L'ATTENZIONE

Editoriale

La rabbia di Napoli

Napoli disoccupata, Napoli contrabbandiera, Napoli camorrista: fatti negativi che non hanno mai sconvolto più di tanto i napoletani. E poi c'è la Napoli delle canzonette, della pizza, della nostalgia degli emigranti.

E ... c'era la Napoli del lotto, di quel gioco inventato in Italia nel 1576, al quale i napoletani ci credevano con una passione che mischiava il sacro ed il profano, la realtà e la fantasia. Al botteghino del lotto ci si incontrava fino a ieri, come capitava una volta al forno del paese in attesa che il pane venisse "sfornato": scambio di parole, di opinioni, di pensieri; si intrecciavano racconti di fatti avvenuti e tentativi di ricostruzione di sogni. In cima a tutti la speranza che San Gennaro facesse corrispondere i numeri giocati a quelli estratti. Nel tempo è nato anche il Libro della Smorfia per interpretare i sogni ed aiutare vecchiette aspiranti vincitrici a scegliere i numeri da giocare. Al morto che parla si attribuiva un numero, un altro numero alla paura, un altro ancora al sangue, e così via. 90 numeri, 90 interpretazioni, il tutto legato alla realtà ed alla fantasia, al paganesimo puro del gioco d'azzardo ed alla credenza che San Gennaro avrebbe dato una mano per vincere qualche migliaia di lire. Lo Stato, sempre pronto ad approfittare delle debolezze umane, gestisce questo gioco d'azzardo in privativa ricavandone enormi vantaggi.

Ma l'uomo, si sa, è un distruttore per antonomasia: fuma e si uccide coscientemente, inquina ed uccide l'ambiente, si nasconde dietro l'egoismo per far del male agli altri. Così ha inventato il sistema per rendere questo gioco d'azzardo un gioco di trucchi, uccidendo nello stesso tempo realtà e fantasia, uccidendo i sogni di tutti coloro che erano convinti che il lotto fosse un vero gioco d'azzardo. Così nascono le palline manipolate, si usano bambini finti-ingenui per trarre in inganno i giocatori-sognatori, si creano autentiche bande di furfanti. E dove? il primo pensiero è corso a Napoli, dove l'arte dell'arrangio è antica. E quale sorpresa, fino ad oggi? Molte città sono sotto inchiesta, ma non Napoli! E Napoli protesta, si strappa le vesti, grida al miracolo all'incontrario di San Gennaro: si sente derubata dell'unico sogno vero che a volte diventava realtà. E' una vicenda triste, che ci riporta a mente il dramma dell'emigrazione cantata anche con frasi struggenti come "...partono i bastimenti pe' terre assai luntane..." con la visione del molo brulicante di parenti che salutavano con i loro fazzoletti i partenti in cerca di lavoro, di vita, di una nuova terra che sarebbe stata comunque "amara assai". "So cagnati i tempi...", ma non i sentimenti: oggi Napoli piange perchè farabutti veri hanno distrutto tanti sogni. E se dall'estero si poteva anche tornare, un sogno non si può ripetere!

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Commercialisti critici nei confronti del Ministero delle Finanze per la riforma sui Caaf

Fermi nella convinzione che il governo ha approvato una riforma fiscale "scellerata e fortemente penalizzante per le libere professioni", eccoli i dottori commercialisti e i ragionieri colleghi di Firenze e provincia, con l'adesione dei colleghi di Siena, Arezzo, Grosseto e Pistoia, riuniti stamani in assemblea, al Palaffari di Firenze, per ribadire e argomentare il loro dissenso. L'obbiettivo è quello di sollecitare i politici a ridisegnare un provvedimento che - dicono - anziché viaggiare nel senso del "libero mercato", sancisce il privilegio allo scopo di inseguire un patto sociale che nulla ha a che fare con il fisco, ma che - sicuramente - riscuote i plausi del mondo sindacale. Sempre stamani, nelle maggiori città italiane i professionisti manifestano la loro ferma opposizione nei confronti del nuovo corso. Ma vediamo di che si tratta.

