L'ATTENZIONE

Editoriale

Socialismo e dintorni

Quando un uomo parla di corna, pensa subito a qualcuno che è vicino alla famiglia e che possa quindi impunemente entrare ed uscire di casa senza destare sospetti. Al sud si dice :"o è il compare (quello che ha fatto da testimone alle nozze!) o è un parente". Quando si parla di pedofilia si pensa subito a persone insospettabili, spesso a padri, patrigni, amici di famiglia. La violenza sui bambini è in buona parte frutto dalla malavagità di un parente o di un amico. Insomma, come è proprio vero quello che si dice: "dai nemici mi guardi Iddio che dagli amici mi guardo io!". Ed è esattamente quello che sta succedendo in questa miseria di pseudo-partiti che navigano nel mare delle parole, dell'incosistenza, del pressappocchismo. In quel fetore che ci ha regalato la cosiddetta II Repubblica che ci sta facendo rimpiangere la peggiore I Repubblica. Di esempi se ne potrebbero fare tantissimi, ma lo evitiamo non tanto per mancanza di spazio (potremmo fare un'appendice al giornale...) quanto per non offendere l'intelligenza dei nostri lettori che, come noi, vedono benissimo quello che accade sotto i loro occhi. Vogliamo far cenno solo ad una questione, che non è poi di poco conto. Al socialismo, tirato da ogni parte, come una coperta corta in un letto largo dove si sono adagiate più persone. A parte il termine "democratico" sul quale avremmo molte obiezioni da fare per l'uso distorto che se ne fa. Siamo convinti della necessità di ridare alla parola socialismo il suo giusto valore e, perchè no, la sua corretta collocazione. Partendo da una considerazione di base, che il socialismo è innanzitutto un'ideologia, proprio quella che molti oggi negano in nome di un bipolarismo che in Italia non ci sarà mai!

Non si può essere socialisti-ex-comunisti, socialisti-duri-e-puri, socialisti-democratici, socialisti-da-garofano, socialisti-da-Forza-Italia, socialisti-comunisti, socialisti-cattolici, con sfumature che vanno dal rosso vivo al nero più profondo. A chi non ha ancora capito (o fa finta di non capirlo) che cos'è il socialismo (che è unico e senza sfumature) consigliamo una buona lettura di tre volumi di Scienza Sociale. Non sarà un impegno difficile: basta rinunciare a qualche ora delle TV demenziale che ci offre la Rai e le sue consorelle, imprigionata da trasmissioni vergognosamente stucchevoli inserite in una sequela impressionante di spot pubblicitari. Non pretendiamo che certi soloni della politica odierna si vadano a ripassare le caratteristiche dell'economia sociale romana e dei suoi "valori d'uso", quelle del corporativismo medioevale, del mercantilismo e della fisiocrazia, dell'individualismo liberale, del comunismo. Pensiamo sia sufficiente rileggersi i concetti del solidarismo e della socializzazione, ponendo l'uomo al centro dell'ordine vitale degli elementi economico-sociali, ricordandosi che la valorizzazione dell'elemento umano è la via fondamentale per procedere sulla strada della coordinazione dei fini individuali fra loro e con i fini sociali per raggiungere un equilibrio conosciuto come "giustizia sociale". Un concetto molto attuale, che si ingigantirà sempre più per effetto dell'integrazione europea, in cui i problemi economici e sociali che interessano il singolo individuo devono essere "visti" come problemi che riguardano l'individuo nella società e vengono, quindi, portati dal piano individuale al piano sociale. Se si è convinti che questa è la strada da percorrere, allora occorre guardarsi le spalle da coloro che fingono di aver capito. Insomma il socialismo è al centro del discorso, ma i suoi dintorni sono senza confini ed ognuno cerca di occuparli, senza averne alcun diritto.

E' da questi che occorre guardarsi le spalle!

Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

Giorgio Napolitano: il riformismo ha senso solo su scala europea

All'indomani della nascita della moneta unica, il riformismo non può più essere concepito se non in un'ottica d'integrazione europea. Molto probabilmente però le nostre forze politiche che si preparano alle elezioni europee se ne dimenticheranno, e riporteranno tutto alle vicende e contrapposizioni italiane: un atteggiamento sbagliato che non ha più motivo di esistere. E' questo, in estrema sintesi, quanto sostenuto dall'ex ministro dell'interno Giorgio Napolitano (DS) durante un incontro sul tema "il riformismo alla prova dell'unità europea" svoltosi l'8 febbraio a Firenze presso l'auditorium della Regione Toscana. Il secondo di una serie di appuntamenti (nel primo era intervenuto De Mita) organizzati dall'associazione Riforme e Libertà, che ha come presidente Stefano Cordero di Monteze-molo e come vicepresidenti i consiglieri regionali Alberto Bencistà (DS) e Vincenzo Caciulli (SDI). L'associazione, da poco costituita, si propone come un luogo di incontri ravvicinati a sinistra che punta ad un dialogo fra le varie anime riformiste, dai diessini ai socialisti; ma senza preclusioni verso le formazioni di centro e i rappresentanti riformisti del Polo. "Il nostro modello di riferimento -ha spiegato Bencistà- sono le grandi socialdemocrazie europee e con questi incontri cerchiamo proprio di stimolare anche in Toscana un dibattito su questi argomenti".

