L'ATTENZIONE ![]()
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Sulla scena irrompe una 
nuova figura: il nelettore!
S'ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde ... uno squillo!
Che cos'è?
La politica italiana è in guerra, ma in modo strano: non la destra contro la sinistra, e viceversa, ma la destra dentro se stessa e la sinistra ... pure!
E' ormai tale e tanta la confusione che non solo non ci capiscono più niente gli elettori (che possono scegliere di non andare a votare diventando così non-elettori o meglio ancora nelettori), ma gli stessi uomini politici fanno fatica a riconoscersi.
Ultima "perla" (si fa per dire) è la rinuncia di alcuni socialisti (leggi Fabrizio Cicchitto e Margherita Boniver in primo luogo) ad essere se stessi ed a passare "armi e bagagli" a Forza Italia.
E questo mentre Claudio Martelli, neo-europarlamentare dello SDI, tornato alla politica attiva, sta percorrendo il doppio obbiettivo di diventare segretario del partito e di allearsi con Forza Italia ed a quel centro rappresentato dagli spezzoni della vecchia Dc, per ricostituire con una formula nuova il pentapartito distrutto dalle manganellate della magistratura milanese, nella cui giustezza operativa non ci crede più nemmeno L'Osservatore Romano.
Martelli, infatti, ha cominciato a colloquiare in tal senso con Baget Bozzo che, dall'alto della sua esperienza socialista, sa cosa deve "consigliare" a Silvio Berlusconi, visto che vive alla sua "corte".
Un'ipotesi siffatta potrebbe ricomporre la diatriba che ha portato la Dc a partorire figli privi di orientamento che navigano a vista spinti dai venti che si chiamano Marini, Mastella, Prodi (quanto scalcia l'asinello che non vuole neppure partecipare al summit convocato da Veltroni!), Buttiglione, Casini ...tutti pronti a ripartire da zero, a cominciare dal PPI la cui collaborazione con i DS è stata del tutto fallimentare. Mastella, da parte sua, ha già dichiarato che "se c'è qualcuno che raccoglie più consensi di D'Alema sarà il benvenuto".
E Buttiglione non vede l'ora di tornare ad abbracciare i vecchi amici del centro-destra.
C'è la questione Fini. Se il leader di An tirerà ancora la corda nei rapporti con Berlusconi è probabile che il progetto sognato dalla coppia Martelli-Baget Bozzo, possa avere una violenta accelerazione.
Ma le carte in tavola potranno essere rimescolate anche
dall'assemblea di Strasburgo del prossimo 15 settembre quando l'Europarlamento
deciderà se concedere a Romano Prodi la fiducia per il suo esecutivo
(19 seggi) che premia i socialisti (10 seggi) e punisce il PPE (5 seggi)
pur avendo questi ultimi vinte le elezioni europee.
Francesco Canosa
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A proposito dei certificati
di idoneità sportiva
L'Assessore al Diritto alla Salute Claudio Martini rispondendo alle numerose interrogazioni, presentate da vari consiglieri regionali, in merito all'eliminazione della gratuità delle certificazioni di idoneità all'attività sportiva per i minori di diciotto anni, ha precisato che tale esenzione é stata abrogata con decreto legislativo 124 del 29 Aprile 1998.
La Toscana ha recepito questa norma nazionale nel nuovo piano sanitario regionale, approvato nel febbraio 1999, ma ha cercato insieme alle altre regioni di adottare un comportamento comune in questa delicata materia per non creare situazioni di disparità.
Il gettito da questo ticket di circa quattro miliardi dovrebbe essere reinvestito in attività sociali ed a favore dei giovani. Comunque va segnalato un comportamento incoerente da parte delle altre regioni, perché nessuna ha ancora applicato il decreto nazionale creando di fatto una situazione di disparità nei confronti dei giovani della Toscana. L'impegno della giunta regionale é quello di riesaminare la situazione relativa al pagamento dei ticket per i certificati di l'idoneità all'attività sportiva per cercare di trovare una soluzione adeguata.
Ma sull'intervento dell'assessore è caduta una pioggia di critiche, tanto dall'opposizione quanto dalla maggioranza.
E non poteva essere altrimenti come avevamo già scritto ampiamente qualche settimana addietro.
