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Alta Velocità e Riassetto Produttivo:
un binomio vincente

Arturo Papini, segretario regionale Uiltrasporti
"Guai se l'Alta Velocità dovesse significare per Firen-ze soltanto l'attraversamento di treni che da una città sono diretti ad un'altra! Sarebbe la sconfitta della strategia che vuole dare all'AV un ruolo di stimolo non solo all'avvicinamento di due località, ma anche, se non soprattutto, quello di favorire un'adeguata ristrutturazione dei servizi stanziali".
Questo grido d'allarme viene da Arturo Papini, segretario regionale toscano della Uil-trasporti.
Papini è convinto che i due temi: Alta Velocità e Rias-setto Produttivo formino un binomio inscindibile per dare credibilità e concretezza allo sviluppo del sistema ferroviario in modo moderno.
"Nessuno - ha detto Papini - può contestare il principio che quando si parla di polo tecnologico ci si riferisce alla doppia attività, quella del materiale trainato e quella del materiale trainante. Ecco perchè - a giudizio del sindacato - occorrerà pensare con grande impegno alla costruzione del Polo tecnologico, che deve raccogliere in sè il sistema produttivo oggi dislocato all'Osmannoro, a Pontassieve, a Porta al Prato e nella struttura fiorentina di via Spartaco Lavagnini".
Un tema, questo, che vede impegnato il Pdci a livello locale e nazionale, tanto è vero che l'on. Eduardo Bruno si sta battendo in Parlamento per far approvare un disegno di legge sulla "ristrutturazione dell'autotrasporto e lo sviluppo dell'intermoalità prevede al suo interno un "capitolo" specifico per lo sviluppo del Polo tecnologico ad Osmannoro e la proposta per la creazione a Firenze dell'Authority dei trasporti.
Il tutto rivolto non solo allo sviluppo del "sistema-ferrovia", ma anche per salvaguardare l'occupazione, garantire i diritti dell'utenza, aprire un processo di unificazione dei trattamenti a livello europeo. In questo ambito si colloca, di diritto, la struttura fiorentina della FS che si trova in via Spartaco Lava-gnini (con i suoi 600 occupati) che potrebbe svolgere un ruolo essenziale nel nuovo Polo tecnologico.

Graziano Fantoni, responsabile RSU
"Una struttura, o meglio un 'cervello tecnico' delle Fer-rovie dello Stato - ci ha detto Graziano Fantoni, della RSU Uiltrasporti - nata agli inizi del 1900, quando le forze politiche di allora decisero di accrescere il ruolo del trasporto su ferro nella società prevalentemente agricola di quei tempi, a Firenze".
Già da allora, in questo palazzo i migliori ingegneri ferroviari italiani dell'epoca progettavano locomotive a vapore e carrozze, che con le loro caratteristiche hanno segnato un'epoca lasciando agli appassionati della materia ferroviaria un archivio di rara bellezza, e che con i suoi disegni evidenzia tutta la creatività tecnica e la genialità posseduta anche allora dai ferrovieri del Plesso Lavagnini .
"Che tale palazzo abbia visto accrescere nel tempo il proprio ruolo all'interno delle Ferrovie dello Stato - ha detto ancora Fantoni - lo testimonia anche l'architettura dell'immobile che, come si può facilmente vedere dall'esterno, presenta ampliamenti volumetrici realizzati secondo gli stili del periodo".
Dalla fine del secondo conflitto mondiale gli ingegneri ed i tecnici del Servizio materiale rotabile e trazione hanno dato vita a rotabili eccezionali per prestazioni ed affidabilità progettando locomotive che in alcuni casi espletano egregiamente il loro servizio anche dopo 40-50 anni di vita.
Ma le conoscenze ed i compiti del Servizio materiale rotabile e trazione divenuto successivamente A.S.A. Materiale e Trazione andavano al di là della "sola" progettazione.
"Per quasi un secolo - aggiunge Fantoni - i suoi tecnici, che in tempi recenti ammontavano a circa 600 unità, hanno provveduto all'ingegnerizzazione dei processi di manutenzione ciclica e corrente, al coordinamento organizzativo delle Officine Grandi Riparazioni (come quella di Firenze Porta al Prato) e dei Depositi Locomotive e delle Squadre Rialzo, alla loro progettazione alla loro realizzazione ed al loro attrezzaggio.
Hanno provveduto a coordinare e formare il personale di macchina, a redigere normative e regolamenti di esercizio, hanno acquistato dall'industria privata i rotabili necessari all'esercizio, imponendo a costruttori ostili le proprie scelte, ne hanno testato la sicurezza, la qualità, l'affidabilità, e assicurato i ricambi necessari alle riparazioni, coordinando a livello nazionale circa 36.000 unità, circa un terzo della ferrovia".
