L'ATTENZIONE ![]()
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Qualche anno addietro
il mio nipotino Alessandro aveva espresso il desiderio di dormire a casa
mia. Lo aveva chiesto altre volte, ma senza successo perchè alla
fine aveva voluto sempre ritornare dalla mamma. Quella volta ... però.
La sua era stata quasi una preghiera: "voglio dormire coi nonni!"
Prima o poi bisognava accontentarlo. Lunghi e laboriosi preparativi furono avviati. Non è facile trasferire un bambino. Occorreva portare il pigiamino, il latte, il biberon, un telo da mettere sul materasso, i pabbolini, etc.
Una volta giunti a casa, abbiamo dovuto giocare con Alessandro perchè lui, per abitudine, prima di addormentarsi, voleva giocare.
...e il tempo passava: le 22, le 23, mezzanotte!
"Dormi, Alessandro..."
Giochiamo ancora un pò, nonno!
L'una di notte, le due...
"Nonno, voglio andare dalla mamma..."
Inutilmente furono dette frasi di convicimento! Chiamai il padre per telefono, arriva arrabbiato, cerca di rimproverare il figlio che ci guarda tutti in maniera serafica e dice "...hamo scherzato!"
Come? Abbiamo scherzato? Sì, dice lui convinto, è il gioco della vita.
Aveva due anni!
E' vero, è il gioco della vita.
Abbiamo minacciato Milosevic, abbiamo preparato la lezione dei democratici ad un dittatore dispotico e votato alla pulizia etnica, abbiamo mobilitato militari, aerei, navi che abbiamo dispiegato in azioni di guerra, abbiamo bombardato la Jugoslavia, abbiamo assistiti impotenti alla pulizia etnica in Kosovo, ed alla fine i nostri ... nipotini hanno detto "amo scherzato!" E' vero, abbiamo scherzato: visto che Milosevic non ha voluto cedere, abbiamo deciso di buttare al vento tutte le nostre aspirazioni di un mondo più civile e democratico, abbiamo scelto di stare con un dittatore, di dargli la soddisfazione di aver vinto la guerra non combattendo la Nato ma inermi kosovari? Nel suo lucido discorso alla Camera di mercoledì scorso Massimo D'Alema ha detto no alla tregua unilaterale, alla fuga dalle responsabilità, alla vigliaccheria di andare contro la Nato. Ha fatto capire chiaramente che al di là del fastidio che proviene dal rumore delle bombe Nato (che sono poi le nostre!) è più importante pensare al silenzio della morte, alla tragedia di deportati che ci ricordano scene bibliche, alla morte di bambini ed anziani nei campi-profughi, alla disperazione delle donne stuprate, alla morte di giovani kosovari uccisi dalle milizie serbe!
Hamo scherzato, diceva il mio nipotino. Nella sua puerilità
riteneva di poter disporre degli altri a suo piacimento, come oggi vorrebbe
fare Milosevic.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Europa, 1999 anno decisivo
"Ci
troviamo già a meta di un anno, il 1999, che si sta rivelando decisivo
per la conformazione della futura Europa". Lo ha dichiarato il presidente
del Parlamento europeo, Josè Maria Gil-Robles, nella sua relazione
introduttiva alla Terza Coferenza dei presidenti delle assemblee legislative
delle regioni d'Europa, svoltasi alla Fortezza da Basso a Firenze. Una Conferenza
sulla quale non potevano non farsi sentire i problemi sulla pace, cui hanno
dedicato parole significative tutti i rappresentanti delle istituzioni locali,
dal Presidente della Regioe Toscana Vannino Chiti, al Presidente della Provincia
Michele Gesualdi, al vicesindaco di Firenze Alberto Brasca. "Tutti
ci auguriamo che il conflitto possa finire nel rispetto dei diritti umani"
ha affermato tra l'altro il Presidente del consiglio regionale Angelo Passaleva
nel suo breve saluto. E' stata invece la relazione di Gil-Robles ad entrare
nel vivo dell'appuntamento fiorentino, teso non solo a stringere rapporti
più stretti tra le Regioni d'Europa, ma anche a chiedere un loro
più forte ruolo nel Parlamento Europeo e nei suoi processi decisionali.
