L'ATTENZIONE

Editoriale

L'ironia dei "pupari"

 

Una volta c'erano i "pupari", giravano con il loro carrozzone per le piazze dei paesi e raccontavano storie strappalacrime a bambini, donne ed anziani che decidevano di fermarsi ad ascoltare.

Una volta finita la "rappresentazione" facevano il giro degli "spettatori" e con il loro cappello cercavano di raccogliere qualche soldo.

Quasi tutti si sentivano in dovere di fare un'offerta, anche coloro che, in fondo, non credevano più di tanto ai racconti del "puparo".

Costoro quando facevano la loro offerta pensavano che anche un "puparo" avesse diritto di vivere.

Poi, un pò alla volta quei "pupari" sono spariti e con essi abbiamo perso il gusto agli spettacoli di piazza, sinceri, profondamente umani.

Al loro posto sono entrati in scena nuove "marionette" e nuovi "pupari". Le marionette siamo sempre noi che veniamo "mossi" dai nuovi "pupari" ed accettiamo quello che ci propinano, spesso, troppo spesso, senza alcuna reazione.

Così ci dicono che la questione KGB si può chiarire con la costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta e noi ci crediamo; poi ci dicono che non c'è niente da indagare e noi ci crediamo. Sentiamo sulle nostre spalle la pesante ironia di uomini politici, giornalisti, "indiziati" vari e non sappiamo opporre che una passiva ... ironia.

Siamo al punto che ognuno si sente "puparo" e quindi libero di ironizzare. Non c'è quindi da scandalizzarsi se anche Mina, cantante famosa ed apprezzata, si sente in dovere di ironizzare sulla sua sparizione dalle scene sostenendo di averlo fatto dopo essere andata una volta a Mosca!

Per carità, nessuno ha pensato che solo per questo motivo Mina possa essere stata una spia! Ma lei, che pure ha scelto da tanti anni di far sentire la sua magnifica voce solo attraverso le canzoni, adesso si sente in dovere di ironizzare.

Come ironizzano quei milioni di telespettatori che applaudono Celentano in TV, dal quale noi ci teniamo lontani e quando lo desideriamo ascoltiamo le sue magnifiche canzoni da una cassetta.

Questo paese è così bravo a fare dell'ironia perchè non ha alcun interesse a sapere come stanno le cose. La verità è una stupida maniera per prendere eventuali conseguenti decisioni. Oh Dio, stiamo facendo dell'ironia anche noi.

Come l'ha fatto quella moglie che ha chiesto il divorzio dal marito ritenendolo una nullità perchè dopo avergli perdonato di non aver trovato il suo nome nelle liste della P2, di Gladio e di Tangentopoli, non è risucita a perdonargli di non essere neppure nella lista degli spioni del KGB!

Ha ragione Gillo Pontecorvo quando sostiene che non si possono fare film contenenti "valori" perchè questi sono ormai sepolti dalla muffa.

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Regione Toscana: sarà Verdini l'anti-Martini

 

Mentre il centro-sinistra, pur tra polemiche apparenti e mugugni silenziosi, ha dato il via libera alla candidatura a presidente della Regione Toscana a Claudio Martini, assessore regionale in carica alla salute, il centro-destra è ancora alla ricerca di un nome da proporre.

In maniera abbastanza palese Forza Italia ed AN hanno ingaggiato un braccio di ferro che potrebbe solo danneggiare entrambi i partiti.

I due schieramenti rivendicano il diritto ad esprimere il candidato dalle proprie file, adducendo ognuno le proprie motivazioni.

Il rischio più grosso, si fa osservare nel Polo da chi cerca il dialogo ad ogni costo, è quello di arrivare ad una candidatura debole così come è avvenuto per Palazzo Vecchio dove è stato favorito, proprio per questo motivo, Leonardo Domenici.

Per Palazzo Bastogi, quindi, se il Polo non si compatta e quindi non presenta un candidato autorevole, si tratta di prevedere, senza alcuno scarto di probabilità, la vittoria schiacciante per Martini ed il suo insediamento al posto di Vannino Chiti, presidente uscente e non ricandidato.