"Il riformismo europeo -ha detto Cordero di Montezemolo, prima di passare la parola a Napolitano- è diventata una merce comune di cui tutti si servono" più o meno legittimamente. "Riteniamo tuttavia -ha aggiunto- che sia un valore che necessita di essere compreso", se si vuole arrivare ad impostare una politica riformista di scala europea. Da parte sua Napolitano ha aperto la relazione affermando che "l'obiettivo dell'unità europea è diventato parte integrante delle forze politiche riformiste di ogni Paese dell'Unione Europea". Poi, dopo aver ricordato alcune esperienze socialdemocratiche del dopoguerra che avevano ancora un carattere nazionale (fra cui, ad esempio, le socialdemocrazie tedesche di Brandt e di Schmidt, e quelle di alcuni paesi della Scandinavia), ha sostenuto che ormai "è maturata la necessità di approcci comuni che abbiano come base il processo di integrazione europea". Questo, secondo Napolitano, è "uno scenario non più eludibile" sia per le istituzioni che per le forze politiche di tutta Europa. E non si tratta di questioni tecniche, ma di problemi che riguardano anche "i partiti e i gruppi politici italiani che si preparano alle elezioni europee e alle amministrative". Ma, ha commentato ironicamente l'ex ministro, "noi continueremo a parlare delle nostre vicende locali: di centro-sinistra", ecc: un "atteggiamento profondamente sbagliato".

 

Lorenzo Sandiford

 

Napolitano sul partito di Prodi

In margine all'incontro organizzato da Riforme e Libertà, Giorgio Napolitano, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla nascita del nuovo partito di Romano Prodi, i democratici per l'Ulivo. Pur prendendo le distanze da Prodi, Napolitano ha evitato i toni polemici di altri esponenti del centro-sinistra nei giorni scorsi e ha sostenuto che non è facile ancora capire se e in che misura il nuovo partito di Prodi sottrarrà più voti a sinistra, oppure al centro e alla parte assenteista del corpo elettorale. Tuttavia, Napolitano ha manifestato qualche perplessità sul fatto che "il rilancio di un movimento politico (come quello dell'Ulivo, ndr) si sia tradotto in liste per il Parlamento europeo". Per quanto riguarda infine le primarie, non si è sbilanciato, dicendo di voler prima vedere "come saranno concepite".

L.S.

 

Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE

Le proposte dello SDI per la sicurezza

Sono sei le proposte dello SDI fiorentino in tema di sicurezza. Anche sulle rive dell'Arno sono infatti aumentati, nel 1998, i fenomeni criminosi: del 28% gli omicidi volontari, del 23% le violenze sessuali, del 49% le rapine. Ed allora per fare il punto della situazione ed elaborare una strategia di risposta sono scesi in campo gli eredi del garofano per fare sentire la loro. E lo hanno fatto in grande stile, organizzando un Convegno a Palazzo Vecchio, proprio nel cuore politico della città.

Invitato d'onore l'On. Alberto La Volpe, Sottosegretario al Ministero dell'Interno. E poi tutti i big fiorentini. Dall'eurodeputato Riccardo Nencini, al Presidente della Firenze Parcheggi Eugenio Giani, all'ex Sindaco della città Giorgio Morales. Pieraldo Ciucchi, Presidente del Partito a Firenze, nell'introdurre i lavori ha consegnato una lettera aperta all'On. La Volpe invocando "fermezza e decisione nell'affrontare il problema degli immigrati clandestini, come condizione per costruire una moderna società multietnica", ed inoltre "rafforzare il potere del Sindaco affidandogli il coordinamento del comitato per la sicurezza." E Riccardo Nencini annuncia l'inserimento del Ponte Vecchio nell'elenco del patrimonio mondiale dell'Unesco, quale contributo ad un'attenzione sui problemi del centro storico fiorentino, in quanto - ha affermato "Firenze non è una città a rischio come Milano o altre città del sud, ma occorre prendere subito alcuni provvedimenti." Ed allora eccoli questi provvedimenti targati SDI, illustrati da Eugenio Giani. Innanzitutto deve spettare al Sindaco la convocazione del Comitato della Sicurezza Pubblica, che avrà il compito di stilare anche l'ordine del giorno della riunione. In secondo luogo occorre incrementare di almeno cento il numero dei vigili urbani. Altro elemento è costituito dalla necessità di fornire sostegno a tutti coloro che desiderano -artigiani e commercianti, ma anche semplici cittadini - attrezzare le loro unità immobiliari di moderni impianti di sicurezza. E l'aiuto dovrebbe venire dal Comune sotto forma di un cofinanziamento nell'ordine del 20%. Il quarto punto consiste nell'elaborazione di un progetto speciale per la protezione dei beni artistici e architettonici della città. Firenze possiede infatti il 25% circa delle opere d'arte presenti in tutta Italia, ma la gran parte di queste sono all'aperto. La proposta è allora quella di allestire - insieme ad alcuni sponsor - un sistema di vigilanza elettronica diffusa.

