L'ATTENZIONE ![]()
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Quale strano meccanismo è scattato nel nostro subcosciente quando abbiamo pensato di fare questo editoriale per dare la nostra adesione alla necessità di fare le riforme?
Non possiamo dirlo, perchè non lo sappiamo.
Possiamo solo riferire che sono affiorati ricordi infantili mai cancellati dal tempo che ci hanno riportati indietro a quella notte del 12 novembre 1940, conosciuta come "la notte più lunga di Taranto". La notte, cioè, malgrado la sua tragicità aveva segnato la prima buona notizia da quando era scoppiata la guerra. La semi-distruzione, nel porto di Taranto, della flotta italiana sotto il fuoco aereo della Raf inglese.
L'attacco non avvenne solo dal cielo, ma anche da terra. A Scanzano, a 60 km da Taranto, erano stati paracadutati camionette e soldati che dovevano poi raggiungere Taranto per partecipare all'assalto alla flotta italiana.
Lucani e pugliesi vissero una notte di tormeno. I lampi del fuoco dagli aerei e dai soldati a terra si vedevano ad oltre 70 km di distanza, e portavano la speranza delle fine della guerra e dell'invasione nazista nelle nostre terre. Un sogno, purtroppo, che doveva avverarsi solo qualche anno più tardi.
Ancora oggi,
percorrendo la SS 106 che da Scanzano porta a Taranto, su qualche vecchia
casa colonica campeggia una scritta: "STRAIGHT ON..." . Era la
silenziosa indicazione per i soldati che dovevano seguire quella strada
per liberare Taranto dai nazisti e dai fascisti.
E straight on .. altro non vuol dire che andare dritti, andare avanti, lungo la strada che viene tracciata.
Forse il paragone con le riforme della nostra Costituzione è troppo forte con quei fatti di guerra, ma se pensiamo che dopo la fine del conflitto si costruì il Paese e la democrazia attraverso la Costituente e la volntà di tutti, oggi dovremmo sentirci impegnati a proseguire sulla strada delle riforme.
Una strada, però, che non dovrebbe essere disseminata di mine come fecero i tedeschi nei confronti degli inglesi e della nostra Resistenza, ma spianata nell'interesse complessivo del Paese.
Volere le riforme non significa ipotizzare supremazie sugli
altri, ma semplicemente guardare avanti con la speranza di intravvedere
cose migliori, che portino serenità ai nostri figli e perchè
no, anche a noi stessi.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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A due anni dall'alluvione in Garfagnana
Alle
ore 13,50 di venerdì 19 giugno Alta Versilia e Garfagnana si fermeranno
ancora una volta per ricordare l'alluvione del 1996. Il suono delle campane
inviterà la persone di queste aree a raccogliersi in preghiera. Intanto,
Paolo Fontanelli, assessore alla presidenza e "commissario" per
l'alluvione in Garfagnana, ha illustrato ai Consiglieri regionali la serie
di interventi eseguiti a favore del territorio e delle popolazioni di quella
zona. Ecco la "premessa" che accompagna la documentazione.
Sono passati due anni dall'alluvione del 19 giugno 1996. La relazione che presentiamo dà conto dello stato di attuazione dei provvedimenti in essere. In particolare, per quanto riguarda la prima ordinanza n. 2449/96, siamo di fatto alla chiusura di tutti i provvedimenti di prima emergenza; per ciò che attiene al Piano previsto dalla legge 677/96, invece, sono in corso di attuazione gli interventi del 1° e 2° stralcio ed il 3° stralcio è attualmente all'esame del Dipartimento della Protezione Civile. Va inoltre ricordato che sulla base delle risorse individuate dalla legge regionale 46/96, e in conformità alle disposizioni della legge regionale 64/97 e del Piano di recupero di Cardoso, entro luglio partiranno i cantieri per la ricostruzione in sicurezza delle case distrutte dall'alluvione.
Questi
risultati dimostrano l'efficacia del modello organizzativo e dei rapporti
istituzionali costruiti in questi due anni che hanno fatto sì che
questa esperienza diventasse punto di riferimento per l'evoluzione degli
strumenti di intervento della protezione civile. E' importante segnalare
come, nell'ambito dei piani di ripristino e di ricostruzione delle zone
colpite dalla calamità, sia stata sviluppata una forte e qualificata
capacità di progettazione con forti contenuti di prevenzione del
rischio idrogeologico. Si può dire - i dati che emergono dalla ripartizione
per tipologie di intervento sono molto significativi - che la ricostruzione
in sicurezza è stata impostata sulla base di una logica di bacino
e rapportata ad un evento simile a quello di due anni fa. Questa stessa
logica ci impone di prevedere, per un arco di tempo assai più lungo
della materiale realizzazione delle opere di ricostruzione, la programmazione
di interventi in grado di consolidare la tenuta dei versanti montani e boschivi
che hanno, in quella eccezionale circostanza, concorso alla moltiplicazione
dell'effetto distruttivo dell'alluvione.
