi, farmacologici e di vita quotidiana.
Marilena Milani