"La competenza e l'impegno dei lavoratori del Plesso Lavagnini - ha detto Papini- ha consentito di correggere le numerose anomalie presenti sui primi treni ad alta velocità riducendo i disservizi che ingiustamente erano stati attribuiti alle F.S. anzichè alle industrie costruttrici, e di permettere la realizzazione dei Treni ad Alta Frequentazione che senza l'esperienza degli stessi ferrovieri difficilmente avrebbero potuto entrare in esercizio".
Le capacità dell'UTMR di Firenze (ovvero la struttura di via Spartaco Lavagnini)? Eccole: qui è stata messa a punto la progettazione dei "treni interregio", destinati ai trasporti regionali. Treni che viaggiano già a Roma, tra la stazione Termini e l'aeroporto con grande soddisfazione degli utenti.
f.c.

Un progetto trilaterale di cooperazione decentrata mirato a valorizzare i beni culturali e il turismo in Israele e in Palestina, promosso dalla Regione Toscana insieme alle città palestinesi e israeliane, è stato siglato a S. Rossore, alla vigilia della ripresa delle trattative tra le delegazioni dello Stato d'Israele e dell'Autorità palestinese: un piccolo contributo dei poteri locali per consolidare la costruzione della pace in Medio Oriente, una pace che per essere duratura ha bisogno di rafforzarsi dal basso.
Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Vannino Chiti, firmando il progetto, che l'Unione Europea ha approvato in tempi rapidissimi.
La firma è arrivata dopo due giorni di lavori, ai quali hanno preso parte, per la delegazione palestinese, i sindaci di Anabta, Nablus e Tuulkarem, e per la delegazione israeliana, i sindaci di Acco, Haifa e Taibe, oltre ai rappreentanti dell'Ulai, l'Anci israeliana.
La delegazione toscana era composta da rappresentanti dei Comuni di Borgo S.Lorenzo, Fiesole, Firenze, Livorno. Pisa e Quarrata , oltre che delle Province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia e Siena. Agli incontri hanno preso parte anche rappresentanti di Cna, Confindustria, Internazionale Marmi e Macchine, Ospedale Meyer, Timesis e Universita' di Pisa.
"E' il mio ultimo atto come presidente della Regione - ha detto Chiti - e sicuramente uno di quelli che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, perchè dimostra che la pace si costruisce non solo con i grandi atti tra gli Stati, ma anche a partire dal basso, da iniziative come questa che coinvolgono popolazioni ed enti di governo locale in vista di un obiettivo di sviluppo concreto come la valorizzazione dei beni culturali e del turismo, offrendo studio e lavoro alle generazioni di domani". Chiti ha ricordato i Pegasi d'Oro a Yasser Arafat ed alla memoria di Isaac Rabin, i soggiorni estivi di scambio per i giovani israeliani e palestinesi.
"Esempi di dialogo e cooperazione - ha detto - in cui la Toscana ha saputo svolgere un ruolo importante sulla scia della sua tradizione di terra di pace e di cultura sovranazionale. Oggi questo progetto diventa realta' a supporto del processo di pace, un tassello importante che abbiamo saputo aggiungervi."
"Questo è un giorno importante per noi - ha detto il sindaco palestinese di Nablus, Ghassan Shakah - per superare antiche diffidenze e imprimere una spinta dal basso al processo di pace nel rispetto del diritto del popolo palestinese ad avere uno Stato indipendente e di quello degli amici israeliani di avere garantita la sicurezza in un clima di reciproca cooperazione. Dobbiamo lavorare insieme per dare maggiore prosperità alla nostra gente.
E la Toscana ha saputo costruire questo ponte per farci lavorare insieme".
Anche per il presidente dell'Ulai, l'associazione che riunisce i sindaci israeliani, Avi Rabinovich, "quello odierno e' un passo avanti molto importante verso la realizzazione del processo di pace. Una pace fatta finora di tante belle parole, ma che potrà concretizzarsi solo grazie al rapporto tra cittadini e popoli. Un rapporto che viene sancito oggi in Toscana".
La firma del "network agreement", a San Rossore, fa seguito ad una visita che una delegazione toscana, guidata dal presidente della Regione, ha fatto in Israele e in Palestina nelle scorse settimane, incontrando, tra gli altri, il presidente palestinese Yasser Arafat, il ministro israeliano della cooperazione Shimon Peres e i rappresentanti degli enti locali dei due popoli. La "rete" formalizzata oggi consentira' a comunita' toscane, arabe ed israeliane di svolgere un lavoro comune, sulla base di un programma che e' stato gia' approvato e finanziato dall'Unione europea con una prima tranche di 600 milioni.