In questa prospettiva il relatore ha ricordato alcuni degli eventi principali
che hanno caratterizzato l'anno in corso, come il lancio dell'euro come
moneta unica, la riforma delle politiche agricole e strutturali, le dimissioni
della Commissione che hanno aperto la strada ad un processo di riforme amministrative
e la designazione di Romano Prodi alla presidenza della Commissione stessa.
"Dal momento che Prodi sarà sufficientemente legittimato e disporrà del tempo necessario a negoziare con i governi, i suoi commissari - ha commentato il presidente del Parlamento Europeo - la futura Commissione ne risulterà politicamente rafforzata e con essa anche l'Unione nel suo insieme". A suo giudizio l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, malgrado le sue insufficienze in materia istituzionale, presenta aspetti positivi, che consentiranno di far avanzare il processo di integrazione, con un rafforzamento delle politiche dirette di aiuto ai cittadini per le politiche dell'occupazione e dell'ambiente, ed il miglioramento delle procedure di controllo democratico. "Per istituire un quadro istituzionale democratico in Europa occorre dar vita a sinergie fra assemblee regionali e parlamento europeo - ha concluso Gil-Robles- , dalla costituzione della Confereza dei Presidenti ad Orvieto nel 1997 a questa terza conferenza di Firenze abbiamo percorso un lungo cammino. Non possiamo tuttavia fermarci".
In sostanza è apparso evidentre che uno degli obbiettivi di fondo è che le Regioni d'Europa intendono affermare che la costruzione di un'Europa davvero unita non può essere affidata solo agli Stati membri ma deve coinvolgere le istituzioni più vicine ai cittadini, in particolare le Regioni e i Laender.
Al centro del confronto la necessità che i parlamenti regionali vengano coinvolti in modo diretto sui temi della coesione, cioè in un ambito molto delicato delle politiche comunitarie perchè riguarda il riequilibrio fra gli Stati membri dell'Unione e, dunque, il futruro della stessa Europa.
A giudizio del presidente del Consiglio regionale della Toscana Angelo Passaleva che ha coordinato i lavori della conferenza, "per avvicinare davvero gli europei al loro Parlameno, sarebbe inoltre necessario rivedere i confini dei collegi elettorali prevedendo circoscrizioni su base regionale. C'è preoccupazione per un temuto assenteismo di elettori che, come in Italia, devono fare i conti con 5 maxi regioni elettorali in un momento nel quale la politica dell'Unione europea richiederebbe una larga legittimazione democratica e, dunque, un ampio e convinto mandato da parte degli elettori".
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Nel
giro di un decennio Firenze e la sua area metropolitana offriranno uno scenario
urbanistico legato alla mobilità del tutto diverso rispetto all'attuale.
Infatti, non c'è alcun dubbio che la costruzione dell'Alta Velocità, della metropolitana di superficie, delle linee tramviarie e dei megaparcheggi, daranno un nuovo volto alla capitale della Toscana ed ai comuni del suo hinterland.
Questa certezza si è resa evidente nei giorni scorsi in occasione di un qualificato convegno, organizzato dal Collegio Ingegneri Italiani (presieduto per la Toscana dall'ing. Angelo Pezzati), per esporre il progetto della tramvia (realizzato da Ingegneri Fer- roviari delle società FS e Italferr e finanziato da TAV, Treno Alta Velocità).
Interessante il contributo portato al dibattito da Mario Primicerio (sindaco di Firenze), Giovanni Dod-doli (sindaco di Scandicci), Amos Cecchi, (assessore alla mobilità di Firenze), Anna Donati (consigliere amministrazione FS e rappresentante nazionale Ambientalisti), Gianni Bechelli (responsabile Treno Alta Velocità per la Toscana).
Circa 120 i partecipanti fra ingegneri FS, professionisti, esperti di trasporti.
Angelo Pezzati, presidente CIFI della Toscana e re- sponsabile per le FS degli investimenti infrastrutturali anche nella provincia di Firenze, ha introdotto i lavori e coordinato gli in- terventi.
