L'ATTENZIONE ![]()
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Cosa ci offre la nuova democrazia dopo i regimi del nazi-fascismo
e del comunismo?
Come si presenta il mondo dopo il post-nazi-fascismo ed il post-comunismo?
Potremmo cavarcela con due semplici parole: un disastro!
Sotto le spoglie della nuova democrazia si nasconde, e nemmeno tanto bene, l'arroganza del potere, che è subdola e si combatte peggio di qualsiasi estremismo dichiarato.
Di esempi se ne possono fare moltissimi: anzi basta guardarsi intorno, togliendosi dagli occhi le fette di prosciutto tagliato a mano, per vedere di cosa siamo costretti a vivere.
Ma vogliamo fare solo due esempi, molto illuminanti e quindi emblematici per capire lo stato di cose che determina questa incredibile nuova democrazia.
Prendiamo due paesi al centro dell'Europa, quella occidentale, non quella orientale uscita da poco dal comunismo: l'Austria e il Kosovo.
Nel primo si è osato costituire un governo di centro-destra voluto dal popolo con libere elezioni e quindi la democrazia occidentale si è sentita in dovere di condannarlo!
Nel secondo, dopo l'intervento armato dell'occidente pacifista, si è stesa una cortina di silenzio perché nessuno deve sapere che il Kosovo è una terra disgraziata, priva di vita e di futuro, che lotta per la sopravvivenza, dove l'ONU ha portato un finto "ordine" e dove si continua a morire e soffrire nel più assoluto silenzio degli USA e della cosiddetta Unione Europea!
Dove sta la differenza? Voi pensate nella scelta della stampa e della televisione di cavalcare la tigre Haider e di ignorare il martoriato Kosovo? Nel fatto che un paese fa parte dell'UE e l'altro no?
La differenza sta solo nell'arroganza della nuova democrazia che non accetta ostacoli al proprio cammino, alle proprie mire.
Si ha l'impressione, purtroppo, di assistere a prove di regime, per trasformare l'occidente (partendo dall'Unione Europea) in una nuova Urss formato occidentale.
Dio ce ne salvi!
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Il quadro politico toscano in vista delle regionali
A circa due mesi dalla consultazione elettorale per le "regionali" ancora non si vede un "quadro" esatto, sia per i candidati-presidenti che, soprattutto, per i candidati che correranno per la quota proporzionale.
La legge 43 del 1995, infatti, decreta che soltanto il venti per cento dei membri di ciascuna assemblea consiliare venga eletto su base elettorale con sistema maggioritario - lista collegata al candidato alla presidenza, i cui componenti costituiscono il "premio di maggioranza" della coalizione che le urne decretano vincente -, mentre il restante 80 per cento viene espresso dalle liste provinciali che concorrono fra loro con sistema proporzionale.
Non fa eccezione a questa situazione la Toscana, dove le certezze sono rappresentate dalla composizione dei due principali schieramenti che si contenderanno la leadership elettorale del 16 aprile, i quali hanno anche provveduto - l'uno, il centrosinistra, prima, l'altro, il centrodestra, dopo - ad indicare i candidati alla presidenza, dalla presenza della lista Bonino (con candidato alla guida della Regione l'eurodeputato Benedetto Delle Vedove), da quella, presumibile, di una lista del PRC sia nella quota maggioritaria che nel proporzionale.
Il resto, anche qui come altrove, è
in piena fase di gestazione. 
Un gestazione che avviene sotto stretto riserbo, così da non rischiare di concedere qualche vantaggio agli avversari e, soprattutto, perché nei giochi di composizione del quadro politico di ciascun schieramento messo in campo molte caselle devono ancora trovare la loro più idonea collocazione.
