L'ATTENZIONE

Editoriale

Terrorismo e perbenismo

 

 

Troppo facile mettere sotto accusa i centri sociali, considerandoli i nuovi covi dei terroristi. Mentre è solo strumentale scagliarsi contro Fausto Bertinotti, "reo" di aver condiviso alcuni punti delle rivendicazioni delle rinate (sarà vero?) Brigate Rosse.

Le cosiddette "persone per bene" sono sempre propense a semplificare tutti i problemi, perchè ritengono di avere la soluzione a portata di mano o meglio delle loro convinzioni che non devono essere contestate.

Ma la verità dei fatti è spesso diversa da quella che si ritiene. Se così non fosse non si avrebbero lunghi e costosi processi, spesso con drammatici capovolgimenti di fronte. Se così non fosse non si scoprirebbe che dietro "persone per bene", persone "casa e chiesa" si nascondono dei veri e propri mostri; se così non fosse non si capirebbe perchè i pedofili sono innanzitutto "persone per bene", quelle persone cioè che vengono definite "insospettabili".

La stessa delinquenza minorile non nasce sempre e comunque dalle disagiate condizioni in cui vivono i minori, ma a volte anche dalla noia che sconvolge la mente di ragazzi di "famiglie per bene".

Ecco perchè siamo convinti che il "perbenismo" non ci può dare i giusti lumi sulle cause del terrorismo.

Piuttosto pensiamo che la questione debba essere affrontata sempre con estrema onestà di intenti.

Ha ragione Massimo D'Alema quando parla di "assassini" e non di terroristi, ma ha ragione anche Gianfranco Fini quando sostiene la necessità di non perdere di vista le motivazioni che possono portare a feroci assassini.

E' come dire "indagare a tutto campo" alla ricerca della verità.

Una cosa, comunque, appare inconfutabile: che siano vecchie o nuove conoscenze del terrorismo nostrano il problema esiste. Eccome!

Per trovare menti malate non è necessario andare lontano, nel tempo o nello spazio. La malvagità vive attorno a noi, nelle nostre famiglie. I rapporti di odio tra parenti, le violenze dei padri e dei conoscenti sui bambini, le rapine, la micro e la macro-ciminalità, la prepotenza alla guida delle automobili di tanta gente detta "per bene", giusto per citarne alcuni, non sono elementi scatenanti per azioni "terroristiche"?

Ecco perchè occorre guardarsi attorno, sempre e con molta attenzione. Partendo da un presupposto, ovvero che la violenza è violenza e non è possibile etichettarla politicamente. Non è nè di destra nè di sinistra, è solo violenza e quindi va combattuta da tutti, senza fughe in avanti!


Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Gestione del traffico

"Cooperazione internazionale e gestione del traffico" è il tema della conferenza, promossa dal Ministero dei Lavori Pubblici in collaborazione con il Ministero dei trasporti francese, tenutasi a Torino presso la sede della ASTM (Autostrada Torino-Milano).

Durante i lavori del Convegno è stato presentato il progetto SERTI, un progetto lanciato e cofinanziato dall'Unio-ne Europea allo scopo di realizzare un coordinamento della gestione del traffico nell'Europa meridionale. Si tratta di un'operazione complessa per realizzare la quale è necessario mettere in atto un reale coordinamento dei soggetti responsabili della viabilità, sia a livello nazionale che internazionale, supportandone il lavoro con impianti tecnologicamente avanzati, in grado di monitorare il traffico, rilevare incidenti e anomalie, trovare dei percorsi alternativi in caso di blocco del flusso ecc.

L'obiettivo è quello di fornire all'utente, prima che si metta alla guida e durante tutto il viaggio, informazioni in tempo reale su condizioni di traffico e viabilità, sulla situazione metereologica e sulla qualità del fondo stradale in un sistema di comunicazione coerente e omogeneo in grado di superare le differenze linguistiche dei vari Paesi. Per quanto riguarda la parte italiana il progetto, che si avvale del supporto tecnico della SINA (società milanese di iniziative nazionali autostradali), è di competenza dell'Ispettorato per la Circolazione e la Sicurezza Stradale del Ministero dei Lavori Pubblici.