I temi
del dibattito sono stati sintetizzati per il nostro giornale dallo stesso
ing. Pezzati. Eccoli, punto per punto:
*- l'importanza della collaborazione fra le amministrazioni pubbliche, le società FS e TAV che han- no consentito di sviluppare il complesso dei progetti ferroviari del Nodo di Firenze definiti con l'accordo quadro del 3 marzo scorso che consente di avviare un complesso di interventi per l'Alta velocità e per il riordino della mobilità del nodo di Firenze;
*-la capacità progettuale degli Ingegneri ferroviari a tutto campo: alta velovità, riordino degli im- pianti ferroviari e della viabilità su gomma, tramvie, ferrotramvie;
*-la necessità di tradurre i progetti in opere per rendere la città di Firenze accesibile dall'esterno e percorribile all'interno, diminuendo il livello di inquinamento;
*-in Europa è in corso un programma di realizzazione di nuove infrastrutture ferroviarie che renderà possibile diminuire i tempi per i collegamenti fra le città pincipali in Europa. Anche l'Italia deve fare e sta facendo la sua parte con il programma A.V. lungo la MI-Napoli e TO-Venezia;
*-Firenze, con i progetti elaborati, passerà da una città con sistema ferroviario attestantesi in Fi-SMN con conseguente difficile distribuzione delle numerose utenze ad una città con servizio diffuso lungo le direttrici: Fi-Valdarno-Arezzo, Fi-Prato-Pistoia-Lucca, Fi-Empoli-Siena-Pisa, Fi-Osmannoro, Fi-Borgo San Lorenzo, Fi-Scandicci;
*-la previsione alle porte di Firenze di numerosi parcheggi scambiatori in corrispondenza con fermate ferroviarie e di tranvie;
*-la previsione, a ragione, di un notevole incremento dei servizi ferroviari sia per i collegamenti nazionali sia per i servizi regionali e metropolitani. Sulle direttrici più cariche di traffico è previsto un servizio con frequenza ogni 12' e ogni 3' per le tranvie;
*-la "cura del ferro" prevista per Firenze potrà quindi consentire una rivoluzione del sistema della mobilità fiorentina con positive ripercussioni sulla qualità della vita per i fiorentini e per coloro che gravitano sulla città;
*-le positive ripercussioni di questo progetto non solo per l'area fiorentina ma per tutta l'area metropolitana e Toscana.
Da parte sua Bechelli ha sostenuto che "quando l'AV interessa un centro urbano di fatto è destinato ad incidere su tutto il sistema di mobilità urbano. Da qui - ha aggiunto Bechelli -
la previsione del grande futuro di Firenze per la mobilità che passa lungo tre direttrici significative, la stessa AV, la metropolitana di superficie che interesserà alcuni tratti delle ferrovie che saranno utilizzati a questo scopo (Campo di Marte, Statuto, le Cure, etc.), insomma vecchie linee che non vedranno più treni nazionali ma metropolitana locale (argomento già deciso e lavori già finanziati in ambito della recente Conferenza di servizi).
Grazie
alle decisioni della Conferenza dei servizi del 3 marzo scorso sarà
realizzato anche un nuovo braccio ferroviario per Campi Bisenzio. Terzo
aspetto: la tramvia veloce; nei prossimi giorni cominceranno i lavori propedeutici
alla Scandicci - Firenze SMN; ma è stato finanziato anche il tratto
Peretola SMN".
Giovanni Doddoli, da parte sua, ha ricordato le tante battaglie per arrivare alla decisione di costruire la tramvia Scandicci-SMN; l'importanza per Scandicci che ospita 3.500 aziende con oltre 16.000 lavoratori.
Grande importanza per la mobilità tra le due località e salvaguardia di aree come quelle di Ponte alla Vittoria oggi sempre intasato.
Secondo tema: l'autostrada attraversa per 6 km il territorio di Scandicci e si presenta come una cintura per Firenze; la tramvia potrebbe rappresentare un valido strumento per interpolare il turismo e Firenze, con la costruzione di megaparcheggi nelle vicinanze delle fermate della tramvia.
In quanto alle relazioni tecniche, da segnalare quella dell'ing. Elia Besagni del Comune di Firenze e dell'ing. Andrea Stanzani di Italferr che hanno parlato a proposito del progetto generale delle tramvie, dei parcheggi scambisti e dei punti di interscambio con gli altri sistemi di trasporto.