In pratica, in virtù del decreto fiscale, approvato dal governo, viene ora affidata ai Caaf (centri di assistenza fiscale) l'esclusiva in materia di 730 oltreché la facoltà di prestare consulenza tributaria alle imprese fino a 10 miliardi di fatturato. Un grosso privilegio per le organizzazioni sindacali che aleggiano dietro i Caaf e che indirettamente ne trarrebbero vantaggi economici. Ma anche un grosso attacco per gli studi professionali e per la qualità del servizio che solo la professionalità garantisce. "Noi siamo favorevoli alle forme di liberalizzazione ­ afferma Enrico Fazzini, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Firenze - purché sia salva la professionalità, il marchio di qualità che essa garantisce poiché frutto di un lungo praticantato. Il nostro vuole essere - al momento - un dissenso, civile ma fermo, giacchè sono in ballo gli interessi soprattutto della collettività." "Non è una difesa di natura lobbystica" aggiunge Gavino Santoru, segretario del sindacato ragionieri della provincia di Firenze. "Piuttosto, mi preme ribadire che affidando l'esclusiva ai Caaf, in materia fiscale, vengono meno per il cittadino la qualità della prestazione professionale e il rapporto fiduciario che solo con il libero professionista è instaurabile".

Le preoccupazioni di Santoru rimandano, inoltre, ai rischi derivanti da una "democrazia concertativa" in cui le decisioni vengono assunte a livello verticistico e senza la partecipazione dei parlamentari. "Se ci sentiamo deboli? Certo - afferma Santoru - giacché siamo esclusi dal tavolo della concertazione e questo perché non siamo portatori di consenso, non avendo un colore politico". Solleva la questione secondo un registro giuridico Alessandro Torcini, presidente dell'Unione giovani commercialisti di Firenze. "Il provvedimento del governo è esposto all'accusa di eccesso di delega" afferma. "Con questo decreto ci viene negato di competere sul mercato e, invece, viene concesso pieno privilegio ai Caaf, all'interno dei quali non vi potrà mai essere grande professionalità". Argomenta altrettanto bene la questione Paolo Zuffanelli, presidente del collegio dei ragionieri della provincia di Firenze. Sollecitato sull'argomento il professionista denuncia immediatamente la iniquità del provvedimento governativo su cui oggi l'assemblea è chiamata a disquisire.

Dice, in sintesi: "Se liberalizzazione doveva essere, secondo i dettami dell'Unione europea, doveva essere a tutto tondo, in modo che il cittadino avesse facoltà di scelta. E invece, siamo di fronte a un accordo politico con i sindacati che va a infliggere un grave attacco alla professione. Una incongruenza. Se si pensa che lo Stato investe moltissimo sulla formazione, e le famiglie anche. E poi? Ecco come il governo in un battibaleno s'inventa nuova disoccupazione. Sa quale è la cosa che mi dispiace di più? Il fatto che si sia interrotto il dialogo tra noi professionisti e il ministero delle finanze. Fin qui da noi supportato nel grande cimento dell'abbattimento del debito pubblico e dell'ingresso nell'Euro". Gli fa eco Riccardo Rossi, presidente del Sindacato dei dottori commercialisti, che rilegge il problema dal punto di vista imprenditoriale. "Una gestione fiscale errata - spiega - può compromettere la salute economica delle imprese e creare nuova disoccupazione. Si pensi al tessuto economico della Toscana, dove le imprese provenendo dal mondo artigianale non dispongono di una cultura imprenditoriale forte e che, pertanto, per le eventuali scelte di espansione, auspicabili per il Paese, meglio sarebbe si affidassero al professionista di fiducia".

 

Letizia Corsi

 

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L'ATTENZIONE

Sì di Giannarelli a un tavolo con gli organismi di categoria

Regione Toscana e giornalisti a confronto sugli uffici stampa

Si muovono le acque sul fronte della comunicazione istituzionale e degli uffici stampa negli enti pubblici, sia a livello nazionale che regionale. La Federazione nazionale della stampa e l'Associazione italiana della comunicazione pubblica hanno organizzato il 28 gennaio a Roma un'assemblea generale per spingere il Parlamento a una rapida approvazione del testo unificato delle proposte di legge "Frattini-Di Bisceglie" sulla comunicazione istituzionale. La legge porterebbe finalmente ordine nel settore: distinguendo le varie figure professionali coinvolte (addetti stampa, addetti alle pubbliche relazioni, pubblicitari); e, in particolare, prevedendo come capi ufficio stampa e portavoce soltanto gli iscritti all'albo dei giornalisti (con il divieto di incarichi esterni durante l'esercizio di tale funzioni). Intanto, alcuni giorni prima, in un incontro su questo tema presso l'auditorium della Rai di Firenze, l'assessore al personale e alla trasparenza della Regione Toscana, Paolo Giannarelli, ha accolto la proposta dei presidenti regionali dell'Ordine dei giornalisti e dell'Associa-zione Stampa, Ottavio Matteini e Pino Rea, di istituire un tavolo di confronto per studiare ipotesi di riorganizzazione e inquadramento degli addetti stampa di giunta e consiglio.