Nel corso dei vari interventi, coordinati dall'Ing. Roberto Arditi della SINA, sono stati illustrati dagli esperti, i piani di gestione del traffico transalpino, frutto di un recente accordo tra Italia e Francia. Un accordo che, proprio in questa situazione di crisi del traffico alla frontiera italo-francese, conseguenza della tragedia del Monte Bianco, appare assai opportuno e ha come scopo il coinvolgimento dei diversi addetti ai lavori, deputati ad intervenire in caso di viabilità congestionata, per coordinare i flussi su percorsi alternativi.

In particolare l'Autostrada dei Fiori ha realizzato, prima fra tutte, con la francese ESCOTA (società concessionaria limitrofa) una interconnessione in fibra ottica mediante la quale è possibile monitorare il flusso di traffico sulle tratte di entrambi i Paesi.

"E' il nostro 'fiore all'occhiello' - ha sottolineato l'Ing. Massimo Lippi dirigente responsabile della società concessionaria della tratta autostradale A10 Savona/confine francese - sia perchè si tratta di una realizzazione tecnologicamente molto avanzata, sia perchè sentiamo di lavorare per la sicurezza di chi viaggia in uno spirito di collaborazione europea".

Nel corso del convegno, a titolo dimostrativo, è stato realizzato un collegamento in diretta con il centro di controllo di Imperia, per mezzo di un canale dati ISDN, che ha consentito la visione (in tempo reale) delle immagini dalle telecamere autostradali della Costa Azzurra.

 

Daniela Boarino

 

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Un'agenzia regionale per la promozione all'estero dell'economia toscana

Uno strumento unitario, ma snello, per la promozione dell'economia toscana all'estero, con particolare riguardo alle esigenze dei sistemi locali di piccole e medie imprese. Un'agenzia che elimini i doppioni esistenti e sia in grado di coordinare le iniziative legate al processo di internazionalizzazione e sostenere le esportazioni in tutti i settori produttivi: da quelli classici della moda, dell'artigianato e della meccanica, fino al comparto agroalimentare.

La giunta regionale ha approvato una proposta di legge per la costituzione dell'Agenzia di promozione economica della Toscana (Apet), che riunirà sotto un'unica regia tutti i soggetti che si occupano di promozione economica e gli organismi di rappresentanza degli Enti locali: Regione, Camere di commercio, uffici regionali dell'Istituto per il commercio estero, Ente nazionale per il turismo, associazioni di categoria, Anci (Associazione Nazionale dei Comuni) e Upi (Unione delle Province). Se -come si prevede- la proposta di legge sarà approvata dal Consiglio regionale entro la fine di giugno, l'Apet entrerà in funzione in tempo per gestire i programmi promozionali del 2000.

Michele Ventura e, sotto, Pierfrancesco Pacini

Le caratteristiche del nuovo organismo -che avrà una struttura agile formata da direttore, comitato di gestione di 7 membri (uno per ciascuno degli enti che ne fanno parte) e collegio dei revisori- sono state illustrate alcuni giorni fa nella sede della Giunta dall'assessore alle attività produttive della Toscana Michele Ventura e da Pierfrancesco Pacini, presidente di Unioncamere Toscana.

Ventura, dopo aver sottolineato che la Toscana è la prima regione italiana a dotarsi di questo strumento, ha detto che l'Apet dovrà incentivare l'export e l'internazionalizzazione in modo concertato e che il modello di agenzia predisposto è in sintonia con lo scenario disegnato dalla legge Bassanini.

"Non è stato semplice -ha commentato- mettere insieme soggetti (come l'Ice, Unioncamere ecc.) che negli ultimi anni, anche se con scambi d'informazione reciproci, hanno lavorato su programmi propri. Metterli a lavorare su un percorso unitario è già un notevole risultato".