Per ora si sa che il centrosinistra, che prima degli altri concorrenti ha provveduto ad annunciare il proprio candidato alla presidenza (l'attuale assessore regionale alla sanità ed ex sindaco di Prato, Claudio Martini) ha ultimato da qualche settimana la redazione dei "materiali per il programma del centrosinistra toscano", documento che è stato messo a punto da una apposita commissione formata da esponenti dei partiti che compongano l'edizione 2000 della coalizione di "Toscana Democratica" che ha governato la regione in quest'ultimo quinquennio, composta da DS, Popolari, Democratici, Verdi, Comu-nisti Italiani, SDI e Rinno-vamento Italiano.
Nei prossimi giorni ne sapremosicuramente di più perchè si svolgerà la convention regionale di "Toscana Demo-cratica", che, è bene ricordarlo, dopo varie discussioni fra gli "azionisti" della coalizione, presenterà nel proprio simbolo anche un chiaro richiamo grafico a "L'Ulivo".
Centro-sinistra
Per quanto riguarda le liste che correranno, collegate a Martini, nella quota proporzionale (10 i collegi, uno per ciascuna provincia), sembra sfumata l'ipotesi di un listone unico del centrosinistra.
I DS, che in Toscana, più che altrove, rappresentano, anche numericamente, il gigante della coalizione (alle scorse regionali il PDS raccolse circa il 40% dei consensi) correranno da soli.
Così come faranno, molto probabilmente, i Comunisti di Cossutta, attenti a non prestare il fianco, con elettoralmente pericolosi cedimenti sul fronte dell'ideologia, ai "cugini" di Rifondazione, che da operazione di mimesi elettorale dei cossuttiani trarrebbero solo vantaggi.
Anche i Verdi, impegnati in ambito nazionale in un rilancio politico-culturale dopo la debacle delle europee (sotto il 2 % di consensi), rilancio affidato alle cure dell'ex presidente del WWF Grazia Francescato, presenteranno loro liste autonome, all'insegna della rivendicazione dell'anima ambientalista della coalizione.
Dove ancora le cose non appaiono chiare è al centro, con PPI e Democratici che si "annusano" nella ricerca di una sintesi elettorale che, semplificando le sigle del quadro politico, porti i voti necessari ad un ribilanciamento del centrosinistra, il cui asse oggi è fortemente spostato a sinistra.
La cosa non sembra facile, coi Democratici ancora tentati dall'idea (irrealizzabile, fintantoché permane il rifiuto dei DS) di perseguire nell'immediato l'impegno per la costruzione del Partito Democratico. Anche se c'è da dire che alcuni importanti passi in questa direzione (della semplificazione al centro) sono stati compiuti a livello nazionale, con la tre giorni veneziana che ha consegnato il partito dei seguaci di Prodi nelle mani di Arturo Parisi, ridimensionando il peso di Di Pietro. Passi che sembrano poter influenzare le decisioni dei vertici dell'Asinello toscano.
Della partita potrebbe essere anche lo SDI, e forse pure l'Udeur, che, sebbene alle Europee abbia raccolto in Toscana soltanto lo 0,14% dei consensi, ora può contare sulla recente adesione del consigliere regionale di Alleanza in Movimento Massimo Malanima, eletto nel 1995 nelle fila di AN ed in seguito fuoriuscito dal gruppo consiliare e dal partito di Fini.
Centro-destra
Sul fronte del centrodestra, invece, di sicuro, per ora, vi è soltanto la candidatura ufficiale dell'ex ministro AN del governo Berlusconi, l'onorevole Altero Matteoli, alla presidenza. Una scelta "sofferta", questa, partorita dopo un più o meno esplicito braccio di ferro fra la stessa Alleanza Nazionale, convinta della forza del curriculum politico del proprio candidato, e Forza Italia, parimenti convinta, invece, della necessità di esprimere una leadership elettorale di chiara matrice moderata e di centro, in grado di competere - dopo i risultati favorevoli al Polo nelle comunali di Grosseto, Lucca, Arezzo e Montecatini Terme - "alla pari" con il centrosinistra.
