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Ilaria Alpi "interpretata" da Lella Costa
Bando di concorso "Mario Pastore"
Borse di studio per Educandato SS. Annunziata di Firenze
Ilaria Alpi "interpretata"
da Lella Costa in uno spettacolo per la TV
Lella Costa sarà Ilaria Alpi, voce della coscienza, nello spettacolo sceneggiato con la collaborazione di Andrea Purgatori, che aprirà la sesta edizione del Premio Giornalistico Televisivo intitolato alla giornalista del TG3 uccisa in circostanze ancora non chiarite a Mogadiscio, che si svolgerà a Riccione l'1-2-3 giugno 2000.
La performance teatrale, liberamente tratta dal libro-testimonianza "L'Esecuzione" scritto da Luciana e Giorgio Alpi, Mariangela Gritta Greiner e da Maurizio Torrealta, andrà in scena l'1 giugno.
Lella Costa, rimasta profondamente colpita dalla uccisione di Ilaria, avvenuta il 20 marzo 1994, ricostruirà i momenti salienti della drammatica vicenda: dalla sparizione dei block notes, all'arrivo della salma della giornalista in Italia sino ai complessi intrecci di interessi in Somalia.
Il premio, nato con l'obiettivo di valorizzare il giornalismo d'inchiesta, è legato al nome di Ilaria Alpi che, con la sua attività, ha lasciato una testimonianza di impegno e senso etico. L'iniziativa è organizzata dalla Presidenza della Regione Emilia Romagna, Comunità Aperta e Comune di Riccione, con la collaborazione della Rai e dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna.
Il premio Alpi propone un concorso riservato a servizi giornalistici di inchiesta su temi sociali (non violenza, giustizia, solidarietà) e una sezione riservata agli operatori, intitolata a Miran Hrovatin (operatore, anch'egli ucciso insieme alla Alpi), e vi affianca alcune occasioni di studio e di riflessione su questo tipo di giornalismo.
La giura, presieduta da Italo Moretti è composta da Ettore Mo, inviato di guerra del Corriere della Sera, Luca Ajroldi di TMC, Alessandro Banfi, vicedirettore TG5, Paolo Meucci del TG2, Alessandro Ruotolo giornalista di Circus, Ivano Santovincenzo, direttore delle News di TMC, Stefano Paolillo, Presidente dell'Associazione Italiana Operatori e Romano Tamberlich, giornalista Rai.
Bando di concorso
E' intanto uscito il bando di concorso per partecipare alla sesta edizione del Premio Ilaria Alpi, i cui termini scadono il 27 aprile 2000.
Ecco il testo:
1. Il concorso è riservato a servizi ed inchieste giornalistiche televisive che trattino temi di impegno civile e sociale (solidarietà, non violenza, giustizia).
2. Sono previste le sezioni A, B, C, D, E di cui segue specifica. Per le sezioni A, B, C, D riservate ai giornalisti, i servizi saranno valutati per gli aspetti legati alla loro valenza giornalistica e non sarà quindi discriminante non avere a disposizione strumentazioni tecnologicamente avanzate. Per la sezione E, riservata agli operatori, i servizi saranno valutati per le immagini proposte.
A. Servizi giornalistici in onda su TG e Rubriche (durata max. 3')
B. Servizi giornalistici in onda su trasmissioni diverse da TG (durata compresa fra 3' e 12')
C. Servizi giornalistici ed inchieste in onda su trasmissioni diverse da TG (durata oltre i 12')
D. Servizi giornalistici andati in onda su Tv locali e regionali
E. Premio Miran Hrovatin riservata ai telecineoperatori
3. Tutti i filmati in concorso dovranno essere stati realizzati non prima del gennaio 1999, ed essere andati in onda.
4. I filmati partecipanti dovranno essere inviati su supporto Beta a:
Segreteria organizzativa Premio Ilaria Alpi c/o Radio Icaro, Via Cairoli, 69 47900 Rimini (RN). Saranno validi tutti i filmati pervenuti entro le ore 12 del 27 aprile 2000. Non è prevista alcuna tassa d'iscrizione. I servizi in concorso dovranno essere corredati da una breve biografia dell'autore, dall'indicazione della sezione in cui rientra il servizio, e da una breve sintesi del contenuto.
