L'ATTENZIONE

Editoriale

Le "bufale" italiane

 

 

L'Italia è un Paese trasparente, nel senso che i principi democratici vengono rispettati?

E' difficile rispondere a questa domanda. Soprattutto oggi di fronte alla vicenda delle spie italiane che hanno "lavorato"per il Kgb.

Sono in molti a chiedere chiarezza ed a pensare che non serviva tenere nascosti i nomi. E' stato un rozzo tentativo di nascondere una realtà.

Noi non siamo in grado di stabilire se queste liste siano o meno attendibili, ma sappiamo con sicurezza che in altre occasioni è stato messo tutto in piazza quando si è trattato di P2, Gladio, Tangentopoli.

Quindi, anche se Massimo D'Alema ha detto che non sarebbe stata la piazza a far pubblicare gli elenchi, di fatto, la piazza ha vinto anche questa volta.

Gli elenchi sono di dominio pubblico e si ritorna ai bei tempi delle liste della P2 quando tutti si affrettarono a smentire la loro appartenenza alla loggia massonica coperta.

Siamo convinti, perchè conosciamo molto bene questo paese, per avergli dedicato una vita, che da alcune parti politiche questa vicenda sarà considerata una "bufala all'italiana", che non è un piatto tipico meridionale, ma una considerazione sulla pochezza culturale ed intellettuale di buona parte degli abitanti di questo Bel Paese.

D'altra parte in altre occasioni si parlò di "bufale" (da altre parti politiche) e si innescò uno scontro ideologico tra parti contrapposte.

Il gioco delle parti, che non è il titolo di un lavoro teatrale di Pirandello, ma il modo di comportarsi tra le amate sponde, ci dimostrerà fra qualche settimana che anche questa è una "bufala".

Così come lo erano state la P2 e Gladio e come si sta dimostrando Tangentopoli.

Ma parlando di "bufale" si fa solo accademia perchè i problemi c'erano ieri e ci sono oggi. Solo che occorre minimizzare, nascondere, ironizzare. Ed in questo siamo maestri. Molto più bravi di come siamo stati capaci di fare le spie!

E allora sembra accademia anche il parlare di molti personaggi della politica di ieri e di oggi.

Il socialista Lelio Lagorio, ministro della Difesa quando scoppiò il caso Gelli, ricorda che "nessuno nel governo si pose problemi di segreto istruttorio".

Fini accusa D'Alema di aver scelto "un silenzio ingiustificabile che porta una stagione dei veleni".

"Bisogna fare chiarezza in fretta - aveva sostenuto il presidente diessino della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino - io avrei pubblicato subito quei nomi". Parere condiviso da Fausto Bertinotti (Rifondazione comunista) che ha pubblicamente criticato il governo: "i segreti fanno sempre male a un Paese e tutto quello che viene occultato procura un danno."

A Bertinotti hanno fatto eco diverse forze politiche della maggioranza come Verdi, Udeur e Sdi che avevano chiesto di rivelare immediatamente ciò che bolliva in pentola senza attendere nessun okay da parte della magistratura.

Il comportamento del nostro governo era stato decisamente bocciato anche dal presidente della Corte Costituzio-nale Caianello che trovava il comportamento di D'Alema nei confronti dell'Italia come quello dell'Azzeccagarbugli nei confronti di Renzo.

Una certezza ci anima e ci rincuora: ognuno può programmare le prossime feste per tutti i santi e tutti i morti e, se proprio vuole, anche la settimana bianca per le prossime feste natalizie.

Tanto non succederà niente. Pagherà qualche "straccione" come qualcuno, solo qualcuno, ha pagato per le altre vicende italiane.

Le "bufale" fanno il latte e da questo si fanno ottime mozzarelle.

Chi non le conosce può farsele mandare da Bassolino. E' in Campania che si producono, ma sono esportabili!

Francesco Canosa

 

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Alleanza Nazionale per la sicurezza

 

Iniziativa di Alleanza Nazionale sulla questione della sicurezza, al centro dell'attenzione nel nostro Paese oramai da molto tempo.

