L'ATTENZIONE ![]()
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Le votazioni per l'elezione
del Presidente della Repubblica cominceranno giovedì 13 maggio alle
ore 9 alla Camera.
La data è stata indicata dal presidente di Montecitorio, Luciano Violante, in base a quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo della Camera.
Giovedì ci dovrebbero essere due votazioni, una alle ore 9 ed una alle ore 16.
Venerdì un'altra alle ore 9.
Per le prime tre votazioni è prevista la maggioranza dei due terzi.
Se si dovesse votare sabato 15 maggio sarebbe sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero la metà più uno degli aventi diritto.
Com'era prevedibile lo scontro tra le parti per questa importante elezione si acuito fortemente.
E non solo tra maggioranza ed opposizione, ma all'interno della stessa maggioranza.
Infatti, mentre Cesare Salvi capogruppo dei senatori Ds sostiene che sia necessario predisporre una rosa di candidati da sottoporre all'opposizione, Walter Veltroni (segretario Ds) rifiuta categoricamente tale ipotesi.
Secondo Veltroni non si possono fare quattro nomi e poi "lasciare a Silvio Berlusconi la scelta di quelle che preferisce".
Vorrebbe, invece, individuare un solo nome anche se dopo i "necessari contatti per sentire' quali sono i candidati.
I candidati di Veltroni? Rinnovo di Scalfaro o Ciampi, che resta il suo candidato ideale.
E gli altri schieramenti?
Per ora si sa che Cossutta vorrebbe fare delle proposte al Polo mentre Fini appoggia l'idea di Salvi.
Crediamo che nessun italiano, con un minimo di buonsenso, possa condividere l'idea del rinnovo dell'incarico a Scalfaro, avendo questi dimostrato un comportamento sicuramente parziale e quindi in contrasto con quella che dovrebbe essere la linea di un Capo di Stato in un Paese che si ritiene di essere democratico.
Senza percorrere il settennato di Scalfaro, non ci pare ci sia alcun dubbio che costui non meriti di restare ancora inquilino al Quirinale.
In quanto poi alla pretesa di Veltroni, questo è
un altro discorso. Il segretario Ds punta sui numeri della maggioranza (se
ci saranno) e vuole isolare l'opposizione. In tal modo negando agli italiani
un Capo dello Stato che sia rappresentante di tutti (o quasi!). Veltroni
vuole un altro presidente "parziale"?
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Guardia di Finanza: situazione
e prospettive
Contrasto all'evasione ed agli illeciti nei settori delle imposte indirette e sui redditi. Tutela degli interessi economici, finanziari e fiscali dello Stato e dell'Unione Europea. Lotta alla criminalità. Controllo aeronavale per prevalenti fini di polizia fiscale e finanziaria; concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica ed alla difesa politico-militare.
Sono questi i cinque punti focali su cui la Guardia di Finanza intende concentrare l'attenzione, al fine di riorganizzare la popria attività con obiettivi che mirano ad una maggiore e sempre più qualificata presenza sul territorio.
Lo ha sostenuto il Gen. B. Gino Gorelli, Comandante della Zona Toscana (X), nell'ambito di una conferenza stampa, in cui é stato presentato il volume "Rapporto Annuale 98", edito dal Comando Generale del Corpo. Il "Rapporto Annuale 98", che espone in maniera chiara ed immediata la sintesi di un anno di attività della Guardia di Finanza, fornisce una serie completa di dati e di notizie utili sui risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza in tutti i molteplici settori di servizio nei quali é chiamata ad operare,
Alla conferenza hanno partecipato anche il Col. Vito Berti della Legione e il T. Col. Bucarelli del Nucleo di PT.
Per meglio capire l'instancabile ed oltremodo importante lavoro svolto da questo Corpo sul nostro territorio cerchiamo di sintetizzare i campi in cui opera. L'ordinamento giuridico affida alla Guardia di Finanza la prioritaria missione del contrasto, sia sul piano amministrativo che penale, all'evasione fiscale e, più in generale, agli illeciti finanziari ed alle frodi perpetrati in danno del bilancio nazionale e di quello dell'Unione Europea.
Le transazioni economiche e finanziarie, in ambito interno ed internazionale, costituiscono, pertanto, l'oggetto prevalente dei controlli svolti dal Corpo che vi adempie coniugando le esclusive competenze e le incisive potestà riconosciutegli in campo fiscale ed economico-finanziario con quelle di un organo di polizia giudiziaria.
Appare, quindi, oltremodo complessa l'attività istituzionale che deve, comunque, mirare, come ha sottolineato Gorelli, all'efficienza ed all'efficacia.
Da qui
il nuovo impegno formativo di "verificatori fiscali" (attività
iniziata quest'anno) destinati a controlli sulle attività che superano
i 10 miliardi di volume d'affari.