Alla fine l'ha spuntata - a quanto si sa anche per le valutazioni espresse dai leaders nazionali del Polo - il livornese Matteoli, che sta lavorando alla predisposizione del programma e alla costruzione di contatti sul territorio con la società civile, al fine di avvicinare il più possibile la possibilità di fare, a livello regionale, il "colpaccio" riuscito nei comuni sopra ricordati.
All'annuncio della candidatura Matteoli, non pochi esponenti di rilievo di Forza Italia avevano malcelato insoddisfazione per una decisione che avrebbe, a parere loro, allontanato la possibilità di una storica vittoria nella rossa Toscana.
I fatti degli ultimi giorni su tutti, l'assemblea degli amministratori locali azzurri a Montecatini, cui ha presenziato lo stesso Berlusconi - sembra però smentire questa rassegnazione alla sconfitta.
La sensazione è che il Polo intenda giocarsela fino alla chiusura delle urne, anche tenuto conto della crescita che, rispetto a cinque anni fa, ha avuto la capacità di radicamento territoriale di Forza Italia.
Dei Pannelliani, che, sotto la sigla "Lista Bonino" alle Europee raccolsero nella regione ben il 7,23% dei voti, abbiamo già accennato. Ci pare interessante aggiungere che molto probabilmente la loro campagna elettorale sarà strettamente legata alla battaglia per l'affermazione dei quesiti da loro proposti ed ammaessi dalla Corte Costi-tuzionale. C'è molto interesse intorno al risultato che avranno, per capire se l'exploit delle Europee sia da considerarsi un caso particolare o se esso abbia costituito l'avvio di un processo di forte ridefinizione del quadro politico nazionale e regionale.
Scontata è poi la presenza di Rifondazione Comunista, che correrà sicuramente da sola nel proporzionale ed anche nel maggioritario.
Una conclusione? Per ora, si ha la sensazione che, anche per la Toscana, a tenere ban-co siano proprio quelle questioni di carattere generale legate all'evoluzione dei poli politici.
Staremo a vedere!
Franco Sepinacci.
Lista autonoma del CDU

Iole Vannucci (nella foto) è l'unico Consigliere regionale toscano su cui può contare in questo momento il CDU di Buttiglione.
Malgrado sia rimasta sola a difendere i "colori" di questo partito, la Vannucci non ha mai smesso di lottare per far sentire la sua voce a favore dei temi vicini alla gente, quali la sicurezza, la famiglia.
Candidata per le prossime consultazioni del 16 aprile Iole Vannucci si dice convinta di poter proseguire su quella linea di coerenza politica che l'ha contraddistinta fino ad oggi.
Alla Vannucci il nostro giornale ha rivolto alcune domande.
Ecco il testo dell'intervista.
Come si presenta il CDU in Toscana?
Nella linea del Centro-Destra, quindi collegato al candidato-presidente Altero Matteoli.
Collegato va bene, ma come?
Con una lista autonoma contrassegnata dallo scudo crociato.
Il logo vede anche la scritta PPE insieme a quella Cristiano Democratici Uniti. Perchè?
E' un modo "grafico" e visibile per collegare meglio il disegno politico del Partito Popolare Europeo alle strategie interne del CDU.
E' anche un riconoscimento alla politica europea di Silvio Berlusconi?
Direi di sì nella misura in cui Berlusconi ha capito che occorreva superare le dimensioni del Polo stile '94 ed allargarle in maniera consistente.
Dove sarà presente il CDU?
In tutte le province della Toscana. Non potrebbe essere altrimenti.
Candidati-leaders?
Tutti siamo impegnati a far valere le nostre ragioni spiegando che i nostri sono voti alternativi alla sinistra.
Lei dove si candida?
Nelle province di Firenze e di Pistoia.
Ci risulta che si candida anche Giorgio Fanfani (figlio del mitico Amintore) che attualmente ricopre l'incarico di assessore al lavoro della Provincia di Roma. Si tratta di una candidatura molto significativa per i nostri "colori". Lo potranno votare gli elettori delle province di Siena, Arezzo, Grosseto.