L'iniziativa, si sono auspicati i rappresentanti dei giornalisti, potrebbe servire anche più in generale ad "approfondire il dialogo con gli organismi di categoria per la soluzione dei problemi dell'informazione della Regione e degli enti locali (Giannarelli ha la delega per i rapporti con gli enti locali, ndr)". Tutte questioni che è meglio risolvere, come ha osservato l'assessore stesso, in tempi rapidi e a prescindere dall'esito del dibattito parlamentare sulla proposta di legge "Frattini- Di Besceglie". "La debolezza che finora ha caratterizzato la presenza delle amministrazioni locali toscane sul terreno dell'informazione -ha sottolineato il vicepresidente del Gruppo Cronisti Toscani, Sandro Bennucci- deriva principalmente dalla confusione e dall'approssimazione con cui sono state create le strutture preposte alle relazioni con i mass-media e ai rapporti con il pubblico". "Nella stessa Regione Tosca-na, che pure si è dotata di due uffici stampa strutturati ­ha aggiunto Bennucci- sopravvive una forte ambiguità sullo stesso termine "informazione", adoperato indifferentemente, anche nella declaratoria di recenti concorsi pubblici, per figure professionalmente molto diverse tra loro, come giornalisti, archivisti, informatici, ecc.".

E "nei comuni capoluogo di provincia si registrano altrettanti approcci organizzativi, mai determinati da diversità di scelte strategiche o da particolari motivazioni comunicazionali, ma sempre dalla casualità". "Affrontare dunque un problema così aggrovigliato oggi, alla vigilia dell'approvazione della legge -ha concluso Bennucci, con la piena adesione di Matteini- può costituire un'importante opportunità per innovare radicalmente l'approccio culturale dell'amministrazione pubblica all'informazione". Anche perché "la proposta di legge in discussione alla Camera fornisce già adeguate risposte su cui ogni amministratore può confrontarsi", e "garantisce un'ampia flessibilità nell'uso del personale, nel rispetto però delle singole professionalità".

 

L.S.

 

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L'Euro nelle piazze e nei mercati d'Italia

Le bancarelle della Loggia del Porcellino a Firenze e i negozi delle strade limitrofe addobbati con i colori dell'Europa: palloncini blu, stendardi, etichette con i doppi prezzi, adesivi con l'Eurolabel per le vetrine, opuscoli informativi distribuiti gratuitamente a turisti e cittadini, per una vera e propria full-immersion nella moneta unica europea. Dal 26 al 31 gennaio la piazza del Mercato Nuovo di Firenze, insieme ad una decina di tipiche piazze-mercato di altre città italiane come la Vuccìa di Palermo o il Testaccio di Roma, è stata lo scenario di una vasta campagna informativa sull'Euro organizzata dalla Confesercenti. Una sorta di "Euro-animazione", come l'hanno definita gli organizzatori (evidentemente alludendo alle animazioni teatrali molto in voga negli anni '70), che agli strumenti della pubblicità e della comunicazione di impresa ha affiancato le tecniche pedagogiche e di socializzazione del teatro di strada, per coinvolgere esercenti e consumatori. Con elementi scenografici e didattici, illustrazioni, simulazioni, e persino spettacoli musicali. Presupposto della manifestazione è la consapevolezza del ruolo cruciale del negozio: "il luogo in cui si verificano il potere d'acquisto, il funzionamento e l'accettabilità dei mezzi di pagamento". E, come hanno spiegato all'inaugurazione il vicepresidente provinciale della Confesercenti Pasquale Caprarella e il responsabile organizzativo Alberto Marini, "mira a lanciare segnali precisi" e "dare un'immagine del commercio attenta alle esigenze dei consumatori".