In questo ambito rientra anche l'adeguamento delle metodologie ispettive con l'obiettivo di concentrare l'azione di controllo verso gli aspetti sostanziali degli illeciti; accentuare l'attività informativa; definire ulteriori accordi di collaborazione con gli organi amministrativi; di polizia e giudiziari di partner stranieri; per dar vita a procedure quanto più possibile uniformi.
Tutte queste innovazioni, come ha ribadito il generale Gorelli, si traducono in efficacia ed efficienza finalizzati al raggiungimento di un rapporto di maggiore trasparenza e collaborazione tra l'Istituzione ed i cittadini.
Dopo aver tracciato, a grandi linee, qual é l'importante ruolo che svolge la Guardia di Finanza per la tutela dello Stato e dei singoli cittadini, cerchiamo di capirne meglio la struttura organizzativa. Il 1998 ha segnato per l'Istituzione il passaggio ad una struttura organizzativa basata su modelli più duttili e moderni, al fine di razionalizzare la presenza del Corpo sul territorio e di rendere più funzionale e meno burocratica l'attività istituzionale.
Per arrivare a questo risultato si é provveduto innanzi tutto a snellire negli organici il Comando Generale, che attualmente é modellato su quattro aree funzionali, rispetto alle sei precedenti, ridefinendone anche le varie competenze tra centro e periferia.
Inoltre si é proceduto: alla ristrutturazione del settore addestrativo; al potenziamento delle Sezioni Speciali dei Nuclei Regionali di Polizia Tributaria, adeguandole alle esigenze connesse ai controlli di grandi complessi aziendali; al riordino degli assetti dei reparti di alcune importanti regioni particolarmente sensibili alla criminalità, come la Puglia, la Calabria, la Sicilia; la revisione della collaborazione e delle competenze dei servizi centrali ed interprovinciali sulla criminalità organizzata, in attuazione delle nuove direttive del Ministero dell'Interno emanate nel marzo del 1998.
I GIGO sono passati da 14 a 26, al fine di garantire la loro presenza in ogni sede di Corte di appello e di Direzione Distrettuale Antimafia.
Il Servizio Centrale (SCICO) ha compiti di analisi ad ampio spettro delle fenomenologie criminali ed é un supporto tecnico-logistico del GICO e l'organico della struttura é stato potenziato dell'otto per cento.
E' stato inoltre predisposto l'invio di un Generale di Divisione Ispettore nella sede di Palermo con responsabilità su Sicilia e Calabria.
E' stato anche emanato il regolamento ordinativo generale
La nuova organizzazione vedrà, oltre il Comando Generale, comandi e reparti preposti all'espletamento delle attività operative istituzionali distribuite sul territorio con competenza interregionale, regionale e provinciale. Accanto ad essi continueranno ad operare sia i reparti con forte specializzazione tributaria ed economico-finanziaria, sia quelli aeronavali deputati a contrastare i traffici illeciti perpetrati via mare. Il regolamento, inoltre, razionalizza l'articolazione delle altre strutture con funzioni serventi, rispetto a quelle con compiti operativi, quali i reparti di reclutamento, addestramento e qualificazione, nonché il supporto tecnico, logistico ed amministrativo
f.c.
Inserito
all'interno del "progetto Causa Mista II", a titolarità
Regione Toscana, gestito da Ceforcoop, si è svolto a Firenze, nella
Sala Affreschi, un seminario sul tema dei Crediti formativi.
Il termine, ancorchè ricorrente nella legislazione e nella letteratura recenti, è ancora al centro di una mediazione tra attori di mercato e soggetti politici.
Lo stesso seminario ha dimostrato la necessità di pervenire ad una corretta concertazione fra istituzioni pubbliche ed imprese.
Anzi, il seminario ha posto in essere una interessante "mobilitazione" sull'argomento, vista la partecipazione di protagonisti del settore, dall'assessore regionale alla formazione Paolo Benesperi (che ha ribadito l'impegno della Regione e suo personale per una sempre più efficace iniziativa nel campo della formazione), al presidente del Forel Gianluca Cecconi (che ha parlato di integrazione dei processi formativi a tutti i livelli per raggiungere l'obbiettivo concreto di favorire l'accesso al lavoro per i giovani); dai moderatori Carlo Catarsi (del Dipartimento Studi Sociali dell'Università di Firenze) a Claudio Bonamassa (Ceforccop); dalla Daniela Binelli (dello stesso Dipartimento Studi Sociali) alla Gabriella Di Francesco (Isfol - Ministero del Lavoro); quindi Giorgio Federici (pro-rettore dell'Univeristà di Firenze) e Mauro Grassi (ricercatore Irpet); e poi Simonetta Michelotti (Università di Siena) e Donata Milani (Provincia di Firenze); ed altri ancora tutti impegnati perchè i crediti formativi assumano quel ruolo che le è stato assegnato dal legislatore.