5. Ogni partecipante potrà presentare fino a tre filmati in concorso, su nastri video diversi. E' possibile presentare anche altri servizi fuori concorso, che potranno essere proiettati durante le giornate del Premio. Potranno partecipare anche servizi presentati non direttamente dall'autore, ma dalle redazioni.
6. I premi saranno attribuiti secondo l'insindacabile giudizio della giuria, che sarà presieduta da Italo Moretti e composta da Luca Airoldi, Alessandro Banfi, Ennio Chiodi, Paolo Meucci, Ettore Mo, Stefano Paolillo, Alessandro Ruotolo, Ivano Santovincenzo, Romano Tamberlich.
Premio per ogni sezione L.2 milioni.
Tutti i filmati realizzati da giornalisti che non abbiano compiuto il 32° anno di età concorrono automaticamente anche al Premio Giovane, attribuito da una giuria composta esclusivamente da studenti delle scuole superiori ed universitari.
Il Premio Giovane è di L. 1 milione.
7. Le opere pervenute non saranno restituite e verranno raccolte nell'archivio dell'Osservatorio Ilaria Alpi. L'osservatorio ha sede a Riccione, in Via Bergamo 2, ed è aperto al pubblico con particolare riferimento a scuole e gruppi giovanili, interessati a tematiche sociali.
Programma
Il Premio di Giornalismo televisivo Ilaria Alpi si svolgerà a Riccione dal 1 al 3 Giugno 2000. Nelle giornate del 1 e 2 Giugno è prevista la proiezione dei filmati selezionati in concorso e fuori concorso.
Giovedì 1 Giugno serata Ilaria Alpi
Venerdì 2 Giugno si terrà la tavola rotonda sul giornalismo legato ai temi dell'attualità.
Sabato 3 Giugno, serata finale con la premiazione dei vincitori.
Ulteriori informazioni su internet all'indirizzo: http://comunitaaperta.org/premioilaria oppure in via Cairoli 69, 47900 Rimini, RN.
Bando di concorso "Mario Pastore, giornalista per l'ambiente"
La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), in collaborazione con la Banca di Roma, organizza la Seconda edizione del Premio giornalistico "Mario Pastore, giornalista per l'ambiente".
Il premio intende onorare la memoria del nostro giornalista televisivo scomparso nel 1996, già Presidente della LIPU, premiando l'articolo, il servizio o l'inchiesta radiotelevisiva apparsa nel corso del 1999 e 2000 sui mezzi di comunicazione (carta stampata, radio e televisione) a firma di giornalisti italiani e che più si è distinto, per impegno, contenuto ed immagini, a favore dell'ambiente.
Anche per questa edizione del premio (che ha cadenza biennale) saranno assegnati due premi.
1. Categoria "Professionisti", ovvero professionisti iscritti all'Ordine (sia dei professionisti sia dei pubblicisti) e con esperienza pluriennale;
2. Categoria "Giovani"; ovvero esordienti anche non iscritti all'Ordine professionale.
I due vincitori riceveranno un'opera ideata dallo scultore Serenellini di Parma e un premio in denaro.
I lavori segnalati saranno esaminati da un'apposita Giuria della quale fanno parte firme prestigiose del giornalismo e del mondo ambientalista italiano, ovviamente i membri della Giuria non parteciperanno al concorso.