Mettiamo l'accento su questi aspetti anche per dire che gli interventi per la ricostruzione, così come le attività di protezione civile, non inglobano l'insieme delle attenzioni e delle necessità, sia dal punto di vista dei programmi di intervento, che da quello delle risorse.
Ma sarà questa una fase che affronteremo più avanti. Quello che è importante oggi è portare a compimento nei tempi previsti il lavoro avviato.
F.to l 'Assessore alla Presidenza e alla Protezione Civile Paolo Fontanelli
Importante appuntamento nei giorni scorsi a Firenze per la celebrazione della III Conferenza regionale sull'ambiente in Toscana. Nella sua relazione introduttiva alla conferenza, l'assessore regionale all'ambiente, Claudio Del Lungo, si è soffermato in primo luogo sugli obbiettivi strategici della Giunta toscana. Da lui così identificati: 1) coordinare le politiche ambientali e integrarle con le altre politiche di settore; 2) rendere concreto il principio della responsabilità delle imprese e dei consumatori nei confronti della salvaguardia ambientale; 3) coniugare la salvaguardia dell'ambiente con la creazione di nuove occasioni di lavoro; 4) dotare le politiche ambientali di strumenti idonei, sia strutturali che normativi; 5) aggiornare e modernizzare la normativa, anche con la semplificazione di un quadro di norme ambientali tanto ricco da essere talvolta congestionato; 6) rendere le politiche ambientali oggettivamente valutabili; 7) adeguarle in un'ottica europea e nell'ambito degli accordi interazionali; 8) stimolare la trasparenza e la partecipazione alle politiche e ai problemi ambientali. Del Lungo ha poi fatto riferimento ai settori prioritari oggetto delle sei sessioni tematiche in cui si è articolata la conferenza, ovvero rifiuti, energia, aree protette, difesa del suolo e risorsa idrica integrata, inquinamento atmosferico ed acustico, e infine il settore trasversale dello sviluppo sostenibile; sottolineando che il percorso intrapreso della Regione Toscana è coerente con le politiche dell'Unione Europea.
L'assessore ha prima esaminato con particolare attenzione
il settore energia; a suo parere quello "che forse più di ogni
altro assume una funzione trasversale coinvolgendo praticamente tutte le
politiche" dall'urbanistica e mobilità, all'ambiente, alle attività
produttive, al terziario, fino alla ricerca e la sanità. Per quanto
riguarda invece la questione delle aree da bonificare, ha affermato che
"il numero complessivo dei siti
studiati
è di 517, comprensivi anche di quelli non censiti nel cosiddetto
Piano delle Bonifiche". Di questi, ha aggiunto "viene proposta
l'esclusione per 274 (il 53%), dei quali però il 39,8% di questi
necessita comunque di indispensabili interventi di ripristino ambientale.
Dei restanti 243 siti, 143 viene proposto di classificarli fra quelli da
bonificare a medio termine (il 58,8%) e 56 nel breve termine (23%), mentre
43 (il 17,6%) passano nella fase C, che prevede approfonditi accertamenti".
Mentre in materia di aree protette, ha sottolineato che "il sistema
delle aree naturali protette comprende oggi in Toscana: 2 parchi nazionali,
34 riserve naturali dello Stato, 3 parchi regionali, 2 parchi provinciali,
38 riserve provinciali e 36 aree naturali protette di interesse locale;
per un totale di 115 aree protette".