Inoltre una particolare attenzione dovrà essere investita sull'Oltrarno, zona tradizionalmente dimenticata della città. S. Spirito e San Frediano dovranno godere di una riqualificazione urbanistica, di interventi di potenziamento della illuminazione pubblica e dell'arredo urbano. Infine - ed è l'ultima delle sei proposte socialiste - occorre progettare un piano di presenza coordinata sul territorio degli incaricati di pubblico servizio, come ad esempio gli ausiliari del traffico, i controllori della sosta, le guardie ecologiche. Figure di recente costituzione, ma che si stanno sempre più imponendo come veri e propri vigili di quartiere. "Se è vero che Firenze è passata negli ultimi venti anni da 465.000 a 380.000 abitanti - ha precisato Morales - è altrettanto vero che grazie al flusso turistico e dei pendolari, la città conta un milione di presenze al giorno. E allora le forze dell'ordine devono essere dimensionate su queste presenze, non sul numero dei residenti". E occorre che le forze dell'ordine siano coordinate tra di loro. "Nel corso del dibattito, la testimonianza più scioccante è stata del rappresentante del SIULP (il sindacato dei poliziotti) che senza mezzi termini ha denunciato l'assenza di controllo da parte delle forze dell'ordine in tre quartieri della città: il due, il quattro e il cinque. "E questo perchè-ha aggiunto - anche se più volte annunciata non si è mai realizzata la riforma di Stato degli apparati di sicurezza, per cui la città viene controllata come venti anni fa, anche se nel frattempo si è allargata."

Una cosa concreta da fare subito? Per il SIULP la volante di quartiere, che recuperi il rapporto con il territorio. In chiusura del Convegno l'On. La Volpe ha ricordato che se a Firenze esiste un buon rapporto tra agenti e abitanti (1 a 89) è altresì vero che il cooordinamento tra le varie forze dell'ordine è un obiettivo indiscutibile, "perchè il diritto dei cittadini alla sicurezza fa parte di un moderno welfare state, anche per coloro che vivono nelle aree periferiche." Ma i cittadini - secondo La Volpe - dovranno aiutare lo Stato costituendo Comitati di Quartiere per la Sicurezza insieme ai consigli di quartiere, scuole e associazioni di volontariato. Al fine di sorvegliare il territorio e fornire preziose indicazioni ai tutori dell'ordine pubblico. E mentre a Firenze 40.000 extra comunitari hanno ottenuto il permesso di soggiorno, ed altri 10.000 ne sono in attesa, 1000 Rom sono ammassati all'Olmatello nel campo nomadi, in condizioni incivili. Se è vero che Firenze non è Milano, ci auguriamo che alcuni interventi per garantire la sicurezza dei cittadini siano assunti al più presto.

Altrimenti c'è il rischio futuro di fenomeni di intolleranza, così come accadde in questa città nel febbraio del 1990. Ricordate la famosa "marcia" contro gli extracomunitari?


Alessandro Falciani

 

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

 

 

Centro Affari, Palacongressi e Sogese: sinergie in arrivo

Il turismo congressuale in Italia muove un volume d'affari di circa 12.000 miliardi di lire l'anno, pari al 25/30% del complesso della bilancia turistica del nostro Paese. Se si aggiunge il business delle mostre, si capisce che cosa ruota attorno alle strutture espositive. Firenze, città d'arte per antonomasia, può giocare un grosso ruolo in questo settore. Una riprova viene dal fatto che proprio in questi giorni la città toscana sta ospitando la Prima Conferenza nazionale del turismo congressuale. Assume, quindi, grande rilevanza la recente costituzione di Firenze Expo, la società che raggruppa per ora Sogese e Palacongressi per la gestione degli spazi della Fortezza da Basso e del Palazzo dei Congressi, e che tra non molto vedrà anche la presenza del Centro Affari.

Una volta a regime la nuova società, come hanno detto in sede di conferenza stampa Piero Barucci e Federico Galdi (rispettivamente presidente ed amministratore delegato di Firenze Expo) la struttura potrà ave- re un volume d'affari attorno ai 35 miliardi di lire, con chiare prospettive di sviluppo.

