L'ATTENZIONE ![]()
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Gli occhi del mondo si sono soffermati, con grande attenzione sul "vertice" di Firenze, dove alcuni leaders della politica mondiale hanno cercato di disegnare lo scenario prossimo venturo guardandolo da sinistra. Per il timore che il summit avesse uno svolgimento sottotono si è pensato bene di invitare Roberto Benigni che, con la sua carica prorompente, ha dato vitalità a tutti, distribuendo abbracci e baci senza alcun risparmio. Un'altra attrazione è stata rappresentata dalla notizia della quarta gravidanza della signora Cherie, ovvero della moglie di Tony Blair; che potrebbe far nascere un tosco-inglese essendo stato concepito, come si dice, proprio in Toscana in occasione delle vacanze estive della coppia inglese. Sarà un bambino da studio psicoanalitico per capire come si combinano i geni toscani e quelli inglesi!
I risultati del summit? Modesti, anche se utili per "fare scena" e perchè no per tirare un pò su di morale alcuni premier un pò abbacchiati.
Ma la disperata ricerca di nuovi programmi, guarda un pò, invece di trovare una soluzione a Firenze si è spostata a Catania, dove si è svolto (in sordina, perchè oscurato dal summit di Firenze) un importante appuntamento dell'Anci (l'Associazione dei comuni d'Italia) che a noi interessa molto da vicino.
Non solo perchè la rielezione di Enzo Bianco (portavoce de I Democratici) alla guida dell'organismo dimostra continuità e compattezza dell'Anci stessa, ma perchè, cosa più importante, è sfuggita, almeno per ora, alla cosiddetta "grande stampa" (televisione compresa); si è consolidata la tendenza degli amministratori degli enti locali (in questo caso i 6700 sindaci italiani) a porsi da protagonisti nello scenario politico dando vita ad un proprio e vero "partito trasversale".
Che è qualcosa in più di quello che era accaduto di recente a Genova dove si erano riuniti solo gli amministratori del centro-sinistra per fare loro proposte in alternativa a quelle del Governo centrale. A Catania, infatti, lo scenario è molto più articolato, tanto è vero che il presidente rieletto aveva proposto alla carica di presidente del Consiglio Nazionale il sindaco di Foggia, Paolo Agostinacchio, di An. Al centro-destra andranno comunque due vice-presidenti su 4.
&laqno;I sindaci sono persone che capiscono le cose al volo; sono disposti a votare un presidente riprende Bianco soltanto se sono soddisfatti di quello che ha realizzato."
Che significa? Un messaggio "trasversale" al
Governo ed al suo Premier? Chissà!
Francesco Canosa
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La riforma pensioni e il "tempismo" di D'Alema
Accelerare o non accelerare? Questo è il dilemma del centro-sinistra, a proposito di pensioni.
Come è logico attendersi, è sulle questioni strutturali, dietro alle quali si annidano gli interessi delle basi elettorali dei partiti, che risultano più fragili le alleanze politiche. Ma se, a tutto questo, si aggiunge l'imminenza di una consultazione elettorale, ecco che le divergenze sono sempre sul punto di trasformarsi in vere e proprie lacerazioni interne.
Così, la recente dichiarazione di D'Alema sulla necessità di accelerare le verifiche sulla riforma Dini per favorirne una più rapida entrata a regime -dichiarazione fatta durante il vertice fiorentino con alcuni leaders delle sinistre (o centrosinistra) al governo di vari Paesi del mondo e con Bill Clinton, ed a pochi giorni dalle suppletive di fine novembre- ha immancabilmente scatenato le polemiche non solo con i sindacati ma anche all'interno della maggioranza.
Sul merito di questa uscita di D'Alema e sulla sua opportunità alla vigilia di una consultazione elettorale, abbiamo voluto sentire il parere dei consiglieri regionali toscani in quota ai partiti di centro-sinistra che governano il Paese.
Ne riportiamo quasi integralmente le affermazioni, perché
su un tema così delicato anche le sfumature hanno il loro valore.
Iniziando con il partito dello stesso D'Alema, i Diesse, che costituiscono
la forza di maggior peso dell'assemblea regionale. 
"Il rapporto con le elezioni -commenta il capogruppo Vittorio Cioni- lo trascuro totalmente, nel senso che se in Italia si dovessero dire e fare le cose solo quando si è lontani dalle elezioni, non si direbbe e non si farebbe più nulla. Quindi non c'entra niente questa dichiarazione con le elezioni e il loro risultato".
