L'ATTENZIONE

Editoriale

Ma quando se ne vanno?

 

 

 

L'Armando (non il furioso, ma il Cossutta) la sta menando ormai da un pezzo: ogni tanto minaccia di andarsene dal governo, poi ci ripensa e resta lì, anche perchè nel frattempo ha l'esigenza familiare di sistemare i suoi figli.

Durante la guerra dei Balcani, poi, l'ha fatta proprio grossa: mentre il governo italiano seguiva le direttive della Nato lui, l'Armando, pur facendo parte del governo, andava ad ossequiare quell'assassino di Milosevic, inseguito da un mandato di cattura internazionale per essere portato davanti alla Corte dell'Aia per l'orrenda pulizia etnica di cui si è macchiato.

Ma per l'Armando ogni occasione è buona per minacciare la defezione!

Ultima "uscita": "Adesso basta! Non si potrà contare più su di noi senza l'approvazione della legge sulla rappresentanza sindacale e senza garanzie sulle pensioni".

Ma il tormentone nel centro-sinistra non si chiama solo Cossutta (sarebbe poca cosa!). Ha altri nomi: Rocco Buttiglione, campione di trasformismo, che ha trovato il sistema per farsi notare prima... minacciando di andarsene e poi facendolo davvero!

E poi ci sono i Verdi (perchè sono ... verdi dalla rabbia?) che minacciano.

E così l'ineffabile Francesco Cossiga ed il suo quasi ex-delfino Clemente Mastella, che in fatto di trasformismo non è secondo neppure a Buttiglione.

Mastella è addirittura patetico nelle sue proteste.

L'elenco è finito?

Se restiamo ancorati al centro-sinistra ufficiale possiamo dire di sì. Se andiamo a quello virtuale la risposta è negativa. Infatti, nell'attuale zoo politico si muove un animale strano che assomiglia al senatore Umberto Bossi, cosiddetto leader della Lega Nord.

Ebbene Bossi si muove nel pantano della politica italiana con tale "grazia" da non distinguere più la destra dalla sinistra. Ieri con Berlusconi, poi con D'Alema, quindi autarchico. Domani chissà!

Anche lui minaccia molto. Solo che oggetto delle sue attenzioni sono i suoi stessi luogotenenti. Il che crea una bella confusione tanto nella Lega quanto negli schieramenti di centro-destra e centro-sinistra.

Ma allora, quando se ne vanno?

Non si può gridare "al lupo, al lupo" all'infinito. Prima o poi qualcosa succede.

O magari aspettano di essere cacciati, lasciando così la responsabilità delle loro azioni ad altri!

Che oltre a minacciare non sappiano fare altro?

 







Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

D'Alema chiama "corporativo" Cofferati

 

 

Chi ha seguito il recente confronto D'Alema-Cofferati alla Festa dell'Unità (ma cosa avrà da festeggiare un giornale sempre più in crisi!) ha potuto constatare "de-visu" non solo le profonde divergenze che ci sono tra i due personaggi (anche se entrambi devono la loro fortuna all'identica provenienza, ovvero quella di essere "figli" di Botteghe Oscure), ma anche, se non soprattutto, la tendenza del sindacato a tornare indietro nel tempo, ai tempi del fascismo quando sulla piazza c'erano le corporazioni, ed anche più indietro!.

La "scoperta" (si fa per dire, essendo già ampiamente nota) l'ha fatta proprio il presidente del consiglio quando rivolgendosi a Cofferati gli ha detto in faccia, senza mezzi termini, che "il sindacato deve abbandonare alcuni atteggiamenti corporativi".

La perentoria risposta di Cofferati ha lasciato capire che il leader sindacale non aveva gradito quella che ha ritenuto una vera e propria "offesa". "Io difendo il sindacato fatto dai lavoratori e dai pensionati" - ha detto irritato.

I "compagni" presenti non hanno afferrato la questione al volo e hanno deciso di non applaudire nè D'Alema nè Cofferati.

