L'ATTENZIONE

Editoriale

Essere cattolici

Per carità, non abbiamo alcuna intenzione di criticare l'atteggiamento di Franco Marini, leader del PPI, nei confronti dei Vescovi. Questo, a nostro giudizio, non lo pone contro la Chiesa, che è un'altra cosa, nè tantomeno contro Dio. Marini ha ribadito di essere "cattolico". Vuoi vedere, allora, che Marini impersona il personaggio di Trilussa che non credeva più al suono della campana, perchè aveva conosciuto il campanaro! Se Marini dovesse conoscere Dio, non crederebbe più neppure in lui! E' quasi incredibile: nell'ultimo numero di maggio del nostro giornale ci chiedevamo incuriosti (e niente di più) "dove vanno i cattolici la domenica"? Ancora non siamo riusciti ad avere una risposta. Ma abbiamo capito che i cattolici vanno molto di meno in Chiesa, per evitare di incontrare i preti (anzi i Vescovi). E, allora, grazie e Trilussa (leggete la sua poesia qui di fianco) possiamo parlare di politica e non più di religione. Dunque, siamo al redde rationem: i cattolici vogliono essere tali nella propria intimità e non accettano "indicazioni" dai Vescovi o dal Papa. In tal modo, ogni cattolico si costruisce una propria religione ed una propria fede.

Ma questo è cattolicesimo? è possibile essere cattolici e nello stesso tempo porsi contro le "indicazioni" fatte dalla Chiesa cattolica? se così è, allora a cosa serve essere cattolici? meglio dichiararsi fuori da quella linea religiosa. D'altra parte, non c'è alcun dubbio che per essere cattolico occorre anche attenersi alla "regole" che la Chiesa cattolica indica. Non si tratta, ovviamente, di fare della Chiesa un altro partito, ma non si può negare al suo rappresentante in questo mondo terreno (parliamo del Papa) di dire cosa pensa si debba fare a favore delle popolazioni cattoliche (e non). Senza offesa per i nostri leaders politici, ma hanno mai visto quanti milioni di persone si presentano al cospetto del Papa per ascoltare la sua parola, per pregare insieme a lui. Ovunque si presenta, in qualsiasi parte del mondo, il Papa (questo Papa!) raccoglie consensi. Sono sempre folle oceaniche che lo accolgono e, chissà perchè, anche i politici marxisti plaudono alle parole del Papa ... quando lo ritengono opportuno. E allora, occorre avere il coraggio di sentirsi cattolici nel senso pieno della parola, senza distinguo. Altrimenti è tutto inutile! Nessuno può arrogarsi il diritto di essere e di non essere nello stesso tempo. Di essere cattolico e protestante; filo-americano e filo-europeo, amico e nemico, ... Altrimenti è come non essere nè uomo nè donna, giusto per capirci!

Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Toscana: conferenza sul turismo a novembre

"La Toscana fa parte dell'immaginario collettivo del turismo mondiale, ecco perché il numero di turisti nella nostra regione sarà sempre più importante" ha dichiarato Alessandro Cavalieri dell'Irpet nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme a Marialina Marcucci, assessore regionale al turismo. Infatti, mentre il bilancio del turismo nazionale del '97 non è positivo, come si ricava dalle valutazioni del Servizio Statistica della Regione Toscana (a livello nazionale le presenze sono leggermente calate, -0,6% e la permanenza media degli italiani è diminuita dello 0,7%, quella degli stranieri dell'1,3%), quello della Toscana invece ha determinato un aumento, ancorchè lieve. Gli italiani aumentano del 2,6% e gli stranieri dell'1,7%. Si osserva, tuttavia, un andamento totalmente diverso tra le aree toscane: Firenze continua ad incrementare (+2%) mentre Siena e Lucca stano calando (-2 e -5%). La Versilia e l'Arcipelago aumentano mentre Livorno e Grosseto osservano un calo di circa il 5%. Ma l'area più calante è la montagna pistoiese che quest'anno ha registrato -15% di presenze. L'assessore al turismo, Marialina Marcucci, da parte sua, ha ricordato l'impegno della Regione Toscana di "ridefinire le tipologie del turismo in maniera da riqualificare l'offerta. Le APT saranno completamente riorganizzate, seguendo una proposta di legge che verrà studiata nei prossimi giorni alla Regione. Così svilupperemo tutte le potenzialità delle zone toscane. Ora è tempo di preparasi per offrire servizi più qualificati a questo turismo che sta cambiando, è tempo di adottare una politica che sostiene i flussi turistici".

Tra le iniziative della Regione Toscana in questo settore è stato avviato un progetto speciale per la creazione di un sistema di certificazione di qualità che consenta un graduale miglioramento del rapporto qualità-prezzo; sarà rafforzato l'impegno per monitare i fenomeni legati al turismo attivando uno specifico osservatorio. La Giunta si appresta ad approvare il Piano di settore per il turismo che pone le basi di discussione per la seconda Conferenza Regionale del Turismo in programma a novembre.