Nel suo intervento, il direttore generale Arpat, Alessandro Lippi, ha ricordato che "l'Arpat, in piena sintonia con gli indirizzi del legislatore regionale, ha ritenuto, fin dalla sua istituzione, che l'informazione e la comunicazione in materia ambientale costituiscono i nodi strategici, fondamentali per un'efficace politica di protezione dell'ambiente e, in tal senso, si è prontamente mossa con i programmi di attività e le scelte essenziali di bilancio". "Non può aversi protezione dell'ambiente e sviluppo sostenibile del territorio infatti -ha aggiunto Lippi- se non in un quadro di governo democratico e partecipato, di cui l'informazione e la comunicazione, ovverosia la piena disponibilità ed accessibilità dei dati per le istituzioni e i cittadini, rappresentano i necessari strumenti per la consapevolezza e l'adesione alle scelte". Ma che cosa ci si propone per il prossimo futuro? Su questo punto Lippi ha sostenuto che "l'obiettivo è quello di stabilizzare tutta questa informazione, ed il libero accesso ad essa, con l'attivazione del Sira, il Sistema informativo regionale ambientale".
Lippi, infine, ha tracciato un quadro d'insieme dei temi prioritari su cui s'incentrerà l'attività dell'Arpat. Vale a dire:
"- acque interne: lo studio e il monitoraggio delle acque dolci superficiali e profonde assume un significato sempre più strategico per la tutela della risorsa, per il suo uso corretto, nonché, quando possibile, per il suo riuso al termine dei processi di depurazione, prima della restituzione ai corpi idrici.
- Acque marine e costiere: il ruolo svolto dall'Arpat nel monitoraggio, studio e controllo del mare toscano, nel più ampio contesto dell'alto Tirreno, e l'esperienza maturata nella conoscenza dei processi, l'acquisizione dell'imbarcazione-laboratorio, le ulteriori convenzioni in corso con l'Icram e l'Università, renderanno fondamentale il contributo da mettere a disposizione del Ctn di riferimento.
- Aria: anche in questo settore, sia con riguardo al tema 'atmosfera e clima', sia con riguardo al tema 'emissioni in atmosfera' il contributo che l'Arpat potrà portare all'interno del Ctn di riferimento sarà ragguardevole.
- Rifiuti: è il settore in cui sarà particolarmente concentrato lo sforzo dell'Arpat in seno al Ctn di riferimento, anche in considerazione dei recenti, estremamente innovativi, compiti attribuiti al sistema Anpa/Arpa dal D.Lgs. n. 22/97 in relazione alla formazione di un catasto dei rifiuti regionale e nazionale".
L'eroina di Stato, una
minaccia per la maggioranza e un favore ai progetti neo-centristi
Anzi: l'insistenza porta
a chiederci dove effettivamente stia l'approccio ideologico".
L.S.
Livorno "chiama" gli investimenti
Si è tenuta presso l'Associazione Industriali di Livorno un incontro di tecnologi ed operatori industriali sulle opportunità di business offerte dai sensori. Come noto, i sensori sono raffinati strumenti di misura e controllo di processi industriali messi a punto grazie agli avanzamenti tecnologici della microelettronica e della micromeccanica. In molte applicazioni i sensori riescono a simulare ed anzi a superare le prestazioni dei sensi umani (dalla vista, all'olfatto, al tatto, al gusto).

La riunione è stata organizzata nell'ambito del Progetto "Il Futuro: investire a Livorno" finalizzato all'attrazione di nuovi investimenti produttivi nel territorio livornese, nonché allo sviluppo di imprese locali già operanti. Hanno presentato ralazioni: il Prof. Danilo De Rossi del Centro Enrico Piaggio di Pisa, su un sistema olfattivo artificiale per la caratterizzazione organolettica dell'olio di oliva, l'Ing. Federica Bolognesi del Cesvit di Firenze, sui vantaggi dell'elettronica applicata ai sensori per la rilevazione dei gas, l'Ing. Paolo Grandi della Biochemical System di Arezzo, su un sensore ottico per analizzatore tascabile di glucosio, il Dr. Sergei Vakula del Technobiochip dell'Elba, su un sensore gravimetrico per applicazioni nei campi della ricerca farmaceutica e dell'ambiente ed infine l'Ing. Dino Dini del SFT Group di Milano, su applicazioni per il monitoraggio ambientale.
In Toscana esistono diversi prestigiosi gruppi di ricerca tecnologica nel settore sensori e biosensori, oltre alle PMI che credono nello sviluppo industriale di queste nuove tecnologie. Con questo incontro e con altri che seguiranno su altri temi, "Il Futuro: investire a Livorno" - Lanciato dalla S.P.I.L. spa e dalla Provincia di Livorno e svolto in collaborazione con l'Associazione fra gli Industriali della Provincia di Livorno - intende offrire l'esempio di come una fattiva collaborazione tra mondo della ricerca e impresa possa essere foriera di risultati economici per l'intero territorio.
Claudio Guidotti