Consigliere: speranze, illusioni, aspettative. Come dobbiamo definire la prossima "avventura" elettorale?
Direi speranza di far bene per il futuro della gente. Il mio slogan, infatti, è questo:"sorridi al futuro della Tua Toscana".
Su cosa puntano i suoi obiettivi?
In primo luogo sul rilancio della Toscana perchè possa fare un salto di qualità dopo il lungo periodo di "stasi" dovuto alla continuità gestionale della sinistra. Occorre ricordare che la Toscana è una terra ricca non solo di patrimonio artistico ma anche sociale. E su questo occorre puntare con decisione.
Per cambiare cosa?
Il modo di fare politica, ormai "assuefatto" a certe logiche, come ha dimostrato ampiamente la recente relazione del Procuratore Regionale della Corte dei Conti.
Quindi è un chiaro invito a votare...
Non c'è alcun dubbio. Noi puntiamo sopratuttto sulle persone che credono nei principi della solidarietà e della sussidiarietà. Quelli reali, non quelli a parole come professati dalla sinistra.
Questa vuol essere una critica alla gestione della Giunta regionale uscente?
Non c'è alcun dubbio. Prendiamo il tanto decantato federalismo, ebbene il trasferimento di compiti agli enti locali non ha portato conseguenze concrete perchè la Regione ha continuato a gestire indirizzi e fondi.
Prendiamo la famiglia: non viene mai considerata quale interlocutore sociale. Al centro del rapporto Stato-soggetto sociale viene posto l'individuo e non la famiglia.
Eppure ogni atto politico-amministrativo ha una ricaduta sulla famiglia: ambiente, energia, rifiuti, etc.
E sulle infrastrutture...
Peggio che mai. Della variante di valico si è presa ogni traccia malgrado la Firenze-Bologna continua ad essere un inferno; della terza corsia autostradale attorno a Firenze se ne parla sempre meno per l'opposizione dei comuni interessati; del prolungamento della Grosseto-Civitavecchia si parla solo in termini di ... pedaggio sul tratto esistente dell'autostrada; del sistema ferroviario trasversale sembra leggere un libro dei sogni....
C'è anche la questione aeroportuale!
Si dovrebbe stendere anche qui un velo pietoso sui comportamenti della Giunta, ma non è possibile.
E' uno scandalo che si continui a tenere in naftalina la questione dell'aeroporto di Peretola, che ha bisogno, e non da ora, di essere adeguato alle nuove esigenze del trasporto aereo.
In occasione della discussione del nuovo PIT (Piano di indirizzo territoriale) avevo proposto di inserire, con chiarezza, la questione della messa in sicurezza dell'aeroporto di Peretola, ricevendone un rifiuto dalla maggioranza.
Elena Carbone
La Provincia di Firenze deve costituirsi parte civile nei confronti di tutti coloro che verranno giudicati responsabili di irregolarità nella gestione della missione Arcobaleno.
E' quanto richiesto in una mozione presentata
nei giorni scorsi dal consigliere della Provincia di Firenze Ales-sandro
Corsinovi
(CCD).
Secondo il consigliere l'azione è necessaria per "dare un segnale forte nei confronti di chi ha speculato sulla generosità dei cittadini e di tante associazioni che si attivarono per la più imponente iniziativa di solidarietà, alla quale avevano contribuito milioni di italiani e una larga parte della popolazione del territorio provinciale".
Corsinovi chiede pertanto alla Giunta provinciale di autorizzare il presidente Gesualdi a disporre che l'Avvocatura provinciale si costituisca parte civile nei confronti di chi a vario titolo sarà chiamato in giudizio per reati compiuti nell'ambito della missione.
Questo atto - secondo Corsi-novi - deve essere fatto subito, indipendentemente dagli eventuali ulteriori sviluppi che potrebbero coinvolgere anche altre persone. Non è infatti escluso, sostiene il capogruppo CCD, che prima o poi possano essere chiamati a rispondere anche rappresentanti dello stato e uomini di governo.
