L'ATTENZIONE

Editoriale

Quando i politici erano gentiluomini

La perdita complessiva dei valori non è una questione prettamente religiosa. Tutt'altro. Infatti, alla scarsità dei rapporti tra politica e cittadini si contrappone l'incredibile massa di persone (giovani ed adulti) che segue il peregrinare del Pontefice per insegnare l'amore, la bontà, la solidarietà.

Il problema vero è la politica, che ormai ha la "p" minuscola ed è diventata una sorta di gioco al massacro, una guerra per bande.

Come la mafia ha tradito il suo antico codice d'onore e si lascia andare ad efferatezze che non possono essere nominate (sopratutto nella parte che vede protagonisti passivi, e quindi vittime, i bambini), così la nuova politica ha tradito se stessa, lasciandosi andare ad altrettante efferatezze, ancorchè verbali.

Lo scontro Prodi-Berlusconi ne è l'esempio più illuminante di tribali prese di posizione, di arroganza, di rifiuto del confronto civile sui temi che interessano la società.

Abbiamo sentito dire più volte la frase "non c'è più religione" per riferirsi alla mancanza di rispetto, di comprensione. Ma adesso siamo al fondo.

E ci chiediamo, perplessi: è possibile sprofondare di più, oppure c'è la possibilità di ritornare a salire la china?

Impossibile fare previsioni.

Al buonismo del duo D'Alema-Prodi che poco ha a che fare con la pratica politica, si contrappone un Berlusconi che non è riuscito ancora a capire che cos'è la politica, quella vera.

Senza dimenticare le diatribe in corso negli ex.dc e negli ex.socialisti, sparsi come pollini al vento ed in cerca di un albero che possa sostenerli e ridar loro la vita, quella vera.

Certo è una bestemmia storica vedere Berlusconi appropriarsi dell'eredità di De Gasperi, ma lo è altrettanto vedere alcuni ex.dc rinunciare a quella eredità.

Forse erano altri tempi, più nobili, più impegnati, più civili. E la politica veniva fatta da gentiluomini!

Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

I Consulenti del lavoro di fronte alle riforme

 

Si chiama CUD, che vuol dire Certificato unico dipendente.

E' apparso nello scenario fiscale e previdenziale del nostro Paese per effetto di un Decreto del Ministro delle Finanze che porta la data dell'8 gennaio 1998.

Ne parla l'articolo 7, indicando che il modello servirà, fin da quest'anno, per l'attestazione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi i compensi e le indennità soggette a tassazione separata, corrisposti nel 1998, delle ritenute d'acconto operate e delle detrazioni effettuate, dell'imponibile assoggettato a contributi INPS e delle ritenute operate a carico del lavoratore, nonchè l'attestazione dei dati relativi alle pensioni.

Novità del CUD

Numerose sono le novità rispetto al "certificato" consegnato entro il 28 febbraio 1998, relativo ai redditi 1997; anche per quanto riguarda i termini di consegna il CUD prevede delle novità e precisamente entro il mese di febbraio dell'anno successivo o in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, entro 12 giorni decorrenti dalla data di liquidazione delle ultime competenze.

Queste sono soltanto alcune delle informazioni ricavate da un convegno di studi organizzato presso l'hotel Michelangelo a Firenze dall'Unione e dal Consiglio provinciale di Firenze dei Consulenti del Lavoro.

Iniziativa sicuramente lodevole perchè "il complesso panorama normativo che interessa da vicino i Consulenti del Lavoro quest'anno si è ulteriormente e notevolmente arricchito", come ha detto in apertura di lavoro ai circa 300 convenuti Roberto Morini, presidente del Consiglio provinciale fiorentino dei Consulenti del Lavoro.

"Un panorama normativo - come ha precisato Andrea Papini, presidente dell'Unione provinciale fiorentina dell'ANCL - che vede ormai insieme uno scenario molto vasto comprendente aspetti fiscali e previdenziali".

Come affrontare, quindi, le novità del CUD?

La relazione di Laura Zaccaria

Ai lavori ha portato un contributo significativo Laura Zaccaria, del Dipartimento Entrate del Ministero delle Finanze, soffermandosi con una certa pignoleria sui diversi aspetti contenutistici del modello.

Ha sostenuto, in premessa, l'impegno del Ministero per raggiungere l'auspicata semplificazione del rapporto tra cittadino e Stato.

Il CUD, infatti, rappresenta una tappa importante di questo percorso: esso eliminerà la predisposizione di documentazione diversa per l'aspetto fiscale e quello previdenziale. Sarà "unico", ovvero conterrà gli uni e gli altri dati in un solo documento che il datore di lavoro (pubblico e privato) consegnerà al proprio dipendente.

"Un chiaro atto di civiltà - ha precisato Papini - per informare correttamente il dipendente".