Il consigliere Giu-seppe Del Carlo (CCD) si é dichiarato stupito della celerità nell'applicazione dei ticket sui certificati di idoneità all'attività sportiva che rappresentano uno strumento importante di
prevenzione sanitaria e di controllo, forse era più opportuno attendere una scelta condivisa con altre regioni.
La speranza é quella di avere rapidamente un provvedimento, per esonerare i giovani dal pagamento del ticket per i certificati di idoneità all'attività sportiva.
Il consigliere Claudio Riccardi (AN) si é dichiarato non soddisfatto dalla risposta parziale fornita dall'assessore Martini, perché quello che volevamo sapere era se c'era la precisa volontà di reintrodurre la gratuità per questo tipo di certificati. In una regione che si dichiara federalista si possono anche assumere scelte diverse rispetto al governo nazionale per garantire la salute e forme di prevenzione per i giovani che praticano lo sport, mentre invece la decisione viene rinviata in una maniera che ci lascia perplessi
Il consigliere Maria Pia Bertolucci (Patto Segni-UDR) ha concordato sul fatto che tali certificati medici siano un elemento importante di prevenzione per garantire la salute dei giovani, mentre l'introito finanziario é comunque modesto e non diventa un entrata significativa per il bilancio regionale.
Dalla maggioranza non sono mancate le critiche.
Il consigliere Olivo Ghilarducci (PPI) ha affermato che l'introduzione del ticket in un settore così delicato sia uno sbaglio compiuto a livello nazionale, perché si deve comunque favorire l'attività sportiva dei giovani come elemento importante per prevenire il disagio sociale. Resta la convinzione che la giunta regionale riesca a trovare una soluzione adeguata per risolvere tale problema.
Il consigliere Mariella Zoppi (Laburista Federativo) ha dichiarato che forse le altre regioni sono state più caute prima di applicare le tariffe nei certificati per l'idoneità sportiva, anche perché non va dimenticato che lo sport é una risposta efficace nei confronti del disagio sociale e anche i dati recenti sulla criminalità giovanile in Toscana devono essere valutati con preoccupazione e attenzione.
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A Bologna dal 9 al 12 luglio 1999 si é tenuta la 9° edizione di INTIMARE, la rassegna di nuove proposte per l'abbigliamento intimo ed il mare per l'estate 2000. Novità piccole e grandi mettono in evidenza la voglia di crescere di alcune aziende del settore, di sperimentarsi nella costruzione di capi sempre più tecnologici senza rinunciare al design più raffinato.
L'elemento importante delle proposte mare per la donna é sempre comunque il bikini, in cui il gioco del rinnovamento é dato dai tessuti cangianti o translucidi, riflettenti, dall'utilizzo di materiali innovativi come il neoprene, dagli accostamenti e dagli inserti che lasciano lo spazio all'immaginazione.
Gli stilisti hanno giocato sulla comodità dei capi, sulla versatilità (molti i modelli double-face) e sugli accessori in coordinato. Il pareo, la t-shirt, pantaloncino, la borsa, i sabots abbinabili al costume saranno i protagonisti delle nostre spiagge (e di quelle estere visto l'interesse dei compratori stranieri).
Inoltre hanno fatto il loro ingresso alla 9° edizione di Intimare i costumi per i più piccoli e per i teen-agers per soddisfare la loro voglia di mare, di gioco, con proposte coloratissime e divertenti facili e comode per imitare i grandi e sentirsi già tali.
Nel settore dell'intimo le proposte puntano al relax, per l'homewear, già presente ad Inrtimare da diverse stagioni, i maggiori marchi propongono capi comodi ma preziosi per vivere anche in casa in modo disinvolto ma mai trascurato; il settore della corsetteria punta invece ai capi "belli sotto e sopra", da indossare indifferentemente sotto gli abiti o da portare come veri e propri capi da esterno proponendo il gioco della seduzione senza mai dimenticare la praticità mediante l'uso di materiali morbidi che seguono le linee del corpo, che lo evidenziano senza mai comprimerlo. Tante le magliette ed i top sottogiacca dove le spalline preziose o gli inserti a nudo svelano una donna che punta simpaticamente su se stessa.
Aria di novità anche nel capo femminile per eccellenza, il reggiseno, che alcuni hanno proposto con spalline "a scomparsa" cioé in materiale trasparente perfettamente lavabile e resistentissimo.