Carole Cheysson

 

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L'ATTENZIONE

Gli occhi vanno protetti dal sole con buoni occhiali

Inchiesta di Angelina Aino

Occhiali da sole: accessorio di vanità o oggetto indispensabile per la salute dei nostri occhi?

Per quanto di loro si ignora quasi tutto, perfino il nome dell'inventore e malgrado i primi esemplari, che risalgono al Millecinquecento ed hanno montature di cuoio da annodare intorno alla testa, sono l'orgoglio di musei e collezionisti privati (famosa quella del Carl Zeiss Stiftung di Jena), gli occiali possono essere collegati al corpo, con il quale sono a stretto contatto; allo spirito perché favoriscono la lettura, dunque la conoscenza; ai sentimenti perché possono intervenire direttamente nel processo di seduzione; ma al tempo stesso fanno anche parte della vita quotidiana, sono un dettaglio pratico, una dichiarazione di normalità. Servono spesso per tutelare il proprio "io" e trasmettere agli altri tutta un'altra immagine di se stessi. Ditelo, dunque, con gli occhiali. Come Sylvester Stallone, l'uomo dai muscoli d'acciaio che da quando porta lenti leggere, dalla montatura chiara, ha incominciato a parlare di arte. Come Paloma Picasso, che nasconde lo sguardo appassionato dietro immensi occhialoni neri che disegna lei stessa.

Come Madonna, che cerca il riparo delle lenti scure quando é intenta ad inventare un nuovo stile, nei momenti di pausa tra una trasformazione e l'altra. Ogni montatura un segnale, un carattere. La scelta di un ruolo da interpretare o magari la dichiarazione di un'assenza.

Per quarant'anni Greta Garbo li ha branditi per nascondersi e non essere riconosciuta dal pubblico. Per più di trent'anni Jachie Kennedy poi Onassis ha preferito lo stesso genere di protezione, creando un genere di donna ben visibile, alla moda. Che mistero gli occhiali! Per decifrarlo, Astrid Vitols, ha scritto un libro, "Dictionnair des Lunettes" (Editions Bonneton, Parigi). Ditelo dunque ammiccando, alludendo, negando: con gli occhiali da intellettuale, da punk, da donna fatale, da tenebroso, da rock star, da scrittore, ma ditelo attraverso un paio di lenti scure.

Ma gli occhiali sono degli accessori dalla duplice anima: oltre a camuffarci la personalità in realtà sono fondamentali durante la bella stagione per proteggerci gli occhi da due loro pericolosi nemici: i raggi infrarossi e le radazioni ultraviolette (UV). Autorevoli studi, presentati da medici oculisti, riuniti a Roma qualche settimana fa nell'ultima sessione dei lavori della Commissione nazionale per la prevenzione e la difesa della vista, hanno infatti evidenziato che le popolazioni maggiormente esposte agli UV sono soprattutto quelle che vivono in riva al mare o nelle pianure desertiche, hanno molte più probabilità delle altre di andare incontro a cataratta: il cristallino, la lente naturale che consente di mettere a fuoco le immagini sulla retina, diviene opaco e quindi diminuisce considerevolmente la capacità visiva. Mentre gli infrarossi, oltre ad essere anche loro causa di cataratta, sono in grado di causare ustioni di vario grado alla parte più sensibile della retina.

Dunque, d'estate, lenti da sole obbligatorie, anche se c'é brutto tempo, perché gli UV riescono a penetrare anche attraverso le nubi, per filtrare tutte le radiazioni che possono nuocere alla vista. Attenzione però, la scelta dell'occhiale da sole non deve essere casuale o addirittura esclusivamente guidata da motivazioni estetiche, ma ci sono regole tecniche ben precise. A seconda delle esigenze di lavoro o di tempo libero, nonché delle caratteristiche del proprio occhio andrà preferita una lente all'altra: ai miopi, ad esempio, sono maggiormente consigliate le lenti di colore grigio oppure verde; mentre agli ipermetropi lenti grigie oppure marroni. In ogni caso, però, é importante che essi rispondano a ben precisi requisiti di qualità: devono cioé filtrare dal 75 al 90 per cento della luce solare, impedendo il passaggio dei raggi infrarossi e degli ultravioletti; devono però comunque garantire il passaggio della luce senza dare rifrazioni, cosicché le immagini risultano sempre nitide e ben definite. Gli occhiali da sole, tra l'altro, sono indispensabili non solo per gli adulti, ma anche per i bambini. Gli oculisti, infatti, contestano il fatto che i genitori si preoccupano di proteggere dal sole la pelle dei loro bambini, ma non sempre pensano agli occhi o meglio ancora all'uso di un paio di occhiali da sole. Dunque, secondo la Federazione nazionale degli ottici-optometristi, lenti da sole per tutti, purché garantiscono la massima protezione dai raggi UV infrarossi ed ultravioletti.

