L'ATTENZIONE

Editoriale

Quale legge elettorale?

Come si fa a fare le riforme se maggioranza ed opposizione sono continuamente sul piede di guerra? Quando all'interno della maggioranza le posizioni sono divaricate? Quando l'opposizione oscilla tra l'accettare e il rifiutare la avances della maggioranza? Il clima, quello politico, non ha niente di distensivo. I nuovi arrivati (da Prodi a Di Pietro, a Berlusconi), ma anche le vecchie volpi (da Scalfaro a Cossiga, Mancini, Violante, Fini) si sentono potenti soltanto se sono armati di fronte all'avversario. Mentre i cittadini, poveri tapini, vengono strattonati a destra ed a sinistra ed impediti di ragionare. L'ultima "perla" di questo clima rovente é rappresentato dal disegno di legge predisposto dal ministro Amato che ha sollevato vibrate proteste da destra e da sinistra, facendo gridare allo scandalo e facendo rievoc are quell'immagine che sembrava sepolta dalla nebbia dell'oblio, ovvero il famigerato tentativo democristiano di fare passare una legge (definita dalle opposizioni "legge truffa") che avrebbe consentito al partito dello scudo crociato di assicurarsi il comando delle "operazioni" per gli anni e i decenni avvenire. A proposito di "legge truffa", Bertinotti sostiene che quella poteva essere considerato un pranzo di gala rispetto a quella proposta oggi";

L'adesione di Massimo D'Alema al disegno di legge di Amato, infatti, ha fatto dire, in primo luogo a Fausto Bertinotti, che il premier avrebbe la pretesa di farsi cucire addosso un abito da non togliersi "fin che morte non lo separi"; Insomma, il doppio turno - secondo l'opposizione - servirebbe solo ad assicurare la vittoria al centro-sinistra. E Bertinotti, da sinistra, é ancor più perentorio. "D'Alema - dice convinto - vuole la corazza elettorale; Eelezioni, cioé senza sorprfese". Siamo, insomma, in una fase politica molto delicata che potrebbe riservare molte sorprese. Anche perché ormai é chiaro che Romano Prodi ha come obbiettivo primario quello di vendicarsi di D'Alema che, a suo giudizio, lo avrebbe sgambettato (anzi pugnalato aalle spalle), per fregargli la poltrona di premier. Che Prodi faccia sul serio (la vendetta é sempre coma di v eleno!) lo dimostra non solo il fatto che ha deciso di sfasciare l'Ulivo, ma anche perché si é associato a quell'Antonio Di Pietro che, pur essendo stato nominato senatore dai pidiessini del Mugello, ha girato subito dopo le spalle a chi l'ha premiato per aver contribuito a far sparire dalla scena politica il Psi, la Dc e gli altri partiti minori del v ecchio centro-sinistra. La speranza che ci può aiutare a lottare é che la gente sappia esercitare il diritto di voto, senza infingimenti.

Ma sarà così?

Ai posteri l'ardua sentenza ...

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

AVIS: Un CD-ROM per gli studenti della Toscana

L'AVIS rilancia la campagna "Dai il meglio di te stesso!" attraverso un cd-rom che verrà distribuito nelle scuole elementari e medie inferiori della Toscana con la collaborazione della Sovrintendenza Scolastica Regionale, della Regione e con il contribito determinante dell' Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Nel momento in cui si rifà attualissima la discussione su come si crea una cultura della donazione e della solidarietà con chi vive un particolare stato di bisogno, l'AVIS indirizza la sua azione laddove si concretizza la base della formazione delle nuove generazioni, mettendo a disposizione uno strumento multimediale e interattivo adeguato ai tempi e facilmente comprensibile dalla generazione dei videogame. Sarà sufficiente compilare una cartolina e recarsi presso la sede AVIS più vicina per riceverlo.

Il numero Verde AVIS 800-261580 è a disposizione per indicare ubicazione e orari di apertura delle sedi. "Il Cd-Rom multimediale- ha precisato Luciano Franchi Presidente di AVIS Regionale Toscana - rappresenta la naturale evoluzione della campagna, rielaborandone i contenuti in forma di videogioco, pensato per i ragazzi ma dedicato anche ai meno giovani, che vuole divertire ma nello stesso tempo trasmettere informazioni e comunicare un messaggio che va ben oltre il momento di evasione e di svago." E'attualmente disponibile in 20.000 copie, realizzate grazie alla preziosa collaborazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che ha contribuito economicamente a questa prima tiratura. Realizzato integralmente dal Reparto Multimedia di Phasar, dalla parte grafica ai disegni, dai testi alle musiche, rappresenta l'occasione per svecchiare un percorso comunicazionale fatto di linguaggi e strumenti tradizionali, e per sfatare il mito che per parlare di sangue si debba necessariamente usare un tono troppo serio.