"Sono in disaccordo sul merito della proposta di
D'Alema -osserva comunque Cioni- anche se le precisazioni fatte ieri sera
rimettono la questione su binari più giusti, che sono quelli della
necessità del Governo di procedere in termini più rapidi di
quelli previsti dalla legge di riforma a realizzare i risultati finali
e le esigenze delle organizzazioni sindacali, per me condivisibili, di rispettare
modi e tempi con
cordati".
Non proprio identica è la posizione del suo compagno di partito Sirio Bussolotti, che afferma "sarei dell'opinione che più che annunciare spesso l'esigenza di riformare, sarebbe necessario capire come si vuole riformare".
Per quanto riguarda poi la questione dell'intempestività
di D'Alema, Bussolotti dice che "in generale, in un momento di fibrillazione,
è meglio procedere con dichiarazioni caute; tuttavia, le stesse dichiarazioni
di D'Alema le aveva fatte qualche giorno prima Fazio e tutte le forze sindacali
che ruotano attorno alla Cisl, che si sono schierate contro le dichiarazioni
di D'Alema, avevano applaudito il governatore della Banca d'Italia, salutandolo
come ipotetico nuovo leader. Quindi, la cautela andrebbe mantenuta da più
parti". Ad ogni modo, conclude Bussolotti, riguardo al rischio di ripercussioni
negative sulle elezioni sup
pletive,
"se non vi è chiarezza, il pericolo sussiste".
Un applauso a D'Alema viene invece dal capogruppo dei Verdi, Tommaso Franci, che afferma "D'Alema è una persona seria, che dice ai cittadini chiaramente quali sono le scelte migliori per il Paese, dal suo punto di vista". "Uno che -aggiunge Franci- non le manda a dire dietro e non lo fa dopo che ci sono state le elezioni".
Per quanto concerne poi, in linea di principio, l'opportunità
di accelerare la riforma pensionistica, ecco quanto sostenuto dal consigliere
dei Verdi: "prima si allinea, senza penalizzare nessuno, l'equilibrio
del sistema previdenziale del Paese ai trend demografici e sociali, più
è un vantaggio per il Paese e per le generazioni future".
Più circostanziata la posizione di Olivo Ghilarducci, capogruppo del Ppi, che innanzi tutto osserva: "sono convinto che queste questioni così importanti bisogna smetterla di trattarle come flash che creano disagi e aspettative", anche perché, aggiunge, "le aspettative in campo economico sono cose che contano" e con esse "non sempre si riducono i problemi". "Al di là di questo -prosegue Ghilarducci- il problema va affrontato in maniera seria con tutte le componenti con cui sono stati definiti i patti: la concertazione è un elemento ormai assunto come basilare". Infine, a proposito del momento scelto da D'Alema per rilanciare la questione, l'opinione di Ghilarducci è la seguente: "non credo all'influenza delle dichiarazioni sulle elezioni. L'elettorato sceglie per ben altri motivi, le scelte degli elettori sono molto più fondate di quanto si crede".
E veniamo ai due partiti che rappresentano, per così dire, i "corni opposti" del dilemma pensionistico, in seno alla maggioranza di Governo. Vale a dire, da una parte, i Socialisti Democratici Italiani che, sulle orme del ministro Giuliano Amato, sono tra i più accaniti sostenitori della necessità di accelerare il processo di riforma e, dall'altra, i Comunisti Italiani, che non sono mai sembrati particolarmente affezionati alla riforma Dini.
Secondo il
rappresentante dello Sdi in Regione, Vincenzo Caciulli, della necessità
di accelerare i tempi semmai "è pericoloso non parlarne, perché
il nodo delle pensioni è fondamentale per avere, da un lato, la certezza
stessa nel prossimo futuro di un sistema previdenziale e, dall'altro, perché
sia un sistema previdenziale più moderno". Infatti, commenta
Caciulli, "spesso si sente parlare di pensioni di anzianità,
ma in realtà si tratta di pensioni di giovinezza, che non sono reiterabili
per le altre generazioni". Dunque, "credo che D'Alema faccia bene
a porre il problema". Anche perchè, il pericolo di ripercussioni
elettorali, a suo parere, non sussiste: "quando si riforma per conto
dell'interesse generale, alla fine si trova più consenso".