 

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L'ATTENZIONE

 

Primo: i diritti

"Appare oggi del tutto anacronistica, di fronte a grandi cambiamenti sociali, una concezione della famiglia rigidamente eterosessuale e fondata sul matrimonio".
E' quanto si legge in una petizione presentata alcuni giorni fa al Consiglio regionale della Toscana per impedire che la riforma dello stato sociale abbia come unico referente la famiglia tradizionalmente intesa e per riaffermare il principio che sono anzitutto le singole persone i destinatari di ogni provvedimento politico e legislativo, come si desume dalla stessa Costituzione. Alla base della petizione -promossa da un nutritissimo comitato del quale fanno parte fra gli altri il Giardino dei Ciliegi, la Cgil provinciale, l'Arci-Lesbica, il teatro delle donne, le Giovani comuniste e la Società Italiana Letterate- vi è anche il timore che la riduzione dello stato sociale con i conseguenti nuovi compiti (soprattutto nel lavoro di cura) assegnati alla famiglia finiscano per ricadere unicamente sulle donne, limitandone la libertà. Nel documento si chiede, pertanto, al Consiglio regionale di fare riferimento, nelle proprie future scelte di governo, a tre osservazioni fondamentali.
Primo, che in base all'articolo 3 della Costituzione (quando afferma: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali da-vanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinione politiche, di condizioni personali e sociali") ogni politica e ogni legge "devono partire da una concezione individuale dei diritti, inclusi quelli sociali, e la famiglia, che pure è una risorsa per l'intera società, non può diventare un soggetto di diritto collettivo che sostituisce quello individuale".
Secondo, che le "politiche della Regione Toscana, così come quelle del governo nazionale, non possono prescindere da una concezione ampia della famiglia, intesa come luogo di comunione di affetti tra soggetti che liberamente scelgono le modalità della loro relazione", e che "ai diversi livelli istituzionali lo Stato deve a questo riguardo fare un passo indietro" mettendo sullo stesso piano e rispettando la privatezza delle "diverse scelte di vita e di convivenza".
Infine, che "appare ambiguo quell'uso del 'principio di sussidiarietà', per cui l'operato della famiglia verrebbe a supplire allo Stato. In tal modo infatti lo Stato verrebbe deresponsabilizzato e ricadrebbe sulla famiglia tutto il peso prodotto da una riduzione dello stato sociale fondata unicamente su compatibilità di ordine economico".
Infatti, conclude la petizione, "è facile immaginare che ogni nuovo compito assegnato alla famiglia significherà di fatto una limitazione della libertà femminile, comportando esso un aggravio per le donne quali soggetti principali del cosiddetto lavoro di cura".
 

L.S.

 

 

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L'ATTENZIONE


Quale patente per guidare un motoveicolo?

Il "Nuovo codice della strada", che risale al 1992, continua ad essere al centro di polemiche per la sua applicazione. Ultima questione, in ordine di tempo, è una recente interrogazione presentata al Senato, dai Senatori Caruso e Bucciero, che si sono occupati proprio di uno degli argomenti che hanno portato "scompiglio" tra gli utenti della strada. Nella interrogazione viene rilevata l'immobilità del Governo rispetto agli indirizzi indicati da due sentenze della Corte Costituzionale, la prima del giugno del 1995 e la seconda del gennaio 1997, che hanno stabilito l'illegittimità dell'art. 116, comma 13 e dell'art.125, comma 3, nel primo caso, e di nuovo dell'art. 116, comma 13 nel secondo. In sostanza, la Corte Costituzionale ha stabilito la non applicabilità delle sanzioni ai cittadini che muniti delle patenti di guida per le categorie superiori vengono sorpresi alla guida di motoveicoli per i quali è richiesta la patente di categoria A. Eppure, nel 1995 la Corte Costituzionale, respingendo anche il parere dell'Avvocatura Generale dello Stato, intervenuta per conto del Presidente del Consiglio, la quale sosteneva la non fondatezza della questione, aveva invitato il Governo a "rivedere" questi articoli.

Nel 1997 ritornava sull'argomento, con una seconda sentenza, riaffermando, per la seconda volta, l'incostituzionalità del comma 13 dell'art. 116, nuovamente contro il parere dell'Avvocatura che non aveva ancora "afferrato" la palese fondatezza del giudizio espresso in precedenza. E, purtroppo, da allora niente si è mosso, e le forze dell'ordine sequestrano e multano, sopratutto motociclisti in possesso di patente B o superiore ma non della A, applicando tali norme, non essendo evidentemente informati a sufficienza, mentre una volta interessato della questione il giudice provvederà a prosciogliere il malcapitato "perché il fatto non costituisce reato", con conseguenti disagi e spese sia per il cittadino che per l'amministrazione statale, pagata dal cittadino stesso. Perchè non porre rimedio - dicono i due senatori - applicando le sentenze della Corte Costituzionale? Il richiamo vale innanzitutto per il Governo, ma anche per gli Organi di Polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili Urbani).

 

Claudio Guidotti

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