L'ATTENZIONE ![]()
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Debbo confessare che sabato scorso ho vissuto una forte
emozione guardando la finale di basket per gli Europei tra la
nazionale italiana e quella
spagnola.
Non solo per l'intensa partecipazione, seppure davanti al televisore, alle azioni di gioco, tra l'altro magistralmente commentate da Franco Lauro e da Gianfranco Lombardi, non solo per la vittoria meritatissima della nostra nazionale che è salita sul gradino più alto del basket europeo dopo ben 16 anni di astinenza, ma anche per il grande "coro" che ha accompagnato l'inno di Mameli.
I giocatori cantavano intonati quell'inno seguendo le note diffuse dagli altoparlanti nello stupendo scenario del palazzetto dello sport di Parigi; e cantavano anche gli spettatori italiani che agitavano la bandiera tricolore in segno di giubilo.
E i francesi, che sono nostri cugini, a volte invidiosi, sconfitti dalla Spagna nei quarti di finale, hanno gioito con noi, vendicandosi grazie all'Italia che ha affondato le Furie Rosse.
Non poteva non venirmi a mente la mia giovanile esperienza di giocatore di basket (arrivato alla Serie C) con il ricordo di tante passate emozioni sotto il canestro.
E non potevo neppure non andare col pensiero alle tante partite di calcio della nostra nazionale ed al mutismo dei nostri giocatori che forse non sanno neppure una parola dell'inno di Mameli.
Forse perchè c'è una differenza fondamentale tra i due sport: nel calcio vige la legge del dio danaro, che non conosce emozioni, nel basket vale l'emozione, la sfida impossibile, la forza d'animo (del singolo e del collettivo). Non sarebbe male che sui campi di calcio insegnassero anche l'inno di Mameli, l'amore per la propria bandiera, la patria!
Valutare un Vieri 90 miliardi o un Del Piero oltre 100 miliardi è sicuramente un'offesa alla dignità di tutti gli altri sport (dal basket alla scherma, dal canottaggio all'atletica) che fanno grande l'Italia e la emozionano. Basti pensare che il titolo di campione europeo per un giocatore di basket vale appena 80 milioni di lire!
Un gol, un rigore parato, hanno un valore economico nel mondo del calcio; un canestro, una stoppata, un rimbalzo vincente, nel basket sono una sensazione di vita, d'amore, di dedizione.
Quando Lombardi commenta la partita e si rivolge ad Abbio, Myers, Fucha, De Pol, Meneghin, Galanda, dice "facci sognare, fai una tripla!"
Lo sport per essere tale deve anche far sognare.
E questo manca al calcio, purtroppo!
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Legacoop: nuova organizzazione sul territorio
e conferma dell'autonomia
dai partiti
Che scossone per il mondo cooperativo dell'Emilia-Romagna la perdita da parte dei DS del comune di Bologna!
Che trauma per il modello emiliano così strettamente legato al "governo" delle attività regionali sempre ed unicamente all'interno delle direttive politiche!
Cosa accadrà adesso a Bologna e nell'intera regione? Non è facile dare una risposta, anche se vien da dire, senza riflettere, "ognuno raccoglie quello che semina".
E in Toscana, terra ricca di espressioni di solidarietà sociale, con le sue 924 cooperative, 1.253.000 soci, 27.000 addetti, 7.500 miliardi di fatturato, che cosa potrebbe accadere se alle prossime elezioni si presentasse una situazione politica come quella bolognese ed emiliana?
Temi caldissimi, quindi, che non hanno niente a che fare con la meteorologia.
Eppure un futuro chiaro si prospetta per la Toscana. Ecco come ci aiuta a "vederlo" Giorgio Bertinelli, presidente riconfermato di Legacoop Toscana e vice-presidente di fresca nomina di Legacoop nazionale, nonchè coordinatore della macro-area dell'Italia centrale (Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo).

Nuovo assetto organizzativo
Presidente Bertinelli, per prima cosa vogliamo complimentarci con lei per i risultati conseguiti al Con-gresso nazionale di Lega-coop, in particolare per aver fatto passare le sue proposte fatte proprie dal Congresso regionale.
Ci riferiamo, in particolare alla destinazione degli utili ed al decentamento della Legacoop.
Ci dice come si sviluppa quest'ultima novità?
