L'ATTENZIONE

Editoriale

C'è poco da ridere! Adesso comincia il difficile

Non è sembrata molto opportuna la ridanciana esibizione del nostro primo ministro, a reti televisive unificate, per vantarsi dell'entrata dell'Italia nell'Euro. Al posto suo saremmo stati un pò più prudenti, anche perchè nel momento in cui andava in onda la trasmissione "urbi et orbi" Francia e Germania si stavano scannando per la guida della BCE (Banca centrale europea) ed ancora non si conosceva l'esito. Comunque sia, ci auguriamo che presto si ponga fine ai festeggiamenti e si faccia il punto sulla situazione futura che non sarà per niente facile.

Un esempio? Eccolo, calzante: dopo anni di sacrifici uno studente conquista il diploma di laurea. E' finita? Per carità: comincia il difficile: trovare un posto di lavoro. E per l'Italia, adesso comincia il difficile che è quello di partecipare alla costruzione dell'Europa politica. L'Euro, sia ben chiaro, non è l'arrivo, ma solo la partenza dell'ultima tappa di una corsa ad ostacoli cominciata 50 anni addietro, perchè voluta da liberisti come Einaudi e De Gasperi, destinata a condurci ad un'Europa veramente democratica, economicamente prospera, aperta ed integrata, socialmente stabile.

A quell'Europa politica necessaria per contrastare lo strapotere economico conferito alla BCE e conteso tra Francia e Germania e nel quale all'Italia è stato assegnato un posto di seconda fila! D'altra parte, paesi come Spagna e Portogallo, che fino a poco tempo addietro erano considerate ad "economia derelitta" hanno fatto passi più importanti di quelli italiani. Sulla costruzione dell'Europa politica, che dovrebbe essere chiamata a definire i punti d'incontro tra le diverse economie nazionali, peseranno fattori negativi interni che si chiamano scelte locali (economiche e politiche), rapporti con i vicini (che possono alimentare ulteriori forme di razzismo), livellamento delle tasse (che in Italia sono ormai insopportabili) e delle incombenze fiscali (in Francia l'apertura di un conto corrente bancario richiede l'invio di una dichiarazione della banca al fisco, in Belgio no), ostacoli di forze politiche che non hanno voluto a suo tempo la NATO, che hanno boicottato l'Euro, che non vorranno l'Europa unica.

Di fronte a noi si aprono scenari impensabili per diffondere la cultura, l'economia, la solidarietà. Ma sono rose issate su gambi irti di spine. "Siamo più forti" ha esclamato Prodi nell'etere delle TV pubbliche. "Siamo più deboli" sarebbe stata una frase più corretta, più adeguata. Siamo più deboli per almeno due motivi: intanto perchè nella scala dei valori economici voluti dai parametri di Maastricht navighiamo nelle retrovie, poi perchè nessuno può darci garanzie di poter far valere le nostre posizioni in ambito comunitario, proprio a causa della nostra debolezza.

Ma, forse, quest'ultima considerazione si potrebbe leggere anche in positivo. Perchè no! Si toglierebbe alla politica italiana, che troppo spesso naviga a vista, la possibilità di fare danni all'economia affidandoci a decisioni sovranazionali che verranno prese, ce lo auguriamo, senza compromessi da osteria, ma nell'interesse generale degli oltre 300 milioni di cittadini europei interessati. D'altra parte, già oggi l'Italia risente gli influssi dell'economia mondiale. Basta guardare che cosa succede alla Borsa Valori: essa sale e scende condizionata dagli umori internazionali, sopratutto dal dollaro. Nè potrebbe essere altrimenti, visto che il mercato mondiale è ormai globalizzato. La speranza è che nel futuro un Euro forte possa contrapporsi efficacemente al dollaro e crearsi una propria "area". E questo obiettivo potrà essere raggiunto solo se sopra la BCE ci sia la politica, ovvero l'Europa unica.

Francesco Canosa

 

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Telecomunicazioni: il posto delle Regioni

Scenari completamente nuovi nel settore strategico delle telecomunicazioni si sono aperti con l'entrata in vigore della legge 249/97, istitutiva dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (la cd. legge Maccanico), e con la "riscrittura" da parte del Governo del disegno di legge n. 1138 che disciplina il sistema radiotelevisivo".

Tra le novità (oltre alla definizione di nuove regole relative al divieto delle posizioni dominanti, ai limiti alle concessioni e alle autorizzazioni, alla raccolta pubblicitaria, ad una sostanziale evoluzione del concetto di "concessione") figura un maggiore coinvolgimento delle Regioni.