Opposta, su tutta linea, è naturalmente la posizione
di Nino Frosini, capo-gruppo regionale dei Comunisti Italiani, che esordisce
così: "le dichiarazioni di D'Alema, rilasciate durante il vertice
fiorentino, sono prima di tutto profondamente sbagliate, perché quella
legge sulle pensioni, che pure noi Comunisti continuiamo a ritenere una
legge sbagliata e che senza pentimenti di sorta continuiamo a definire una
'controriforma', prevede comunque delle scansioni temporali ben definite
ed inequivocabili. Pertanto, prima del 2001, data in cui è prevista
una verifica, e sottolineo verifica, dei risultati prodotti, non si può
nemmeno parlare di rivedere alcunché". Inoltre, continua Frosini,
"a questo grosso sbaglio", si aggiunge "una considerazione
circa l'evidentissima inopportunità" del momento. Ma, ripete,
"l'elemento fondamentale è rappresentato dallo sbaglio in sé".
Lorenzo Sandiford
Il polo fieristico ed espositivo fiorentino diventa realtà.
Un accordo fra Regione, Comune, Camera di commercio e Firenze Expo prevede l'ingresso della società Centro affari Firenze nella società per azioni Firenze Expo, completando così il cammino cominciato un anno fa con la legge regionale che ha sancito la nascita della nuova società di gestione del polo fieristico, nata dalla fusione fra Sogese e Centro congressi.
L'accordo (sottoscritto dall'assessore regionale alle attività produttive Mauro Ginanneschi, dall'assessore allo sviluppo economico del Comune Francesco Colonna, dal presidente della Camera di commercio Luca Mantellassi) prevede la fusione della società per azioni Centro affari Firenze (Ceaff) con la società Firenze Expo, cui verranno conferiti l'immobile del Palazzo degli affari e il ramo d'azienda.
La fusione avverrà attraverso un aumento di capitale che non comporterà, però, una sostanziale modifica dei rapporti interni fra le componenti presenti all'interno di Firenze Expo già previste dai patti societari.
Il pacchetto azionario eccedente verrà infatti "congelato" attraverso un "patto di sindacato".
Nell'accordo si precisa inoltre che, qualora dovessero entrare in Firenze Expo gli altri soggetti pubblici previsti dalla legge regionale (Comune e Camera di commercio di Prato e Camera di commercio di Pistoia), ciò avverra' attraverso apposito aumento di capitale, con l'emissione di nuove azioni.
"Non possiamo che essere soddisfatti da questo accordo - commenta l'assessore Ginanneschi - perchè rappresenta l'atto conclusivo di un lavoro svolto in collaborazione con Comune e Camera di commercio di Firenze per costruire il polo espositivo fiorentino, unificandone e razionalizzandone la gestione economica.
Si tratta di un passaggio essenziale per fare di Firenze expo un centro fieristico-congressuale di livello internazionale, fortemente radicato nella realtà economica del territorio e fortemente competitivo sui mercati mondiali".
La societa' Firenze Expo conta 32 dipendenti e nel '98 ha avuto un fatturato di 32 miliardi di lire.
Il Centro affari Firenze ha 18 dipendenti e nel '98 ha realizzato 4 miliardi di fatturato.
Questo accordo è il migliore possibile per la valorizzazione di Firenze Expo che, con l'aumento di capitale attuale e con quelli che si realizzeranno in seguito alle future fusioni con i soggetti pubblici previsti dalla legge regionale, consentirà alla società di raggiungere un patrimonio netto di circa 45 miliardi di lire. L'assessore Giannneschi, insieme al collega di Palazzo Vecchio France-sco Colonna e al presidente della Came-ra di commercio ha inoltre annunciato un secondo importante risultato per il futuro espositivo di Firenze.
Un lavoro sinergico Regione-Comune ha portato a sciogliere , come ha spiegato Colonna, i nodi che ancora impedivano alla Biennale di usufruire del finanziamento di 1 miliardo e 700 milioni stanziato dalla Regione e a chiarire "che da parte della Regione non c'era alcun blocco di natura politica".
"Si trattava - ha aggiunto Ginanneschi - solo di individuare le modalità per una rendicontazione che consentisse una lettura univoca della documentazione".
Un altro risultato importante che, come ha sottolineato anche il presidente
Mantellassi, "apre la strada a una seconda fase che vedrà per
la Biennale una nuova veste giuridica e un allargamento dell'ottica che,
anche nel nome, non sarà più limitata al settore moda ma
avrà orizzonti più ampi".
..
Il ruolo fondamentale dei geologi per evitare disastri
Con l'arrivo della cattiva stagione tornano a galla i soliti rischi di frane e inondazioni che negli ultimi anni sembrano essere aumentati, come appare da una recente indagine secondo la quale due comuni su tre sono a rischio idrogeologico e la cementificazione cresce in maniera vertiginosa incrementando tale rischio.