Se si vuole fare un gesto significativo questa decisione deve essere presa adesso altrimenti c'é il rischio che, per difendere questa o quella parte politica, qualcuno ci ripensi.
Avuta notizia del deposito della mozione in Consiglio provinciale abbiamo chiesto a Corsinovi di illustrarla ai nostri lettori.
Ecco il testo integrale della sua dichiarazione:
"Un movimento di solidarietà così vasto è stato possibile grazie alla generosità del popolo italiano e di tutti coloro che in prima persona si sono impegnati in Italia e direttamente in terra albanese.
L'anello debole della catena della solidarietà erano lo Stato e le sue articolazioni organizzative che hanno dimostrato i loro limiti: uomini e coordinatori spesso improvvisati non avevano specializzazione adeguata in questo settore. C'è stata una organizzazione logistica confusa, in parte affidata ai militari e in parte a funzionari pubblici prestati a compiti per i quali non erano idonei.
Qualcuno ha fatto il proprio dovere altri no.
Una grande responsabilità c'è stata anche nel voler far finta che i problemi non esistevano: quello dei container, quello delle carenze nei rifornimenti, quello molto grave della presenza assillante della mafia e della illegalità diffusa che molti dirigenti e responsabili alle dirette dipendenze dello Stato hanno sottovalutato, e in qualche caso tollerato, fino ai limiti della connivenza.
Ci sono stati errori e non volerli ammettere, negando l'evidenza per paura di sminuire l'importanza della solidarietà italiana: è stato im-perdonabile!
In questo tipo di operazioni di protezione civile chi le cose le conosce davvero (come ad esempio i volontari delle misericordie, delle pubbliche assistenze e dell'associazionismo) sa che anche gli errori sono inevitabili e che c'é sempre qualcosa da imparare per migliorare.
L'ex responsabile della struttura di protezione civile delle Misericordie, il fiorentino Andrea Cavaciocchi, ai primi di settembre su Panorama denunciava pubblicamente, inascoltato, le disfunzioni e le manovre sospette sull'organizzazione della Missione Arcobaleno.
Per ringraziamento e per non inimicarsi il governo lo hanno "silurato" ma gli sviluppi delle indagini giudiziarie oggi gli danno ragione.
Cavaciocchi (e non Barberi) meriterebbe davvero di passare alla storia per quello che lui e i volontari delle misericordie hanno fatto laggiù e per essere stato uno dei pochi che ha avuto il coraggio di dire come stavano le cose.
Molti, soprattutto all'interno dell'associazionismo e delle organizzazioni del volontariato finita la missione, hanno espresso la volontà di aprire una riflessione su quanto era accaduto proprio per prendere coscienza degli errori che c'erano stati e farne tesoro per il futuro.
Ma la scelta del Governo di continuare a sostenere la tesi che tutto era andato bene e a suonare la grancassa di una auto-esaltazione quasi paranoica ha rovinato tutto.
Ora è giusto che chi ha sbagliato paghi e chi ha rubato si faccia un bel po' di galera. Ma viene da chiedersi: il concetto del "non poteva non sapere" (che in questi ultimi anni i magistrati hanno applicato devastando una sola parte della politica italiana) verrà usato per Franco Bar-beri, ex sottosegretario alla Protezione civile? Per il suo diretto superiore Massimo D'Alema, presidente del Consiglio dei Ministri? Per gli ex ministri degli Interni Rosa Russo Iervolino, degli Esteri Lamberto Dini, della Difesa ... e per i loro relativi sottosegretari? E per tutti gli altissimi funzionari governativi che hanno gestito la Missione Arcobaleno?
Oppure pagheranno solo il "biondino arrogante" e la sua segretaria?
Questa seconda eventualità sarebbe ancora più grave e clamorosa dell'entità stessa dello scandalo!
..
