L'ATTENZIONE

Editoriale

Quel filo invisibile

che unisce l'"orgoglio alla stupidità

In uno dei suoi famosi film, Totò prendeva schiaffi a ripetizione da un signore che accompagna l'azione alle minacce: "eccoti un altro schiaffo Filippo".

E lui, Totò, incassava e rideva.

Quando arrivò un suo conoscente gli disse: "Totò, perchè prendi schiaffi e non gli dici che non sei Filippo?"

"Bella questa - rispose Totò - se glielo dico non riesco più a capire perchè c'è l'ha tanto con questo Filippo e soprattutto dove vuole arrivare!"

La scena, ovviamente, era solo un pò improntata alla stupidità, ma anche all'orgoglio per Totò di non essere Filippo.

Seppure in maniera del tutto diversa, e piena della sua drammaticità, ci sembra di rivivere l'atteggiamento di Filippo-Milosevic che prende sberle (pardon: bombe) dalla Nato, si vede distruggere sotto gli occhi case, strade, industrie, e se ne frega perchè aspetta di vedere dove la Nato vuole arrivare!

Dicono che Milosevic sia la punta dell'iceberg dell'orgoglio nazionale serbo, deciso a non piegarsi alle prepotenze dello straniero invasore. Un orgoglio così smisurato che non gli consente di vedere che cosa gli sta accadendo. Non si rende conto, infatti, o se ne frega, che tutto il mondo è contro di lui, che il suo comportamento gli sta costando il futuro economico della Serbia.

Ed è incredibile come in molti paesi occidentali, a cominciare dall'Italia che ha sempre dimostrato tanto poco orgoglio nazionale, si condanni in primo luogo la Nato, cioè se stessi, per i bombardamenti e si fa quasi finta di non vedere il dramma umano che è sotto gli occhi di tutti della pulizia etnica dei kosovari voluta da Milosevic.

E' incredibile quale filo sottile, ma resistente, possa unire l'orgoglio alla stupidità! Perché è fuori dubbio che quanto più si è stupidi tanto più si è orgogliosi. Ci si condanna da soli perchè non si vuole sentire ragione dagli altri; si vive nella convinzione che al di fuori del proprio orgoglio non c'è niente e nessuno.

Non c'è cosa più difficile che tentare il dialogo con chi dell'orgoglio fa la bandiera della sua vita e dei suoi ... interessi personali.

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Giornalisti contro i dittatori

per la libertà di stampa

Ospitare a Firenze un tavolo per l'elaborazione di una carta europea sui diritti dell'informazione a cui sottostiano tutti i Paesi che vogliono aderire all'Unione Europea; e in seguito una sezione distaccata del Tribunale dell'Aja sui crimini contro l'umanità, che si occupi specificamente di quelli contro la libertà di stampa.

E' la proposta avanzata dal responsabile DS per l'informazione Giuseppe Giulietti, e subito fatta propria dal sottesegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita e dal presidente della Regione Toscana Vannino Chiti, durante la manifestazione organizzata al Palaffari di Firenze il 3 maggio (XI giornata internazionale per la libertà di stampa già annunciata dal nostro giornale ndr)) dall'Osservatorio internazionale sulla libertà di informazione (organismo formato nel '97 da Regione Toscana e Informazione Senza Frontiere, associazione di cui fanno parte Fnsi, Acli e Arci).

A parte questa allettante proposta, come era giusto e prevedibile la giornata si è trasformata soprattutto in una grande mobilitazione a favore di giornalisti e media dei Balcani, divenuti bersaglio privilegiato delle parti in conflitto.

Così nell'incontro della mattina al Palaffari si è parlato degli attacchi ai giornalisti coinvolti nei territori di guerra, da quelli kosovari e albanesi, a quelli serbi e montenegrini, senza dimenticare i giornalisti stranieri. Attacchi che, non solo hanno reso quasi impossibile l'esercizio della professione, ma hanno già provocato diverse vittime e prigionieri. Ad esempio, il giornalista Slavko Curuvija, direttore di un giornale di opposizione al regime di Milosevic, barbaramente ucciso alcuni giorni fa; o i venti dipendenti della tv di regime serba morti sotto i bombardamenti della Nato; o ancora i giornalisti europei fatti prigionieri dai Serbi.