Ormai sulla strada del federalismo politico non potevamo non prendere in considerazione la necessità conseguente di "decentrare" anche la nostra struttura organizzativa. Da qui l'idea di dividere l'Italia in quattro macro-aree con la nomina di quattro cordinatori (con l'incarico anche di vice-presidenti nazionali).
Quali sono queste aree?
La nord-ovest (coordinata dal presidente di Legacoop Lombardia), nord-est (presidente Emilia-Romagna), centro Italia (presidente Tosca-na), sud+isole (presidente Calabria).
Come si "divide" il lavoro tra centro e periferie, ovvero tra Legacoop nazionale e coordinamenti?
Al centro nazionale sono state riservate le grandi strategie: Europa, ufficio studi (proposto dalla Toscana ed accolto in ambito congressuale), linee generali di politica economica.
Alle Leghe territoriali la direzione, il coordinamento, e l'organizzazione della realtà associativa sul territorio.
In che senso?
Prendiamo la Toscana, a noi più vicina: ci sono strutture come Conad, Coop Toscana-Lazio, Coop-Lat, Coop Centro-Italia, giusto per citarne alcune, che ormai hanno dimensioni interregionali, con inserimento in altre regioni, in particolare Lazio ed Umbria. Ebbene, la nostra politica economica deve seguire questa naturale evoluzione dell'offerta da parte delle cooperative.
Perchè la macro-area da lei diretta interessa solo le 5 regioni centrali?
La risposta è semplice: sono regioni naturalmente omogene, come è stato dimostrato anche dal "patto" istituzionale sottoscritto tempo addietro dai presidenti delle Giunte regionali.
Il confronto con la politica

C'è allora un'onda che va dalla politica all'economia cooperativistica?
Direi proprio di no per quanto concerne in genere il rapporto politica-Legacoop in Italia, se si eccettua il caso Emilia-Romagna.
Ecco il punto. La conquista del comune di Bologna da parte del centro-destra la stanno vivendo malissimo alla Legacoop emiliana...
Diciamo che è la logica conseguenza di un vecchio rapporto tra la politica, le istituzioni, la realtà economica.
In Emilia-Romagna tutto si riconduce (o meglio si riconduceva fino a ieri) al "governo" locale guidato prima dal Pci, poi dal Pds ed oggi dai Ds.
D'altra parte in Emilia-Romagna la sinistra era convinta di avere il diritto-dovere di controllare tutto!
La sinistra ha governato in tutti gli enti locali e la regione, ed era ormai diffusa la sensazione che tutto si muovesse secondo scelte decise in sede politica.
Ci pare di capire che lei non è d'accordo sull'esistenza di un asse privilegiato sinistra-Legacoop...
Prima di creare sensazioni sbagliate, devo subito precisare che in Toscana andiamo orgogliosi dell'autonomia di cui abbiamo sempre goduto rispetto ai partiti.
Che poi la cooperazione si collochi, per tradizione e per fatto naturale, sulla sinistra dello schieramento politico questa è un'altra cosa.
Che significa?
La nostra collocazione è sempre stata nell'ambito della sinistra riformista italiana, prendendo la propria forza dalla tradizione di solidarietà e mutualità che ha sempre contraddistinto la nostra attività. Non per niente nella Legacoop convivono tranquillamente le diverse anime della sinistra: dalla comunista alla socialista, alla repubblicana.
Un esempio dell'autonomia da lei professata?
Un esempio? Ma scherza? Ne potrei fare decine di esempi. Potrei cominciare da ciò che accadde 25 anni fà, l'Associazione delle cooperative di consumo, presieduta da Celso Banchelli, decise di promuovere la fusione fra piccole cooperative e con la creazione dei primi supermercati si andò ad uno scontro durissimo con importanti settori del Pci e del Psi.La nascita di Coop Centro-Italia non è stata certo favorita dal Pds locale.La nomina dei dirigenti non ha mai subito pressioni di sorta, anche perchè la sinistra non ha mai ritenuto di dover intervenire.
Possiamo ricordare anche la recente vicenda del rinnovo dei vertici della Camera di Commercio...
E' stata emblematica l'esclusione di Legacoop dall'intesa tra alcune categorie, che hanno dimostrato una certa subalternità verso gli industriali, e l'atteggiamento di miope consenso dei Ds a questa operazione.
La Legacoop è collocata a sinistra. Bene. E se dovesse arrivare in Toscana il centro-destra?