Sottotono a nostro avviso, le proposte per l'uomo del 2000 che sono o esasperate , quindi non commerciali, o decisamente classiche.
Scarso comunque l'afflusso di visitatori italiani, forse anche per la scelta di date sbagliate: in molte città infatti sono iniziati i saldi proprio il giorno d'apertura della manifestazione con la possibilità per gli esercizi commerciali di restare aperti anche nel giorno festivo in concomitanza con la mostra.
Buona invece la partecipazione dei compratori stranieri .
Il settore intimo e mare "tiene"
nonostante le tendenze in ribasso del settore abbigliamento in genere.
I risultati positivi, come si evince dai dati ISTAT relativi al 1998 mostrano che questo settore, ed in particolare quello della calzetteria, ha chiuso il bilancio con un saldo attivo globale di 2740 milardi. Questo nonostante il deficit esportativo dell'Italia in termini di volumi. Il nostro paese ottiene ancora successi solo per le idee, la fantasia e le proposte innovative ma queste purtroppo sono sempre più scarse; la maggior parte delle aziende non "osano", non sperimentano abbastanza i nuovi materiali che vengono proposti e questa tendenza non fa ben sperare per il futuro.
Comunque INTIMARE con i suoi 400 espositori da tutto il mondo, le 500 griffes presenti, gli eventi collaterali ed i servizi offerti agli operatori professionali, come evidenziato in un comunicato dal presidente di Bologna Fiere, Luca di Montezemolo, é certamente una delle maggiori opportunità per chi opera nel settore del mare e dell'intimo.
Salutata anche dal Sindaco di Bologna,
Giorgio Guazzaloca, la 9° edizione di INTIMARE chiude in positivo i
suoi quattro giorni di lavoro a cui la città intera e l'amministrazione
comunale hanno dato il loro appoggio per un costante miglioramento.
Roberta Capanni
Non trasformiamo in calvario
per cani e gatti le nostre vacanze
L'estate dovrebbe essere un periodo meraviglioso per i nostri animali domestici, soprattutto per i cani.
Sia che si opti per la montagna o la campagna, sia che si preferisca il mare, a loro va bene lo stesso.
Nel primo caso potranno scatenarsi per i prati approfittando del clima più fresco; nell'altro si faranno le loro sane, anche se un pò goffe, nuotate.
Purtroppo, però, quella che potrebbe essere la stagione più divertente, di fatto si trasforma spesso in un calvario per i nostri fedeli amici a quattro zampe.
Non solo perché la vacanza con i padroni il più delle volte se la sognano, ma anche perché, quando viene loro concessa, essa finisce per portare con sé tutta una serie di disavventure che, con poche precauzioni, sarebbero facilmente evitabili.
Vediamo quali sono dunque le disgrazie che capitano più
comunemente agli animali domestici in questo periodo. E quali i rimedi a
disposizione, se solo si avesse un po' di buona vo
lontà.
Una forma di calvario che subiscono molto frequentemente i cani è quella di essere piazzati in canili sudici e inadeguati senza che siano garantite né le condizioni igieniche elementari né una qualche forma di controllo veterinario. Sono molte infatti le persone che sul punto di partire per la vacanza non guardano più in faccia a nulla e a nessuno, e accomodano alla bell'e meglio il proprio animale nel primo posto che capita e senza tanti riguardi.
Per non parlare di quei "mostri" che, se non trovano subito una facile sistemazione, non ci pensano sù due volte e addirittura li abbandonano in strada.
Non sono casi isolati, questi, in Italia, se si pensa che secondo recenti statistiche ammontano a 150 mila i cani abbandonati ogni anno e 90 mila sono quelli rinchiusi nei canili. Anche i gatti vengono abbandonati nell'assurda misura di 200.000 animali.
Tutto ciò ha conseguenze pesanti anche per gli esseri umani: si stima che negli ultimi dieci anni siano stati circa 40 mila gli incidenti d'auto provocati dai cani lasciati soli con se stessi, con 4.500 persone ferite e 200 morti.
Evidentemente le multe previste per i responsabili di abbandoni e l'incriminazione per omicidio colposo in caso di incidente mortale non sono deterrenti sufficienti.