Il partito di Fini ha infatti predisposto un pacchetto legislativo sulla sicurezza che, modificando alcune normative vigenti, mira a rafforzare l'azione dello Stato nel-la prevenzione e nella repressione di quei fenomeni criminosi (contrabbando, reati collegati alla droga, alla prostituzione, all'usura e all'immigrazione clandestina so-pratutto) dei quali, specie negli ultimi mesi, abbiamo potuto osservare un'impressionante escalation.

 

Nella foto, da sinistra: Enrico Bosi (consigliere regionale)

l'on. Riccardo Migliori, il coordinatore regionale Altero

Matteoli, i consiglieri regionali Maurizio Bianconi,

Claudio Riccardi e Virgilio Luvisotti.

 

 

La proposta di An è stata presentata anche in Toscana, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il gruppo consiliare di An al completo, nonchè il coordinatore regionale Altero Matteoli e l'onorevole Riccardo Migliori.

Secondo Matteoli sul territorio regionale insistono alcuni fattori di rischio che vanno a compromettere il livello di sicurezza dei cittadini.

Matteoli si riferisce sopratutto ai prodotti dello strumento confino, che, sebbene non più in vigore, ha, di fatto, reso, anche qui da noi, stanziale una preoccupante presenza mafiosa; oppure a certa manovalanza stagionale che costituisce un elemento a rischio di inquadramento nel sottobosco dell'illegalità.

Anche per Bianconi in Toscana il problema della sicurezza non deve essere sottovalutato, in quanto la presenza sul territorio di ampie zone connotate da una diffusa ricchezza è fattore di attrazione per la penetrazione criminale. E' da questa preoccupazione, inoltre, che nasce proprio la richiesta mossa dal Gruppo regionale di An di istituire un'apposito assessorato dedicato esclusivamente ai problemi della sicurezza.

In questa situazione preoccupante, dunque, va ad inserirsi il pacchetto legislativo varato da An che, come ha detto Migliori, "tende a limitare i danni che derivano dal suo omologo varato dal governo".

Ma, andando nello specifico, in cosa realmente consiste la proposta di An, per la quale è stato programmato un 'battage' pubblicitario di tutto rispetto? Si tratta di otto punti, che vanno a modificare, ciascuno, alcuni testi normativi in vigore. Si parte dalla modifica dell'articolo 656 del codice penale, per il quale si richiede la sostituzione del termine 'consegnati' con 'notificati' a riguardo dell'ordine di esecuzione della pena e del decreto di sospensione. Tale variazione, solo apparentemente formale, consente di velocizzare i tempi dei procedimenti, oggi dilatati a dismisura dall'oggettiva difficoltà di consegnare tali atti a condannati che siano latitanti.

Il punto 2 della proposta di An, invece, interviene sul testo unico in materia di immigrazione, introducendo la detenzione da sei mesi a quattro anni per gli immigrati clandestini e per gli stranieri che declinino false o parziali generalità, prevedendo inoltre il processo per direttissima e l'immediata espulsione dal suolo nazionale una volta emesso il verdetto.

Col punto 3 si vuole incrementare il trattamento economico del personale militare e delle forze di polizia, svincolandolo da quello inerente al personale del restante pubblico impiego e reperendo i fondi necessari utilizzando i beni confiscati ai mafiosi.

Dal punto 4 arriva invece la reintroduzione di una più marcata distinzione di ruoli fra pubblico ministero e polizia giudiziaria, alla quale si rendono pieni poteri in materia di ricerca della notizia di reato e delle relative prove.

Col punto 5, poi, An prevede il potenziamento del ruolo di autorità di pubblica sicurezza dei sindaci e la valorizzazione di quello della polizia municipale nell'ambito di prevenzione e repressione del crimine.

Dal 6 viene inoltre ad essere istituita la conferenza provinciale dei sindaci per la sicurezza, che ha il potere di esprimere parere obbligatorio, ma non vincolante, riguardo alla dislocazione sul territorio di propria pertinenza delle forze dell'ordine.