Ed è poi stato presentato l'appello a tutti gli operatori dell'informazione e alle forze democratiche lanciato dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) per intraprendere una campagna in difesa dei giornalisti e dei media coinvolti nel conflitto. Appello a cui l'ISF ha aderito nella persuasione che sia necessario far capire a tutti che i giornalisti non possono essere considerati degli obiettivi di guerra e che "la verità è il primo passo sulla strada verso la pace".

E ancora, sempre nel corso dell'incontro -al quale erano presenti fra gli altri, oltre al presidente e al segretario di ISF, Vincenzo Striano e Pino Rea, il presidente della Rai Roberto Zaccaria, il segretario generale della Fnsi Paolo Serventi Longhi e il noto giornalista televisivo Alan Friedman- è stata comunicata la decisione della Fnsi di devolvere parte dei fondi raccolti attraverso la sottoscrizione dei giornalisti italiani in favore del "Koha Ditore", quotidiano kosovaro in lingua albanese chiuso nel marzo scorso e che proprio in questi giorni sta riprendendo le pubblicazioni dalla Macedonia e viene diffuso nei campi di profughi. La testimonianza di Baton Haxhiu, giovane caporedattore del quotidiano, è stata uno dei momenti più toccanti della mattinata.

Infine, la sera, sempre per raccogliere fondi destinati al giornale "Koha Ditore", si è svolto l'evento clou della giornata: un concerto-spettacolo organizzato al Teatro Tenda dalla Rai con la collaborazione di Fnsi e Regione Toscana, a cui hanno preso parte gratuitamente più di 100 artisti fiorentini.

Ma la giornata internazionale per la libertà di stampa ha offerto altri spunti interessanti sul tema della libertà di informazione. E durante il convegno si è discusso anche della tremenda condizione in cui versa la stampa indipendente in Turchia. E' stata poi presentata l'edizione italiana del rapporto 1998 del Committee to Protect Journalists (CPJ), organizzazione no profit statunitense con sede a New York che dal 1981 si dedica alla documentazione e denuncia dei casi di violazione del diritto di cronaca che avvengono in tutte le parti del mondo e aiuta i giornalisti vittime dei regimi dittatoriali.

Emblematico il titolo del rapporto: "Attacchi all'informazione nel 1998". Nel volume vengono riportate sia le sconfitte della stampa, ad esempio i casi di giornalisti assassinati (24 nel '98 contro i 26 dell'anno precedente) o arrestati (118 nel '98 contro i 29 del '97) per aver tentato di esercitare liberamente il proprio mestiere, sia le vittorie, come quando in Nigeria sono stati liberati 16 dei 17 giornalisti arrestati dal regime militare nigeriano o quando il nuovo governo dell'Indonesia abbia eliminato gran parte delle restrizioni a cui era sottoposta la stampa.

La pubblicazione presenta anche analisi circostanziate sulle legislazioni in materia di stampa e su altri fattori socio-politici che in molti Paesi del mondo impediscono lo sviluppo democratico e il libero esercizio dell'attività giornalistica.

La CPJ, nell'occasione, ha persino stilato una speciale classifica: la top ten dei 10 maggiori nemici mondiali della stampa con, allegata per ciascun colpevole, la motivazione della scelta. Ecco, in ordine di arrivo ma senza motivazioni, i nomi compresi nella lista nera elaborata dalla CPJ: 1) il presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic, 2) il presidente della Cina Jiang Zemin, 3) il presidente di Cuba Fidel Castro, 4) il presidente della Repubblica Democratica del Congo Laurent Kabila, 5) il primo ministro dell'Etiopia Meles Zenawi, 6) il presidente dell'Ucraina Leonid Kuchma, 7) il presidente della Tunisia Zine Abdine Ben Ali, 8) il primo ministro della Malesia, Mahathir Mohamad, 9) il presidente del Perù Alberto K. Fujimori, 10) il presidente dell'Egitto Hosni Mubarak.

Come si può notare, tutti presidenti o capi di governo!