Un risultato dei cui benefici effetti è convinta anche Unioncamere Toscana, anche se -come ha rivelato il suo presidente, Pierfrancesco Pacini- si è dovuto faticare non poco per convincere i soci a rinunciare al proprio autonomo Centro Estero (il quale sarà soppresso contestualmente alla nascita dell'Apet che ne assorbirà e amplierà le funzioni). Ad ogni modo,

ha fatto notare Pacini, il collegamento con il territorio continuerà ad essere assicurato dal sistema a rete delle Camere di Commercio, oltre che dalle associazioni di categoria e dalle Apt. E, come ha precisato l'assessore Ventura, l'Apet non avrà un'impostazione centralistica ed, anzi, elaborerà le proprie linee di intervento a partire dalle esigenze e proposte che vengono dalle imprese e dai sistemi locali sparsi su tutto il territorio.

A testimonianza di quanto possa rivelarsi utile la nuova agenzia -a cui spetterà la gestione di tutti gli interventi previsti dal piano triennale regionale di promozione delle attività produttive, del turismo e dell'agricoltura- Ventura ha voluto ricordare il grande peso che ha l'export nell'economia toscana ed i pericoli insiti nell'attuale crisi del sistema moda a cui corrisponde circa il 50% dell'esportazione.

"L'aumento della competitività sui mercati nazionali e internazionali -ha spiegato- e la minore capacità dimostrata negli ultimi mesi dall'export toscano di adeguarsi alle novità della situazione economica mondiale rendono improrogabile per le nostre aziende avere a disposizione servizi pubblici che le mettano in grado di partecipare alla gara con armi adeguate". Esigenza fondamentale, ha osservato l'assessore, soprattutto per i prodotti di distretto caratteristici della Toscana.

"Questa agenzia -ha proseguito Ventura- deve rispondere anche ai processi di internazionalizzazione delle imprese italiane, perchè non tutti sono più disposti a comprare solo prodotti finiti di qualità". Pertanto, vi sarà sostegno anche per quei produttori che dislocheranno una parte della produzione all'estero.

"Vi sarà una verifica costante dei risultati -ha detto in conclusione Pacini- perché è importante, sì, spendere tutti i fondi disponibili (come già sta facendo la Regione, ndr)", ma ancora più importante è che i fondi siano spesi bene.

 

Lorenzo Sandiford

 

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L'ATTENZIONE

 

 

Il miracolo della vista. Anche il laser aiuta a vedere

Tra le tecniche più avanzate di chirurgia refrattiva vi è senz'altro la chirurgia con laser ad eccimeri.

Questa tecnica è comparsa in oculistica agli inizi degli anni '80 e da allora si è perfezionata fino a permettere oggi la correzione di tutti i difetti visivi: miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Il fenomeno su cui si basa è la fotoablazione determinata sulla cornea dai raggi laser. In altre parole, i raggi laser, con ripetuti impulsi opportunamente mirati e dosati, riescono a "scolpire" e "modellare" la cornea più o meno a proprio piacimento. Infatti il laser ad eccimeri è uno strumento che consente, grazie all'emissione di un raggio della gamma ultravioletti, di asportare microscopiche frazioni di tessuto corneale, in superficie (PRK) o in profondità (LASIK). Il tessuto viene asportato con una precisione irraggiungibile dalla mano del chirurgo, pari a un quarto di micron (millesimo di millimetro) per ogni colpo emesso.

E' questa caratteristica ad essere sfruttata in particolare per rimodellare la curvatura corneale centrale; così facendo si possono eliminare o ridurre difetti di refrazione quali la miopia, l'ipermetropia e l'astigmastimo.

Tra i suoi vantaggi -oltre al fatto di correggere tutti i difetti visivi- la velocità e facilità e precisione di esecuzione; il fatto che non indebolisce la cornea rispetto a possibili traumi; la stabilità nel tempo dei suoi risultati.

 

Intervento PRK

Ma vediamo le sei fasi di cui si compone un intervento chirurgico con laser ad eccimeri, che è di tipo ambulatoriale e dura circa 3 minuti per quanto riguarda la disepitelizzazione e 30-50 secondi per il trattamento laser vero e proprio.