Il punto 7 della proposta sicurezza di Alleanza Nazionale propone l'esclusione dai benefici delle misure alternative alla detenzione di alcune categorie di criminali, quelli che si sono macchiati di reati particolramente gravi, come il contrabbando di tabacchi con uso di mezzi particolari (i famigerati blindati), la riduzione in schiavitù delle prostitute, la prostituzione minorile, la pornografia infantile, il furto aggravato o recidivo, ed altri ancora, quali rapina, estorsione, produzione e traffico di stupefacenti.

L'ultimo punto del pacchetto, il numero 8, si riferisce alle "Disposizioni in materia di consumo di sostanze stupefacenti", e, fra le varie cose, reintroduce il concetto di media giornaliera riguardo alla detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

Come si vede, dunque, An ha preso di petto la questione sicurezza, sulla quale anche Forza Italia si è mossa.

Proprio oggi, infatti, a Genova, il leader del Polo Berlusconi interverrà ad uno dei cento appuntamenti organizzati dagli Azzurri in tutta Italia per manifestare a favore di città più sicure.

A Genova saranno presenti anche esponenti di rilievo di An. Le due iniziative - il pacchetto legislativo di An e il 'Securiy Day' di Forza Italia - con ogni probabilità convergeranno a breve nella redazione di una proposta unica congiunta da presentare all'attenzione del Parlamento.


Francesco Pacini

 

 

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La sanità in Toscana "vista" dall'assessore Claudio Martini

 

Come i nostri lettori sanno già, Claudio Martini, Pds, assessore regionale per il diritto alla salute, è stato indicato dai DS candidato-presidente alle prossime regionali del 2000.

Per farlo conoscere meglio ai nostri lettori abbiamo chiesto a Martini di dare una risposta alle nostre domande.

Ecco il testo dell'intervista.

 

Assessore, cominciamo un pò da lontano. Cosa si por-ta dietro dell'esperienza di Sindaco?

Fra le realizzazioni cui tengo maggiormente debbo ricordare il Patto d'amicizia stipulato con Sarajevo che, in quell'occasione, mi ha insignito della cittadinanza onoraria.

Quando è arrivato al Consiglio regionale?

Sono stato eletto nella legislatura in corso nella lista del PDS della provincia di Prato. Ho assunto subito l'incarico di assessore al diritto alla salute.

Quali sono stati i compiti più significativi assolti nel corso del mandato?

Devo ricordare innanzitutto l'adozione di due piani sanitari regionali (1996-1998 e 1999-2001) che hanno consentito il raggiungimento degli obiettivi di riorganizzazione del servizio sanitario attraverso lo sviluppo delle politiche di deospedalizzazione, di quelle di potenziamento dei servizi sanitari territoriali e delle iniziative di promozione della salute del cittadino.

Ci sono state altre leggi che portano la sua firma...

Varie leggi che hanno modificato l'organizzazione sanitaria nella nostra regione (LR 72/98 - Riordino del Servizio sanitario Regionale; LR 71/98 - Istituzione dell'A-genzia Regionale di Sanità e del Consiglio Sanitario re-gionale; LR 8/99 - Autoriz-zazione e procedura di accreditamento in materia di requisiti delle strutture sanitarie).

Ci sono state anche "azioni programmate" in attuazione delle leggi. Ce le vuole indicare?

Nei settori dell'oncologia e dei trapianti. In tale ambito sono stati conseguiti risultati di particolare rilievo che hanno portato la Toscana ai primi posti fra le Regioni europee in materia di screening oncologici e di organizzazione dei servizi di donazione e trapianto di organi e tessuti, anche attraverso la costituzione di una "Banca regionale tessuti e cellule".

E poi?

Sempre nel corso di questi anni la Toscana si è dotata di un proprio "Piano sangue", per conseguire l'autosufficienza nel settore del sangue e degli emoderivati.

Ha stipulato accordi con i rappresentanti di varie organizzazioni. Quali?