La Giuria della Seconda edizione del premio "Mario Pastore Giornalista per l'Ambiente" è così attualmente composta:
- Danilo Mainardi Presidente nazionale LIPU
- Armando Gariboldi - Direttore generale LIPU
- Piero Angela Giornalista
- Manuela Cadringher Giornalista
- Gabriele Caccialanza Docente Università di Pavia
- Edoardo Saccà Direttore della Banca di Roma RAI
- Puccio Corona Giornalista
Le segnalazioni potranno essere fatte da qualsiasi cittadino indicando, oltre al proprio nome e indirizzo, anche il titolo dell'articolo o del servizio, dell'autore, la testata in cui è apparso e la data di pubblicazione; per articoli apparsi su riviste e quotidiani è preferibile inviarne una copia. Anche per le trasmissioni radio-televisive va specificato il servizio migliore, non limitandosi al solo titolo della trasmissione.
I giornalisti che intendono inviare personalmente i propri lavori dovranno allegare anche il proprio curriculum vitae.
Tutti i lavori dovranno essere spediti per posta entro il 30 giugno 2000 a:
Seconda edizione premio "Mario Pastore, giornalista per l'Ambiente" C/o LIPU Via Trento 49 43100 PARMA
Borse di studio per Educandato Statale SS. Annunziata
L'Educandato Statale SS.Annunziata, con sede a Firenze, al Poggio Imperiale, ha indetto un bando di concorso per l'aggiudicazione di 10 borse di studio da assegnarsi nell'anno scolastico 2000/2001 agli alunni/e meritevoli che si trovino in condizioni economiche disagiate.
Le borse di studio si rivolgono ad alunni frequentanti il Liceo e la Scuola Media; l'ammontare della Borsa di Studio è fissata in L. 9.000.000 per alunne convittrici e in L. 3.900.000 per alunni/e semiconvittori/trici, ha durata annuale e non comprende le tasse scolastiche.
La domanda di ammissione al concorso in carta libera e sottoscritta da uno degli esercenti la patria potestà di genitori o dal tutore deve pervenire entro il 30.07.2000 alla Segreteria dell'educandato, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Per ulteriori informazioni circa il bando, requisiti e documenti da allegare, telefonare a Educandato Statale SS.Annunziata, piaz.le Poggio Imperiale 1, Firenze - tel 055226171.
Buona Pasqua!
E' Pasqua, tempo di uova al cioccolato, di colombe pasquali ma anche tempo di nuovi sapori quindi di novità in tavola.
Non c'è bisogno di dirlo: anche a Pasqua come a Natale la tavola la fa da regina.
Oltre al guardaroba a primavera si cambiano abitudini alimentari e anche sulle nostre tavole arriva una ventata di novità: nuovi prodotti e gusti della nuova stagione.
Le festività pasquali rappresentano l'occasione per fare gli ultimi strappi alimentari prima di mettersi a dieta, è un po' come dire che la festa ci fornisce l'alibi per abbuffarsi prima della consueta dieta di preparazione all'estate.
Abbiamo fatto un piccolo sondaggio fra i grossisti presenti all'interno del Centro Alimentare Polivalente di Firenze per sapere cosa finirà sulle tavole dei fiorentini in questi giorni di festa.
Nonostante sia la Pasqua del duemila le abitudini alimentari sono sempre le stesse: i grossisti del mercato Carni infatti confermano che la classica "bistecca alla fiorentina", sarà sulle nostre tavole anche a Pasqua insieme all'immancabile agnello che si vende in questo periodo in tutti i tagli, oltre al carrè di vitella sempre ben apprezzato in ogni occasione.
Al mercato ittico la Pasqua si fa sentire, infatti in questo periodo si registra un incremento delle vendite e i prodotti che vengono prediletti sono fra i più pregiati: astici, gamberoni, orate e spigole.
Solo quando si parla di frutta e verdura però si ha la possibilità di apprezzare maggiormente il cambiamento di stagione. E' proprio in questo periodo infatti che iniziano ad arrivare quei prodotti che ci accompagneranno per tutta l'estate.