Eppure quella frase ha un senso profondo che non lascia adito a dubbi sull'accusa fatta da D'Alema al sindacato. Dire a un sindacalista di essere "corporativo", per chi se ne intende, significa dirgli di essere un "fascista".

Uno di quelli in doppio petto che non fa una piega e se ne vanta. Così come ha fatto Cofferati che ha evitato di seguire l'esempio di D'Alema che si è tolta la giacca prima del dibattito.

Cofferati, infatti, è rimasto abbottonato nella sua ... giacca così evidenziando, anche visivamente, la sua differenza dal presidente del consiglio.

In verità il corporativismo affonda le sue radici in un passato molto lontano.

Addirittura nell'antica Roma la parola richiamava il concetto giuridico di corpus, cioè di un'associazione di persone per uno scopo comune ed era possibile trovarne la realizzazione pratica nei cosiddetti collegia opificum.

Lo scopo era quello della tutela professionale.

Corporazioni troveremo successivamente in Inghilterra (i Guilds), Germania (Zünften), Francia (Maîtrises e Jurandes), Spagna (Greunios).

Nell'Italia Medioevale si distinse l'ordinamento corporativo di Firenze imperniato attorno alle arti maggiori e minori.

Il carattere di tali organizzazioni consisteva nel fatto che esse erano vere e proprie formazioni del ceto padronale di quel tempo, esclusive, intese ad eliminare la concorrenza ed a difendere i costi della produzione contro il lavoro manuale.

Contro queste autonomie normative si dovevano schierare più tardi (secoli XVII e XVIII) le nascenti monarchie nazionali.

La Francia fu ferocissima in questa direzione: con una legge (chiamata "Le Chapelier") del 22 maggio 1791 proclamò lo scioglimento di tutte le corporazioni professionali e vietò che fossero ricostituite, sanzionando così, sul piano giuridico, la fine di un processo storico che si riteneva concluso.

Si affermava così il principio del liberismo economico che la stessa legge del 1791 indicava nella formula "non vi è altro interesse che quello generale e quello particolare di ciascun cittadino". Ciò voleva essere l'equivalente sul terreno economico del principio della sovranità nazionale, proclamato all'art. III della Déclaration del 1789: "il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione. Nessun corpo, nessun individuo, può esercitare l'autorità che da essa emana".

Tra le diverse correnti dottrinali che, a cavallo fra i secoli XIX e XX, tentarono di collegarsi in qualche modo al corporativismo medioevale, va ricordata la Scuola sociale cristiana che cercò il suo fondamento nell'insegnamento di alcuni pontefici, ed in particolare nelle encicliche Rerum Novarum di Leone XIII (1891) e Quadragesimo anno di Pio XI (1931) in pieno periodo fascista.

Questi documenti segnalando l'incompatibilità della fede cattolica con le ideologie marxiste e con il principio della lotta di classe, esprimevano entrambi l'esigenza della collaborazione delle classi nell'attività produttiva.

Il rappresentante scientifico più autorevole della Scuola sociale cristiana fu considerato, per l'Italia, Giuseppe Toniolo.

Sempre in Italia, durante la dittatura fascista, fu messo in atto un tentativo di ripristinare un ordinamento di tipo corporativo, fondato su associazioni sindacali a carattere professionale in cui erano rappresentate le organizzazioni dei lavoratori da una parte e dei datori di lavoro dall'altra.

Ma il corporativismo fascista si rivelò assolutamente inadatto a risolvere i gravi problemi sociali che premevano sulla vita italiana.

Dopo la guerra d'Abissinia (1935-36) la cosiddetta politica autarchica ne segnò il completo fallimento pratico, anche se restò apparentemente in vigore. Negli ultimi anni del fascismo l'ordinamento corporativo cedette il passo a una forma ibrida di accentramento statale monopolistico caratterizzata dall'esclusivo e incontrollato predominio di alcuni ceti economici privilegiati.

Dopo la caduta del regime fascista il RDL 9 agosto 1943 abolì gli organi corporativi lasciando invece sussistere le associazioni professionali.