Con il Volontariato, per regolamentare l'apporto delle associazioni alle attività del servizio sanitario regionale, con particolare riferimento alla costruzione del servizio territoriale di emergenza-urgenza; con i rappresentanti dell'Ospedalità privata definendo le linee di collaborazione con le aziende USL per l'erogazione delle prestazioni specialistiche e di ricovero; con la Confindustria, individuando impegni a sostegno della qualificazione e della competitività del comparto produttivo di settore nonché iniziative per lo sviluppo e l'incentivazione delle attività di ricerca biomedica e di prevenzione attraverso il miglioramento degli strumenti di tutela della salute dei lavoratori.

Debbo ricordare anche l'intesa raggiunta con le Univer-sità Toscane per regolamentare l'apporto di queste ultime alle attività di assistenza sanitaria nonché gli impegni di collaborazione con il servizio sanitario regionale per lo sviluppo delle attività formative e didattiche.

Cosa ha fatto nell'ambito degli investimenti edilizi sanitari?

In questi anni la Toscana ha potuto accedere ai finanziamenti del fondo ex art. 20 L. 67/88, utilizzando per intero gli stanziamenti disponibili e stipulando con il Governo un apposito accordo quadro che consente il completamento della copertura finanziaria del programma regionale di investimenti per un importo complessivo di 1.700 miliardi. Nel triennio 1999-2001 si completa l'attivazione dei nuovi monoblocchi ospedalieri di Poggibonsi, Monte-pulciano, del Valdarno Are-tino e della Versilia, dopo che, nel 1998 è già stato inaugurato quello di Cecina.

Infine, nel corso del 1999 è divenuto operante il servizio di elisoccorso che copre l'intero territorio regionale con tre elicotteri che hanno base fissa a Massa, Firenze e Grosseto, completando in questo modo la rete regionale del servizio di emergenza urgenza "118".

Nel corso del 1999 è stato completato in tutta la regione il programma di dismissione degli Ospedali Psichiatrici.

Come coordinatore delle Regioni nella trattativa per il rinnovo delle convenzioni nazionali con i medici di medicina generale, i pediatri e gli specialisti ambulatoriali, quali risultati ha conseguito?

In questa veste ho portato a buon fine le trattative per la tornata contrattuale conclusasi nel 1996, ed attualmente sono impegnato nella fase di rinnovo di tale convenzione.

 

.fc.

 

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Forza Italia verso le regionali

 

Come finirà lo sapremo soltanto all'indomani delle votazioni previste per la primavera del 2000.

Per ora è possibile soltanto mettere a confronto strategie (quelle scoperte) e candidati di centro-sinistra e centro-destra. Ma soprattutto dobbiamo prendere atto della volontà delle parti per vincere la contesa elettorale.

Forza Italia, per esempio, si dice convinta di avere i mezzi (cioè i voti dei toscani) per ribaltare l'attuale maggioranza in Consiglio regionale.

E questa indicazione è arrivata dalla riunione dell'organo regionale del partito riunitosi a Firenze nel Palaffari, alla presenza non solo dei componenti del Consiglio ma anche dei senatori azzurri Massimo Baldini e Marcello Pera.

Dalla relazione del coordinatore regionale Roberto Tortoli e dagli interventi si è visto emergere un quadro unitario e determinato per arrivare nel migliore dei modi all'appuntamento elettorale.

Diversi i punti di riflessione messi in evidenza.

Al primo posto la volontà di Forza Italia di far valere il proprio peso elettorale, ma nello stesso tempo, la ferma convinzione che occorrerà presentarsi alle elezioni con unità d'intenti, anche se con il proprio simbolo.

La coalizione dovrà essere più ampia possibile e dovrà comprendere non solo il Polo, ma anche, se possibile, la Lista Bonino, la Lista Sgarbi, MAT, oltre a CCD e CDU che dovrebbero presentarsi separati, anche se qualche segnale di unità si intravede. Nei confronti di questi due partiti Forza Italia ha dichiarato di non essere disponibile all'inserimento nelle proprie liste di esponenti di quelle formazioni politiche.

E' stato precisato, per non correre rischi già vissuti nel passato, che il candidato-presidente ancorchè non eletto deve impegnarsi a far sentire la sua presenza in Consiglio regionale.

Non solo, ma ogni appartenente a Forza Italia deve rispettare lo Statuto del Partito, le sue regole, la sue direttive.