L'ing. Paolo Banini, l'arch. Maurizio Biancalani, Da- niele Goli e Roberto Fratini, tutti di Italferr, hanno spiegato le caratteristiche del progetto della tranvia ed il suo inserimento nel contesto cittadino.
L'ing. Giorgio Gomisel, responsabile Associazione Elettrotecnica Italiana, ha esposto il progetto del materiale.
A conclusione del convegno è stata auspicata la definizione degli appalti nei tempi previsti per dare inizio così ai lavori di costruzione puntualmente.
Pezzati, nel ringraziare i convenuti ha
riconfermato la bontà delle linee strategiche complessive che faranno
di Firenze e del suo hinterland un esempio concreto dell'impegno delle Ferrovie
e degli enti locali per dare una contributo reale al miglioramento del servizio
pubblico e ad un conseguente ridimensionamento del traffico privato.
Nicola Francano
Firenze "presenta"
al mondo "Arte sublime nell'antico Egitto"
Firenze è interessata,
in questo periodo, ad un significativo evento culturale e storico: si tratta
di una mostra, inaugurata il 6 marzo scorso (si concluderà il 4 luglio),
dedicata all'arte egiziana dal titolo "Arte sublime nell'antico Egitto".
Una mostra che sta suscitando interesse sia tra i tanti turisti stranieri e italiani che affollano la città, sia tra le scolaresche di tutta Italia che possono approfittare della possibilità di vedere dal "vivo" e non soltanto sui libri un vasto periodo dell'arte egizia, sia tra tutti i fiorentini.
La città di Firenze, custode di uno dei più straordinari e vasti patrimoni d'arte del mondo, promuove ed accoglie da sempre, infatti, le più importanti e significative testimonianze della cultura artistica di ogni tempo e di ogni luogo.
Straordinario è il connubio tra le sale del Palazzo Strozzi, sede della mostra, capolavoro architettonico del Rinascimento, e la raccolta dei capolavori artistici dell'Antico Egitto concessi dal Museo Egizio del Cairo.
Fondato nel 1902 per proteggere i tesori egizi da trafugamenti e spoliazioni, il Museo custodice, oltre ai massimi capolavori dell'arte egizia, straordinarie testimonianze storiche quali i corpi mummificati di numerosi faraoni.
Grazie alle opere concesse per la mostra di Firenze è possibile ripercorrere tremila anni di storia, dall'Antico Regno di Zoser (2700 a.C.-2660 a.C.) fino all'epoca tarda di Sheshanq (714 a.C.-332 a.C.) che precedette l'arrivo di Alessandro Magno, a testimonianza dell'evoluzione dell'arte egiziana fino all'arrivo della civiltà e della cultura greca. Le opere esposte testimoniano la capacità dell'espressività artistica egiziana di mantenere l'unitarietà del proprio canone stilistico e l'affermari di un concetto primordiale di bellezza "classica o sublime" che la nostra cultura d'ascendenza rinascimentale ha attribuito prevalentemente all'Antica Grecia.
Nella mostra una particolare attenzione è dedicata alla statuaria, dove vengono messi in evidenza i grandi personaggi della storia dell'antico Egitto: la statua di Chefrene, figlio di Cheope; la testa di Sesostri III, l'esempio più lodevole del realismo esecutivo; il gigantesco busto del faraone Akenhaton; il busto di Ramses II, il faraone più leggendario che fece erigere in tutto l'Egitto alcuni tra i monumenti più noti nel mondo.
Esposti anche finissimi manufatti provenienti dal Tempio di Tanis come i sandali d'oro, la collana di lapislazzuli, a testimoniare la perfezione formale raggiunta dall'arte decorativa egiziana.
Anche l'Istituto Papirologico di Firenze e il Museo Archeologico di Firenze hanno "prestato" alla mostra disegni e documenti il primo, e opere statuarie il secondo a testimonianza del legame artistico-culturale che lega la nostra città all'Egitto.