In seguito venne proclamato il principio della libertà sindacale sancito in modo esplicito dalla Costituzione e venne abolita qualsiasi istituzione connessa con il sistema corporativo.

Ma fu vera gloria?

La Costituzione fissava negli articoli 39 e 40 due principii basilari in materia di tutela dei diritti economici. Ma quei due articoli andavano applicati correttamente. E così non è stato!

Non è nostro compito ricercare motivazioni e responsabilità!

L'art. 39 stabilisce che "l'organizzazione sindacale è libera" e nello stesso tempo prevede che le clausole contrattuali sindacali possano essere recepite in provvedimenti legislativi aventi efficacia erga omnes, cioè per tutti i lavoratori e datori di lavoro, siano o non siano costoro iscritti ai sindacati ai quali è affidata una così delicata funzione di natura pubblica.

Ma ancora oggi non è stato chiarito quali sono i sindacati che possono operare nel principio della rappresentanza generale, ovvero dell'efficacia erga omnes, non avendo ottemperato alle disposizioni della Costituzione.

Secondo Beniamino Caravita, ordinario di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma siamo ancora di fronte ad una mancata applicazione dell'art. 39.

In particolare solo una contrattazione svolta da soggetti registrati, le cui iscrizioni siano verificate e che abbiano, tra l'altro, un valido statuto democratico, può avere una validità erga omnes.

Al di fuori dell'applicazione di questi requisiti, rimasti da sempre inattuati, ci può essere solo una normativa di sostegno e incentivazione alla contrattazione collettiva.

Come, d'altra parte, ancora non si è definito concretamente il contenuto dell'art. 40 della Costituzione che prevede il diritto di sciopero che deve, però, essere esercitato nell'ambito delle leggi che lo regolano.

Ma si aspetta ancora una corretta applicazione di tale articolo!

 


.Nicola Francano.

 

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L'ATTENZIONE

Imprese fiorentine sempre più in crisi

 

L'economia della provincia fiorentina stenta ad uscire dal tunnel della congiuntura negativa. Almeno questa è la diagnosi che si ricava guardando allo stato di salute delle imprese analizzato da due delle maggiori associazioni di categoria di Firenze: Assindustria e Cna che hanno presentato la settimana scorsa i dati relativi all'andamento delle proprie associate negli ultimi mesi.

Sia a livello industriale che artigianale infatti il sistema moda non ha dato segnali di ripresa. Il settore edile e quello metalmeccanico invece sono andati meglio.

Ma, per quanto riguarda l'edilizia artigianale, il dato sembra riconducibile all'agevolazione fiscale del 41% sulle ristrutturazioni; mentre per l'industria edile alle opere per il Giubileo.

Rispetto poi al comparto metalmeccanico, i dati positivi riguardano le industrie e soltanto limitati settori dell'artigianato quali la carpenteria metallica e le aziende che producono oggetti in metallo per l'arredamento.

Infine, sul piano delle previsioni per il prossimo semestre, migliori le aspettative del settore industriale rispetto a quelle dell'artigianato, nel quale non ci si attendono incrementi degli ordini ma anzi una lieve diminuzione.

 

 

Artigianato

Andamento degli ordini ne-gativo, peggioramento delle strutture finanziarie e diminuzione della propensione ad investire in nuove tecnologie e attrezzature.

Sono questi i principali dati negativi emersi nell'undicesimo rapporto sullo stato delle imprese artigiane fiorentine aderenti alla Cna nel primo semestre del '99.

Dati che, come hanno spiegato nella sede della Cna il direttore generale Livio Giannotti e il responsabile del centro studi Roberto Aiazzi, sono solo apparentemente riscattati dall'aumento del numero di imprese registrate all'albo camerale: passate dalle 29.527 nel '98 alle 29.883 nel '99. Visto che si tratta per la maggior parte di imprese di pelletteria di cinesi che già c'erano e che finalmente si sono regolarizzate. E, in misura minore, ha detto Giannotti "di attività che riguardano l'edilizia e l'impiantistica" e che rappresentano soprattutto una riorganizzazione del mercato del lavoro, trattandosi di contoterzisti "della manodopera" più che vere e proprie imprese artigiane.