 

Lorenzo Sandiford

 

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L'ATTENZIONE

Iniziativa ecologica di Unioncamere Toscana

Nasce la "borsa residui" dei processi industriali

Per favorire lo scambio tra le imprese dei rifiuti recuperabili, un mercato potenziale di quasi 1 milione e mezzo di tonnellate di scarti di lavorazione di provenienza industriale, Unioncamere Toscana ha dato vita alla prima "Borsa residui" su scala regionale.

Si tratta di un sistema operativo che, grazie a una banca dati telematica collegata con le varie Camere di Commercio della Toscana, consente alle imprese di conoscere in tempo reale i dati relativi alla domanda e all'offerta di quei residui e scarti di lavorazione delle produzioni industriali che costituiscono rifiuti non pericolosi e che, pur essendo recuperabili, rischiano di andare sprecati. Con ciò le imprese avranno a disposizione uno strumento per accertare preventivamente se i propri residui sono utilizzabili sul mercato e potranno quindi venderli alle imprese a cui servono, risparmiando sui costi di smaltimento.

In questo modo sarà stimolato un circolo virtuoso in cui si avrà una riduzione del volume di rifiuti avviati allo smaltimento tradizionale e un aumento del recupero dei residui; e, conseguentemente, un risparmio di materie prime da immettere nei cicli produttivi industriali.

Il nuovo sistema -già operativo nelle Camere di Commercio di Firenze, Arezzo, Siena, Livorno, Pistoia e a breve in tutte le altre sedi camerali della regione- è gestito da Unioncamere attraverso la propria società consortile Toscana Ambiente, in stretta collaborazione con Ecocerved, società informatica del sistema camerale che ha messo a punto il sistema che consente l'incrocio dei dati in tempo reale.

Il mercato potenziale della nuova "Borsa residui" si può ricavare dai Mud-Modelli Unici di Dichiarazione Ambientale presentati annualmente alle Camere di Commercio. Da quelli più recenti a disposizione (relativi al '97) emerge che in Toscana vi è una produzione complessiva di 4.116.815 tonnellate di rifiuti industriali. Il 24 per cento di questi, cioé 992.027 tonnellate, è costituita dai cosiddetti "rifiuti riutilizzabili". E' ad essi che corrisponde il mercato potenziale della nuova "Borsa".

 

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L'ATTENZIONE

 

 

Per la salvaguardia dei prodotti agricoli toscani

Un accordo tra mondo istituzionale, produttivo e distributivo, per salvaguardare le produzioni tipiche e di qualità della tradizione agricola ed alimentare toscana.

Il 2 maggio la Regione Toscana attraverso l'Arsia (Agenzia regionale per l'innovazione e lo sviluppo nel settore agricolo e forestale), l'Unicoop Firenze, lo Slow Food Arcigola, e Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Federazione Regionale Agricoltori in rappresentanza dei produttori toscani, hanno firmato un protocollo d'impresa con cui si attrezzano per promuovere in maniera sistematica lo sviluppo agricolo e favorire la ricerca e l'innovazione; ma soprattutto per impedire che tanti prodotti tipici toscani si estinguano a causa della povertà e frammentazione del sistema di commercializzazione.

In pratica, con tale accordo -che prevede l'istituzione di uno specifico gruppo di coordinamento formato da rappresentanti delle organizzazioni firmatarie- si cerca di garantire ai produttori uno sbocco di mercato per quegli alimenti di nicchia che il mercato stesso tenderebbe ad emarginare (anche se negli ultimi tempi si registra una certa inversione di tendenza nei consumatori). Ciò grazie all'impegno dei distributori a metterne in vendita e pubblicizzarne adeguatamente quantità sempre maggiori.

Ma l'accordo riguarda tutta l'agricoltura toscana, visto che la nostra regione per essere competitiva deve comunque puntare su una produzione specializzata e di qualità; e dato che, d'altra parte, certi prodotti, in particolare del settore ortofrutticolo, se ben commercializzati, hanno potenzialità di largo consumo.