A cosa si può paragonare il CUD?

Forse ad un "estratto conto" bancario, sostiene la Zaccaria, forse ad un riepilogo o sommatoria di una serie di eventi, aggiunge Antonio Orsi, consigliere nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Addio al 770

Ma la Zaccaria non ha parlato solo di CUD.

Ha illustrato anche le modifiche relative alla presentazione della dichiarazione dei redditi IVA e 770.

Il tutto sarà accorpato in un nuovo modello, denominato UNICO, da utilizzarsi sin da quest'anno per alcuni contribuenti, e dalla generalità degli stessi a partire dall'anno 1999.

Il nuovo modello sarà utilizzato ad aprile o giugno del 1999.

Esso sarà inviato al Ministero delle Finanze da chi lo riceve in periferia, ovvero banca o ufficio postale.

E, altra novità, dal prossimo anno l'invio a Roma potrà essere fatto anche direttamente dai professionisti che assistono i cittadini, compresi ovviamente i Consulenti del Lavoro.

Non sarà più necessario recarsi alla posta e fare la raccomandata per inviare il nuovo modello unico. Sarà consegnato, senza alcuna spesa, a posta, banca o professionista, che provvederanno direttamente all'inoltro che sarà telematico.

Una volta che il modello sarà in possesso del Ministero delle Finanze, questi farà la scansione dei propri dati ed il restante lo invierà direttamente all'INPS.

"C'è da precisare - ha detto ancora Laura Zaccaria - che l'esame telematico delle dichiarazioni da parte del Ministero consentirà di informare il cittadino di eventuali errori entro qualche mese, cosicchè si potrà evitare di incorrere in errori similari nella dichiarazione successiva".

In verità, probabilmente le cose non andranno proprio così!

Il Ministero spera che ciò avvenga. Ma quasi certamente ci vorrà un periodo di rodaggio che, per intanto, non è dato sapere quanto potrà essere lungo.

"Comunque nell'attuale fase di transizione - ha detto Antonio Orsi - come professionisti metteremo il massimo impegno perchè le cose vadano per il verso giusto".

Anche perchè "è interesse di ogni cittadino - professionista e operatore - ha aggiunto Piccioli Osea, presidente del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Prato - ricercare una corretta semplificazione nel rapporto con il fisco".

E la Zaccaria, è stata molto precisa in proposito: "noi ci auguriamo che vada tutto a regime rapidamente. Ma una cosa è certa: l'obiettivo sarà raggiunto con più rapidità se ci sarà collaborazione da parte di tutti, soprattutto da parte dei professionisti".

Una collaborazione che Morini ha confermato con immediatezza.

"E' proprio per raggiungere questo risultato - ha detto il presidente del Collegio fiorentino - che abbiamo organizzato questa giornata di studio e che abbiamo invitato la dottoressa Zaccaria".

D'altra parte la risposta di partecipazione da parte dei Consulenti è la migliore dimostrazione della volontà di realizzare un rapporto virtuoso contribuente-professionista-Stato nell'interesse di tutti.

"Noi - ha concluso Morini -vogliamo rircordare il ruolo che svolgiamo perseverando nell'aggiornamento dei nostri iscritti per garantire, nel corretto rispetto della fede pubblica, il requisito della "qualità" intesa come primario elemento che deve caratterizzare ogni prestazione professionale di tutti i Consulenti del Lavoro nei confronti dei loro clienti.

 

Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE

Api e Cnr insieme per l'innovazione

Nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo d'intesa tra l'Api fiorentina (Associazione Piccole e medie Imprese), rappresentata dal presidente Andrea Balleggi, e l'Area della ricerca Cnr di Firenze, rappresentata dal direttore Alberto Tronconi.

Il protocollo avvia in provincia di Firenze la collaborazione nelle piccole e medie imprese al progetto del Cnr di una struttura nazionale per il "trasferimento tecnologico": un progetto che prevede la realizzazione di una rete per lo sviluppo di attività per il passaggio di conoscenze scientifiche alle imprese allo scopo di migliorarne le capacità competitive con l'innalzamento del livello tecnologico dei prodotti e dei processi.

Il protocollo stabilisce che tra l'Api e l'Area della ricerca del Cnr si avvierà una intensa collaborazione.

Di cosa si tratta?

Verranno organizzate giornate tematiche, per specifici settori produttivi, rivolte agli imprenditori fiorentini, allo scopo di diffondere tra le imprese il patrimonio di ricerca e di know-how presente nei centri e nei laboratori del Cnr.

Inoltre verrà organizzato un convegno sugli strumenti legislativi europei, nazionali e regionali che favoriscono la ricerca e l'innovazione nelle imprese.