Ma l'indicatore chiave messo a fuoco dall'analisi del-l'Osservatorio provinciale della Cna è l'andamento degli ordini in tre versioni: rispetto al semestre precedente, rispetto al primo semestre del '98 e secondo le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi.

Dai tre tipi di confronto emerge che, in generale, gli ordini di lavorazione sono diminuiti e continueranno a calare anche nel prossimo semestre.

Altro indicatore importante illustrato, che dimostra un forte calo della propensione agli investimenti, è quello relativo alla diminuzione delle domande ad Artigian-cassa per i crediti agevolati e i leasing: -29% circa.

Commentando i dati relativi al comparto metalmeccanico, Aiazzi ha fra l'altro sottolineato che gli artigiani risentono del fatto che le aziende più grandi e le industrie fiorentine scelgono sempre più spesso subfornitori fuori dell'area provinciale.

 

 

Industria

"Abbiamo rilevato che la produzione industriale è in calo anche nel secondo trimestre del '99, sia pure in misura minore che nel primo trimestre".

Così il neo-presidente di Assindustria Ranieri Pontello, durante la sua prima conferenza stampa nella sede dell'associazione, ha riassunto la situazione dell'industria nella provincia fiorentina che risulta dall'indagine relativa al II trimestre 1999.

Durante il quale la produzione industriale ha registrato una contrazione media pari a -1,7%, inferiore cioè di oltre due punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Per quanto riguarda l'andamento dei singoli settori, "il rilevamento più positivo riguarda l'edilizia" ha osservato Pontello, che ha però aggiunto di considerarlo un effetto del Giubileo. Ragion per cui, visto che le opere per il Giubileo stanno per finire, bisogna iniziare subito a progettare il futuro.

E a questo proposito, Pon-tello ha ricordato i 5 interventi di project financing, per un investimento complessivo di 200 miliardi, già presentati dalla sezione edile di Assindustria alla giunta di Palazzo Vecchio: tre interventi di recupero (riguardanti Fortezza da Basso, Comples-so ex-scuole Leopoldine, Antico Spedale di S.Paolo dei Convalescenti), la realizzazione di un parcheggio in piazza Alberti e di un complesso residenziale per l'università in viale dei Mille nell'area ospedaliera Meyer e in quella Ataf.

Ritornando all'andamento dell'industria, da notare i discreti risultati nel settore metalmeccanico, anche se ciò non ha portato ad un aumento dell'occupazione.

Sempre in crisi, invece, il sistema della moda, che ha visto proseguire il calo degli ordini interni e degli occupati, ma un lieve miglioramento sotto il profilo degli ordini esteri. Tuttavia, come ha sottolineato Pontello, il quadro previsionale per il III trimestre lascia intravedere segnali di miglioramento e dovrebbe verificarsi una ripresa dell'attività produttiva che toccherà tutti i comparti eccetto la moda.

Per la quale è indispensabile quindi l'intervento promozionale annunciato dalla Regione.

 

.Lorenzo Sandiford.

 

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L'ATTENZIONE

 

 

Finanziamenti per eliminare le barriere architettoniche

È possibile rivedere i requisiti richiesti per accedere ai contributi previsti per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati?

Questa la domanda implicita contenuta nell'interrogazione che il capogruppo PPI in Regione, Olivo Ghilarducci, ha presentato giovedì scorso al Presidente della Giunta Vannino Chiti, in merito ai finanziamenti concessi dalla legge 13/1989 "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati".

La legge prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, dell'importo massimo di cinque milioni, ai disabili che devono far eseguire in casa lavori volti all'eliminazione, appunto, della barriere architettoniche. Ma la legge concede questi benefici soltanto agli interventi fatti in quegli immobili dove i disabili hanno abituale, effettiva e stabile residenza. Pertanto se un portatore di handicap possiede una casa dove, ad esempio, trascorre le vacanze o periodi limitati nell'arco dell'anno, è costretto a pagare di tasca propria l'intero importi dei lavori. Un caso del genere è sorto di recente nel comune di Marliana, in provincia di Pistoia, con una domanda non accolta proprio perché relativa ad un intervento effettuato in un immobile che non rispondeva al requisito di abituale, effettiva e stabile dimora del disabile.