Obiettivo principale del programma è dimostrare che comunità locali appartenenti a popoli diversi e a lungo in guerra tra loro possono sedersi ad uno stesso tavolo e collaborare su interessi comuni, e che anzi il dialogo può essere piu' facile a questo livello. Il "network" ha comunque anche finalita' operative immediate, con la progettazione, l'organizzazione e la gestione trilaterale di otto progetti, di cui due, relativi allo sviluppo delle attivita' turistiche e alla valorizzazione dei beni culturali, partiranno entro l'anno.
La firma odierna è il risultato di otto anni di attivita', che hanno consentito di investire gia' cinque miliardi di risorse per progetti cofinanziati dalla Regione, ma soprattutto di un impegno che ha saputo esprimersi anche nei momenti di stallo del processo di pace, consolidando rapporti con comunità sia arabe che israeliane.
Da segnalare la realizzazione di numerose attivita' di formazione professionale per giovani palestinesi - ad esempio, corsi per meccanici, elettricisti, orto-olivicoltori, addetti nei settori della zootecnia e della lavorazione del latte - l'attivazione di progetti di pianificazione territoriale, la partecipazione di artigiani alla Mostra dell'artigianato di Firenze.
Nel corso del 1999, ad esempio, sono state avviate iniziative di sviluppo dell'olivicoltura a Nablus, Ramallah e Hebron, di consolidamento di laboratori di formazione professionale, di addestramento per donne impiegate nell'artigianato tessile e per imprese del settore lapideo, di formazione pediatrica, in collaborazione con l'ospedale Meyer di Firenze, a Nablus e Betlemme, di supporto alla pianificazione urbanistica e al recupero del centro storico a Nablus.
La Regione Toscana ha anche costituito un "tavolo
di coordinamento" che riunisce tutti i soggetti toscani, pubblici e
privati, interessati ad una presenza in Medio Oriente.
I campi elettromagnetici sotto la lente dell'OMS
Firenze: bambini di CHERNOBYL alla
scuola Don Milani
I "bambini di Chernobyl" e il "risanamento"
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Da anni, ormai, è in corso una grande campagna umanitaria, condivisa da sempre più organizzazioni am-bientaliste e di volontariato per salvaguardare il futuro di alcuni giovani ucraini e bielorussi:
i soggiorni per risanamento dei "bambini di Chernobyl".
Perché è importante che questi bambini facciano tale terapia, e quale benefici possono trarre da questi soggiorni?
La memoria torna a quel tragico 26 Aprile '86 quando in Ucraina esplode un reattore della centrale nucleare di Chernobyl, ed è subito tragedia! Interi villaggi cancellati, evacuati, svuotati.
Sulle città più prossime a Chernobyl si depositò una quantità di radioattività no-vanta volte superiore a quella liberata dalla bomba atomica di Hiroshima.
Ancora oggi, oltre tre milioni di persone vivono in territori ad alta contaminazione radioattiva, ed intere popolazioni delle nazioni principalmente colpite, sono a rischio.
Studi e ricerche sulle conseguenze dell'incidente di Chernobyl, hanno portato ad accettare che, ad oltre dieci anni dall'esplosione del reattore, i rischi sanitari per queste popolazioni restano altissimi, a causa dell'irradiazione prodotta dagli isotopi a lungo decadimento.
I bambini all'estero, quindi, vuol dire "iniziative ossigenatrici, in un mondo non contaminato, ma anche im-perdibili occasioni culturali e di svago per i bambini, che restituiscano loro il sorriso, aiutandoli ad eliminare la radioattività".
La testimonianza dei bambini fiorentini

Bambini di Chernobyl e fiorentini, insieme all amaestre
Nella nostra scuola, dall'11.03.00, sono arrivati 22 bambini con due insegnanti provenienti dalla Bie-lorussia, dove il 26 aprile 1986 è scoppiata una parte di centrale nucleare nel paese confinante: l'Ucraina.
Da quel giorno le radiazioni emanate dalla centrale nucleare hanno cambiato il paesaggio rendendo delle zone inabitabili.
L'Associazione Ita-liana "Solidali per crescere" sta aiutando i bambini sani e li ospita in Italia per prevenire alcune brutte malattie.
La metà dei bambini venuti a Firenze sono orfani e alcuni non sono potuti venire perché affetti da ma-lattie gravi causate dalle radiazioni.
Quelli sani sono qui da noi per prevenzione e seguono il programma "Chernobyl 2000".
Ci saluteranno il 15 aprile con una recita, dopo aver giocato con noi per 35 giorni ed es-sere stati ospitati da famiglie affettuose.
Speriamo che in futuro non succedano mai più fatti così brutti in nessuna parte del mondo perché il nostro motto è:
"Nucleare? No, Grazie!".
Martina, Jessica F., Simone P., Mario, Francesca, Elena, Elisa, Claudia della 5^A Scuola Elementare Don Milani - Firenze.
Il testo in russo scritto dalle maestre accompagnatrici dei bambini di Chernobyl