Si tratta della prima di una serie di iniziative che fanno parte del progetto 'Euroimprese', con cui la Confederazione degli esercenti commerciali, turistici e dei servizi intende guidare le proprie imprese nella fase di transizione che precede il ritiro delle altre monete. Progetto che prevede, tra l'altro, un corso di formazione per titolari, soci e dipendenti delle aziende associate; e un test di autovalutazione sul passaggio alla nuova moneta. Ma soprattutto alcune convenzioni con aziende informatiche per l'acquisto di prodotti hardware e software (senza il problema del doppio zero dell'anno duemila) e di registratori di cassa abilitati per la gestione dell'Euro. E due interessanti finanziamenti promozionali della Banca Toscana per gli associati Confeser-centi validi tutto l'anno: uno di 20 milioni con tasso agevolato al 4,50%, restituibile in 24 mesi; l'altro di 10 milioni a tasso zero e senza alcuna spesa per chi affida i servizi amministrativi al sistema della Banca Toscana. L'assessore all'economia di Palazzo Vecchio, Valdemaro Nutini, sottolineati i meriti di una manifestazione che "tende a far chiarezza nei rapporti fra esercenti e consumatori", ha detto che "anche l'amministrazione comunale si sta attrezzando in questa direzione". Ad esempio, rendendo pubbliche già da un po' di tempo sia in lire che in Euro "le rilevazioni Istat sui prezzi al consumo". Il direttore capogruppo della Banca Toscana Giampaolo Brogi ha ricordato che la sede centrale di via del Corso ha attivato un punto informativo sull'Euro e che gli operatori dotati di Eurolabel, che dovranno accettare i pagamenti con carta di credito in Euro senza commissioni aggiuntive, possono star tranquilli, perché i circuiti interbancari American Express e Diners sono già a posto, mentre gli altri sono a buon punto.

Lorenzo Sandiford

 

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Rassegna cinematografica organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte

E' stata presentata in questi giorni nei saloni di palazzo Lascaris, a Torino, la dodicesima edizione della rassegna cinematografica itinerante organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte. L'iniziativa, che avrà inizio a febbraio e si concluderà ad aprile, nelle passate edizioni ha suscitato grande interesse sia da parte degli studenti che degli insegnanti. Sono state effettuate in tutto mille e cento proiezioni con oltre duecentossessantaduemila presenze. "C'è molta attenzione nei confronti di questa operazione - ha sottolineato Andrea Foco, vicepresidente del Consiglio regionale - tanto che quest'anno abbiamo do-vuto calmierare le richieste che ci sono arrivate sia da parte delle scuole che da parte delle città ospiti". La rassegna, organizzata in collaborazione con l'Aiace e l'Anica, prevede la proiezione di tre film destinati al pubblico delle scuole medie superiori in ventuno città piemontesi. Continuando un percorso intrapreso fin dalla prima edizione, il ciclo di proiezioni previste per il 1999 intende proseguire la riflessione sui valori della costituzione della Repubblica italiana.

In particolare si intende approfondire alcuni principi che dovrebbero co- stituire le basi per la costruzione di ogni società democratica: la pari dignità sociale, l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la libertà di stampa e di opinione, il diritto al lavoro, il diritto alla famiglia, l'abolizione della pena di morte, il diritto di voto. "Perché - come spiegano gli organizzatori - proprio su questi ideali è importante oggi sensibilizzare il mondo giovanile". I titoli in cartellone saranno: "The boxer" di Jim Sheridan, "Grazie signora Thatcher" dell'autore rivelazione Mark Herman, "Paradise road" di Bruce Beresford. Si tratta di opere in grado di dare un contributo alla costruzione di un'etica della convivenza. La scelta si è indirizzata, infatti, verso lavori che possono costituire preziosa occasione di riflessione intorno a temi che, pur collocandosi in contesti-storico culturali ben precisi, si fanno portatori di valori universali.

Siamo convinti - ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Sergio Deorsola - che il cinema sia uno degli strumenti più efficaci per raggiungere il destinatario giovanile". Il primo film in programmazione, "The boxer", narra la vicenda di un pugile irlandese che dopo quattordici anni di galera vorrebbe rifarsi una vita nella Belfast umiliata della guerra civile. Si tratta della storia di un uomo che combatte da solo contro i pregiudizi. In "Grazie signora Thatcher " viene raccontata la dura vita delle gente comune: un gruppo di minatori, rimasti disoccupati, riesce a superare lo smacco e il fallimento di trovarsi senza un ruolo nella società attraverso la musica. "Paradise road" invece rimanda ad un episodio avvenuto realmente: un gruppo di donne, per sopravvivere alla durissima vita in un campo di concentramento giapponese in Malesia, decide di organizzare un coro, con lo scopo di ritrovare dignità, dopo aver perso ogni speranza di riscatto. Il costo del biglietto è di £ 3.000. Le proiezioni avranno inizio alle ore 10,00. Per ulteriori informazioni: Aiaca Torino, 011/538962 - 54

 

Daniela Boarinio

 

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