Messe un po' da parte le arance e le mele, presenti sulle nostre tavole per tutto l'inverno, al mercato ortofrutticolo fra i frutti di stagione più apprezzati e venduti sotto il periodo pasquale vi sono le fragole e comunque tutti i frutti del sottobosco molto richiesti sia dalle pasticcerie sia dai ristoranti.
Fra le notizie raccolte dai grossisti specializzati nel commercio di questi articoli e che faranno piacere a chi è un goloso di fragole vi è il fatto che questo frutto non aumenta il peso corporeo in quanto ricchissimo di acqua e che se consumato con moderazione, come del resto tutti gli altri, non causa, tranne un'appurata intolleranza, la solita e noiosa orticaria. Basta quindi, per la maggior parte dei casi, solo non approfittarne!
Sempre tra i nuovi arrivi si annoverano le nespole di provenienza spagnola che per quanto ancora un po' aspre sono già molto ben apprezzate.
Fra le varietà orticole primaverili più trattate durante il periodo pasquale vi sono i piselli, ottimo contorno all'agnello che arrivano dalla Sicilia, gli asparagi, le zucchine, i "carciofi "morellini" e i baccelli che invece provengono già da colture locali.
Insomma anche la nostra campagna sta dando i suoi primi frutti che non hanno niente da invidiare a quelli delle altre regioni italiane e che, anche se ancora leggermente più costosi rispetto a quelli provenienti dal resto d'Italia o addirittura dall'estero, sono sempre molto apprezzati.
Ilaria Messeri
Un sincero augurio da Alberto Tirelli
Alberto Tirelli, presidente della Mercafir, ha voluto rivolgere, attraverso le colonne del nostro giornale, un augurio sincero a tutti gli operatori del mercato di Novoli, ma anche ai consumatori.
Tirelli, abituato com'è all'essenziale, ha ritenuto di esprimere in poche righe il suo sentimento.

Ecco il testo:
Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi! Recita così un antico detto che più volte ho sentito ripetere in ambito familiare.
Le festività pasquali infatti rappresentano per ciascuno di noi un'occasione di festa che spesso si passa in città o "fuori porta" in compagnia non solo di parenti ma anche di amici.
E allora quale occasione migliore per mangiare insieme affiancando ai piatti tradizionali anche qualche nuovo piatto sempre all'insegna della qualità e delle genuinità.
Alberto Tirelli
I pani pasquali
La festività della Pasqua vede un gran fiorire di pani rituali in tutta Italia.
Possono essere dolci o salati, ma sono arricchiti (e ciò ne fa pani della festa) di altri ingredienti, spesso le uova, che sono uno dei simboli della Pasqua.
La tradizione di questi pani spazia dai più semplici (uova, farina, formaggio per i salati, uova, farina, zucchero per i dolci) a pani ricchi di ingredienti che soprattutto un tempo davano il segno della festa, perchè rari e costosi.
La tradizione regionale dei pani rituali dolci e salati preparati in occasione del periodo quaresimale e della Pasqua è ricca.
In Umbria, ad esempio, si preparano torte al formaggio.
In Puglia nel Subappennino Dauno si preparano in casa ciambelloni dolci dalla lavorazione molto elaborata: i "piccilatedde" e calzoni dolci con la ricotta.
La ricotta è un altro ingrediente molto frequente nei dolci pasquali. Infatti in primavera la ricotta fresca è particolarmente saporita.
Torta pasquale al formaggio
Nell'appennino umbro si preparano tradizionalmente per la Pasqua le torte al formaggio. Nel periodo pasquale si mangiano accompagnando gli antipasti: l'accompagnamento classico è con le uova sode e i salumi.
Le si può portare in tavola sia a temperatura ambiente che calde.
Poichè l'Umbria vanta anche una tradizione legata al tartufo nero, non è raro trovarle in stagione accompagnate da tartufo di Norcia o di Spoleto.
Ingredienti: 250 g di pasta di pane lievitata, 150 g di farina bianca, 5 uova, 100 g di pecorino fresco, 100 g di parmigiano, 100 g d'olio extravergine d'oliva, strutto, sale.