La nostra collocazione non cambierebbe. Andremmo al confronto con il centro-destra per far valere le nostre ragioni economiche e non politiche.
Legacoop è una grossa realtà economica. Non le manca certo il "peso" politico?
Legacoop è innanzitutto una struttura economica di vasta presenza non solo nel consumo, ma anche in altri settori. Basti pensare che pur essendo il fatturato per il 50% di coop consumo, queste hanno solo un terzo degli addetti totali della cooperazione.
Ci sembra che Legacoop svolga anche un ruolo significativo nel sociale!
Premesso che le cooperative sono imprese che debbono produrre utili, il nostro impegno è quello di saper destinare questi utili ad attività di carattere sociale. Da qui la mia proposta al congresso regionale (approvata poi anche in sede nazionale) di destinare una parte degli utili a sostegno di inziative ad alto rilievo sociale.
In questo ambito si colloca anche "Insieme Salute"?
Nata come società di mutuo soccorso, "Insieme Salute" ha per scopo la solidarietà in tutte le forme e modalità consentite dalla legge. La società ha lo scopo di erogare ai propri associati, e senza fine di lucro, assistenza integrativa sanitaria.
Ci risulta che ci sono state diverse difficoltà per il decollo di questo nuovo tipo di associazione.
Senza entrare nei particolari voglio solo dire che abbiamo dovuto lottare contro lobbies che volevano impedirne il decollo. Adesso, finalmente, le legge riconosce al socio la possibilità di scaricare dalle tasse la spesa per la quota associativa.
Verso il 2000

Come si prepara Legacoop Toscana, all'appuntamento del 2000?
Con la convinzione di riaffermare la natura solidaristica e mutualistica del movimento cooperativo.
Francesco Canosa

Non è una "riscoperta" come ha voluto puntualizzare Lino Moscatelli, direttore generale della Cassa di Risparmio di Firenze, ma sicuramente è un momento di rinnovato impegno a favore delle piccole e medie imprese da parte della banca fiorentina. Infatti, a distanza di pochi giorni la Cassa ha presentato due importanti accordi per favorire lo sviluppo delle PMI: prima con la Confesercenti (v. nostro servizio a pagina 8/9 di questo stesso giornale), poi l'accordo con il Gruppo Casse di Risparmio francesi.
In sostanza, come ha spiegato Moscatelli, si tratta di rendere più facili e vantaggiosi per le PMI toscane i loro rapporti con la Francia. Nel nostro paese "cugino" il Gruppo è alla testa di 34 banche con 4.200 filiali e circa 40.000 dipendenti, con una raccolta di 1.520 miliardi di franchi.
La cooperazione, che è reciproca, riguarda una serie di settori che vanno dai contatti commerciali alle condizioni economiche applicate dai partners, dai finanziamenti speciali (leasing e factoring) fino alla consulenza fiscale e legale ed all'assistenza nel caso di partecipazioni e joint ventures.
La speranza espressa dai protagonisti (lo stesso Moscatelli, Paolo Campaioli consigliere delegato del Gruppo Cassa Firenze, Bruno Pecchi- direttore imprese Cassa Firenze- da una parte e Maurice Benusilho - direttore generale del Gruppo Casse francesi - e dal suo vice Jean-Yves Rouchy dall'altra) è quella di incontrare l'interesse degli operatori italiani e francesi, che non dovrebbe mancare, visto che la Francia (dopo USA e Germania) è il terzo mercato per l'export italiano (3.500 miliardi di lire annue) contro un import di 2.150 miliardi annui.
L'accordo, è bene precisarlo, si inserisce molto bene nelle nuove strategie bancarie di allargamento della propria presenza negli altri paesi membri dell'Unione europea.
E questo vale per la Francia che, con il
suo Gruppo Casse Risparmio, ha già acquistato una piccola partecipazione
nella Cassa di Risparmio di Genova e si appresta a fare lo stesso per altre
Casse italiane (anche quella fiorentina?), come d'altra parte la Cassa fiorentina
dopo questo importante accordo con la Francia pensa di migliorare quello
già esistente con la Spagna, nonchè di allargare la propria
presenza anche in altri Paesi.
