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Che cos'è la Sindone, o meglio che cosa rappresenta per gli uomini?
Si può rispondere con una sola parola: la Fede!
Ma forse è anche qualcosa di più concreto, capace di riempire il vuoto misterioso della vita (della nascita e della morte).
Vista da vicino la Sindone altro non è che un lenzuolo bianco con segni di sangue, che per i cristiani è sgorgato dalle ferite di Cristo dopo la sua crocifissione.
Sarà vero? Si chiede chi non è cristiano. E' vero! sostiene che crede in Cristo.
Però, essa rappresenta una luce, una strada, un riferimento, anche per ... gli altri, coloro che dicono di non essere cristiani. D'altra parte, quanta gente si converte strada facendo o in punto di morte?
Che la Sindone sia "qualcosa in più" lo dimostra non solo la sua storia bimillenaria, ma oggi, soprattutto, l'affluenza dei cristiani e ... degli altri nel Duomo di Torino.
Quante persone si chineranno al cospetto di quel lenzuolo intriso di sangue? Forse un milione, forse più. Idealmente molti, molti di più. Perchè non potranno recarsi a Torino coloro che sono lontano, sparsi nel mondo, i diseredati, gli emarginati, i poveri...
E davanti a quel lenzuolo, visto da vicino o immaginato da lontano, passeranno anche le immagini che ognuno di noi possiede nella memoria di Cristo crocifisso, del Golgota, della Resurrezione.
E vedremo tante croci, disseminate nel mondo, nelle chiese, sulle strade, ma anche nelle case, ciondolare dal collo di giovani e meno giovani, in legno, metallo, disegnate.
E penseremo non solo a Cristo che ha scelto il sacrificio, ma anche a quanti altri sono finiti in croce da innocenti, come Cristo, ma senza scegliere. La storia ci consegna ogni giorno una lista infinita di stragi: dai seguaci di Spartaco agli schiavi crocefissi a migliaia ai lati dell'Appia antica; agli innocenti fatti uccidere da Erode; e poi le deportazioni di negri dall'Africa all'America; i massacri del Vietnam, in Algeria, in Ruanda, nell'ex-Jugoslavia, e non abbiamo ancora finito ...
Sbaglia chi si chiede se la Sindone è autentica. Se in essa si legge la Fede, allora è autentica. Se da essa si possono trarre insegnamenti per evitare il ripetersi di altre stragi di innocenti, allora è autentica. Se essa ci riporta valori d'amore e di solidarietà, allora è autentica.
La Sindone rappresenta un ulteriore passo di avvicinamento a noi stessi, per aiutarci a riscoprire il senso della vita e della morte.
Un messaggio a cui l'uomo crede, anche se non è
cristiano. Basta vedere che cosa succede, in tutto il mondo, quando il Papa
porta alle popolazioni la parola di Dio. Sono sempre enormi folle che lo
acclamano, lo ascoltano, pregano con lui, per lui, per se stessi e per gli
altri.
Francesco Canosa
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Il Cesvit come "locomotiva"della
ricerca e dello sviluppo
tecnologico dell'economia fiorentina
L'8 maggio ci sarà a Firenze un summit per parlare del "polo tecnologico fiorentino". Al convegno organizzato dalla Provincia di Firenze parteciperanno amministratori ed esperti del settore. Sono previsti anche interventi politici e due tavole rotonde. I lavori saranno conclusi dal Ministro della Ricerca Scientifica Luigi Berlinguer. Giovanni Pallanti, consigliere provinciale fiorentino del gruppo CCD-CDU ha voluto anticiparci il suo intervento alla riunione.