L'evento è frutto di un lungo lavoro diplomatico e culturale con il Museo del Cairo che ha visto la collaborazione del Comune di Firenze-Assessorato alla Cultura, del ministero della Repubblica Araba d'Egitto, del ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintedenza di Firenze e ArtificioSkiria, curatore e ideatore del progetto.
Per chi ancora non l'ha fatto è possibile visitare la mostra tutti i giorni fino al 4 luglio dalle 10 alle 19, il giovedì ed il sabato fino alle 22.
Il prezzo del biglietto è di lire 15.000, ridotto
lire 10.000.
Ketty Canosa
Mostra storica a Livorno
In occasione del 150° anniversario della Difesa di Livorno (10-11 maggio 1849) è stata inaugurata proprio il 10 maggio scorso la mostra "Livorno Ribelle: dalle riforme liberali alla estrema difesa della città", una mostra per ricordare lo sforzo compiuto dalla città per non cadere nelle mani dello straniero attraverso un percorso democratico e controcorrente.
La mostra è stata organizzata dal Comune di Livorno, dall'Archivio di Stato di Livorno e dall'Associazione di Storia Postale Toscana ed è stata allestita nei locali dei Bottini dell'Olio; la possibilità di ripercorrere un momento storico così importante si deve comunque alla collaborazione intensa tra pubblico e privato. Vi hanno infatti contribuito non solo le raccolte della Biblioteca Labronica, del Museo civico Fattori e i documenti dell'Archivio di Stato, ma anche le collezioni dell'Associazione di storia Postale Toscana, del dr. Piero Frati, della famiglia Sgarallino, dell'ing. Giorgio Magnani, di Giuseppe Gori e del dott. Luciano Bernardini.
Mentre a Firenze e in tutta la Toscana
si afferma la reazione, culminante il 12 aprile 1849 nella deposizione del
governo democratico del Guerrazzi e nell'abbattimento di tutti gli emblemi
antimonarchici, l'albero della libertà, innalzato nella piazza d'Arme
a Livorno (poi piazza Grande) dopo la fuga di Leopoldo II e la proclamazione
della repubblica, resta solo a distinguere la città ribelle e ad
affermare i propositi di resistenza e la piena sintonia con le repubbliche
di Venezia e di Roma. 
La mostra intende quindi ripercorrere i momenti ed il clima politico che caratterizzarono a Livorno quel risveglio risorgimentale tra il 1847 ed il 1849 che è passato alla storia come "Primavera dei popoli", conclusosi poi con la violenta occupazione della città da parte delle truppe austriache l'11 maggio 1849.
La mostra si articola in un prologo e in quattro settori. Nel prologo emerge la configurazione urbana di Livorno a metà Ottocento. Il primo settore, "Riforme liberali e guerra d'Indipen-denza", intende evocare il clima sociale politico in cui maturarono le riforme liberali e di conseguenza la partecipazione alla Guerra d'Indipendenza (marzo-agosto 1848).
Il secondo settore, "Livorno ribelle e repubblicana", ricorda le tensioni ed i tumulti popolari di Livorno, che tra agosto e settembre 1848, misero in crisi il governo moderato del Capponi e avviarono la città verso quella stagione di lotte che nell'aprile del 1849, dopo la fuga del granduca Leopoldo II, isolarono Livorno dal contesto della Toscana.
Nel terzo settore è poi ricostruita la "Difesa della città" nelle giornate del 10 e 11 maggio 1849.
Il quarto settore, "La memoria", evoca fonti edite e inedite, cimeli e documenti che testimoniano la difesa della città.
Nel percorso storico così ampiamente e ben ricostruito la documentazione archivistica è stata senza dubbio di grande aiuto, ma anche affidarsi a materiale iconografico e storico, al linguaggio diretto di cimeli civili e militari, di bandi e tavolette votive come quelle provenienti dal Santuario di Montenero, hanno reso ancor più ricca la mostra e ancor più viva. La documentazione archivistica da parte sua costituirà invece materia di studio nel corso di un seminario che si terrà durante la mostra il 25 maggio prossimo.
La mostra sarà aperta al pubblico
fino al 6 giugno prossimo presso i Bottini dell'Olio in viale Caprera, con
orario 10-13, 16-19, tutti i giorni con chiusura solo il 22 maggio. Ingresso
gratuito
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