Il Cd-Rom sarà oggetto di un concorso per le scuole elementari e medie inferiori che AVIS sta elaborando in collaborazione con la Regione Toscana e la Sovrintendenza Scolastica Regionale, e che metterà in palio 10 computers, uno per ogni Provveditorato della Regione, da utilizzare in classe. Claudio Martini, assessore al diritto alla salute della regione Toscana, nel sottolineare il successo della campagna "Dai il meglio di te stesso!" ha evidenziato la singolare coincidenza tra l'iniziativa di AVIS e l'approvazione in IV commissione del consiglio regionale del Piano Sangue Regionale 1999-2001, che nel triennio dovrà conseguire la piena autosufficienza di sangue e plasma. "Siamo in presenza di una buona collaborazione tra volontariato e aziende sanitarie, scuole, regione, enti pubblici in genere. Tutto ciò è decisivo per incrementare la cultura della donazione e raggiungere il traguardo dell'autosufficienza." Il prof. Antonio Di Florio, sovrintendente scolastico della Toscana, ha ricordato che lo scorso anno, tra Regione Toscana e Sovrin-tendenza, è stato stilato un protocollo di accordo per programmare l' educazione sanitaria nelle scuole.

"L'iniziativa di AVIS -ha proseguito- si inserisce perfettamente in questa logica, ed è da apprezzare la scelta del target degli studenti della scuola elementare e media inferiore, cui si rivolge il CD, che è l'ideale per diffondere una cultura formativa in tema di educazione sanitaria." Roberto Petrini, Presidente di AFAM (Azienda Farmacie Municipali di Firenze) ha messo a disposizione la rete delle proprie farmacie (21 nella città) allo scopo di implementare la campagna di sensibilizzazione al dono del sangue, in un'area, quella fiorentina, che è piuttosto carente. Ma il contributo delle farmacie pubbliche di Firenze non si fermerà qui. "Presto -ha aggiunto Petrini- personalizzeremo con il logo della campagna "Dai il meglio di te stesso !" i sacchetti contenitori in polietilene e in carta in dotazione alle nostre farmacie, e lanceremo un appello da Firenze, alle altre aziende pubbliche della Toscana, affinchè aderiscano alla iniziativa promossa da AVIS. E sono sicuro che non mancherà, in questa gara di solidarietà, il contributo decisivo dei farmacisti privati." Ugo Bargagli Stoffi, in rappresentanza dell'Ente Cassa di Risparmio, con il cui contributo è stato possibile realizzare il CD-Rom, ha ricordato la tradizione ed il ruolo dell'Istituto, "da sempre sensibile alle iniziative di utilità sociale ed al miglioramento della coscienza civile in Toscana." Infine si registra anche l'adesione di aziende private alla campagna: la Target produrrà e affiggerrà a proprie spese nel mese di marzo a Firenze, cento stendardi che verranno esposti lungo i viali.

Ma il lancio della campagna ha fornito anche l'occasione per illustrare i dati regionali della raccolta di sangue e plasma. " Siamo in continua crescita - ha affermato Franchi- al contrario di quello che accade a livello nazionale, che vede purtroppo un calo. In Toscana negli ultimi due anni, dal 1996 al 1998, le donazioni sono aumentate complessivamente di quasi 12.000 unità, pari a quasi l'8%. Lo scorso anno siamo arrivati a quota 161.000, tra sangue e plasma. Ma se per il primo siamo quasi all'autosufficienza, per il plasma, anche se abbiamo registrato notevoli progressi siamo ancora in deficit, nonostante si copra ormai il 66% del fabbisogno." Ma se ancora manca il plasma, non è certo l'ottimismo e la buona volontà che scarseggia in casa AVIS.

 

Alessandro Falciani

 

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L'ATTENZIONE

Un brivido nella schiena!

Che cosa significa aver conquistato la libertà sessuale, la parità nei comportamenti uomo-donna?

Che cosa significa parlare di dignità e di rispetto umano?

Qual è la differenza tra amare e violentare?

Domande complesse alle quali si dovrebbe rispondere con trasparenza di sentimenti e coscienza pulita.

Ma queste prerogative sono delle persone civili, di quelle che hanno imparato a vivere, che sanno rispettare se stessi e gli altri. Non di quelle persone che sono rimaste ferme alla loro essenza di barbari, di sciagurati prive di intelletto.