"Conoscere è condizione per agire -ha commentato il presidente dell'Api Balleggi- e con questo protocollo verranno rese più facilmente disponibili anche alle piccole e medie imprese quelle conoscenze che troppo spesso restano chiuse nella torre d'avorio del sapere accademico".

La collaborazione non si limiterà a questo. Infatti il tessuto produttivo fiorentino sarà scandagliato per verificare, nei vari settori, la propensione all'innovazione e la disponibilità a lavorare con Enti pubblici di ricerca e Università. Successivamente, sulla base dei risultati dell'indagine, si organizzeranno visite nelle imprese per fornire loro una approfondita analisi delle esigenze di ricerca e una valutazione della fattibilità dei progetti. Sarà poi possibile identificare negli Enti di ricerca, oppure nelle Università, le competenze e le conoscenze utili all'impresa per la realizzazione dei progetti.

"Uno dei punti di forza del progetto -ha osservato il direttore dell'area della ricerca Tronconi- consiste infatti nel proiettare sulle aziende del territorio fiorentino non solo le possibilità di trasferimento tecnologico offerte dagli organi di ricerca qui insediati, bensì il complesso del know-how disponibile globalmente nella rete nazionale del Cnr".

Infine un occhio alla possibilità di accedere a finanziamenti: infatti, nel caso di attivazione di progetti di ricerca, l'Api e il Cnr forniranno alle imprese anche un supporto per trovare la fonte di sostegno più opportuna.

 

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

 

Inceneritori "fermi" in Germania

 

I 57 grandi inceneritori di rifiuti in Germania sono quasi fermi: lavorano, infatti, al 40/50 per cento delle potenzialità. E' questo il grido d'allarme lanciato dai gestori che temono di dover chiudere gli impianti che stanno diventando anti-economici. Entra in crisi, così, tutta la strategia degli anni '80 che aveva portato la Germania a porsi all'avanguardia dei paesi industrializzati nella costruzione di grandi inceneritori per la distruzione dei rifiuti.

Quale la causa?

Essa va ricercata all'interno della politica ambientalista a cui si è votata la Germania. Infatti, lo zelo con cui i tedeschi (adulti, ma anche se non sopratutto i bambini) hanno scelto di privilegiare la raccolta differenziata, ha fatto calare in maniera verticale l'afflusso di rifiuti alle campane classiche. Essi, infatti, vengono selezionati dai cittadini ed inseriti correttamente negli appositi contenitori. Ormai nelle strade tedesche bidoni gialli, rossi, verdi, fanno bella mostra di sè e sono sempre stracolmi!

E in Italia?

Si sta cercando di imitare la Germania procedendo, comunque, a rilento sulla strada della raccolta differenziata. Occorre pazienza per selezionare i rifiuti. Se non l'abbiamo non possiamo farci niente. Eppure, foglie di tè, sale, gusci di cozze: cos'hanno in comune? Niente, se non il fatto di essere considerati rifiuti non pericolosi, da smaltire separatamente. Secondo le disposizioni del ministero dell'Ambiente in un decreto di prossima pubblicazione, il tè servirà come colorante per tessuti, mentre le cozze - con le telline - diventeranno bottoni. Si ignora, per il momento, il destino del sale da cucina. Le disposizioni, assicura il ministero, sono ragionevoli: separando i materiali sarà davvero più semplice ed ecologico smaltirli e recuperarli, nel pieno rispetto delle disposizioni europee.

Castagni

"Un laboratorio tra i castagni". Manufatti e strumenti di lavoro, tradizioni orali, pratiche magiche e religiose, metodi di conservazione del cibo, beni architettonici rurali. Sono alcuni dei tanti elementi che danno vita ad una cultura locale, ma non per questo 'minore'. Una cultura che alimenta ancora oggi gesti e sguardi, sopravvive in foto di famiglia, in scritti privati e segna di sé lo stesso paesaggio. Documentarli e catalogarli non è un semplice esercizio che nasce dalla nostalgia del buon tempo antico o dalla ricerca di autenticità perdute. Può rappresentare, invece, una vera e propria risorsa economica e sociale, so- prattutto in zone emarginate e depresse. A partire dagli anni Ottanta, infatti, una nuova figura di turista percorre in lungo ed in largo la nostra regione. Ignora del tutto le proposte dei 'tour operator' per immergersi nelle campagne e nei piccoli centri. Ecco allora che i musei e le università di tradizione elitaria non sono più sufficienti a rispondere alle sue tante domande. Occorre, invece, un progetto organico di mappa antropica della Toscana minore, frutto di un capillare lavoro di catalogazione e di organizzazione razionale dei materiali disponibili, premessa indispensabile per la successiva opera di divulgazione. Il volume a più voci 'Un laboratorio tra i castagni', è stato presentato il giorno 8 aprile scorso nella Sala degli affreschi' del Consiglio regionale e vuole essere, appunto, un contributo a questo progetto.