Chi è Pallanti
Giovanni Pallanti, 47 anni, è stato eletto per quattro volte consigliere comunale di Firenze. Per tredici anni è stato all'opposizione delle Giunte di sinistra sui banchi di Palazzo Vecchio. Per sette anni ha fatto parte del governo fiorentino: assessore alla Casa nelle Giunte di Alessandro Bonsanti e di Lando Conti. Dal 1990 fino all'aprile 1995 è stato assessore ai Lavori pubblici e poi vicesindaco di Firenze e assessore al Bilancio alle Finanze ai Tributi e al Personale della Giunta Morales. Due volte segretario provinciale della Dc di Firenze, attualmente è segretario provinciale del Cdu e consigliere provinciale del gruppo misto Ccd-Cdu in Palazzo Medici Riccardi. Un uomo di grande esperienza amministrativa che l'8 maggio parlerà al Convegno promosso dalla Provincia di Firenze su "Il Polo Tecnologico fiorentino verso il 2000".
L'intervista
Dottor Pallanti quali proposte farà al convegno sul Polo Tecnologico fiorentino?
Chiederò che il Polo Tecnologico fiorentino diventi una casa di vetro dove i finanziamenti europei e i progetti per l'Alta Tecnologia siano veramente utili allo sviluppo di tutte le piccole e medie imprese del distretto industriale fiorentino.
Questo che Lei dice fa supporre che qualcosa non funzioni nei progetti per l'Alta Tecnologia?
Ho l'impressione che i progetti siano elaborati e gestiti da troppo poche persone. Alcuni professori della Facoltà di Ingegneria di Firenze devono essere ridimensionati. Mi spiego meglio: il Cesvit, per esempio, deve essere la locomotiva e non un vagone del treno della ricerca e dello sviluppo tecnologico dell'economia fiorentina. Per questa ragione il Comune e la Provincia di Firenze hanno creato l'Agenzia per l'Alta Tecnologia Cesvit spa.Alcuni baroni universitari tentano di usare il Cesvit e la rete regionale per l'Alta Tecnologia della Regione toscana come se fossero un loro feudo. Questo è sbagliato e l'8 maggio spiegherò, dal mio punto di vista, come uscire da questa situazione.
Come vede il futuro del Polo tecnologico fiorentino?
Sono d'accordo con quanto sostiene il vicepresidente della Provincia di Firenze Riccardo Conti: è una grande potenzialità per l'innovazione delle piccole e medie imprese e per l'economia fiorentina e Toscana. Ci vogliono però regole trasparenti ed antimonopolistiche per quanto concerne sia "il service" alle imprese e il ruolo dei tecnici che devono essere tali e non degli imprenditori camuffati da professori universitari. Il Cesvit dovrebbe garantire che, come ho già detto, il Polo tecnologico fiorentino diventi una casa di vetro dove tutti possano guardarci dentro.
Nello specifico fiorentino ritiene che lo sviluppo tecnologico debba essere applicato a qualcosa di particolare?
Ovviamente tutte le piccole e medie imprese hanno bisogno di un costante aggiornamento tecnologico. In modo particolare ritengo che un settore fondamentale su cui applicare la ricerca tecnologica è quello dei Beni Culturali. Bisogna sempre ricordare infatti che i Beni Culturali per Firenze e la Toscana rappresentano quello che il petrolio è per i Paesi arabi: una fonte cospicua di cultura, di lavoro, e di ricchezza economica che l'innovazione tecnologica deve contemporaneamente conservare e sviluppare.
Elena Carbone
La globalizzazione del mercato, accentuata grazie all'allargamento dell'Unione Europea ed alle prospettive di sviluppo (con ben 26 paesi membri!), rappresenta un punto di appoggio per l'attività delle piccole e medie imprese fino ad oggi costrette a guardare con preoccupazione alla propria attività in altri Paesi.
Tema, questo, sentito dall'Unione Europea che sta mettendo a punto diversi strumenti strategici per favorire la circolazione intracomunitaria delle capacità produttive delle PMI.
Soprattutto nel campo del lavoro, si cerca di dare garanzie a tutto campo sia ai datori di lavoro che ai lavoratori.