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Costruire il commercio
del futuro
Incontro da
"grande occasione" quello che si è svolto nei giorni scorsi
nella Sala Verde della Cassa di Rispar-mio di Firenze per "presentare"
alla stampa la convenzione tra la stessa Cassa e la Confesercenti fiorentina
per l'erogazione del credito alle imprese associate all'organizzazione presieduta
da Franco Malinconi.
Un atto quasi dovuto verso gli esercenti fiorentini e toscani dopo l'approvazione della legge Bersani di riforma del commercio.
Il ruolo della Cassa
Introducendo i lavori, il direttore generale della Cassa di Risparmio Lino Mosca-telli, ha sottolineato la strategia della banca per favorire la modernizzazione delle imprese attraverso un processo innovativo di grande respiro."Il pacchetto messo a punto dalla Cassa - ha detto tra l'altro Moscatelli - ha il pregio della rapidità e della semplicità di accesso al credito".
Un richiamo per i Comuni
Premesso che la legge Ber-sani rappresenta un'opportunità da sfruttare, a giudizio di Franco Malinconi, presidente della Confesercenti fiorentina, occorre sottolineare il ruolo giocato dalla Regione con l'approvazione del regolamento e quello che spetta ai Comuni. "A questi - ha detto Malinconi - vogliamo ricordare che hanno 180 giorni di tempo per predisporre adeguati strumenti di programmazione sul territorio per rendere concreto il dettato legislativo".Malinconi ha anche fatto cenno alla questione della formazione degli imprenditori del commercio, sollecitando a svolgere un ruolo adeguato Comuni e Province.

L'impegno della Regione
Michele Ventura (assessore regionale alle attività produttive) intervenendo nel dibattito ha voluto mettere in evidenza l'impegno della Re-gione nel predisporre il regolamento di applicazione del la legge Bersani, esaltando l'importanza del ruolo economico del commercio e del turismo sia per la Toscana che per tutto il Paese.
"La svolta che dobbiamo attenderci per il futuro - ha detto tra l'altro Ventura - deve puntare comunque sull'innovazione, essendo ormai superato il vecchio concetto della rendita di posizione."
Si è lamentato, polemicamente l'assessore, con le amministrazioni comunali (aveva in mente Firenze?) perchè pedonalizzano le aree centrali e non provvedono ad un decoroso arredo urbano, finendo così "per danneggiare la vivibilità del centro e delle attività in esso collocate".
Ha sollecitato (e qui lo ha fatto direttamente) la nuova amministrazione comunale di Firenze e tenere conto di quanto indicato nel regolamento regionale sul commercio e cioè di assumere la guida dello sviluppo economico nell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, "in quanto -ha detto Ventura - le politiche economiche devono andare oltre le politiche comunali territoriali", auspicando quindi una reale concertazione tra i Comuni interessati ad uno sviluppo sinergico.
Com-Fidi in evidenza
Ma chi deve tenere i fili dell'accordo tra Cassa di Ri-sparmio e Confesercenti? La risposta è nei fatti: il Consorzio Toscana Com-Fidi che alla fine del 1998 - come ha sottolineato il suo presidente Massimo Vivoli - aveva fatto registrato una massa di affidamenti pari a 585 miliardi di lire, garantendo ben 3.528 operazioni di finanziamento, raccogliendo fideiussioni consortili per 94 miliardi, potendo contare su ben 14.307 soci.
"Tutto questo - ha sottolineato Vivoli - dimostra la dinamicità posseduta dalle piccole e medie imprese che ci consentono di guardare al futura con un certo ottimismo".
I termini dell'accordo
E' toccato a Bruno Pecchi, "Direttore Imprese" della Cassa, illustrare ai presenti i termini dell'accordo.
Premesso che esso nasce in esclusiva temporanea con la Confesercenti si articola in diversi "capitoli".

Tosco Bersani
I primi due prodotti del Pacchetto, denominati "Tosco Bersani", sono stati pensati specificatamente per le finalità previste dalla riforma:
*-Credito ipotecario - finanziamento per l'acquisto, la ristrutturazione di locali, l'inizio o il rilievo di attività commerciali.
Si tratta di un'apertura di credito che consente di usufruire di un finanziamento fino all'80% del valore della garanzia offerta, senza impegno di rientro prima di 3 anni.