Di fronte a questi due tipi di maltrattamento, vale la pena di ricordare innanzi tutto che pian pianino anche in Italia si stanno diffondendo nuove facilitazioni per chi porta con sé il cane in vacanza: aumentano le strutture alberghiere che permettono il soggiorno di animali e in alcune spiagge sono state create aree attrezzate per gli animali (presto saranno costruiti anche recinti per fargli fare il bagno).
Alcune di queste, si trovano a Rimini, vicino a Savona e a Maccarese, sul litorale laziale. E' importante sapere tuttavia che bisogna rispettare precise norme di condotta per accedere a tali spiagge: i cani devono avere un certificato sanitario e non possono essere lasciati liberi di scorazzare a piacimento e tuffarsi in acqua.
Per chi trova la cosa ancora troppo complicata e rinuncia
a portarseli dietro, esistono comunque buone pensioni per animali dove i
nostri cani o gatti possono trascorrere il periodo di vacanza senza soffrire
troppo della mancanza dei padroni. 
Nello scegliere la pensione è importante accertarsi che siano dotate di spazi abbastanza ampi, sia all'aperto che al coperto; e che vi sia la possibilità di custodia in gruppo e in isolamento. Per avere la certezza della serietà della pensione e che sia garantita un'adeguata assistenza medica, un buon indizio è il fatto che al momento di accogliere l'animale il titolare della struttura esiga una copia del certificato di buona salute e del libretto di vaccinazione.
Ma, come si diceva, anche l'andare in vacanza può trasformarsi in una sofferenza per il nostro gatto o cagnolino. Gli insetti sono infatti sempre in agguato: dalle zecche, alle pulci, fino alle zanzare; e possono risultare più pericolosi di quanto in genere si crede. Senza dimenticarsi poi, se si è in campagna, del pericolo vipere, le quali non stanno certo a fare distinzioni tra esseri umani e cani (con i gatti, più pronti di riflessi e rapidi, hanno qualche difficoltà in più).
Le zecche, ad esempio, quando si attaccano al corpo dell'animale, ne succhiano il sangue e possono provocare reazioni allergiche; oppure trasmettere patologie gravi come la malattia di Lyme che può interessare diversi organi dell'animale. Nel caso di zecche femmina in gravidanza, inoltre, c'è il rischio di trasmissione di una tossina in grado di causare paralisi.
Riguardo alle pulci, il danno più evidente è il prurito, che porta le bestiole a grattarsi di continuo, spesso fino a ferirsi. Non solo: se vengono ingerite, possono trasmettere la tenia.
Per contrastare sia le pulci che le zecche, la cosa migliore è la prevenzione. Esistono sostanze specifiche ad azione prolungata, da applicare in pochi punti del corpo dell'animale, che sono in grado di allontanare entrambi questi due tipi di insetti.
Ad ogni modo è sempre bene dare una controllatina al proprio cane, soprattutto dopo lunghe gite in mezzo alla natura. E, se si trova la zecca, bisogna toglierla subito con molta attenzione, dopo averla 'addormentata' con l'alcol, e facendola ruotare per evitare che il rostro con cui è agganciata al corpo resti conficcato.
Ci sono poi le zanzare, che possono veicolare un parassita come la filaria che è responsabile della filariosi: malattia pericolosa soprattutto per i gatti, i cui sintomi si manifestano tardivamente e che è molto lunga e difficile da curare. Anche in questo caso, l'unica arma efficace al cento per cento è la prevenzione, cioè apposite vaccinazioni dal veterinario. E, per il resto, le stesse precauzioni che seguiamo per tenere lontane le zanzare, sono utili pure per l'animale.
Infine, per i padroni più paurosi e pignoli, sono da ricordare tutti i piccoli inconvenienti che possono capitare ai nostri animali domestici, un po' viziati e indeboliti dalla vita casalinga. Ad esempio, anche a cani e gatti troppo sole può fare male e portare scottature; oppure il deglutire sabbia e sassolini giocando sulla spiaggia può provocare diarrea e vomito; e, ancora, le immersioni possono causare l'otite e la salsedine irritazioni.
Al cospetto di "cotali pericoli", è da segnalare tutta una serie di ulteriori cautele. Dalle creme solari specifiche per i cani (quelle per gli esseri umani non sono adatte), alla doccia con acqua dolce per togliere il sale marino.