Proprio da questo fatto il capogruppo PPI in Consiglio regionale ha preso spunto per la sua interrogazione, nella quale rileva innanzitutto come la legge "intervenga nel tessuto normativo preposto ad assicurare l'utilizzazione degli spazi edificati a una sempre più allargata fascia di individui, con particolare riguardo a chi soffre di una ridotta o impedita capacità motoria". Per Ghilarducci, dunque, la legge, avendo lo scopo di favorire ai disabili l'uso degli spazi sia pubblici che privati, entra in contraddizione al momento in cui vincola l'erogazione dei contributi alla condizione dell'abituale, stabile ed effettiva residenza, arrivando a compromettere anche "il rispetto dei principi di uguaglianza e pari opportunità fra i cittadini".

Per questo Ghilarducci, oltre a chiedere "se la Giunta sia in possesso di un quadro conoscitivo delle domande di accesso ai contributi ex L. 13/98 non accolte per le stesse motivazioni addotte nel caso emerso nel comune di Marliana", domanda a Chiti se la Regione "intenda attivarsi con il Governo e, nello specifico, con il Ministero dei Lavori Pubblici, per promuovere una revisione dei criteri di concessione dei contributi ex L. 13/89 nella direzione di un effettivo e universale rispetto del diritto di utilizzazione degli spazi edificati pubblici e privati da parte dei portatori di handicap".

 

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L'ATTENZIONE


Livorno: "Effetto Venezia '99"

 

Per nove notti di mezza estate il più suggestivo fra i quartieri di Livorno, la Venezia, che si snoda sugli antichi canali medicei accenderà le sue mille luci sui suoni, i colori e i sapori di una città ricca di scambi tra culture e popoli diversi.

Parte il 31 luglio la quattordicesima edizione di "Effetto Venezia", la tradizionale manifestazione estiva livornese che quest'anno punterà i riflettori anche sulle mura, sui bastioni, sui misteriosi passaggi sotterranei della cinquecentesca Fortezza Nuova.

E torneranno le atmosfere magiche e fuori dal tempo che questo quartiere riesce ad evocare.

L'acqua e il fuoco saranno gli elementi guida in un percorso attraverso l'infinita varietà degli eventi che animeranno il " palcoscenico Venezia", alla scoperta del fascino delle imponenti architetture, così come dei luoghi più nascosti.

La ragnatela dei Fossi Medicei sarà infatti illuminata in queste serate da mille piccoli e grandi lumi a cera che ricameranno sullo specchio d'acqua una scintillante scenografia.

La grande serata finale ("Sogni d'Artificio"), sarà uno spettacolo unico fatto anche di musica dal vivo che avrà nella Fortezza Nuova il suggestivo fondale scenico: sonorità ancestrali, accompagnate da testi poetici e canti teatralizzeranno un evento spettacolare come i fuochi d'artificio che, a pioggia, cadranno dalla merlatura della fortezza.

Oltre 70 gli eventi in programma in queste nove serate, e tutti ad ingresso gratuito.

Teatro di strada

Musicisti Baul del Bengala, maestri dell'arte marziale Kalaripayattu del Keralasi, danzatori tribali Chhau del Bhiar, guidati da Abani Biswas: sono il gruppo Milon Mela, composto da dodici artisti, che il 31 luglio apriranno "Effetto Venezia", con canti, danze sacre e arti marziali.

Al ritmo della musica Baul con strumenti a corde, percussioni e rullo di tamburi sfileranno per le strade del quartiere partendo da piazza dei Legnami fino a Piazza del Luogo Pio.

Lo spettacolo narra la storia della Grande Madre Durga, simbolo della vittoria sulle forze della distruzione, incarnate dal demone Mahi Shasura.

Lo spettacolo si conclude con la vorticosa danza del fuoco che celebra la gioia esplosiva della vittoria della Grande Madre Durga sul demone.