Preparare un composto con 3 uova, 2 tuorli, parmigiano grattugiato, pecorino a dadini, incorporandovi l'olio.
Far riposare 4 ore. Mescolare la farina alla pasta di pane; amalgamarvi lentamente il composto finchè divenga omogeneo. Coprire e far lievitare 2 ore.Trasferire in una teglia a bordo alto unta di strutto e tenere un'altra ora a lievitare. Cuocere in forno a calore moderato.
Pane di pasqua Friuli
Ingredienti per 1 kg di farina gialla: 250 g di zucchero, 5 uova, 150 g di uvetta passa, la buccia grattugiata di 1 limone, 60 g di burro, 1 bicchiere di latte. Disporre la farina a fontana e al centro porre zucchero, burro leggermente sciolto, uvetta ammollata e strizzata precedentemente, buccia di limone, uova e latte a temperatura ambiente. Impastare ricavando un impasto liscio, omogeneo e compatto. Far riposare 2 ore e lavorare nuovamente ricavando dei panetti. Mettere in forno su una placca unta di burro a 200º C per 30-40'.
Pranzo vegetariano
I testi più antichi di molte religioni predicano il consumo di cibo vegetariano per percorrere il sentiero che porta a Dio. Già alcuni sacerdoti egizi preferivano astenersi dalla carne e dalle uova per concentrarsi meglio sulla divinità.
L'antico codice indiano delle Leggi, il Manu-Samhita, scrive: "Per procurarsi della carne è sempre necessario ferire delle creature viventi e questo è un ostacolo per il raggiungimento della beatitudine celeste; si eviti dunque di mangiar carne". Buddha, con la dottrina dell'ahimsa (non-violenza), predicò la fine dello sterminio di animali che si praticava anche durante i riti religiosi.
Nella Genesi Dio disse: "Ma non mangerai carne con
la sua vita dentro, col suo sangue..."
Colombelle di Pasqua
Ingredienti: 50 gr. lievito di birra, 80 gr. di acqua, 130 gr. di burro, 100 gr. di zucchero, 700 gr. di farina doppio zero, 50 gr. zucchero a granelli, 8 uova, 1 pizzico di sale, 1 bustina di vaniglia, 1 arancia, alcune mandorle, alcuni canditi.
In una zuppiera diluite il lievito di birra in acqua tiepida, unitevi un po' alla volta 120 gr. di farina e un pizzico di zucchero, mescolando con delicatezza perchè non si formino grumi. Mettete la zuppiera a lievitare in un luogo tiepido, lontano da correnti, per un'ora o anche più fino a quando sulla superficie si saranno formate delle bollicine. Quando le bollicine cominciano ad aprirsi si può procedere al primo impasto: ponete sulla spianatoia 200 grammi di farina, unitevi 80 grammi di burro dopo averlo ammorbidito con un cucchiaio di legno, un uovo, un pizzico di sale e l'impasto lievitato.
Lavorate il composto con le mani infarinate fino a quando diventerà morbido ed elastico, poi rimettetelo a lievitare in un luogo riparato coperto da un panno. Quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume unite un uovo intero e un tuorlo, ancora 50 grammi di burro, due etti e mezzo di farina e 100 grammi di zucchero, una bustina di vaniglia ed il succo di un'arancia bella grossa.
Lavorate ancora la pasta fino a farla diventare elastica e morbida, rimettetela per la terza volta a lievitare in un luogo riparato sempre coperta da un panno pulito.
Quando la pasta è diventata ben gonfia dividetela in quattro pagnottelle e lasciate da parte un po' di pasta. Con le mani date ad ogni pagnottella la forma di una colomba, nella pancia fate una piccola conca ed appoggiatevi un uovo crudo lavato ed asciugato, fermatelo con due strisce di pasta messe in croce. Con la punta di un coltello incidete una fessura per il becco e mettetevi una mandorla, per gli occhi userete un pezzo di candito.