Barbaro (DS) Punire i responsabili
Mentre a livello nazionale (D'Alema in testa) la maggioranza continua a parlare di "fiore all'occhiello" per la Missione Arcobaleno, in periferia spira un vento diverso. Forse perchè si vive più da vicino la tristezza di volontari che si sentono coinvolti nella vicenda, loro malgrado.
In questo ambito si colloca, ad esempio, la presa di posizione del consigliere comunale di Firenze, Antongiulio Barbaro, che ha espresso un pensiero molto preciso: "punire gli eventuali colpevoli ma non gettare fango su tutto il mondo del volontariato".
Barbaro ha aggiunto che "occorre ricordare che, nel difficilissimo contesto dell'Albania, la Missione Arcobaleno ha mobilitato 5000 volontari italiani, garantito assistenza e rifugio a 60 mila profughi del Kosovo, ha finanziato 102 progetti specifici realizzati o proposti dalle O.N.G., le &laqno;organizzazioni non governative», per un totale di 132 miliardi raccolti con le donazioni dei cittadini".
Secondo Barbaro "occorre avere la capacità di distinguere".
Trasferite le competenze al Circondario Empolese Valdelsa
Il Consiglio provinciale di Firenze, a maggioranza, ha trasferito lunedì scorso (con decorrenza 01/02/00) le competenze al Circondario Empolese Valdelsa.
E con esse anche risorse finanziarie per 2,5 miliardi. I dipendenti saranno 64.
Queste le funzioni trasferite:
1) La gestione delle funzioni dell'Am-ministrazione Provinciale in materia di Formazione professionale, Politiche del Lavoro e Sociali, comprese le competenze recentemente trasferite dal Ministero del lavoro alla Provincia con la sola eccezione delle funzioni che per loro intrinseca natura debbono essere esercitate in modo unitario a livello provinciale; questo è il caso delle funzioni e dell'attività della Commissione Provinciale Tripartita, almeno fino alla eventuale costituzione - da parte della Regione Toscana - di una Commissione a livello Circondariale, nonché del progetto sperimentale circa il potenziamento del sistema di collocamento mirato alle varie tipologie di svantaggio sociale.
2) La gestione ordinaria e straordinaria dell'attuale demanio della viabilità provinciale compreso all'interno del territorio circondariale; più precisamente: in tema di viabilità, è assegnata al Cir-condario la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria e dei relativi manufatti; la progettazione, appalto, realizzazione in economia di interventi sulla rete esistente nonché nuove infrastrutture; la direzione lavori; la promozione e gestione di accordi di programma, convenzioni e intese con soggetti pubblici e privati per la realizzazione di nuove opere.
Per quanto riguarda le nuove opere previste nel piano investimenti per gli anni 2000-2002 e successivi afferenti all'area del Circondario ci penserà la Provincia e dei suoi uffici che provvederanno su segnalazione e impulso e in coerenza con le richieste del Circondario.
Il Circondario curerà direttamente, utilizzando il personale assegnato, a tutte le procedure per i lavori finanziati con risorse proprie o trasferite.
Resta di competenza della struttura centrale dell'Amministrazione Provinciale il completamento degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria finanziati dal bilancio 1999 e precedenti. Ricadendo la competenza del Circondario sull'intera rete viaria dell'ambito territoriale, sotto la responsabilità dei Centri Operativi di Castelfio-rentino e di Bassa, sarà trasferita al Circondario una quota del personale del Centro Operativo di Montagnana corrispondente alla parte di operatività di quel centro sulle strade circondariali.
E' assegnata al Circondario tutta l'attività amministrativa di istruttoria e valutazione delle domande di concessione in materia TOSAP. Resta di competenza della provincia il rilascio delle concessioni e l'attività di accertamento.
E' assegnata al Circondario la programmazione, l'autorizzazione e la vigilanza amministrativa sulle autoscuole.
Spettano al Circondario il rilascio delle autorizzazioni al transito di trasporti e/o veicoli eccezionali sulle strade circondariali.