Il duo Barucci-Galdi ha espresso la convinzione di dover riesaminare la collocazione delle strutture fiorentine per dare più incisività alla propria attività, cercando di utilizzare al massimo delle proprie capacità sia il Consiglio di Amministrazione (anche i Consiglieri avranno compiti operativi specifici e non dovranno assumere nessun incarico politico negli enti locali) che il personale (attualmente sono 53 persone) in attesa di nuovo contratto di lavoro. La ristrutturazione delle tre strutture non porterà ad alcun licenziamento, ma ad una revisione globale delle attività dei singoli dipendenti.

Nel frattempo Firenze Expo investirà qualcosa come 4 miliardi di lire per ottimizzare le strutture esistenti.

Malgrado alcune carenze del passato (bilancio in rosso per "Marta" ed "Eurocamp") Barucci si è detto convinto che il '99 si chiuderà in attivo.

Non solo, ma che Firenze si appresta ad accogliere altre importanti manifestazioni, una delle quali -come ha anticipato Galdi - dovrebbe essere un summit della Banca Mondiale.

Premesso che Firenze Expo guarderà più alla qualità che alla quantità di mostre e congressi, Galdi ha sottolineato l'urgente necessità di avere altri spazi, tra cui quelli del Liceo ubicato all'interno della Fortezza ed il magazzino del Tribunale.

Insomma, non mancano le idee, alimentate dalla certezza che Firenze può diventare una vera attrazione mondiale, non avendo nulla da invidiare a città come Berlino o Birmingham che in fatto di organizzazione di congressi vanno alla grande.

 

f.c.

 

Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE

Torino: parcheggio con posti riservati alle donne

Riscuote un buon successo a Torino l'esperimento del "Pink parking" cioè il parcheggio con posti riservati alle signore. Un'iniziativa messa in atto per vincere la tradizionale ritrosia delle torinesi, nei confronti dei parcheggi interrati. Si è capito da tempo ormai che nelle grandi città, pur essendoci una gran fame di posti auto, i parcheggi sotterranei fanno paura e rimangono spesso poco utilizzati. Spesso si preferisce girare, attendere, innervosirsi pur di parcheggiare alla luce del sole dove, insomma, ci si sente più sicuri. Soprattutto per le donne gli interrati rimangono zone off-limits perchè troppo pericolose. Per ovviare a questo problema a Torino si è creato nella zona di Porta Palazzo, una delle più a rischio della città, un parcheggio "supersicuro".

Sul retro dell'ex caserma dei vigili del fuoco, tra i corsi Regina Margherita e XI Febbraio, sono ora disponibili ben 853 nuovi posti auto controllati da 42 telecamere, con zone "protette" e molto illuminate riservati alle signore. Un cartello con una rosa evidenzierà la destinazione di questi posti riservati. Sono queste le caratteristiche degli otto piani (di cui due interrati) del "Parcheggio Palazzo" inaugurato alla presenza del sindaco Valentino Castellani, dell'assessore alla Viabilità, Franco Corsico, e dall'assessore regionale ai trasporti, William Casoni. Si tratta di una novità assoluta in Italia ma comunissima all'estero e soprattutto negli Stati Uniti dove da tempo viene utilizzato questo sistema. La costruzione del grande parcheggio, costata 18 miliardi, è stata affidata all'azienda romana Astaldi mentre la gestione è ora in mano all'Apcoa di Mantova, società che cura tra l'altro la struttura di piazzale Emanuele Filiberto, il parcheggio sotterraneo del Lingotto e quello di Malpensa 2000. "La scelta di riservare posti alle donne - spiega Arturo Benigna, amministratore delegato della Apcoa - non vuole essere assolutamente una sorta di discriminazione al contrario. Vuole essere una misura di sicurezza in più da offrire al pubblico femminile che a volte ha qualche remora nell'utilizzare i parcheggi sotterranei per paura di aggressioni". Le ottanta aree di sosta per signore sono le più vicine alle uscite e agli ascensori e come confermano gli addetti alla vigilanza "sono i posti che risultano spesso esauriti". Le donne che vengono a Porta Palazzo a fare la spesa e che spesso trovavano la sgradita sorpresa dell'auto sfregiata o assalita dai parcheggiatori abusivi, ora possono lasciare la vettura in tutta tranquillità. Dato il grande favore con la quale è stata accolta l'iniziativa sarà probabilmente presto attuata in altre strutture. Inoltre, l'ottima idea lanciata a Torino potrebbe trovare società di parcheggi di altre città italiane pronte a seguire la stessa strada. D'altra parte la questione "paura per criminalità" non è prerogativa della città piemontese, ma interessa un pò tutte le città italiane.

 

Daniela Boarino

.

 

Torna al sommario