 

La musica etnica

Ogni sera, a partire dalle 22.00, musica in Fortezza Nuova con artisti provenienti da tutto il mondo.

Primi a salire sul palcoscenico della Fortezza (31 luglio) gli Avion Travel, vincitori del primo premio della critica per la miglior musica ed il miglior arrangiamento con la canzone "Dormi e Sogna" al Festival di San Remo 1998.

Il gruppo di Caserta presenta il suo ultimo cd "Cirano".

La Rassegna prosegue poi con sette concerti di musica etnica.

Il 1 agosto è la volta dell'Orchestra Reve', una delle più amate orchestre cubane. Vero e proprio mito dell'Ame-rica Latina l'orchestra proporrà alcuni dei suoi successi presenti nel hit parade mondiali.

Sound innovativo con la band Uyanga proveniente dalla Mongolia (2 agosto). Per la prima volta in Italia la piccola orchestra, costituita da un quartetto di archi e corde, sarà accompagnata dalla voce solista Dangaa Khosbayar.

Il 3 agosto danze e ritmi tradizionali del Ghana con il gruppo africano Adesa. Il grande potere delle percussioni caratterizza il sound di questo gruppo che nei suoi spettacoli garantisce uno show davvero esplosivo, ricco anche di elementi reggae, soca, limbo tipici della cultura nero africana.

Da Budapest, dove sono considerati uno dei gruppi di musica tradizionale più interessanti ed originali gli Ando Drom propongono il 4 agosto musica gypsy.

Ospiti della serata del 5 agosto gli Agricantus con le loro sonorità antiche e moderne capaci di evocare forti sensazioni. La band siciliana, considerata una delle più sensibili formazioni europee della worldmusic, sarà in scena con tutti i suoi successi tratti da Gnanzù fino all'ultimo lavoro Kaleidos.

Musiche e canti legati ai riti ed alle feste contadine partenopee il 6 agosto con Marcello Colasurdo e Paranza.

Chiude la rassegna (7 agosto) la voce ipnotica di Abdelli (Algeria), l'ultima sorprendente scoperta discografica Real World di Peter Gabriel. Originale musicista berbero, Abdelli fonde culture lontane ed apparentemente molto diverse in un'operazione ardita.

 

Musica "sotto le stelle"

Per gli amanti della musica classica ogni sera un concerto in Fortezza Vecchia con "Musica sotto le Stelle".

Si inizia sabato 31 luglio con Andrea Pellegrini (pianoforte) e Mirco Mariottini (clarinetto, clarinetto basso).

Il 1 agosto Gisella Gori e Fabrizio Giovannelli (pianoforte) eseguono musiche di Stravinsky, Doninzetti, Catalani, Brahms.

Il 2 agosto è la volta dei canti gregoriani eseguiti dal Coro Polifonico della città di Cecina.

Stefano Visconti al pianoforte accompagna Fulvia Bertoli (voce) in musiche di Massenet, Delibes e Ravel (3 agosto).

Il 4 agosto concerto di pianoforte e flauto, con Alessandra Dezzi e Lucia Neri.

Le musiche di Mozart, Schubert e di altri autori sono eseguite, il 5 agosto, da Anita Garrioti (clarinetto), Alessandro Manetti (pianoforte) e dal soprano Mila Vilotijevic.

Venerdì 6 agosto, concerto del pianista Stefano Fiuzzi, mentre il 7 agosto serata all'insegna delle musiche di Gershwin, Confrey e altri, eseguite al piano da Giovanni Giannini, in "America e dintorni".

Chiude la rassegna (8 agosto) un omaggio a Giacomo Puccini: un viaggio tra i personaggi femminili delle suo opere, da "Le Villi" a "Turandot", interpretati dai soprani Simona Bertini e M. Luigia Borsi, accompagnate al pianoforte da Paolo Filidei.

 

"C'era una volta..."