In materia di trasporto pubblico locale è assegnata al Circondario la programmazione e pianificazione; la concessione all'esercizio dei servizi di linea e il controllo della qualità e della regolarità del servizio; l'assegnazione di contributi agli enti locali ed alle aziende, per l'esercizio dei servizi e per investimenti su infrastrutture e mezzi.
Per quanto riguarda la programmazione e pianificazione dell'emergenza e connessa attività di controllo verso le strutture provinciali di Protezione Civile, trattandosi di attività in corso di formazione, la stessa rimarrà in carico alla Provincia, che la eserciterà di concerto con il Circondario.
3) La gestione del patrimonio dell'Am-ministrazione Provinciale esistente nel territorio del Circondario compreso il patrimonio scolastico degli istituti di scuola media superiore. E' assegnata al Circondario anche la gestione dei servizi impiantistici del patrimonio scolastico, per la cui gestione il Circondario potrà avvalersi del personale specializzato della Provincia.
Per quanto riguarda le nuove opere, le procedure, e il completamento degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria finanziati dal bilancio 1999 e precedenti vale quanto detto per la viabilità.
4) La competenza relativa al turismo, in particolare le funzioni delegate dalla Regione Toscana in materia di strutture ricettive e di agenzie di viaggio. Rimarrà di competenza provinciale la rilevazione dei movimenti turistici, salvo verificarne le possibilità di decentramento a livello di Circondario in un secondo tempo. Si rinvia a successive intese la materia della gestione delle A.P.T. Sono inoltre assegnate al Circondario le competenze relative allo sport; in particolare la gestione delle attribuzioni regionali, la gestione degli impianti sportivi scolastici in orario extrascolastico, la promozione dell'attività sportiva e motoria.
Sono poi assegnate al circondario le competenze relative a beni culturali e iniziative culturali; in particolare le funzioni attribuite alla Provincia dalla L.R.14/95 con la conseguente programmazione e gestione degli interventi di cui alla L.R. 35/99 relativa a biblioteche ed archivi, alla L.R. 61/98 relativa agli interventi sul patrimonio storico-artistico e alla L.R. 89/80, dovranno trovare sistemazione in un'apposita intesa da raggiungere alla luce delle somme che saranno determinate ed in considerazione degli indirizzi da emettere a cura della Regione Toscana.
5) Le competenze relative alla Pubblica Istruzione, in particolare: realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici degli istituti di istruzione secondaria superiore nonché le spese varie di ufficio, per l'arredamento, per le utenze; proposte alla Regione per la programmazione dell'edilizia scolastica; istituzione, aggregazione, fusione e soppressione di scuole; piano di utilizzazione degli edifici e di utilizzo delle attrezzature d'intesa con le istituzioni scolastiche.
6) Le seguenti funzioni in materia di pianificazione territoriale di competenza provinciale, più precisamente: la formazione, aggiornamento e gestione del quadro conoscitivo dei dati territoriali; l'aggiornamento dei programmi regionali aree protette e la gestione della Riserva del Padule di Fucecchio; i progetti attuativi del Piano Territoriale di Coordinamento in campo paesistico, ambientale, insediativo e infrastrutturale; l'attività di controllo in materia urbanistico edilizia; la partecipazione ai processi di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale comunale; la valutazione della conformità urbanistica e di impatto ambientale delle opere di trasformazione territoriale; l'approvazione dei programmi di attuazione degli interventi in materia di bonifica e difesa del suolo; le autorizzazioni in materia di vincoli idrogeologici; disposizioni in materia di linee elettriche ed impianti elettrici; azioni volte alle sistemazioni idrauliche nell'area dell'ex Consorzio Idraulico del fiume Elsa, in particolare per la realizzazione della Cassa di Espansione Madonna della Tosse in Comune di Castelfiorentino, la cui progettazione rimane in capo alla Provincia di Firenze.
Dal 1° Aprile 2000 è invece assegnata al Circondario la competenza relativa all'ambiente.
