L'ATTENZIONE ![]()
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Gli episodi più tragici in questi giorni in evidenza sono la mattanza di Oppido Mamertino e la vendetta della natura in Campania.
Episodi entrambi verificatisi al Sud del nostro paese, dove è più evidente la povertà e la paura sia del presente che del futuro.
Si sente parlare spesso di omertà e di fatalità, si cerca di smorzare ogni tipo di polemica per non disturbare ... il manovratore.
C'è chi piange colpito dalla disperazione più cupa e chi cerca di nascondere le proprie colpe.
Troppo facile accusare di omertà le persone che non parlano. Non si prende in considerazione la paura, quella vera, che fa morire. Un testimone diventa sempre un oggetto da colpire come un birillo ad un Luna Park, tanto nessuno potrà mai proteggerlo. E allora, quel testimone sceglie di stare zitto per salvarsi la vita.
E poi la fatalità per le montagne che franano? Anche questa è una follia. Dietro ad ogni disastro c'è sempre la mano dell'uomo. A volte per incuria, altre volte per colpa, se non addirittura per dolo.
Ma l'uomo è il primo responsabile di molti danni che procura la natura, la quale ad un certo punto perde la pazienza e si ... vendica.
E' inutile nascondersi dietro l'ipocrita affermazione che in quell'evento non s'è vista levarsi in alto e poi cadere sul capo delle persone la mano assassina. Si uccide quando si spara, ma si uccide anche con l'indifferenza.
Se poi a questa si aggiunge la scelta di tenersi da parte e lasciare che le parti si contendano il territorio per i loschi affari, che procedano sulla strada della vendetta personale, che si consenta la violazione delle leggi nell'eseguire costruzioni, nel modificare corsi d'acqua, nel rapinare il territorio. Allora, non dovrebbe essere facile (DIFFICILE????) trovare i responsabili di quello che succede sotto i nostri occhi atterriti.
Ma in questo Belpaese, protetto sempre da un grandissimo stellone, dimentichiamo troppo presto i guai degli altri e troppo tardi i nostri.
Così, dopo ogni tragedia lo Stato si ritira, l'opinione pubblica arretra e si lascia distrarre da altri avvenimenti più o meno piacevoli.
E chi è stato colpito in maniera diretta ha il tempo ed il modo di pensare a come vendicarsi.
Così va la vita, almeno dalle nostre parti.
Ecco perchè quando sentiamo degli eccidi di mafia o di camorra, quando sentiamo di smottamenti che si chiamano Vajont o Campania, ci chiediamo perplessi :"Chi ha ucciso chi"?
Francesco Canosa
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Punto informativo per la
sicurezza nei luoghi di lavoro
Servizio di Alessandro Falciani
Lavoro non fa ancora rima con sicurezza.
E' questa la denuncia che parte dalla CGIL, che martedì scorso, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato i risultati di una ricerca effettuata su un campione di 250 aziende toscane, per verificare lo stato di applicazione del Decreto legislativo 626/94, meglio conosciuto come la Legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
E questo perchè gli infortuni sul lavoro - denunciati dalle aziende- sono ancora molto alti.
Per fare un esempio, nella sola Provincia di Firenze sono stati ben 17.116 nel corso del 1997, contro i 17.210 del 1996 e i 17. 733 del 1995.
" Non si può dire tout court che le aziende non rispettino le norme contenute nella Legge, ma vi è una loro applicazione burocratica; infatti il modo in cui fino ad ora è stata applicata la 626, non ha portato ad un sostanziale abbattimento degli infortuni." precisa Antonio Milani, responsabile del dipartimento ambiente e sicurezza della Camera del Lavoro fiorentina, affiancato da David Buttitta, responsabile relazioni esterne.
Dall'indagine risulta infatti che nell'83% delle aziende prese in considerazione, è stata effettuata la valutazione dei rischi, consultando anche i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, meglio conosciuti come R.L.S., organismo creato in applicazione della Legge. Ma è la qualità della consultazione che scarseggia.
Infatti
solo il 16% dei R.L.S. è stato consultato, come si deve, prima, durante
e dopo la valutazione dei rischi: la stragrande maggioranza è stata
coinvolta solo parzialmente, lo strettissimo necessario per ottemperare
agli obblighi della legge, ma non certo per abbattere sostanzialmente gli
incidenti sul lavoro.