Non sarà comunque facile.
Carlo Catarsi è stato molto chiaro nel suo intervento.
"Il panorama - ha detto - è molto variegato e quindi appare quanto mai opportuno prevedere la costituzione di un progetto di monitoraggio sugli accrediti formativi, che sia gestito anche dall'Università visto che deve avere anche finalità socio-culturali".
D'altra parte, come ha rilevato Catarsi "esiste già uno schema di progetto di concertazione dell'Università che potrà essere concretizzato con il sostegno del soggetto politico e dell'Unione europea e la cooperazione delle agenzie formative, tra cui, in prima fila il Forel per quanto riguarda la Toscana".
Sarà possibile percorrere una strada che porti a risultati concreti?
E' probabile, quasi certo come ha sostenuto l'assessore regionale Benesperi.
Una ricerca in tale direzione ha fornito dati interessanti.
Nel
presentare i risultati all'uditorio, Daniela Binelli (del Dipartimento Studi
Sociali dell'Università di Firenze) ha riferito come la maggioranza
delle aziende intervistate conosce la definizione esatta dei documenti ufficiali;
tutti hanno manifestato la necessità di informazioni pubbliche autorevoli;
sulla valutazione della comprensibilità del sistema hanno affermato
che esso è teoricamente suggestivo ma ancora poco chiaro.
"Emerge, comunque - ha detto la Binelli - un clima di scarso utilizzo delle procedure di certificazione ed accreditamento e vengono indicati come soggetti idonei a condurre la concertzaione in materia i docenti universitari, gli esperti in formazione ed i testimonial aziendali".
Il campione è sicuramente significativo per l'importanza delle aziende intervistate. Non possiamo elencarle tutte, ma citarne qualcuna a caso, come la Banca Toscana, la Cartiera Lucchese, la Breda, la Piaggio, il Consiag, l'Unicoop, la Fiorentinagas, la Ferrovie dello Stato.
Si può trarre una conclusione da questo importante seminario?
Intanto va dato atto dell'impegno profuso dagli organizzatori (una menzione particolare meritano anche le due segretarie del seminario Daniela Binelli dell'Università e Carla Moscatelli di Ceforcoop), ma anche della volontà istituzionale di procedere sulla strada tracciata per migliroare sempre di più, anche con questi strumenti, il rapporto tra i giovani ed il mondo del lavoro.
Angelina Aino
La Toscana economica "vista"
dall'Unioncamere
Periodo difficile, il terzo trimeste del 1998, per le aziede toscane.
Lo rileva un'indagine dell' Unionca-mere Toscana, da cui emergono anche le perplessità degli imprenditori per l'andamento della produzione regionale in questi primi mesi del '99. L'analisi dell' Unioncamere parte dalla situazione emersa a carattere nazionale. Il 1998 era atteso come l'anno del consolidamento della ripresa economica, e i dati relativi al primo trimestre (export +10%, produzione industriale +6,3%) facevano ben sperare.
La persistente debolezza della domanda interna e le difficoltà emerse nei mercati internazionali hannno però radicalmente cambiato l'andamento intravisto nel primo trimestre, consegnandoci, a fine anno, un quadro di crescita economica "al rallentatore" (diminuzione dell'export su base annua negli ultimi due trimestri, produzione industriale al -1,5% e Pil al +0,9% nel quarto trimestre).
Un contesto negativo, dunque, i cui effetti si sono sentiti anche in Toscana, che, per la particolare composizione "settoriale" e per le caratteristiche dei mercati di sbocco della propria produzione, ha evidenziato ulteriori elementi di difficoltà. Esportazioni e produzione, trainati in Toscana da comparti orientati verso l'estero, hanno perciò risentito più che altrove della difficile congiuntura internazionale, e soprattutto, della crisi economica che ha colpito mercati tradizionalmente particolarmente "recettivi" al "made in tuscany".
In termini di produzione industriale, infatti, dopo un primo trimestre di crescita contenuta, il periodo ottobre-dicembre 1998 ha portato una regressione su base annua di -0,9%, cui ha fatto riscontro una contestuale diminuzione del grado di utlizzo degli impianti (dal 79,5% al 78,4%).
Un andamento negativo, dunque, confermato anche dai dati sul fatturato (+0,4% su base annua a fine 1998) e sugli ordini, sia quelli provenienti dal mercato nazionale (-1,6%), che dal mercato estero (-1,5%).
A completare il quadro, il dato relativo all'occupazione: in Toscana gli addetti alla produzione, nel quarto trimestre '98, sono calati dello 0,2% rispetto al periodo luglio-settembre.