Da qui l'idea dell'organizzazione di seminari specifici (su servizi, forniture e opere) relativi agli appalti che sono organizzati da Ceforcoop e Apifinser, insieme All'Osservatorio regionale Toscana settore pulizie, per delega di Unione Europea, Ministero del Lavoro e Regione Toscana.
I seminari vogliono aiutare a leggere la normativa comunitaria, nazionale e regionale, ma offrono anche uno spaccato delle procedure di assegnazione, una valutazione delle attività connesse, la problematica dei controlli sui cantieri e sugli enti.
Le tre edizioni (che si svolgeranno presso Villa L'Ombrellino dall'8 maggio al 25 luglio ogni fine-settimana)- ognuna divisa in quattro moduli - gestite da qualificati esperti possono dare indicazioni molto precise sugli argomenti trattati.
L'argomento
è oltremodo significativo per la Toscana che è sempre estremamente
dinamica nel settore delle opere pubbliche, anche se il numero degli appalti
del 1997 è diminuito rispetto al 1996.
Nella regione è ancora cospicuo il volume delle gare d'appalto (in totale 1877 per un valore di 1.604 miliardi), ma si manifesta in maniera sempre più preoccupante la tendenza ai ribassi nelle gare d'asta operati tra l'altro da aziende in buona parte extra-regionali. Sono queste luci ed ombre che emergono dal rapporto sulle opere pubbliche in Toscana elaborato dal Centro servizi Quasco e presentato alla stampa dall'assessore regionale alla trasparenza Franco Cazzola.
"Il rapporto sottolinea l'assessore - appare utilissimo per una analisi congiunturale ma offre anche elementi importanti per un approfondimento delle problematiche legate ai meccanismi di funzionamento del mercato. Siamo in presenza di un settore complesso la cui esplorazione, che per il secondo anno avviene attraverso gli strumenti all'avanguardia del Sitat (Sistema informativo telematico appalti Toscana) è di grande aiuto per garantire trasparenza e per raggiungere un livello sempre maggiore di efficienza".
I dati del rapporto, relativi all'intero 1997, confermano che il settore dei lavori pubblici è uscito dal tunnel della crisi dei primi anni '90, anche se rispetto all'eccezionale balzo in avanti del 1996 (quando vi fu una crescita del 57,2 per cento rispetto al 1995), si annota un calo complessivo. Sia il numero di gare d'appalto (-10,1 per cento), che il loro importo complessivo (-15,9), che l'importo medio dei bandi (855 milioni) è infatti diminuito. La Toscana che nel 1996 aveva guidato il boom, quest'anno si colloca in una posizione ben più arretrata mostrandosi in controtendenza rispetto al dato nazionale (che annota un +37,2 per cento); in tutta la regione solo tre province (Siena, Pisa e Grosseto) sfuggono al segno meno e anzi annotano una netta crescita.
La mappa delle imprese vincitrici di appalti pubblici presenta un'importante novità rispetto all'anno precedente, ovvero la perdita di peso delle imprese toscane.
L'eccessiva quota di lavori affidati ad imprese extra regionali si conferma ancora una volta uno dei punti deboli dei meccanismi di funzionamento del mercato. Non solo per la perdita di competitività delle imprese locali, ma soprattutto perché è connesso ad una dinamica dei ribassi non certo rassicurante.
In media il 1997 ha fatto emergere una percentuale di ribasso del 18,7 per cento contro il 10,8 del 1996.
L'innalzamento è quasi per intero da imputare ai ribassi praticati dalle imprese provenienti da fuori regione, che passano dall'11,7% del 1996 al 22,1 per cento del 1997.
E' facile dunque ipotizzare che le imprese toscane vengano sempre più tagliate fuori da concorrenti in grado di operare sempre più in prossimità delle soglie di anomalia. Su scala territoriale il problema del ribasso si presenta alquanto localizzato, in particolare fra le province di Arezzo, Firenze e Siena, mentre resta su livelli decisamente accettabili nelle altre.