A "Effetto Venezia" c'è anche un angolo per i bambini. In viale Caprera per "C'era una volta " tutte le sere spettacoli di burattini, cantastorie, magia, teatro. Si inizia con "Il Teatro di Gelsomina" (31 luglio), uno spettacolo di burattini e cantastorie con Lucia Osellieri. Il 1 agosto Laura Kibel e il suo teatro di figura presenta "Va' dove ti porta il piede". Le "Bolle di sapone giganti" di Stefano Bono e Lorenzo Lovisolo affascineranno, il 2 e il 3 agosto, gli spettatori. Il 4 è la volta di "Peter" del Teatro di Stracci, la storia di un bambino troppo sognatore per essere considerato normale. Non potevano mancare Arlecchino e Pinocchio: giovedì 5 agosto Lucia Schierano presenta lo spettacolo di burattini e cantastorie "Arlecchino incontra Pinocchio" e "Billy il trombettista rock". Venerdì 6 e sabato 7 è la magia della "Corte dei Miracoli" ad incantare i bambini.

"C'era una volta" termina l'8 agosto con "Le ultime avventure di un burattino" di Paolo Valenti.

 

Mostre ed sposizioni

E sono nel segno dell'infanzia anche alcune mostre ed esposizioni allestite all'interno dei Bottini dell'olio: "Le immagini della fantasia", mostra internazionale dell'illustrazione per i bambini; una esposizione di libri per l'infanzia; la mostra "immagini gettate", una serie di immagini che illustrano il lavoro dei bambini della scuola materna "le Sorgenti", una mostra di "sculture sospese" a tema fiabesco realizzate con materiale di recupero (streghe, draghi, pipistrelli, rane, ecc.).

Sempre nei locali dei Bottini dell'Olio il Gruppo "Officina OFF del dipartimento di igiene mentale Azienda USL 6 propone la mostra "dal cassonetto ad OFFarte" e lo spettacolo "fanforme, danza e globalità dei linguaggi".

 

Altri eventi

Negli angoli più suggestivi del quartiere tanti altri piccoli grandi eventi animeranno le serate.

Tutte le sere sugli Scali Finocchietti (Centro della Pace "Balducci") Effetto Solidarietà propone diverse iniziative: canzoni e poesie di Fabrizio De Andrè, il grande artista recentemente scomparso; musica etnica dei balcani e del mediterraneo; danza classica indiana interpretata da Maresa Moglia; proiezioni video sull'immigrazione; una serata eritrea; dibattiti sulla pace.

Nella Chiesa di san Ferdinando si alterneranno, invece, dal 2 al 7 agosto, le corali "Pietro Mascagni", "Savio", Del Corona", "Bacchelli", "De Monte" e della scuola musicale "Yamaha-Menicagli",.

E poi sorprese a non finire nelle vie, nelle piazze e sui ponti del quartiere con il Teatro di Strada, che coinvolgerà il pubblico con spettacoli musicali, teatrali, di equilibrismo, comiche e varie performances.

Ancora musica sullo scalandrone degli scali Finocchietti (jazz, classica e gospel) e con l'iniziativa promossa dal Centro Donna "un secolo di canzoni" (Scali delle Pietre). Per gli amanti del vernacolo appuntamento al Forte San Pietro con "Occhio al vernacolo", uno spettacolo conferenza al quale parteciperanno i migliori interpreti di questa tradizione teatrale.

Infine, per chi ama il calcio, e la sua storia e in particolare quella della squadra amaranto, nei locali del Monte di Pietà sarà possibile visitare l'esposizione documentaria e fotografica "Amaranto in rete, immagini e documenti dell'A.S. Livorno Calcio".

 

Arrivederci al 2000

L'arrivederci all'edizione del 2000 di Effetto Venezia sarà dato, domenica 8 agosto, dal grande spettacolo "Sogni d'artificio". Fuoco e acqua sono gli elementi dominanti della serata: tra le mura e i merli della Fortezza nuova, musica e canti dal vivo seguono figure ed esplosioni di giochi pirotecnici.

Lo spettacolo si articola in quattro quadri: fuoco e magia, geometrie medioevali, passione e danza rituale.

 

.m.m..

 

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