E' prevista la creazione di una "rete pubblica senza pubblicità"; gli attuali Comitati Regionali per il Servizio Radiotelevisivo (i Corerat) vengono trasformati da "organi di consulenza delle Regioni in Comitati Regionali per le Comunicazioni (Corecom) che come "organi funzionali dell'autorità avranno funzioni di "governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazione"; le Regioni, infine, avranno possibilità di intervento sul piano di assegnazione delle frequenze, anche nella fase preliminare relativa alla ubicazione degli impianti.

Qual è il "disegno strategico" che sottende il "nuovo corso" inaugurato dal Governo e del Parlamento in materia di telecomunicazioni?

Quale ruolo sono esattamente destinate ad assumere le Regioni, ed altre realtà istituzionali, in un processo non ancora concluso ed a cui mancano tasselli fondamentali come i vari "regolamenti" che l'Autorità deve emanare, tra cui quello per definire le materie che vengono delegate ai Corecom?

A queste ed altre domande intende dare una prima risposta il convegno di studi e la tavola rotonda promossi dal Comitato Regionale per il Servizio Televisivo della Toscana che si svolgeranno sabato 9 maggio nella sala del Gonfalone del Consiglio Regionale Toscano (via Cavour, 2).

Si tratta di una iniziativa ad ampio spettro che si impone per l'accuratezza dell'analisi giuridico-istituzionale a cui saranno sottoposti i provvedimenti-cardine del "nuovo corso delle comunicazioni" e soprattutto per la partecipazione delle figure chiave di questo "work in progress", dal Presidente dell'autorità per le garanzie delle Comunicazioni Antonio Maccanico al presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato Claudio Petruccioli.

Le Regioni saranno rappresentate tra l'altro dal presidente del Consiglio regionale della Toscana, Angelo Passaleva, e dalla vice-presidente e assessore alla Comunicazione della Regione Toscana, Marialina Marcucci.

 

 

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Un computer per l'handicap, uno stimolo alla vita

Lione, maggio.

Dall'inviato Marilena Milani

Che cos'è la solidarietà? Non tutti hanno una risposta da dare. Soprattutto coloro che non saprebbero rispondere alla domanda principale :"che cos'è l'amore"? La solidarietà è innanzitutto un atto d'amore. Senza speranza di ricompensa. Diretto a coloro che soffrono, agli emarginati, ai deboli, ai poveri di spirito e di fisico. Parliamo anche di handicappati, ai quali la sorte ha tolto qualche parte del corpo o dello spirito.

Come si può essere solidali nei loro confronti? In vario modo. Per esempio mettendo loro a disposizione un semplice "personal computer" con il quale possano dialogare, arricchirsi di conoscenza, partecipare agli eventi del mondo. E qualcuno ha pensato proprio a loro, agli handicappati. Parliamo della Icon di Lione, una struttura sociale che svolge attività di supporto ai disabili insegnando loro a relazionare con gli altri proprio attraverso il computer.

Nella scuola ci sono computer con i quali disegnare, scrivere, narrare le proprie sensazioni. Un malato grave dialoga con i medici attraverso un computer. E sullo stesso disegna attraverso meccanismi derivanti dall'impulso della voce. Un altro ragazzo usa il computer soffiando aria, con una certa cadenza, in un tubo che stringe tra i denti. Abbiamo sentito una grande emozione quando abbiamo visto quella scuola e pensiamo che avrà lo stesso effetto sulle persone sensibili che guarderanno queste poche immagini che proponiamo in questa pagina.

I posti disponibili, come si può capire, sono molto limitati: appena una cinquantina. Ma c'è la speranza che altre strutture sociali sappiano prendere esempio da questa esperienza e creare le premesse per aiutare concretamente le persone disabili. Intanto la Icon ha già deciso di aprire un sito Internet destinato agli handicappati per aiutarli a vivere anche con l'uso di un personal computer. Un modo significativo per un'integrazione nella società dei disabili.

 

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Annuncio del vice-primo ministro inglese John Prescott

Firenze ospiterà ad ottobre una grande convention europea a sostegno del "progetto ALTER"

Londra, maggio

Una nuova iniziativa europea mirata a concedere speciali diritti esclusivi di accesso ai centri cittadini a veicoli verdi è stata lanciata nei giorni scorsi dal Vice-Primo Ministro inglese John Prescott. Ne dà notizia il Ministero dell'Ambiente, trasporti e regioni della Gran Bretagna con il comunicato che riportiamo qui di seguito.

Il nuovo progetto, l'ALTER ­ Traffico Alternativo nelle Città ­ mira a promuovere un'azione congiunta da parte delle città europee per elevare la domanda di veicoli ad emissioni zero o basse. Le città partecipanti provvederanno a:

*-rinnovare le vetture di servizio e dei trasporti pubblici sulla base di emissioni basse o nulle;

*-permettere soltanto ai veicoli che rispondono a rigorose norme relative agli scarichi l'accesso a settori delicati delle loro città.