Non sono animali, infatti, perchè anche questi hanno sentimenti puri, forti: basta osservare come una qualsiasi bestia protegge il proprio figlio! Questi che si chiamano uomini, sono perlomeno ... malati!

Violentare un essere umano, bambino o adulto che sia, è fatto così spregevole che non dovrebbe ammettere compromessi. Invece si riesce a dissertare sull'abbigliamento che la donna indossa (gonne corte? allora provoca!), muove le anche quando cammina? allora è una poco buono! Si ribella e riesce a spaccare la faccia al suo violentatore, allora viene condannata per eccesso di legittima difesa!

Ai signori giudici, di qualsiasi grado, paradossalmente, si potrebbe augurare di avere una figlia violentata! Forse, chissà, capirebbero sulla propria pelle che cosa significa una violenza sessuale!

Ma questo è un pensiero cattivo, che rigettiamo subito.

La nostra educazione, il nostro istinto, il rispetto per il sesso femminile (che è cominciato con l'amore per nostra madre), ci inducono a sentire un legittimo senso di schifo verso un atto così vergognoso.

Il solo pensiero che una ragazza, una donna, possa essere costretta a fare sesso senza il consenso, sotto la minaccia di una pistola e comunque spaventata, ci fa sentire un brivido di freddo nella schiena, che sembra un brivido di morte. (Francesco Canosa)

 

N.C.

 

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L'ATTENZIONE

 

 

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Il tema della salute é ormai ampiamente dibattuto a conferma che la salute é il principale bene che l'uomo possiede. Essa dipende, in buona parte, anche dal tipo di alimentazione. Basta osservare che cosa succede nei Paesi del Terzo Mondo dove la mancanza di cibo é al primo posto per generare malattia e morte, soprattutto ai bambini.

Ma anche chi ha la fortuna di potersi sedere a tavola a godere di tante prelibatezze deve stare attento alle cattive conseguenze di un'alimentazione errata.

Se si impara a mangiare bene a tavola, seguendo quelle che sono le norme comportamentali indicate come le più idonee alle nostre esigenze di vita quotidiana, la salute generale del nostro organismo ne beneficierà nell'immediato, ma anche e soprattutto nel futuro.

Partendo da questa considerazione alcune strutture hanno deciso di rivolgersi direttamente ai bambini ed ai ragazzi più giovani, dedicando loro il progetto "Salute e Scuola" che ha come fine proprio quello della sensibilizzazione sulla centralità di un'azione preventiva in campo sanitario che incominci dalla vita quotidiana.

La Scuola elementare Don Milani, che ha aderito all'iniziativa, ritiene l'argomento di estrema importanza. Il direttore Ugo Giorgi e le insegnanti delle classi IV (alle quali é rivolta l'iniziativa) hanno molto a cuore l'argomento perché si rendono conto della responsabilità che la oggi scuola viene ad assumersi in un mondo in cui tante sono le deleghe in materia di bambini che la famiglia da alle istituzioni.

"La scuola va a sostituire in parte - ha detto il direttore Giorgi - la figura di chi che fino a qualche tempo fa aveva tradizionalmente il ruolo principale nell'educazione intesa in senso ampio, cioé la famiglia. L'argomento dell'alimentazione però é un terreno scivoloso perché spesso si incontrano, paradossalmente, le resistenze di alcuni genitori".

Atteggiamenti che il direttore della Don Milani capisce perfettamente, essendo comprensibile che le stesse necessità che hanno indotti i genitori a delegare all'istituzione scolastica in campo educativo, non solo a livello didattico ma anche in termini di sociale, li rendano alo stesso tempo più sospettosi."

Quello che però sia il direttore Giorgi che il gruppo delle insegnanti delle IV (Irene Trifilio, Maria Licata e Lucia Boretti), si sentono di chiedere alle famiglie é proprio una maggiore collaborazione su questo tema così importante. "Spesso i bambini - dice una delle insegnanti - sono abituati a mangiare cibi già preparati come merendine o addirittura cibi acquistati in rosticceria. Allora diventa molto difficile proporre il pasto della mensa scolastica che non ricorda certo quello che i bambini sono abituati a mangiare a casa. E' vero sicuramente che la pietanza presentata a mensa non ha lo stesso sapore di quella preparata con amore dalla mamma, ma il punto é che a volte la mamma non ha proprio tempo di preparare un piatto di minestra e così il bambino viene abituato a mangiare "qualcosa di più veloce", dimenticando troppo spesso l'esistenza delle verdure e della frutta, che sono invece basilari per la salute dei bambini".