Eppure, questa candidatura passata "sul corpo" di Michele Ventura, adesso dirottato alla competizione del collegio elettorale del Chianti che dovrà esprimere il sostituto di Domenici (dimessosi da deputato dopo l'elezione a sindaco di Firenze), sembrava alla vigilia più debole rispetto a quella di Ventura e quindi apriva maggiori spiragli di competizione per il Polo di centro-destra.

Ma, le vicende di questi ultimi giorni sono piuttosto allarmanti per il centro-destra.

Vediamo meglio: Denis Verdini, Forza Italia, vice-presidente del Consiglio regionale, sembrava essere il candidato ideale da contrapporre a quello del centro-sinistra. Dalla sua parte, non solo la forza del suo partito ma anche la sua conoscenza della macchina regionale, l'esperienza acquisita, la capacità di presentarsi come candidato credibile, anche grazie alla sua professione di esperto del credito.

Dall'altra parte si opponeva Altero Matteoli, ex-ministro dell'ambiente del governo Berlusconi, coordinatore regionale di AN.

Per smussare gli angoli Verdini dichiarava di essere disposto a farsi da parte e ad avviare un confronto franco all'interno del Polo.

Sperando di ottenere che anche Matteoli facesse la stessa cosa.

Ma quest'ultimo dichiarava di considerarsi sempre candidato anche se non ancora indicato ufficialmente.

Era l'inizio della rottura?

Difficile dirlo. In questi momenti sono aperte due porte, una che riconduce ad interventi nazionali, ancorchè rifiutati dalla periferia, e quindi ad un dialogo diretto tra Berlusconi e Fini, un'altra che la ragione, a livello toscano, prenda il sopravvento sulle ambizioni personali e faccia percorrere al Polo una strada comune.

E' vero che ognuno è convinto di essere il candidato ideale, ma c'è chi fa osservare che in una regione "rossa" come la Toscana la strada sarebbe più facile per un candidato azzurro e non per un candidato di AN: da qui l'ipotesi più attendibile che Verdini possa essere rimesso in campo come anti-Martini.

Comunque, dovremmo essere vicini alla soluzione. I frenetici incontri di questi giorni stanno andando tutti a vuoto. Ma non c'è alcun dubbio che prima o poi vedremo un filo bianco uscire dal camino delle sale del Consiglio regionale dove i conclavi si sciolgono e tornano a riunirsi alla ricerca di una soluzione.


Francesco Canosa

 

 

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L'ATTENZIONE

La coalizione di centro-sinistra presenta Claudio Martini

candidato-presidente per la Regione Toscana

Alcuni rappresentanti della coalizione di centro-sinistra

 

 

Così com'era stato annunciato la coalizione di centro-sinistra ha presentato mercoledì scorso il proprio candidato-presidente alle elezioni regionali della prossima primavera.

Claudio Martini, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, si è presentato all'insegna dello slogan "innovazione nella continuità".

Nel senso cioè che partendo dal programma del 1995 di Toscana Democratica si tratta di proseguire le opere incompiute ed avviarne di nuove per stare al passo con i tempi che evolvono.

Per esempio impegnarsi per contrastare la crescita dell'astensionismo (intanto si chiede alla società civile di partecipare alla stesura del programma), proseguire sulla strada del federalismo; dare all'Europa l'impulso necessario per essere non solo un'Unione monetaria ma anche sociale, politica, dei cittadini.

Il programma, che sarà predisposto non solo con la partecipazione delle forze che compongono la coalizione ma anche, come abbiamo accennato, la società civile, sarà presentato in una Convention prevista per il prossimo 4 dicembre. Data che potrebbe anche slittare se non si sarà riusciti, per quel termine, a definire i dettagli di massima.

Sul rispetto dei tempi "pesa" la verifica già chiesta in sede di conferenza-stampa mercoledì scorso da Adriana Nesca per I Democratici e da Stefano Bruzzetti per Rinnovamento Italiano.