In più quando avvengono fatti gravi come il crollo del palazzo
di Foggia ci si domanda come possiamo tutelarci, quale è lo stato
reale del territorio, cosa si è fatto e cosa si fa per prevenire
questo ed altri tipi di calamità naturali.
Per saperne di più abbiamo rivolto alcune domande al Presidente del' l'Ordine dei Geologi della Toscana, Giovanni Morabito.
"La nostra regione dal punto di vista geologico è sicuramente una regione a rischio sia per l'aspetto sismico sia per quello legato alla delicata situazione idrogeologica ed idraulica di alcuni versanti e bacini.
Dal punto di vista normativo le cose sono migliorate dal 1981 quando, in seguito al disastroso terremoto dell'Irpinia, uscì una legge (D.M.21.1.81), che obbligava chiunque volesse costruire a presentare insieme al progetto anche una relazione geologica. Infatti con la conoscenza dei dati stratigrafici, litotecnici e geotecnici della zona in generale e di quella di pertinenza della costruzione in particolare, si mette il progettista nelle condizioni ottimali per calcolare e progettare correttamente ed in tutta sicurezza le fondazioni della costruzione.
Spesso però la Legge viene disattesa: la relazione geologica non è presente tra gli elaborati progettuali o succede anche che viene compilata da altri tecnici non geologi prendendo a riferimento vecchie carte geologiche redatte per altri usi, che servono a poco o addirittura sono fuorvianti.
Ad esempio, un terreno che su una carta geologica a piccola scala viene segnato calcareo e quindi adatto per le fondazioni, nella realtà potrebbe essere ricoperto da uno strato di detrito con caratteristiche tutt'altro che favorevoli per la stabilità della costruzione."
Quindi lei vuol dire che alcune volte le relazioni geologiche non sono affidabili?
Dico che occorre stare attenti e valutare caso per caso ed ovviamente a prendere in considerazione solo studi geologici e geotecnici che fanno riferimento ad indagini effettuate per scopi urbanistici ed edilizi specie se le costruzioni sono poste su un pendio.
In Toscana per fortuna le cose procedono meglio che nel resto d'Italia grazie anche alla presenza del geologo in commissione edilizia (abbiamo il geologo in 285 Comuni su 297 ) che svolge un ruolo di verifica sulla qualità della prestazione.
Del resto ogni Comune dovrebbe avere, secondo una delibera della Giunta Regionale che risale al 1985, la cartografia tematica che illustra la situazione di pericolosità idrogeologica ed idraulica di tutto il territorio comunale. Questa esigenza è stata ribadita dalla recente Legge urbanistica regionale 5/95, denominata non a caso "Norme per il governo del territorio". Purtroppo spesso i Comuni per mancanza di risorse tendono a "risparmiare" e qui dovrebbe intervenire la Regione sostenendo con i finanziamenti i buoni principi postulati dalla legge.
Si è parlato molto del "fascicolo casa" anche in relazione al crollo di Foggia, ci può spiegare di cosa si tratta?
E' una buona iniziativa ed è importante che il documento venga compilato con la collaborazione di tutti i tecnici.
Bisogna evitare costose generalizzazioni e pericolose semplificazioni, concentrando gli sforzi su quegli edifici che per ragioni oggettive (strutturali e/o per il contesto geologico) si trovano in condizioni di rischio. Particolare attenzione va posta nei centri storici e per le costruzioni su pendii che non sono mai state oggetto di verifica geologica e geotecnica, come nel caso delle costruzioni abusive.
Lei dice che tutto ciò che è stato costruito prima del 1981 andrebbe ricontrollato?
Sì perché molti edifici sono situati in zone che all'epoca non erano considerate a rischio sismico. In Toscana molti edifici sono stati adeguati alla normativa sismica, ma ancora resta molto da fare. Un'ottima iniziativa quella della Regione Toscana che in zone ad alto rischio come la Lunigiana e Garfagnana sta attuando il progetto V.E.L. (valutazione effetti locali) cercando di capire attraverso ricognizioni geologiche e geotecniche come l'effetto del sisma venga amplificato a seconda della copertura geologica.
E per quanto riguarda i rischi idrogeologici relativi alle costruzioni cosa ci può dire?