Prima di tutto vengono instillate alcune gocce di collirio anestetico. Poi il paziente viene sistemato su un lettino mobile al di sotto dell'apparecchio laser. E subito dopo viene applicato alle palpebre del paziente un piccolo divaricatore. Si procede quindi alla disepitelizzazione, ovvero viene asportata una parte della sottile membrana superficiale della cornea (l'epitelio).

Dopo si effettua la "memorizzazione" del centro ottico dell'occhio, facendo fissare al paziente una piccola mira luminosa. A questo punto avviene il trattamento laser vero e proprio. Infine, c'è la medicazione con colliri ed applicazione di una benda; talvolta viene applicata una lente a contatto terapeutica.

L'intervento è indolore; può capitare che il paziente manifesti un leggero fastidio, dovuto al divaricatore palpebrale.

 

Decorso post-operatorio

Per il decorso post-operatorio viene prescritta una terapia a base di colliri e comprese, che deve essere seguita in maniera rigorosa. Durante le prime 24-48 ore dopo l'intervento può insorgere del dolore oculare di intensità variabile; normalmente la terapia descritta riesce a controllare tale dolore mantenendolo a livelli accettabili. L'occhio operato può essere sbendato in media dopo 48 ore. Il paziente viene sottoposto a controlli periodici secondo scadenze stabilite dal medico. Si tratta di controlli obbligatori e la negligenza nel seguire la terapia postoperatoria e le scadenze dei controlli oculistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze.

 

Recupero visivo

Il recupero visivo è progressivo: di circa il 50% dopo 15 giorni e pressoché totale dopo uno o due mesi. Durante questa fase non vi sono particolari limitazioni alla propria attività lavorativa e della vita di relazione, salvo quelle dovute al buon senso, essendo la visione ancora imperfetta.

 

Risultati refrattivi

Per quanto riguarda infine i risultati, il trattamento chirurgico con il laser ad eccimeri di ultima generazione è il metodo più preciso oggi disponibile.

Il difetto refrattivo viene infatti corretto dallo strumento con una precisione pressoché assoluta. Nonostante ciò sono possibili delle imprecisioni dovute al processo di cicatrizzazione, che non è uguale per tutti i pazienti.

Statisticamente si può affermare che nella miopia si ottiene una correzione precisa nel 70 per cento dei casi circa; si può però ragionevolmente affermare che lo scopo di togliere la "dipendenza assoluta" dalla correzione ottica viene sempre ottenuto.

I risultati nell'astigmatismo e nella ipermetropia appaiono meno precisi, e dipendenti dal tipo di strumentazione impiegata.

 

 

Complicanze

Ma esistono complicanze? Ovviamente sì, perché non esistono interventi a rischio 0. Ecco quali sono le rare ma possibili complicanze specifiche del trattamento con laser ad eccimeri.

Primo, opacità transitorie della cornea nell'ambito del processo di cicatrizzazione; tali opacità determinano all'inizio lievi riduzioni dell'efficienza visiva ma regrediscono di solito nell'arco di sei mesi. Secondo, irregolarità della superficie corneale, che possono determinare una temporanea lieve diminuizione dell'acuità visiva. Infine nel primo periodo post-operatorio talvolta si manifesta la sensazione di aloni intorno alle fonti luminose e fastidio per la luce intensa.

 

 

Intervento LASIK

La variante tecnica detta Lasik, in cui il trattamento avviene non sulla superficie ma in profondità della cornea, si utilizza per la correzione delle miopie più elevate (fino a 20 diottrie).

Essa prevede in via preliminare al trattamento laser una sottile incisione a lamella: a ciò provvede uno strumento meccanico, chiamato microcheratomo.

Per il resto non vi sono sostanziali differenze né di tipo anestesico né di durata. Ma, essendoci una fase operatoria in più, vi è ovviamente anche un teorico maggior rischio legato alla presenza dello strumento meccanico.