Un albero per ogni nato?

Il Consigliere provinciale di Firenze dei Verdi, Alberto Di Cintio, ha rivolto all'Amministrazione Provinciale una in- terrogazione per conoscere lo stato di attuazione della Legge n.113 del 29 gennaio 1992, relativa all' "Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni nato, a seguito della registrazione anagrafica". La legge aveva assegnato compiti precisi alla Provincia, tramite una delibera della Giunta Regionale. Però, a distanza di cinque anni dall'entrata in vigore della cosiddetta "Legge Rutelli", l'Amministra-zione Provinciale sembra aver dimenticato completamente il problema.

Ecco perchè Di Cintio vuole sapere:

1) Quale sia lo stato di attuazione della legge;
2) Se siano stati riscontrati motivi che impediscono l'attuazione della Legge 113/92;
3) Se si è a conoscenza di quali siano le aree individuate a detto scopo da parte dei Comuni;
4) Quali iniziative intende attuare la Provincia per rendere la norma effettivamente operante.

 

Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE


La pittura di Giacinto Russo, un mix di tecnica e spiritualità

 

Una personale di pittura racchiude sempre dentro di sè una somma di sentimenti inespressi che vanno ben al di là dell'effetto artistico che pure, in qualche modo, si richiama ad un filone conosciuto. Quando poi si tratta di arte pittorica figurativa, allora il percorso ideale che si deve fare tra la visione e la volontà espressiva dell'artista assume quasi i contorni della fantasia. E, se la cultura di fondo del pittore si mescola sapientemente con colori giovani, il risultato che si ottiene è, a dir poco, sorprendente. Non si deve dimenticare, infatti, che Giacinto Russo dopo la prima formazione al Liceo Artistico è stato "guidato" all'Accademia delle Belle Arti da un Maestro come Fernando Farulli. Provate a visitare la personale di Giacinto Russo, presso la Galleria del Paiolo, alla stazione dello Statuto di Firenze, e poi confrontate le vostre sensazioni con le nostre! Aderiranno perfettamente, perchè esse derivano da una visualizzazione delle opere che porta in superficie tutto quello che Giacinto ha voluto dire, attraverso il rifiuto del "manierismo" e la riqualificazione del "figurativo" come "lingua nazionale", con la coscienza di ricostruire una lingua vera, una parlata generale, comprensibile a tutti.

Non si tratta, a nostro avviso, soltanto di una proposta di lettura universale, come immagine, ma anche come invito a capire un contenuto storico, intramontabile. I quadri di Giacinto sono il risultato finale di un'operazione perfetta che non vogliamo paragonare a nessun altro artista, ancorchè noto e celebrato. Il talento e la grazia pittorica sono qualità primarie di Giacinto che caratterizzano, appunto, in modo libero ed individualissimo la sua pittura. Come dimostrano i nudi femminili (giacenti o in piedi) dove si mettono in evidenza il disegno ed il colore. Questo perchè non intendiamo sottrarre alcunchè alle capacità propositive di questo giovane artista calabrese trapiantato in Toscana. Si può affermare che esiste una "poetica" nelle opere di Giacinto ed una perfetta coerenza tra tecnica e spiritualità: le donne con le grandi ali bianche esprimono la sua convinzione che ognuno di noi ha un ... angelo custode; la pudicizia si evidenzia in quel grande dipinto che mostra un uomo col pene scoperto, una donna che si allontana quasi senza volto, perchè è coperto da una massa di capelli che le scendono sul corpo nudo, ed un'altra donna che la chiama, quasi la invoca di restare.

Le immagini si sovrappongono alle azioni come nella donna chinata davanti ad un'altra donna che arriva, o nelle tante indistinte figure su cui ne campeggia solo una, ricca di sfumature e riflessi cromatici. E quella donna sdraiata nell'acqua che scorre e l'avvolge mentre tutto intorno domina un mondo di verde, che cosa pensa? che cosa sogna? Il tratto leggero del pennello, che sfiora quasi la tela, che passa da una figura femminile ad un'altra, quasi seguendo un modulo o una schema, dall'eleganza delle forme all'impostazione formale, offrendo uno scenario dinamico, quindi vitale. Il sapiente uso dei colori offre un complesso dai contorni indefiniti, dove predominano di volta in volta il giallo, il bianco o il bleu, che si concretizza in una straordinaria sintesi cromatica e disegnativa. Ogni figura si muove entro infinite cadenze ritmiche che racchiudono, a loro volta, l'infinito divenire del "segno" donna che Giacinto sembra voler utilizzare per esternare il senso profondo della vita nelle sue diuturne inquietitudini e nelle profonde ambiguità dei rapporti umani, sempre a metà strada tra la solidità e la fragilità.

Angelina Aino

Torna al sommario