"La Legge prevede che ogni hanno sia convocata, nei luoghi di lavoro, una riunione periodica, atta a valutare lo stato dell'arte sui rischi. Solo il 46% degli intervistati - sottolinea Milani - dichiara l'effettivo svolgimento della riunione nella propria azienda".
"La 626 si poggia su tre cardini: mappare i rischi delle aziende; individuare gli interventi per eliminare i rischi; garantire tutto ciò con un percorso partecipativo che veda coinvolti i datori di lavoro, il medico, il servizio di prevenzione e protezione, i RLS. E' questo ultimo cardine che è mancato. C'è stata una applicazione "fredda" della legge.
In provincia di Firenze, dove sono state costituite 835 R.L.S., sono censite oltre 4000 aziende nel solo settore industriale, ci vuol poco a capire che esiste anche un deficit sostanziale nella attuazione del dispositivo.
La CGIL intende pertanto lavorare su due fronti: migliorare l'applicazione della normativa nelle aziende dove già sono costituiti i R.L.S. e attuarla nei luoghi di lavoro che ancora non si sono neppure posti il problema.
Ha perciò promosso il Punto Informativo Lavoro e Sicurezza, che parte martedì 19 maggio.
Il servizio, a carattere informativo, vuole essere un aiuto ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza nei luoghi di lavoro, ossia a coloro che si impegnano nelle aziende a nome di tutti i lavoratori sulla applicazione della 626. Sarà tenuto da tecnici esperti che risponderanno su ogni aspetto della normativa, ed in particolare sulla valutazione dei rischi, sul documento di bonifica ambientale, sui dispositivi di protezione individuale, sulle responsabilità specifiche.
Per usufruire del servizio basta telefonare ogni martedì dalle ore 16 alle ore 18 al numero (055) 2700570.
A settembre verranno tirate le somme di questo servizio telefonico che, per ora, si propone quindi come sperimentale.
Ma c'è di più. Sarà attivato anche un sito internet, dove si potranno trovare informazioni sul problema, basterà collegarsi al www.cgil. it/firenze . Ed infine per chi vorrà porre quesiti per posta elettronica basterà digitare firenze@mail.cgil.it
Pare che questa volta la CGIL ce l'abbia messa proprio tutta per cogliere il risultato di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
E' una scommessa che ci auguriamo possa
vincere, nell'interesse di tutti.
Intervenendo
ad un dibattito sul futuro dell'Unione europea dopo Amsterdam, l'on. Valdo
Spini ha rilevato come il Parlamento italiano, pur ratificando il trattato
di Amsterdam abbia espresso la sua insoddisfazione per i risultati - inadeguati
- conseguiti in tema di riforma istituzionale e di politica e di difesa.
Spini ha sottolineato come la Commissione Difesa, da lui presieduta, abbia raccomandato al governo di intensificare l'azione politica e diplomatica per dare concrete attuazione al protocollo allegato al trattato di Amsterdam, in cui si prevede che l'Unione Europea elabori con l'UE, entro un anno dall'entrata in vigore del trattato, disposizioni per il miglioramento della cooperazione reciprca.
Spini ha poi auspicato che si sviluppi una iniziativa italo-belga, meglio se italo-francese-belga per un nuovo round di riforme istituzionali o nella forma di una nuova conferenza intergovernativa o nella forma di inserimento delle riforme delle ratifiche del futuro allargamento ai paesi dell'Eueopa centro-orientale.
Infatti le attuali regole politiche ed istituzionali non reggono di fronte all'aumento del numero dei partner.
Spini ha concluso sottolineando la necessità di sviluppare al massimo le potenzialità della nuova norma che attribuisce al Parlamento Europeo il potere di approvare la nomina del Presidente della Commissione.