Al termine di questo periodo il cliente può optare per il rimborso del capitale in un'unica soluzione o per la trasformazione dell'esposizione del conto in un finanziamento a medio termine - per un massimo di 5 anni, ad un tasso legato all'Euribor (+0,75%) a 6 mesi - che preveda il rientro in rate mensili. Il primo anno si pagheranno solo gli interessi, poi il 10, 20, 30, 40% del capitale dal secondo al quinto anno. Durata massima dell'operazione, 8 anni.
*-Finanziamento non cambiario - finanziamento per l'affitto e/o la ristrutturazione di locali, l'inizio/rilievo di attività commerciali, l'ampliamento di attività.
Si tratta di un finanziamento - fino ad un massimo dell'80% dell'importo dell'investimento da sostenere - non regolato in c/c e senza impegno di restituzione durante il 1° anno di utilizzo.
Al termine di questo primo anno, durante il quale viene attualmente applicato un tasso fisso pari al 2,9%, il cliente può scegliere tra il rimborso del capitale in un'unica soluzione o il suo rateizzo mediante rientri mensili, bimestrali, trimestrali o semestrali, ad un tasso fisso pari all'lRS a 3 anni, vigente a tale data. Durata massima dell'operazione 5 anni.
Tosco Impresa
Il pacchetto prevede poi altri prodotti denominati "Tosco Impresa", che sono stati pensati per rispondere a finalità legate alla conduzione dell'impresa:
*-Finanziamenti per il noleggio di stand, campagne promozionali e spese pubblicitarie. Consente agli esercenti che partecipano a mostre e fiere in Italia o all'estero, di dilazionare nel tempo i costi connessi.
Favorisce l'ampliamento dei mercati di vendita. Si tratta di uno specialprestito, per un importo compreso tra un minimo di 1.000.000 e un massimo di 30.000.000 di lire, da restituire in 12 rate mensili uguali comprensive di capitale ed interessi.
Durata massima dell'operazione, 1 anno.
*-Finanziamenti per assunzioni di personale con contratto di formazione lavoro.
Vengono favorite le imprese che assumono giovani.
Il finanziamento, non regolato in c/c e di durata massima di 24/36 mesi, è di 24.000.000 di lire per ciascuna unità lavorativa (prelevabili in quote di 2 milioni al mese). Previsti rimborsi in quote costanti di capitale a partire dal 13° mese.
*-Finanziamenti per acconto imposta su T.F.R.
Consentono agli operatori di dilazionare gli impegni inerenti il versamento di tale imposta. Il finanziamento, non regolato in c/c e di durata massima di 6/12 mesi, è commisurato all'onere per la ditta in base alla cifra accantonata annualmente, con mensili/trimestrali uguale di solo capitale.
Minor Tosco
Fanno parte del kit altri prodotti già presenti nell'offerta CRF, come il "Minor Tosco", finanziamento per consentire alle aziende di accedere ad agevolazioni pubbliche, e i finanziamenti "Tosco Fisso" o "Tosco Ribo", per investimenti connessi all'attività svolta, in attrezzature, arredi, acquisto marchi o ricerche di mercato.
Altri "prodotti"
Il pacchetto prevede inoltre alcuni prodotti a carattere assicurativo messi a punto da Centrovita, aventi l'obiettivo di proteggere le aziende da eventi imprevisti. Si tratta di:
"Scudo": consente di garantire un capitale a protezione dell'azienda nel caso venga a mancare, per morte o invalidità, un suo uomo chiave.
"Evoluzione azienda": strumento utile per investire liquidità e costruire una riserva finanziaria anche con piccoli versamenti periodici.
"Evoluzione multirisparmio": consente di fruire dei vantaggi di un grande investimento e delle detrazioni da polizza assicurativa, con un versamento di sole 200.000 lire al mese.
Shopin.net
L'ultimo prodotto è anche quello più innovativo, destinato ad aziende che non solo vogliono ampliare il loro mercato, ma anche individuare un canale di vendita e di comunicazione dalle enormi potenzialità come Inter-net: "Shopin.net", sistema per la realizzazione del commercio elettronico via Internet attraverso un sistema sicuro per la gestione dei pagamenti effettuati con carta di credito
.Nicola Francano.
Un gelato, che delizia!

Mentre il caldo fa aumentare il consumo dei gelati c'è già chi pensa agli sviluppi futuri del settore.
A Longarone (Belluno) stanno definendo il programma per la prossima edizione della Mostra Internazionale del Gelato, che si terrà dal 28 novembre al 3 dicembre prossimo e per la quale stanno pervenendo domande di nuove adesioni dall'Italia e dall'estero.