Durante la presentazione del protocollo, avvenuta all'indomani della firma nella sede dell'Unicoop di Firenze, è stata illustrata anche l'iniziativa di degustazione dei prodotti tipici toscani promossa dal 3 al 9 maggio nelle Coop fiorentine. In ciascuno dei quattro supermercati sono stati allestiti appositi spazi dove assaggiare specialità toscane più o meno note quali, ad esempio, la carne chianina, la cinta senese, il lardo di Colonnata, il farro di Garfagnana e l'insalata pesciatina. Nell'occasione è stato pure distribuito un opuscolo informativo che passa in rassegna i principali prodotti tipici della nostra agricoltura ed artigianato alimentare.

M.M.

 

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L'ATTENZIONE

EuroPrix MultiMediaArt 99

Un premio europeo per il multimedia

La Repubblica Austriaca e la Commissione Europea organizzano la seconda edizione di EuroPrix MultiMediaArt 99, premio alla creatività riservato a tutti coloro che realizzano prodotti multimediali nell'ambito dell'UE: sviluppatori di multimedia, case editrici, aziende, scuole e istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Lo scorso anno il Premio ha avuto grande successo nell'UE, raccogliendo tra l'altro 76 candidature italiane su un totale di oltre 500 pervenute: la partecipazione italiana è stata tra le più numerose.

Anche quest'anno, EuroPrix MultiMediaArt 99 si articola in sei categorie:

Conoscere e Scoprire (enciclopedie, prodotti educativi e didattici, informazioni istituzionali di scuole e università on e off-line, programmi per la formazione a distanza),

Avvicinare la cultura europea al mondo digitale (esempi multimediali delle diversità culturali europee, dagli aspetti della vita quotidiana al folklore, alle arti, la musica, la storia),

Sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese (le nuove tecnologie al servizio della comunicazione d'impresa - informazione, formazione e aggiornamento, pubblicità, comunicazione interna),

Favorire il multilinguismo in Europa (supporto multilinguistico on-line, assistenza alla comunicazione, customizzazione dell'offerta e avvicinamento alle richieste linguistiche dei mercati di riferimento),

Favorire i processi democratici (l'informazione al cittadino da parte dei governi e delle amministrazioni pubbliche con il multimedia e le reti telematiche),

Primi passi nel multimedia (giochi e intrattenimento per l'infanzia e l'adolescenza).

 

E' stato inoltre aggiunto un riconoscimento speciale: Premio Studenti (produzioni realizzate da studenti e presentate da scuole e università).

La Rete MIDAS-NET (Multimedia Information Demonstration And Support NETwork) della UE (INFO 2000 - DG XIII), è partner di EuroPrix MultiMediaArt 99 e partecipa con il compito di promuovere, in tutti i ventitré paesi nei quali opera, il bando del Premio, oltre a fornire supporto informativo ai partecipanti.

Le opere dovranno pervenire entro il 30 giugno '99 e saranno giudicate da una Giuria internazionale di esperti.

I cinque prodotti migliori di ogni categoria riceveranno la nomination e saranno mostrati in una speciale cerimonia di presentazione alla Fiera del Libro di Francoforte (ottobre '99).

I vincitori saranno annunciati nel corso di una serata di gala di premiazione a Helsinki nel mese di novembre '99.

 

Per l'Italia i riferimenti MIDAS-NET (www.midas-net.it <http://www.midas-net.it/> ) sono:

AMITIE Via Val d,Aposa 3, I-40123 Bologna, tel. 051-65.60.431 - e-mail amitie@scienter.org

PITAGORA Via G. Rossini 1, I-87036 Rende (CS), tel. 039-98.48.361, e-mail MIDAS-NET@pitagora.it

Il bando del Premio e la domanda di ammissione possono essere prelevati all'indirizzo: www.europrix.org <http://www.europrix.org/> Segreteria Generale EuroPrix:

DI Gabriela Golser - Mag. Tatjana Stimmler TECHNO-Z FH Research and Development GmbH Jakob-Harringer-Str. 5-III, A-5020 Salzburg tel: (+43) 662 454888 714 (700) fax: (+43) 662 456174 - e-mail: secretariat@europrix.org

Per informazioni:

Generali: Roberto Righi - Amitié, tel: 051-65.60.431 - e-mail: rrighi@scienter.it

Stampa: MediaConnecting, tel./fax 02-58319587 - e-mail: info@mediaconnecting.com

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