Il decorso post-operatorio nella Lasik è generalemente privo di dolore; il paziente può tuttavia talvolta avvertire una sensazione di corpo estraneo e di bruciore. L'occhio viene precocemente sbendato, ma il paziente deve non sfregarlo per almeno un mese.

Il recupero visivo è piuttosto veloce durando circa 1 mese, quando si può considerare definitivo.

Tra le complicanze specifiche, quelle dovute al cattivo funzionamento della strumentazione per l'incisione della lamella: ossia un taglio irregolare potrebbe provocare una visione offuscata o distorsioni.


 

Casa di Cura Villa Maria Teresa

 

La Casa di Cura di Villa Maria Teresa (ubicata in via Cernaia n.18 a Firenze, tel. 055474741) nasce nel 1946 per volontà dell'allora proprietario dr. Bernardo Cammelli, dedicandosi alla medicina generale.

Nel 1950 si ha un allargamento della chirurgia generale con autorizzazioni per otorinolaringoiatria, oculistica e ostetricia.

Nel 1968 la società titolare delle autorizzazioni viene rilevata dalla famiglia Morichi. Nel corso del 1975 viene ristrutturato l'edificio con diverse utilizzazioni e spostamenti degli spazi in previsione della richiesta di convenzionamento. Che avviene nel 1977, tramite convenzione diretta con la Regione Toscana. Negli anni successivi la Casa di cura continua la sua attività di medicina generale, specializzandosi nel settore angiologico e cefalalgico (in quest'ultimo ottenendo riconoscimenti a livello nazionale).

A seguito degli avvenuti cambiamenti legislativi l'attuale dirigenza indirizza l'attività verso i settori chirurgici, che prevedono un periodo di degenza limitato, soprattutto per andare incontro ai mutati intreressi dei cittadini.

In questo ambito si opta per l'incremento dell'oculistica anche per coprire le carenze di offerta sul territorio. Tale scelta ha dato buoni risultati che hanno reso la Casa di cura come una tra le più qualificate su tale branca, tanto che si è deciso di fare ulteriori investimenti attivando il servizio di laser ad eccimeri.

Nel frattempo sono state ottenute le autorizzazioni per otorinolaringoiatria e cardioangiologia.

Attualmente la Casa di Cura è accreditata per le seguenti branche e relativi posti letto:

- medicina generale 25

- cardioangiologia 13

- chirurgia generale 15

- oculistica 10

- otorinolaringoiatria 10.

Per il futuro si prospetta un ulteriore incremento della day-surgery, attività sempre più facilitata dalle continue evoluzioni tecnologiche.


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L'ATTENZIONE

Claudio Martelli "apre" a Firenze le europee

 

 

Claudio Martelli (a sinistra) e Pieraldo Ciucchi

Claudio Martelli critica il doppiopesismo sui reati.

Aprendo la campagna elettorale per le europee a Firenze, Claudio Martelli, capolista per lo SDI alle elezioni europee ha avuto parole di critica per il nostro Paese, dove ci si comporta in maniera veramente strana rispetto ai reati.

"E' incredibile - ha detto Martelli - che per il finanziamento illecito ai partiti si sia ammnistiato il periodo fino al 1989, sia depenalizzato quello dopo il 1993 e si sia lasciato bloccato quello tra il 1989 ed il 1993".

Martelli, benchè invitato dai giornalisti, non ha ritenuto di dover approfondire l'argomento.

Parlando poi sui temi specifici dell'Europa ha sostenuto che nel documento programmatico del nuovo presidente dell'esecutivo, Romano Pro-di, ci sono alcuni aspetti positivi ed altri negativi.

Tra quelli positivi, Martelli ha idnciato la ricerca di una politica estera comune dell'Unione europea ed una difesa integrata tra i vari paesi partners. Temi entrambi cari alla politica anglosassone ed in particolare a Tony Blair. Tra gli aspetti negativi, la mancanza di idee chiare sotto l'aspetto sociale e la non indicazione di una cittadinanza europea che devono essere alla base per una crescita del pensiero europeista del nostro paese e degli altri partners della Comunità.

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