La Nesca, in particolare, incalzata dai giornalisti ha sottolineato alcuni punti ritenuti irrinunciabili dalla sua componente: valore della coalizione, costituzione di un gruppo unico in Regione, simbolo unico (Ulivo+Toscana Democratica) per la campagna elettorale.

Ancora più lungo l'elenco fatto da Bruzzesi che ha inserito quasi tutti gli aspetti della vita sociale ed economica.

Comunque Agostino Fragai, segretario regionale dei DS, ha smorzato le velate polemiche sostenendo che esiste una buona base di collaborazione tra la maggior parte delle componenti la coalizione, che hanno già collaborato in maniera positiva con un progetto unico che ha visto la nascita, nel 1995, di Toscana Democratica.

Sarà dura, non c'è dubbio, mettere d'accordo tutti! Altro che I Repubblica quando si doveva discutere tra due, tre, al massimo cinque partiti per definire un accordo ed un programma. Adesso ci vuole un auditorium per contenere tutti i protagonisti!

 

 

.Nicola Francano.

 

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L'ATTENZIONE

 

 

Le chiavi della città

 

Daniela Lastri

 

Il comune di Firenze apre le porte alle scuole mettendo a disposizione di insegnanti e studenti oltre 90 proposte educative sulle risorse del "sistema-città".

Questo, in sintesi, il senso del programma "Le chiavi della città" che anche quest'anno l'assessorato alla pubblica istruzione di Palazzo Vecchio ha predisposto con la collaborazione di una sessantina tra enti, uffici, associazioni e istituti e che prenderà il via a novembre.

Si tratta di 94 occasioni didattiche, rivolte a scuole materne, medie inferiori e superiori, che toccano altrettanti aspetti della vita cittadina: dall'opportunità di conoscere da vicino come sono organizzate le varie istituzioni cittadine (Comune, Provincia, Consiglio regionale, Questura, Prefettura) alla possibilità di visitare le sedi delle società che gestiscono i principali servizi pubblici (ad esempio, la Centrale del Latte, l'aeroporto, l'Enel, l'Ataf, ecc.).

E ancora, i "luoghi del sapere" della città, cioè musei, enti scientifici come l'Osservatorio Ximeniano e quello di Arcetri e vari istituti musicali; oppure, incontri su temi di attualità, come i rapporti interculturali, la multimedialità e l'educazione ambientale, alimentare, stradale; e così via fino a toccare tutte le cose che un buon cittadino deve sapere.

Più precisamente, alcune (38) di tali proposte sono corsi di aggiornamento (riconosciuti dal Provveditorato agli studi) destinate solo agli insegnanti a cui spetterà poi trasferire le nozioni agli alunni. Altre (21) sono destinate a visite con le classi. Le restanti 35 prevedono sia un aggiornamento preliminare degli insegnanti, sia, dopo un adeguato intervallo di tempo, la visita delle classi.

Ma il programma è ancora più articolato, nel senso che alcune proposte sono destinate agli alunni di tutti i livelli scolastici (dalle materne alle superiori), altre solo ad alcuni.

L'anno scorso hanno aderito all'iniziativa 250 scuole, 1815 insegnanti, 1115 classi, per un totale di 22.998 ragazzi.

Quest'anno, quando mancano ancora un pò di giorni alla scadenza per fare domanda, hanno già aderito 221 scuole, 1730 docenti, 1147 classi, per un totale di 23.749 alunni.

 

A Daniela Lastri, neo-assessore alla pubblica istruzione del Comune di Firenze, abbiamo chiesto di spiegarci il significato dell'iniziativa nel contesto della riforma scolastica che lascia maggiore autonomia agli istituti nel definire l'offerta formativa, e se intende apportarvi modifiche.

 

Quali sono gli obiettivi dell'iniziativa?

Da una parte, coinvolgere i giovani e i ragazzi delle nostre scuole perché conoscano meglio la città e tutte le opportunità che può offrire. Dall'altra, dare delle occasioni didattiche che possano essere d'aiuto per cambiare alcune materie d'insegnamento inserite nei nuovi curricoli che l'attuale riforma della scuola consente di attivare.

 

Può spiegarci meglio questo secondo punto e il rapporto con la riforma scolastica?