"Solo con una forte unità d'intenti - ha detto Tortoli - sarà possibile allargare alla Regione Toscana il risultato già ottenuto alle amministrative nei comuni di Arezzo, Grosseto, Lucca e Monte-catini Terme.

Da qui la decisione di Forza Italia di prevedere un "azzeramento" delle candidature.

"La mia candidatura - ha detto infatti Verdini - non è stata mai formalizzata, ma intendo comunque esprimere la mia indisponibilità a fare il candidato e lo stesso deve fare Altero Matteoli di AN". Per Verdini "occorre ripartire da zero".

Stessa linea il senatore Marcello Pera che ha sostenuto l'improponibilità di Matteoli ed ha aggiunto: "io ho una mia preferenza, ma non intendo bruciarla; voglio discuterne con gli alleati; può anche accadere che, negli equilibri nazionali, si debba soccombere; ma possiamo anche vincere e voglio battermi per questa vittoria".

Forza Italia, come si vede, è spinta da una forte determinazione e spera di capovolgere la situazione, perchè si dice convinta che la sinistra non ha detto i risultati promessi nell'azione di governo e di programmazione dell'economia, del territorio e della sanità.

In quanto ai candidati-consiglieri Forza Italia indica i requisiti che devono possedere, ovvero autorevolezza personale e capacità politica e professionale, disponibilità di tempo da dedicare all'impegno istituzionale, piena condivisione dei principi del Partito, impegno ad aderire a Forza Italia, a svolgere una campagna elettorale consona allo stile ed all'immagine del Partito, impegno a curare oltre al proprio territorio di elezione quello dell'intera regione.

 

 

.f.c.

 

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Rischio elettromagnetismo

 

 

Con il boom della telefonia cellulare e il grande potenziamento di impianti elettrici ed elettrodotti a cui si sta assistendo negli ultimi anni in Italia, il problema dell'inquinamento elettromagnetico sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti.

Anche perché in gioco ci sono grandi interessi economici e sussiste il pericolo di un forte condizionamento da parte delle so-cietà del settore sui ricercatori a cui spetta il controllo dei livelli di radiazione elettromagnetica sul territorio.

Questo tema e i rischi per la salute dei cittadini connessi all'elettrosmog sono stati al centro di un interessante incontro che si è tenuto la settimana scorsa a Lucca. All'appuntamento, di elevato spessore scientifico ma aperto al pubblico, hanno portato il loro contributo specialisti della materia quali: il biofisico Settimio Grimaldi, ricercatore sui danni prodotti alla salute dai campi elettromagnetici presso il Cnr (Consiglio nazionale della ricerca); Claudio Romani, consulente in bioelettromagnetismo e studioso dell'interazione tra radiazioni elettromagnetiche e salute dal 1982; e Francesco De Lorenzo, studioso della cancerogenesi indotta dai campi elettromagnetici, nonché rappresentante dell'associazione nazionale Samba (associazione 'Salute, sicurezza sul lavoro e ambiente' e dell'Alce (contro l'elettrosmog).

Nel suo intervento, Grimaldi ha prima di tutto denunciato il fatto che la ricerca internazionale non è libera, in quanto pericolosamente finanziata anche da grossi gruppi economici. Tanto che alcuni convegni sull'inquinamento elettromagnetico sono stati clamorosamente improntati alla "copertura" del problema, invece che a sottolinearne l'esistenza e la gravità.

Secondo Grimaldi le ricerche scientifiche internazionali evidenziano un aumento del rischio di leucemia infantile fino a quattro volte superiore alla media, quando si è in presenza di campi elettromagnetici in bassa frequenza.

Ed è mistificante separare le frequenze ELF da quelle in alta frequenza o dalle radiazioni ionizzanti.

D'altra parte gli effetti tumorali sarebbero solo una piccola parte del problema. Nel senso che si potrà avere un quadro più preciso solo quando questo enorme "esperimento di massa" che in questi anni viene condotto sulla popolazione, esposta a radiazioni artificiali di ogni tipo, sarà concluso.

Grimaldi ha infine lanciato un appello a non usare il telefono cellulare se non per assoluta e inderogabile necessità: cosa che avviene purtroppo solo in pochissimi casi e per un numero di persone molto limitato.