Quali le aziende più colpite dalla crisi? L'Unioncamere, nel suo documento, rileva che a risentire maggiormente della situazione sono state le imprese piccole (da 10 a 19 addetti) e quelle gradni (con oltre 500 addetti), per le quali, rispettivamente, si è riscontrata una diminuzione della produzione del 3,7% e del 4,3%.
Il tessuto delle medie imprese, invece, sembra aver retto, facendo registrare tassi di variazione della produzione positivi. Un andamento che si ritrova anche nei dati relativi all'occupazione: mentre piccole e grandi aziende hanno diminuito il numero degli addetti, le medie, viceversa, sono ruscite a creare nuova occupazione (+0,6/0,7% l'incremento dell'occupazione fra il terzo e quarto trimestre '98 nelle medie imprese).
A livello di settori di attività, la ricerca dell'Unioncamere mostra la crescita produttiva dei comparti elettromeccanico (+3,6%) e della lavorazione dei minerali metalliferi e non (+3,2%), mentre regredisce, in modo preoccupante, l'insieme del sistema moda (tessile-abbigliamento-calzature, -3,1%), il settore alimentare (-3,7%) e quello chimico e della gomma (-8,7%). Su valori negativi contenuti il settore del legno-arredamento.
In termini di territorio, infine, il quarto trimestre 1998 ha visto una crescita relativamente sostenuta delle province di Livorno e Grosseto, e con un leggero segno positivo, anche Lucca, mentre le difficoltà maggiori sono emerse ad Arezzo, Siena e Massa Carrara. Per le altre province, valori negativi abbastanza contenuti.
E per il 1999?
In attesa dei dati definitivi sul primo trimestre, l'Unioncamere ha sondato gli umori e le aspettative degli imprenditori: alcuni (28% del campione) hanno previsto un aumento della propria produzione, altri (24%) hanno espresso aspettative negative. Una maggioranza risicata, quella degli "ottimisti", di lunga inferiore a quella espressa, dagli stessi imprenditori, a fine 1998 sulle aspettative di crescita per l'anno corrente.
Stando questo trend nelle aspettative degli operatori,
e se c'è conferma dell'andamento che emerge dai dati di consuntivo
presentati dall'Unioncamere, per l'industria toscana si profila un 1999
ancora in salita.
Francesco Pacini
Mezzi a gas naturale all'interno del mercato alimentare di Novoli (Firenze)
Appuntamento
molto importante mercoledì scorso presso la Mercafir di Firenze,
che gestisce il mercato alimentare polivalente di Novoli.
Nell'ambito delle iniziative del Comune di Firenze per il miglioramento della qualità dell'aria, così come previsto dalla Conferenza di Kyoto, accanto al potenziamento della rete distributiva del gas metano per auto trazione con la realizzazione di tre nuovi punti vendita sul territorio comunale entro il 1999, all'acquisto da parte di ATAF di 64 bus a metano entro il 1999, alla trasformazione di 30 automezzi comunali entro il 2000, si segnala una iniziativa sperimentale, estremamente innovativa e unica al mondo.
Promossa dalla Cooperati-va CFT, azienda leader nel settore della logistica alimentare, è stata stipulata una convenzione fra il Comune di Firenze, la stessa CFT, Fiorentina Gas, Nuovo Pignone S.p.A. e SNAM S.p.A. per la realizzazione di un distributore a metano all'interno del Centro Alimentare Polivalente di Novoli.
Questo consentirà la sostituzione, nell'arco di 5 anni, di 51 "muletti" e mezzi da traino di proprietà della Coop. CFT dagli attuali diesel con altrettanti alimentati a metano.
La cooperativa acquisterà inoltre gli autocarri a metano (un daily è già in allestimento) per la distribuzione in città.
"Con
questa iniziativa, grazie alla capacità propositiva dell'Assessorato
alla Mobilità e del Settore Energia del Comune di Firenze ed alla
disponibilità della Mercafir- ci dice Paolo Imperlati presidente
della Coop. CFT - vogliamo dare un contributo significativo per la lotta
all'inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini; basta pensare
che il progetto si rivolge in particolare al mercato ortofrutticolo".
"Siamo orgogliosi, prosegue Imperlati, di avviare per primi, a livello nazionale e mondiale, questo progetto, a dimostrazione che la cooperazione ancora una volta si pone all'avanguardia nelle scelte che coniugano le esigenze economiche dell'impresa e gli interessi di carattere sociale".
Alla firma hanno partecipato, oltre allo stesso Imper-lati, Amos Cecchi (assessore comunale mobilità), Eriberto Melloni (consulente energia del Comune), rappresentanti delle aziende interessate e Carlo Dianzani, direttore generale della Mercafir.
Nell'ambito della riunione è stato
anche annunciata anche l'apertura di ulteriori stazioni di erogazione di
metano per auto private.
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