AIl ruolo delle Assemblee Elettive
E così,
per la prima volta, consigli comunali, provinciali, regionali e Parlamento
hanno avuto l'opportunità di mettere a confronto il proprio modo
di lavorare.
quale
debba essere il loro ruolo, che nel corso di questi ultimi anni é
apparso sempre più marginale forse perché essi sono stati
visti come l'espressione dei partiti in un momento in cui i partiti venivano
accomunati all'idea di malgoverno, di corruzione e di strapotere. Non é
stato facile in questi anni - ha proseguito Scalise - navigare controcorrente,
affermando da un lato la giustezza delle riforme e dall'altro l'importanza
del ruolo del consiglio".
Mercafir: un sicuro punto di riferimento
per l'agro-alimentare
Si
è chiuso in positivo il bilancio relativo al 1997 della Mercafir
scpa di Firenze, che gestisce il mercato polivalente dell'agro-alimentare.
L'utile netto d'esercizio si è aggirato attorno ai 180 milioni di
lire che, seppure non è molto elevato, tuttavia conferma il riequilibrio
economico già dimostrato nel 1996, dopo quattro anni di bilanci in
rosso. Anche la situazione patrimoniale si presenta ottimale grazie soprattutto
all'aumento di capitale, oltre che al predetto riequilibrio economico. I
dati sono emersi dalle relazioni svolte dal presidente della Mercafir, Gian
Carlo Brundi, dal direttore generale Carlo Dianzani e dal Collegio dei sindaci.
L'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei soci, tra cui il
Comune di Firenze, rappresentato dall'assessore all'economia Valdemaro Nutini,
apre comunque altri scenari dei quali la Pubblica amministrazione (Regione,
Provincia di Firenze, lo stesso Comune) ne devono tenere conto se non vogliono
disperdere l'ingente patrimonio (anche di capacità professionali
umane) posseduto dalla Mercafir.
In tal senso si è orientata una breve intervista realizzata, al termine dell'assemblea, con Gian Carlo Brundi.
Presidente Brundi, come giudica le partecipazioni del Comune di Firenze nelle società ubicate sul territorio?
Ritengo che innanzitutto occorra fare una distinzione per tipologia, ovvero distinguendo le aziende di produzione di beni e quelle di produzione di servizi.
E poi?
Le aziende del primo tipo, ovvero quelle di produzione di beni, devono essere redditizie e quindi possono, o meglio dir debbono, essere privatizzate.
E quelle di produzione di servizi?
Queste, a loro volta, vanno ancora distinte in aziende di interesse publico e aziende che non rivestono alcun interesse pubblico.
Le prime devono essere messe in condizione di operare con tranquillità.
E
la Mercafir dove si colloca?
Questo dovrà deciderlo l'azionista di maggioranza, cioè il Comune.
Nel caso in cui si ritiene che essa sia di interesse pubblico allora la società deve essere adeguatamente capitalizzata, dovendo sostenere spese non indifferenti per fare manutenzione di circa 150 miliardi di immobili ed attrezzature.
Oppure l'Ente locale dovrà scegliere di farsi carico di tali spese.
Ma come sono i rapporti della Mercafir con le Istituzioni?
Ritengo che essi non possano prescindere da una identità di vedute tra azienda, Regione, Provincia e Comune.
Sopratutto la Regione non dovrebbe restare alla finestra, non tanto per un eventuale apporto di capitale alla Società, quanto per svolgere il suo ruolo che è quello di procedere sulla strada delle scelte politiche per influenzare positivamente lo sviluppo economico del territorio regionale.
Non una presenza di gestione, quindi, ma di indirizzo politico-programmatico.
Oltretutto l'interesse della Regione per la Mercafir potrebbe bilanciare il localismo spinto che è sempre presente in una regione conservatrice come la Toscana.
Presidente, tempo addietro abbiamo scritto che poteva esserci un interesse della Mercafir per la gestione dei grossi mercati cittadini di San Lorenzo e Sant'Ambrogio. A che punto siamo?
Noi restiamo della stessa opinione. spetta al Comune prendere una decisione conseguente.
Qualche novità all'interno della Mercafir?
Devo segnalare, con soddisfazione, l'entrata della Centrale del Latte nella società "Terre di Toscana" che opera nel settore dei prodotti biologici.
E' un comparto molto importante e di sicura crescita.
Alla fine di questo mese, con un grande capannone a disposizione di "Terre di Toscana" si vedranno sicuramente risultati ancora migliori.
Francesco Canosa