Dal canto suo, Romani ha sostenuto che dovrebbero essere perseguiti civilmente e penalmente tutti coloro che, mettendo in pericolo la salute e la vita di tutta la popolazione per incompetenza o interessi personali, coprono il problema.

O peggio, falsificano dati scientifici e misurazioni tecniche al fine di minimizzare o addirittura cercare di annullare la percezione di danni già normalmente così poco inquadrabili.

La radiazione elettromagnetica, ha proseguito, è estremamente propagante e molto pervasiva; dopo avere prodotto il danno non lascia tracce nette nell'organismo, se non la patologia, la quale può avere un'eziologia molto varia.

Ma Romani, che tra l'altro si occupa di ricerca tecnica, ha calcato molto il suo intervento sull'inefficacia di quelle che definisce delle "finte protezioni" dalle radiazioni prodotte dai telefoni cellulari, ma anche dagli elettrodotti, dagli impianti elettrici, ecc.

Detti dispositivi, infatti, sarebbero sostanzialmente neutri, ma in certi casi potrebbero addirittura in-quinare di più o indurre la gente a stare pericolosamente tranquilla, quando invece non è assolutamente il caso di stare tranquilli.

Ciò, ha detto Romani, è strumentalmente dimostrabile.

Romani, che è consulente in materia a livello nazionale ma risiede a Capan-nori (Lucca) dove è rappresentante dei comitati locali COPIE di Zone e CDE di Lunata, ha poi ricordato che questi due comitati hanno elaborato e presentato al Sindaco una prima bozza di normativa da seguire per la tutela della salute pubblica in caso di installazione di stazioni radio base per la telefonia mobile.

Ecco le proposte, basate su precisi riferimenti tecnico-scientifici, che sono contenute nel documento:

- rilascio di concessioni comunali rigidamente vincolate a norme tecnico-sanitarie eventualmente indicati dai comitati riuniti COPIE/CDE;

- distanza minima dalle abitazioni pari a 1,5 Km;

- massimo valore del campo elettromagnetico inquinante pari a 0,2 v/m;

- monitoraggio continuo dell'elettrosmog con l'ausilio di rappresentanti tecnici di fiducia dei cittadini.

Nel suo intervento De Lorenzo si è invece soffermato sul fatto che per legge la valutazione sanitaria dell'inquinamento elettromagnetico spetta al Ministero della sanità. E, quindi, non alle agenzie regionali, come a suo parere erroneamente avviene.

A tali agenzie, ha sostenuto, spettano solo le misurazioni (e il dipartimento ministeriale competente, ha ricordato, è l'ISPESL).

De Lorenzo ha poi messo in evidenza che i campi elettromagnetici sono definibili sul piano scientifico come almeno 'molto probabilmente cancerogeni'. Ma, come lo induce a pensare l'assidua frequentazione del mondo scientifico internazionale, in un prossimo futuro saranno indicati da tutti come 'sicuramente cancerogeni'.

Anche da De Lorenzo è arrivato il suggerimento di grande cautela nei confronti dei telefoni cellulari e delle linee elettriche, so-prattutto per il loro effetto genotossico ed immunosoppressivo. Ed inoltre la promessa di proseguire nel suo impegno per la promozione di normative nazionali più efficaci, dato che quelle attuali sarebbero "enormement inadeguate".

Poi ha denunciato il grave intento "depistante" di qualche compagnia della telefonia mobile che al fine di tranquilizzare tutti, distribuisce in tutta Italia un pieghevole contenente informazioni false e tendenziose: a danno della salute pubblica.

In conclusione, tutti e tre i relatori si sono mostrati concordi nello stigmatizzare il gravissimo comportamento delle compagnie elettro-telefoniche a danno dei bambini, soggetti a particolare rischio, e concordato sulla necessità di una forte organizzazione dei comitati di cittadini che devono assolutamente vigilare sull'operato delle istituzioni, spesso lassiste e disinformate, oppure "depistate" da chi ha interesse a farlo.

 

 

.C.R.

 

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