Mettete le colombelle su di una piastra unta; battete un
uovo e con un batuffolo di cotone lucidate i dolci, poi cospargeteli con
dello zucchero a granelli. Fateli riposare per alcuni minuti e poi cuoceteli
in forno caldo per circa 40 minuti. Prima di sfornarli controllate la cottura
con uno stecchino, se esce pulito vuol dire che le colombelle sono pronte.
Lasciatele raffreddare sulla piastra e poi mettetele nei piatti da dolci.
Unione Europea: più cooperazione tra
Parlamento europeo e Comitato delle Regioni
Nicole Fontaine e Jos Chabert
Giubileo, tra religione e turismo
Mendrizio * Svizzera

I Padri Serviti, presenti a Mendrisio già nel 1451, dell'ordine dei Servi di Maria, per la loro grande devozione alla Vergine vollero e idearono la processione del Venerdì Santo per la venerazione dell'Addolorata o Madonna dei Sette Dolori. Nella sua composizione attuale in processione sfilano oltre seicento persone, suddivise in gruppi, tutte munite di fanali e lampioni di fogge diverse e dipinti con scene sacre, o di emblemi della passione.
Al di là di una descrizione minuziosa, vale l'impressione che la processione ottiene: l'illuminazione elettrica viene spenta e nelle antiche strade si diffonde, nel silenzio, la calda luce dei lampioni. Tre Corpi di Musica intonano brani funebri e la suggestione è grande in chi assiste, anche non credente, al passaggio dei simulacri del Cristo morto e della Vergine Addolorata portati a spalla.
La statua di M.V. Addolorata, accuratamente preparata, attende i portatori
nella chiesa di San Giovanni. La processione prende avvio, da secoli, dall'ex
convento dei Padri Serviti. Le primitive lanterne sono state, nel tempo,
sostituite da trasparenti.
Messina: la processione delle Barette

Le origini della processione si fanno risalire al XV secolo, periodo della presenza spagnola a Messina e sin dalla sua prima apparizione venne considerata la più importante manifestazione religiosa pasquale a Messina.
Il termine Barette trova riferimento nelle origini del corteo religioso, poiché venivano portate a spalla un'immagine dell'Addolorata, un simulacro di bara con il Cristo morto, seguito da altre piccole bare. Fu nel 1610, come il Samperi, che la Confraternita dei Bianchi deliberò di promuovere una processione con statue rievocative la Passione di Cristo.
Essa si svolgeva nella notte del Giovedì Santo, alle "due
ore di notte", le 21 attuali, e venivano portate in processione una
statua dell'Addolorata, una grande croce seguita da cinque bare rappresentanti
i misteri dolorosi, un feretro di cristallo con un Cristo morto e la bara
della Santa Spina portata a spalla dai padri Domenicani.
Taranto: la processione dei Misteri

La processione dei Misteri si celebra a Taranto (dal 1765) a cura della confraternita del Carmine e con la partecipazione del clero. Esce dalla chiesa del Carmine nel tardo pomeriggio del Venerdì Santo e vi rientra al mattino seguente.
Come quella dell'Addolorata, è aperta dal trucculande che veste l'abito dei perdone. Seguono, nell'ordine, il gonfalone della confraternita, la Croce dei Misteri con i simboli della Passione, le statue dei Misteri (in cartapesta) che riproducono episodi della Via Crucis (Cristo all'orto, la Colonna, Ecce Homo, la Cascata o caduta sotto la croce, Cristo Crocifisso, la Croce con la Sacra Sindone, Cristo Morto, l'Addolorata).
I simboli e le statue sono portati da perdune coronati di spine e a viso scoperto. Tra una statua e l'altra si collocano poste (o coppie) di perdune incappucciati; ci sono poi carabinieri e guardie in alta uniforme e invitati in marsina e onorificenze.