Sei città-guida europee daranno avvio al progetto: Atene, Barcellona, Firenze, Lisbona, Oxford e Stoccolma. Annunciando il progetto ai Consigli Informali dei Ministri dell'Ambiente e dei Trasporti svoltisi a Chester ed ospitati dal Regno Unito nell'ambito del proprio turno di Presidenza dell'Unione europea, il Vice-Primo Ministro Prescott ha così dichiarato:

"Dobbiamo combattere l'inquinamento dell'aria nelle nostre città ed in particolare ridurre i livelli di Ossido di Azoto e particolati, che possono entrambi contribuire ad effetti dannosi per la salute.

"Una politica dei trasporti integrata che promuova la scelta dei trasporti e riduca la dipendenza dall'automobile è parte della risposta. Ma non possiamo fare del tutto a meno delle vetture, quindi si deve operare per ridurre il loro impatto ambientale. E dobbiamo pensare in maniera radicale.

"Molto è stato già fatto a livello europeo e nazionale. Appena ieri, ho inaugurato un Seminario che verteva sui trasporti locali e l'ambiente, dove è stata discussa una serie di misure. Ma voglio accelerare il processo.

Riunendo le amministrazioni locali di tutta Europa per accettare l'adozione di politiche che favoriscano veicoli ad emissione bassa o nulla, potremo garantire una maggiore domanda di autobus, camion, automobili ed altre vetture per il servizio pubblico più verdi e più puliti. Ciò, a sua volta, stimolerà il mercato e muterà gli atteggiamenti.

"La più grande Mostra di Veicoli Verdi mai svoltasi in Europa, qui a Chester, mostra la tecnologia verde in azione in una vasta gamma di veicoli. Non sono in mostra soltanto automobili futuristiche di domani, ma le automobili e vetture di servizio più agili e più verdi già disponibili oggi sul mercato".

Prescott ha così continuato: "Ritengo che l'ALTER abbia il potenziale di aiutare a trasformare l'ambiente urbano. Dò oggi il benvenuto qui ai Sindaci ed ai loro rappresentanti delle sei città innovatrici già impegnate per il progetto. Il loro entusiasmo dimostra il potenziale del progetto ALTER. Ma si tratta solo dell'inizio: voglio la partecipazione di molte più amministrazioni locali europee. Credo che ciò possa fare una vera differenza. Possiamo tutti raccogliere i benefici di un'aria più pulita per tutti coloro che vivono, lavorano o visitano le nostre città.

La giornata di oggi segna l'inizio di un'Europa più pulita e meno inquinata".

Il comunicato si conclude segnalando che:

1.Ciascuna città partecipante deciderà da sola quali classi di veicoli e quali zone urbane includere.
2.Firenze ospiterà ad ottobre un'importante convention di città europee a sostegno del progetto ALTER nella quale saranno invitate a firmare una Dichiarazione d'Intenti di adesione al progetto tutte le città europee con almeno 100.000 abitanti.
Tutti i produttori di veicoli in Europa saranno invitati ad esibire i veicoli che impiegano tecnologie pulite.
3. Atene ospiterà una conferenza dei produttori agli inizi del prossimo anno.

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Libero Andreotti a Matera

Si inaugura domenica 31 maggio alle ore 11 a Matera nelle chiese rupestri di Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, la mostra retrospettiva di Libero Andreotti (Pescia 1875-Firenze 1933) che segna la ripresa delle "Grandi mostre di scultura nei sassi" e la continuazione di un ciclo di esposizioni tese ad indagare nelle vicende più importanti della ricerca espressiva di questo secolo. La mostra comprende 70 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, che intendono coprire l'intero percorso artistico dell'artista, dal primo momento milanese fino alla morte precoce. Circa trent'anni intensi contrassegnati da capolavori quali "Tentazione" (1908), "Danzatrice con i cembali" (1911), "La Flora" (1913), "Ada Niccolini" (1916), "Bambina che gioca a sassetto" (1919), "Il pettine spagnolo" (1920), "Crocifisso" (1925), "La triestina" (1929-1930), "Annunciata" (1931), "La Fortuna" (1932), tutti presenti nella mostra materana.

Il 7 maggio scorso, nell'Oratorio della Maddalena presso i Chiostri della Basilica di Santa Croce a Firenze, si è tenuta la presentazione alla stampa dell'antologica di scultura di Libero Andreotti. Orario della mostra: tutti i giorni 10-20; ingresso £. 8000 intero £. 4000 ridotto. Per informazioni Circolo La Scaletta, via Duomo 1, Matera, tel. e fax. 0835-336726-333129. Ufficio Stampa: Michele De Luca, tel. e fax. 06/44237540.

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