Ripeto, anche se la Toscana, come normativa, è sicuramente più avanti rispetto ad altre regioni, esistono parecchie situazioni a rischio. Impossibile fare un elenco tali e tante sono le cause che determinano obiettive situazioni di pericolosità in divenire. Occorre da parte dell'Amministrazione comunale un serio ed attento controllo per prendere atto di tutti quegli interventi sul territorio che possono causare variazioni dell'equilibrio idrogeologico. Ad esempio regolamentare le procedure di autorizzazione per lo scavo dei pozzi, anche quelli per uso domestico, è doveroso per evitare il grande abusivismo di cui oggi è afflitto questo settore con conseguenze incontrollabili sul bilancio idrologico. Ricordiamo inoltre che togliere acqua ad un terreno a volte può causare dissesti per cedimento del terreno stesso.
Quindi le leggi ci sono e vanno bene ...
Devono essere rispettate e casomai migliorate nel senso che andrebbero indicate più nel dettaglio il tipo di prove geognostiche e geotecniche da effettuare per i vari interventi. L'Ordine dei geologi della Toscana ha emesso degli standard di lavoro per orientare i colleghi a tal proposito. E' necessaria una collaborazione tra Enti locali ed Ordini professionali con l'intento di promuovere in ogni circostanza il concetto che spendere denaro per un progetto o una prestazione professionale di qualità è un investimento e non un costo.
Lei aveva fatto cenno alla necessità di una banca dati ...
Certo! Una banca dati a livello comunale sarebbe uno strumento utilissimo per tutti. Il Comune dovrebbe farsi carico di questa esigenza costituendo un ufficio ad hoc per registrare sistematicamente tutti gli studi ed indagini di qualsiasi tipo effettuate sul territorio. Tra l'altro si eviterebbero inutili sovrapposizioni di ricerca con ovvio risparmio di denaro e si metterebbero le generazioni future nelle condizioni di possedere dati preziosi per il controllo dell'evoluzione del territorio.
Nuovo grande "soffione" in provincia di Grosseto
ERGA, gruppo Enel, continua con successo nella ricerca di nuove opportunità
di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: nel quadro del
programma di sviluppo per il reperimento di fluidi geotermici, è
entrato recen
temente in produzione,
nel comune di Montieri, provincia di Grosseto, un pozzo a pro- fondità
di 2219m le cui eccellenti prestazioni, che lo classificano come uno dei
maggiori "soffioni" dell'area, fanno ben sperare per lo sviluppo
delle aree al margine della regione boracifera: la portata ha superato
le 150 tonnellate/ora di vapore ad una pressione di 40 Bar e circa 250°
C di temperatura.
Il fluido erogato dal pozzo entrato in funzione permetterà di produrre energia elettrica sufficiente a coprire i fabbisogni elettrici di oltre 4.500 famiglie con la riduzione di emissioni atmosferiche dovute alla riduzione del consumo di combustibili fossili per 34.000 tonnellate equivalenti di petrolio.
.R.C.
"Vicono" ai bambini in Italia
e nel mondo
250 milioni di bambini lavoratori nel mondo (in Italia
sono oltre 300.000); 130 mln privi di istruzione; 300 mila bambini soldato;
170 mln che soffrono di malnutrizione. E l'Italia, che cosa fa? 
Ogni anno i bambini in Italia sono vittime di 20.000 infortuni sul lavoro, le violenze sessuali nel 1998 (sempre in Italia) sono state un migliaio.
"L'Italia in tutte le sedi internazionali ha avuto un ruolo di traino nell'approvare le iniziative più avanzate, ad esempio la Convenzione dell'OIL contro lo sfuttamento del lavoro minorile", dice il ministro Livia Turco.
"Difende i diritti umani nelle sedi in cui si discute il commercio estero, come condizione per l'investimento in altri Paesi".
Inoltre, "l'Italia può fare molto potenziando i progetti di cooperazione con i bambini, le donne gli uomini dei Paesi più svantaggiati"
Ma nella "giornata dell'infanzia" celebrata la settimana scorsa, fa scalpore anche la denuncia dell'Unicef secondo cui gli Stati Uniti e la Somalia (priva però di go-verno) sono gli unici Paesi a non aver ratificato la Con-venzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia.
L'atto d'accusa è arrivato dall'americana Carol Bella-my, direttrice generale del-l'Unicef, a Oslo per la cerimonia del decimo anniversario della Convenzione. &laqno;È triste constatare che gli Stati Uniti, che si vantano di avere tradizioni democratiche e rispetto dell'individuo - ha detto la direttrice del fondo Onu per la protezione dell'infanzia - non abbiano ancora ratificato la Convenzione senza fornire alcuna spiegazione». Firmata nel novembre del 1989 ed entrata in vigore nel settembre del 1990, la Convenzione per i diritti dell'infanzia è stata ratificata finora da 191 Paesi medicinali».