Programmazione energetica territoriale
Il Workshop,
condotto dal prof. Riccardo Basosi (presidente Rea e Supervisore Generale
del Piano Energetico Regionale) si proponeva anche l'obiettivo di esplorare,
anche nel confronto con esperienze internazionali, il ruolo strategico
che le Regioni potrebbero svolgere nello sviluppo delle energie rinnovabili
per la natura tipicamente "territoriale" di queste ultime.
Le direttive europee
svolto una pregevole relazione
sul rapporto tra programmazione energetica ed impatto ambientale. Lippi
ha descritto, per sintesi, la normativa che indica le incombenze dell'Ar-pat,
la L. 59/97 (Bassanini) e la L.R. 45/97 (Norme in materia di risorse energetiche,
in sigla PER) che fissa alcuni obiettivi strategici (riduzione dei consumi
energetici, uso fonti rinnovabili, integrazione fonti rinnovabili)
Termoelettrico
Donatella Della Queva
Una "marcia" in difesa dei bambini
Ci
sarà una "Marcia contro lo sfruttamento del lavoro infantile"
il prossimo 19 maggio e già si moltiplicano le iniziative di sostegno.
Tra i "sostenitori" anche la Provincia di Firenze che sarà
presente con il proprio gonfalone. Questo grazie ad un documento comune
di tutti i Gruppi Consiliari in Provincia predisposto dal Consigliere dei
Verdi Alberto Di Cintio, che ha avuto l'adesione di tutti i Capigruppo del
Consiglio Provinciale. La "Marcia globale contro lo sfruttamento del
lavoro minorile" ha preso avvio lo scorso 17 gennaio da Manila, vi
hanno aderito centinaia di Organizzazioni Non Governative ed associazioni
di tutto il mondo, ed attraverserà numerosi Paesi dei diversi continenti,
Italia compresa, per concludersi simbolicamente a Ginevra dove - dal giugno
1998 - partiranno i negoziati per una nuova Convenzione dell'Organizzazione
Internazionale del Lavoro (OIL) sul lavoro infantile. Obbiettivo della "marcia
globale" è quello di "mobilitare gli sforzi nel mondo intero
per proteggere e promuovere i diritti di tutti i bambini specialmente il
diritto a ricevere un istruzione gratuita e di qualità, ad essere
liberati dallo sfruttamento economico e dalla sottomissione a quei lavori
che potrebbero danneggiare lo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale
o sociale". Secondo i dati più recenti dell'Ufficio Internazionale
del Lavoro, oltre 120 milioni di bambini nel mondo sono impegnati a tempo
pieno in lavori particolarmente gravosi, e 130 milioni lavorano a tempo
parziale e quasi due milioni sono venduti come schiavi; anche in Italia
l'utilizzo del lavoro minorile si è rivelato un fenomeno di una certa
consistenza come evidenziano le notizie di cronaca e le cifre dell'abbandono
scolastico.
Sfruttamento del lavoro infantile
Lo sfruttamento del lavoro infantile e, più in generale, la violazione dei diritti fondamentali dell'infanzia stanno raggiungendo dimensioni allarmanti:
Bambini violentati dalla tv
Non ci sono solo le violenze fisiche, che
derivano dallo sfruttamento dei minori per lavori non adatti a causa dell'età,
ci sono anche quelle psicologiche. Secondo uno studio sulla televisione
condotto negli USA, ogni anno un bambino in età prescolare è
esposto in media a oltre 500 situazioni in cui un atto di violenza viene
rappresentato come "desiderabile, indolore, spesso necessario".
Condotto da quattro università, tra le quali quella di Santa Barbara
in California, lo studio ha evidenziato che la maggioranza dei programmi
esaminati presentava atti di violenza da parte di un "supereroe attraente",
che per la sua trasgressione, anziché punito, veniva premiato.