Come per l'Addolorata, ma con ritmo meno lento, i portatori e le poste procedono con una andatura dondolante che viene chiamata nazzecàta (da nazzecàre, cullare).
Il privilegio di portare troccola, simboli e statue si conquista attraverso una gara o asta in denaro che si svolge nella chiesa del Carmine nel pomeriggio e alla sera della Domenica delle Palme, soltanto fra i confratelli. I confratelli del Carmine (che nell'occasione pasquale sono detti perdune, ossia 'perdoni') sono scalzi e per il resto indossano: cappuccio di tela bianca a forma piramidale che copre interamente il viso (ad eccezione di due fori per gli occhi) e che pende sul petto; cappello nero circolare, bordato con nastro blu chiaro, dai cui lati scendono a convergere sul petto altri due nastri anch'essi blu; mozzetta di lana bianca; guanti bianchi: lungo camice di tela bianca; corona di rosario con medaglie sacre e cinghia di cuoio, ambedue legate alla cinta e pendenti l'una sul fianco destro e l'altra sul sinistro: due grandi scapolari recanti rispettivamente le scritte Decor e Carmeli ricamate in seta blu chiaro.
Ognuno dei due perdune che formano ciascuna posta o coppia porta, rispettivamente nella sinistra e nella destra, una mazza alta circa due metri che simboleggia l'antico bastone dei pellegrini. Oltre al rito processionale, le poste o coppie di perdune svolgono anche le funzioni di adorazione e di guardia al Sacramento posto nell'urna dei Sepolcri allestiti nelle chiese di Taranto: nei loro percorsi attraverso le vie cittadine procedono lentissimamente con il passo della nazzecàte e, quando si incontrano o si danno il cambio ai Sepolcri, si salutano con un profondo inchino ("u salamelicche") e si portano al petto la corona del rosario.
Pasqua in Tirolo
Sport o riposo, tradizioni antiche o manifestazioni
culturali nuove: il Tirolo vi aspetta per una
splendida vacanza di Pasqua.
Alcune località offrono pacchetti particolarmente vantaggiosi in questo periodo, e l'innevamento abbondante garantisce divertimento bianco fino a Pasqua ed oltre.
Sci e cultura a prezzi speciali propone Innsbruck.
Circondata da splendide zone sciistiche per lo sci di discesa e per il fondo la città, oltre alle visite culturali, organizza per Pasqua un interessante Festival "Musica delle Religioni". Nella vicina Kematen sono in mostra 1.800 uova di Pasqua di tutti i tipi, stili ed epoche.
Kufstein alla frontiera tedesca, invece, propone vantaggiosissimi pacchetti cultura e natura con visite guidate e serate gastronomiche.
All'insegna dello sport e del relax è la Pasqua a Kitzbühel, Seefeld, e St. Johann.
Molti alberghi di queste zone garantiscono condizioni particolari per famiglie con bambini.
Sci total a Pasqua ed oltre sono le proposte che riguardano le zone con il ghiacciaio come lo Stubaital e la Sölden - Ötztal Arena o il comprensorio di St. Anton am Arlberg.
Firenze: scoppio del carro
Piazza Duomo 23/04/2000
Tradizionale e plurisecolare (proviene dal 1200) appuntamento pasquale.
Il carro detto impropriamente Il Brindellone, trainato da una coppia di buoi, viene fatto "esplodere" dalla colombina, che parte dalla cattedrale e raggiunge il carro (percorrendo un filo di 120 metri) facendo esplodere i mortaretti su di esso installati. Poi, sul carro, si accendono centinia di fumate di diversi colori.
Segnaliamo:
Treppio (Sambuca Pistoiese)
Venerdì 21
"Processione del Gesù Morto"
Per informazioni Tel.0573/402667
Quarrata
"Processione del Gesù Morto"
Rievocazione della passione di Cristo con quadri animati
Grassina (Firenze)
Processione del Venerdì Santo, conosciutissima in tutto il mondo.