Senza dimenticarsi, naturalmente, di asciugarli subito dopo il bagno!
.L.S..
Riciclare per l'ambiente
La Regione Toscana, in conformità con la L. R. n. 25 del 18 maggio 1998, ha affidato alla Agenzia Regionale Recupero Risorse l'incarico di certificare l'efficienza delle raccolte differenziate (RD) dei rifiuti urbani raggiunta dai comuni della Regione, finalizzata alla verifica degli obbiettivi dettati dal Decreto Ronchi.
Il monitoraggio ha riguardato tutti i materiali raccolti in modo differenziato ed avviati ad effettivo recupero (carta, vetro, alluminio, metalli, organico, sfalci e potature, legname, ecc.).
Dalla valutazione dei dati certificati appaiono risultati molto incoraggianti relativamente alla evoluzione delle RD in Toscana - come ha sottolineato l'assessore regionale all'ambiente Claudio Del Lungo - se si pensa che, partendo da un'efficienza nel 1994 (periodo di inizio del monitoraggio di ARRR) pari al 5,5%, al 1998 si è raggiunto il ragguardevole risultato del 13,75%, per arrivare nei primi due mesi del 1999 al 17,63%. Con un passaggio da 37,4 Kg/abitante/anno di RD nel 1994 a 57,2 nel 1997, 73,7 nel 1998, con una proiezione per il 1999, se saranno confermate le premesse, di circa 85 Kg/abitante/anno.
L'aumento delle RD riguarda soprattutto la frazione dei rifiuti cellulosici, che passa da 75.300 t del 1997 a 101.300 t nel 1998, con un aumento del 34%.
Analogo andamento positivo viene assunto dalle raccolte differenziate della FORSU, che cominciano a diffondersi solo in questi ultimi anni; nel 1997 sono state raccolte circa 7.700 t di sostanza organica, contro le 21.500 del 1998, mentre per quanto riguarda gli sfalci e potature si è passati da 41.500 t a 49.300, con un aumento totale di tutto il materiale avviato al compostaggio di circa il 44%. Stabile il vetro, mentre un discreto aumento si è rilevato nella raccolta dei contenitori in plastica per liquidi (+ 41%), inseriti quasi esclusivamente assieme a lattine e vetro nei contenitori multimateriale.
Complessivamente in Toscana è stato conseguito l'obbiettivo del raggiungimento degli obbiettivi del 15% fissato dal Decreto Ronchi, anche se non tutti gli ATO della Regione hanno raggiunto gli stessi risultati: su 9 ATO, 5 di essi hanno superato il 15%, corrispondenti al 64% della popolazione residente ed al 48% dei Comuni. Mentre due dei quattro ATO che non raggiungono l'obiettivo si attestano sopra al 14%.
"A fronte di questo sensibile sviluppo delle raccolte differenziate - ha detto Del Lungo - sarà necessario sviluppare con altrettanto impegno le strategie di riduzione alla fonte di rifiuti, sia attraverso la diffusione dell'autocompostaggio domestico o di comunità, sia e soprattutto intervenendo sulla componente di rifiuti da imballaggio che costituiscono ormai oltre il 40% in peso e quasi il 60% in volume della massa di rifiuti che vengono prodotti ogni giorno". Un aspetto problematico riguarda invece la produzione dei rifiuti urbani, che nel 1998 è aumentata del 4,8% rispetto al 1997, dato che contravviene alle disposizioni del piano regionale, che prevedeva per il 1998 un assestamento della produzione dei rifiuti urbani sulle stesse quantità dell'anno precedente.
Nell'opera di certificazione, per la prima volta, si è teso a verificare le effettive ed oggettive destinazioni a recupero e riciclaggio dei materiali presso impianti di valorizazione intermedia e/o insediamenti finali di riutilizzo industriale. Questa verifica, oltre che legittimare i flussi reali dei materiali raccolti, ha consentito di dimensionare in maniera più puntuale la situazione regionale del mercato del riciclaggio.
Anche in questo caso il dato che emerge è quello di un settore dalle significative potenzialità economiche ed imprenditoriali che trova, tuttavia, il suo limite principale sia nella ancora inadeguata strutturazione del comparto su modelli industriali, sia nel mancato compimento ed entrata a regime del sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio che fa capo al CONAI ed ai Consorzi di filiera.
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