Per quanto riguarda le funzioni e competenze in materia
di caccia, considerate le problematiche relative ai rapporti funzionali
con la ATC insistente sul territorio circondariale, si rinvia ad un'ulteriore
intesa attraverso la costituzione di una commissione paritaria da convocarsi
entro 60 giorni dalla data di esecutività della presente delibera.
Le competenze relative al settore agricoltura e pesca saranno oggetto di
una specifica intesa con i tempi e le modalità di cui al punto precedente.
..
o
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Giubileo: da Firenze a Londra è
tutto un Millennium flop!
Antonio Paolucci, soprintendente dei beni artistici e storici
di Firenze, ha lanciato un grido d'allarme sul "Giubileo-scaccia-turisti".
Paolucci sostiene -in una dichiarazione alla Nazione - che i turisti si
sono spaventati perchè
giornali
e televisioni hanno parlato di invivibilità delle città.
A parte il fatto che la cosa è vera, a meno che Paolucci non usi nè mezzi pubblici nè auto per muoversi dentro Firenze (lo chieda a coloro che sono costretti ogni giorno a circolare nelle aree di Gavinana e via Pisana!), al soprintendente vorremmo dire un paio di cose che potranno tranquillizzarlo.
In primo luogo le masse di pellegrini annunciate erano solo nella fantasia di coloro che avevano l'esigenza di farsi dare cospicui finanziamenti dallo Stato per risolvere annosi problemi locali; in secondo luogo che cosa è cambiato nelle risorse finanziarie dei cittadini del mondo (italiani compresi) perchè avrebbero dovuto sottomettersi a spese folli per girare l'Italia ed il mondo alla ricerca di riferimenti al Giubileo?
Non c'è alcun dubbio che la disoccupazione del 2000
è come quella del 1999; che l'economia non offre risorse suppletive
da destinare al divertimento (anche se giubilare!); le tasse ci assillano
sempre più e non ci lasciano spazi liberi per inserire spese per
divertimenti; insomma le ristrettezze del 1999 si sono ripresentate nello
stesso modo
anche nel 2000.
Un segnale forte, che qualcuno ha fatto finta di non capire, lo abbiamo avuto il 31 dicembre del 1999 (che giova ripetere è stato festeggiato come fine-millennio anche se non è vero!) quando abbiamo constatato che la maggioranza assoluta delle persone (fiorentini compresi) sono rimasti nella propria città, senza intraprendere avventurosi e costosi viaggi.
Ma a Paolucci vogliamo offrire un altro argomento per tranquillizzarlo: il disastroso flop subito dall'Inghilterra con la sua tanto osannata Cupola del Millennio.
Costata un occhio della testa (oltre 2.500 miliardi di lire!) quella Cupola avrebbe dovuto "staccare" biglietti a pagamento per essere visitata da almeno 12 milioni di persone nel 2000 per arrivare a coprire perlomeno le spese di costruzione.
Ebbene, mentre andiamo in macchina, in quella Cupola sono entrate appena 366.420 persone, che rappresentano meno di un trentesimo delle attese previste per il 2000. Tanto che il governo inglese ha versato alla società di gestione un contributo a fondo perduto di circa 100 miliardi di lire, che sono poca cosa rispetto al disastro economico che si annuncia.
Ebbene, la direttrice Jenny Page, accusata di non aver saputo gestire gli arrivi, si è dimessa dall'incarico.
Pensi, professor Paolucci, che la Cupola era stata inaugurata ufficialmente solo il 31 gennaio scorso!
Vogliamo trarre una conclusione?
Chi può, lo dica: il Giubileo resti una festa religiosa e non si pensi al business, tanto di gente in movimento ce ne sarà sempre di meno; in Inghilterra ci sono persone che hanno la dignità di lasciare l'incarico quando questo si annuncia fallimentare (in Italia ci si radica di più alla poltrona!); chi può faccia capire che le previsioni non si fanno per gioco, né per interesse personale (tutt'altro!) se non si vuole incorrere in questi flop ... annunciati da pochi e ... snobbati da molti.
Angelina Aino