Gli organizzatori stanno lavorando alacremente anche perchè stimolati dalla notizia giunta dal Ministero dell'Indu-stria, Commercio ed Artigianato che ha confermato la qualifica di manifestazione fieristica "internazionale" anche per l'edizione del 1999, la quarantesima della serie, per la mostra del gelato di Longarone.
Il Ministro Pierluigi Bersani infatti ha accolto la domanda presentata a suo tempo riconoscendo la forte valenza propositiva e commerciale di un appuntamento che richiama ogni anno a Longarone (Belluno) le massime espressioni del mondo produttivo e tecnologico del mondo del gelato artigianale. Al riguardo la Commissione consultiva interministeriale si era espressa favorevolmente in quanto i dati registrati dalla rassegna sono risultati rispondenti ai parametri ministeriali, oltre che in crescita, e "la stessa risulta essere l'unica rassegna dedicata esclusivamente al gelato" ; anche il quartiere è stato ritenuto idoneo ad ospitare un evento di tale portata
Intanto gli organizzatori hanno già deciso di assegnare alla Germania il premio internazionale "Mastri Gelatieri '99", alla quarta edizione, mentre al 30° Concorso internazionale Coppa d'Oro", autentico "Oscar del gelato artigianale", si deciderà al gusto di "Pistacchio"; confermato inoltre anche il "Festival d'Autore", alla 6a edizione, che avrà una connotazione ancora più internazionale.
Lo scorso anno la forza attrattiva della manifestazione fieristica è stata ribadita dalla presenza record di 280 espositori, di cui 58 esteri da 10 Paesi, con oltre 31 mila visitatori (+ 4% rispetto all'anno precedente), il 52% dei quali esteri provenienti da 40 Paesi. Tutto questo nonostante l'andamento del mercato abbia registrato nel '98 una flessione con punte superiori al 30%
Il gelato industriale
Il gelato industriale italiano è preparato in modo più che corretto e gode di prestigio anche all'estero, dove è largamente esportato; deve tuttavia affrontare il problema della conservazione per periodi relativamente lunghi, e ciò comporta l' uso prevalente di latte in polvere, tuorli congelati, frutta conservata, nonché l' uso di addittivi per il sapore ed il colore ed una presenza percentuale di aria molto elevata, poiché questa garantisce una lunga conservabilità.
Il gelato naturale
Il gelato, se preparato con ingredienti sani, può essere un vero e proprio alimento, soprattutto durante l'estate ma non solo. Può essere un alimento alternativo gustoso specialmente nelle diete di bambini ed anziani, che hanno necessità di un forte apporto di calcio.
Nella preparazione del gelato artigianale prevale l' uso di prodotti freschi, l'assenza di addittivi ed una bassa percentuale di aria, in quanto esso non va incontro ad una lunga conservazione.
Il gelato biologico
Presso i negozi di alimentazione naturale è possibile trovare il gelato biodinamico, lavorato cioè con ingredienti provenienti dall' agricoltura biodinamica, ma la sua diversità non si limita a questo. Tale gelato infatti è lavorato impiegando esclusivamente latte e uova freschi, senza far uso di additivi chimici ed utilizzando come dolcificante lo zucchero di canna. Il contenuto d' aria in percentuale è molto basso.
Il gelato alla soia
Il gelato alla soia è confezionato con latte di soia (ottenuto da una miscela di soia gialla frullata ed acqua) e può essere un'alternativa valida per tutti coloro che hanno un' intolleranza al lattosio, o comunque la necessità di seguire diete ipocolesterolemiche ed ipocaloriche. Infatti non contiene colesterolo, saccarosio o grassi animali.
E' quindi assai digeribile, ed è oggi disponibile sia presso molte gelaterie artigianali che a livello industriale in una certa varietà di gusti
Il gelato alla soia assicura un buon apporto nutrizionale, in quanto nella sua composizione sono presenti tutti gli amminoacidi essenziali, una giusta quantità di fibra ed acidi grassi polinsaturi. Le proteine ed i grassi della soia inoltre favoriscono l' abbassamento del tasso di colesterolo nel sangue. Essendo privo di zuccheri ad eccezione del fruttosio, può con misura essere consumato anche in alcuni casi di diabete.
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