Allora l'obiettivo sarebbe proprio quello di cercare di vincere da parte dei genitori quella "tipica" avversione che si prova nei confronti della mensa scolastica e che necessariamente viene trasmessa ai bambini.

Secondo un'altra insegnante probabilmente anche "la famosa merenda delle 10.30 non permette ai bambini di apprezzare il pasto della mensa in quanto il genitore spesso prepara "merendoni" che possono rimpiazzare il menù che offre quotidianamente la mensa".

Il progetto d'intervento per l'educazione alla salute nelle scuole dell'obbligo si propone proprio di stabilire un legame proficuo tra scuola, allievi e famiglie. Ma purtroppo ciò non sempre avviene, perché alla domanda posta ai bambini della Don Milani "se a casa parlano mai di corretta e sana alimentazione" la risposta é stata negativa.

A questo proposito le insegnanti hanno espresso la necessità di affiancare un esperto di educazione alimentare, come potrebbe essere anche un pediatra, che possa fare da raccordo tra i ragazzi e le famiglie, cercando di creare una stretta collaborazione tra loro e la scuola nell'interesse dei bambini di oggi e degli adulti di domani, anche per "superare" l'iperprotezione di taluni genitori.

E' importante quindi che il lavoro di educazione alimentare cominci con l'esempio da parte delle famiglie e che poi il discorso continui a scuola dove le insegnanti, in questo caso della scuola Don Milani, sostenute dal loro direttore, sono ampiamente disposte a portare avanti un progetto di educazione alla salute, anche attraverso una sana alimentazione.

 

Donatella Della Queva

 

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L'ATTENZIONE

Gli alberi come monumenti

Gli alberi possono essere considerati dei monumenti.

Siano isolati o all'interno di boschi e giardini, gli alberi che per età o dimensione costituiscono rari esempi di maestosità o longevità, o che hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti sul piano storico-culturale, hanno una funzione analoga e sono altrettanto importanti dei beni e delle opere d'arte custodite nei musei.

Abbiamo quindi giudicato positiva la legge regionale che tempo addietro ha sancito che gli alberi storici e monumentali della Toscana, che contribuiscono a rendere così belli e unici i nostri paesaggi, sono un patrimonio da salvaguardare e valorizzare, e pertanto da censire comune per comune e catalogare in appositi albi. Abbiamo accolto con altrettanto favore la proposta avanzata dal consigliere regionale pidiessino, Enrico Cecchetti, che in una lettera inviata ai Sindaci della provincia di Lucca ha chiesto di affidare tale censimento e catalogazione ai ragazzi delle scuole; ritenendo ciò un'opportunità didattica senz'altro inedita ed utile.

"Infatti -come scrive Cec-chetti- partecipando al censimento i ragazzi potrebbero non solo conoscere gli angoli più suggestivi e meno conosciuti delle loro zone, ma anche studiare dal vivo, in modo diretto, la natura, la flora, la vita e le abitudini dei tanti animali che nei grandi alberi vivono o trovano alimento e protezione".

E, aggiungiamo noi rifacendoci a quanto emerso in consiglio regionale in occasione dell'approvazione della legge, avrebbero l'opportunità di guardare con nuovi occhi a luoghi famosi quali il Giardino di Boboli a Firenze o Villa Demidoff a Pratolino, dove si trovano moltissimi alberi con i requisiti per entrare nell'elenco regionale, o di avvicinare specie di piante di cui hanno forse solo sentito il nome: i cipressi di Bolgheri, il leccio di Leonardo a Vinci, gli olivastri di Seggiano.

Una iniziativa, precisa Cecchetti, a cui associare il mondo della scuola e, in veste di docenti, tutti coloro che hanno una profonda conoscenza e uno stretto rapporto con natura e territorio.

"Personalmente -dice- non ho dubbi che le direzioni delle scuole, gli insegnanti, il Provveditorato accoglierebbero di buon grado una proposta di questo tipo. Così come credo non mancherebbe la disponibilità delle associazioni ambientaliste, di quelle venatorie, del Corpo Forestale dello Stato e dei numerosi volontari impegnati nella prevenzione antincendi".

Con questa iniziativa, commenta Cecchetti: "otterremmo il risultato di consentire ai ragazzi di fare scuola in modo vivo, ed al tempo stesso di conoscere davvero ed amare la natura". E anche "una bella lezione di educazione civica".

Non conosciamo ancora la reazione dei sindaci della Garfagnana, né quella dei ragazzi. Sarebbe quanto mai significativa una risposta positiva dalla quale capire l'amore dei ragazzi per la natura e quindi per l'ambiente in cui essi stessi vivono e possono essere protagonisti attivi.

 

Elena Carbone

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