Per ora si tratta di occasioni didattiche, ma io vorrei trasformarle in progetti educativi veri e propri. Perché rispetto all'autonomia scolastica che inizierà nel settembre del 2000, l'obiettivo che mi prefiggo è fare in modo che da queste proposte educative scaturiscano delle attività permanenti che le scuole possono sviluppare insieme al Comune e che potrebbero diventare dei veri e propri laboratori. Non solo didattica, quindi, ma anche ricerca.

 

Qual è stata finora la risposta degli insegnanti all'iniziativa?

Stanno rispondendo molto bene, perché all'interno del progetto c'è anche l'aggiornamento degli insegnanti ed essi hanno mostrato grande attenzione alle opportunità che gli offriamo.

Ma, a questo proposito, intendo realizzare alla fine dell'anno scolastico un momento di verifica con gli insegnanti per sentire che cosa ci propongono di nuovo.

 

Ci sono stati cambiamenti rispetto al programma dell'anno scorso?

Non ci sono grandi novità. Ma vi sono alcune attività iniziate da pochi anni che vengono riproposte anche quest'anno perché hanno avuto successo, e che sono state aggiornate.

Le maggiori novità riguarderanno la musica, l'astrofisica...

 

... ce ne può illustrare qualcuna?

Ad esempio, per la musica, ho intenzione di arrivare a un protocollo d'intesa con le istituzioni musicali della città (Teatro Comunale, Conservatorio Cherubini, Orchestra Regionale Toscana, Scuola di Fiesole, ecc.).

Un altro elemento innovativo riguarda invece gli scambi culturali. Si tratta di creare dei crediti formativi destinati agli studenti delle scuole del turismo.

In pratica, i ragazzi delle scuole di altri Paesi (europei od extraeuropei) che vengono a Firenze, potranno fare delle escursioni guidate dai nostri studenti, i quali dovranno presentare loro la città in lingua straniera e otterranno in questo modo un credito formativo spendibile per la loro futura attività professionale.

 

.Lorenzo Sandiford.

 

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L'ATTENZIONE


Aeronautica militare: la grande squadra azzurra

Il rapporto tra Aeronautica Militare e industria; la formazione dei quadri direttivi secondo un modello di leadership capace di coniugare autorità di chi comanda e coinvolgimento consapevole di chi esegue le decisioni.

Sono questi i principali temi di riflessione affrontati dal Capo di Stato Maggiore Aeronautica, generale Andrea Fornasiero, e dal presidente del gruppo Fiat, Paolo Fresco, il 18 ottobre a Firenze, nella sede delle Cascine della Scuola di Guerra Aerea, durante l'inaugurazione del nuovo anno accademico 1999/2000.

In margine alla cerimonia inaugurale, apertasi con l'intervento del Comandante della Scuola generale Ennio Pampena, il presidente della Commissione difesa della Camera Valdo Spini ha dichiarato tutto il suo impegno affinché la legge contro l'esodo dei piloti dall'esercito, all'esame della sua Commissione, sia approvata entro pochi giorni, senza passare per l'aula. Infatti, ha spiegato Spini, con la liberalizzazione degli ultimi anni sono sempre di più i piloti che si formano nell'esercito e poi se ne vanno nelle compagnie aeree civili, attratti dai maggiori guadagni.

Da parte sua il generale Pampena, ha tra l'altro ricordato che si tratta dell'inizio dell'ultimo anno accademico del II millennio ed ha fatto riferimento alle innovazioni che si annunciano per quello successivo.

Fra cui, in particolare, la necessità di "una preparazione avanzata dei quadri" non solo sotto l'aspetto tecnico-militare, ma anche sotto quello "culturale e sociale, in perfetta sintonia con i tempi" che vedono una comunità internazionale sempre più impegnata nella salvaguardia "dei diritti umani e delle libertà fondamentali dell'umanità".

E' in questo mutato contesto che ben si inserisce l'ingresso delle donne nell'aeronautica, la cui prima tappa è il settembre del 2000 con il primo corso accademico per ufficiali donne.

 

 

.ls.

 

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