Anche al palazzo dell'Onu di Ginevra si è svolta una celebrazione della Giornata dell'infanzia. Un centinaio di bambini hanno consegnato all'Alto commissario per i diritti dell'uomo, Mary Robinson, una scultura formata da 5.000 piccole pietre, simbolo della costruzione del mondo. Ogni pietra è stata scelta da bambini di tutti i Continenti.
Da parte sua, il presidente della Camera Luciano Vio-lante ha proposto di boicottare i prodotti di aziende e Paesi che sfruttano il lavoro e la prostituzione minorile. Ma non ci sono solo lati oscuri: &laqno;Nel nostro Paese, e in tutti quelli industrializzati, è stata finalmente avviata la politica per le famiglie. Ormai i temi dell'infanzia vengono affrontati in tutti i consessi internazionali».
Più pessimista il presidente del Senato Nicola Mancino, secondo cui &laqno;una nuova cultura dell'infanzia e dell'adolescenza stenta a farsi strada nel mondo adulto, in cui permangono pregiudizi e contraddizioni da rimuovere».
E oltre a ricordare i tanti problemi dell'infanzia, dagli abusi alla mancanza di servizi, dalle sacche di miseria e abbandono scolastico, so-prattutto al Sud, Mancino punta il dito contro la delinquenza minorile: &laqno;Penso ai molti bambini "invisibili", minori utilizzati per commettere reati da organizzazioni criminali, talvolta addirittura col consenso delle famiglie».
L'allarme di Mancino trova eco nei dati diffusi dal Telefono azzurro in un convegno che si è svolto ieri nella capitale: secondo il presidente dell'associazione, Ernesto Caffo, &laqno;le cifre più inquietanti riguardano lavoro nero e violenze». Sarebbero 300 mila i minori dai 6 ai 13 anni che lavorano ogni giorno in Italia. Ogni dieci minuti, uno di loro è vittima di un incidente, 55 infortuni al giorno, 20 mila all'anno. In aumento gli abusi sessuali: nel '98 ne sono stati denunciati 534 contro i 470 del '97 e i 305 del '96. Settanta casi di violenza su 100 si verificano all'interno delle famiglie. Non sono più rassicuranti gli altri dati: i 2.200 piccoli malati di Aids, le duemila giovanissime prostitute straniere. E ancora i duemila scolari che ogni anno abbandonano le elementari e i 18 mila che mancano all'appello delle medie inferiori. Il Telefono azzurro chiede al governo &laqno;tariffe più leggere per le linee telefoniche di servizio sociale che rischiano di sparire a causa dei costi troppo elevati».
Ma i problemi dei bambini non sono solo violenza e abusi: &laqno;Hanno diritto all'amore, all'attenzione dei genitori, ma anche a spazi in cui poter giocare in libertà», commenta Livia Turco, ministro della Solidarietà sociale.
E nella sua relazione, presentata ieri a Montecitorio, il presidente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia, Alfredo Carlo Moro rimarca: &laqno;Troppa "ossessione" sulle violenze fisiche e sessuali: all'opinione pubblica non viene mai presentato il bambino comune, con le sue ansie e solitudini». Moro sottolinea la tendenza della famiglia ad &laqno;adultizzare» i bambini e quella dei genitori &laqno;ad accampare diritti su di lui per gratificazioni personali. Tra i diritti dell'infanzia oggi maggiormente violati c'è quello ad essere compiutamente e serenamente bambino».
"Bisogna intervenire sulla quotidianità e i bambini hanno diritto al gioco", dice il ministro Livia Turco. "I no-stri condomini, parchi, cortili devono diventare spazi dove i bambini possano essere pienamente se stessi". Turco propone spazi in musei, aeroporti, autogrill.
E il preside di una scuola romana sostiene che "è fondamentale che in classe ci siano rapporti aperti, cordiali; che si instauri un clima di fiducia e, soprattutto, una nuova cultura dell'ascolto. Quello che talvolta è difficile costruire nelle famiglie, ma che, al tempo stesso, è una componente dell'insegnamento».
&laqno;I docenti sono in condizione di ravvisare situazioni di disagio tra i loro scolari. Il problema è trovare il modo giusto di intervenire.
.m.m.