L'ATTENZIONE ![]()
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Pace all'anima sua (se aveva un'anima!), Palmiro Togliatti veniva definito "Il Migliore".
Non vogliamo entrare nell'etimologia della parola, nè vogliamo dare alcun giudizio su l'ex-capo dell'ex-Pci.
Vogliamo solo stabilire un punto di riferimento per capire cosa sta accadendo oggi con i nuovi "Migliori", che sono riscontrabili ovunque: nei politici, negli imprenditori, nei magistrati, ed ora scopriamo anche negli squatters!
Giusto: gli squatters?
Si definiscono anarchici, ma non lo sono, nè per mentalità nè per comportamenti.
Si definiscono professionisti dei Centri Sociali, ma hanno poco da dividere con quei giovani, ancorchè "diversi", che gestiscono e vivono nei centri sociali.
Si definiscono di sinistra, ma contestano proprio il governo di sinistra.
Odiano i giornalisti, odiano i poliziotti, odiano i politici.
E, secondo loro, come dice ancora il grande Gino Bartali, "tutto è sbagliato, tutto è da rifare".
Ma come? Come dicono loro, gli squatter: spacchiamo questo, spacchiamo quest'altro, rompiamo tutto. Il loro motto, a quanto pare, è quello della distruzione. Per poi ricostruire ... meglio?
Loro si sentono i "Migliori".
E convinti di questo si sentono autorizzati a spadroneggiare mettendo in scacco cittadini inermi che, questi sì, sono emarginati, perchè non riescono ad ottenere di essere difesi convenientemente dallo Stato.
E' giusto che il ministro Napolitano dica che la manifestazione di Torino non è stata ... drammatica (anche se la ragazza col timpano sfondato non la pensa allo stesso modo) ma ci auguriamo che in cuor suo non sia così ottimista. Potrebbe essere pericoloso lasciare avanzare la violenza gratuita di chi si sente "Migliore".
Isolarli non dovrebbe essere difficile. E perchè no cercare di capirli. Ma senza debolezze.
Questi "occupanti di cantine" (appunto gli squatter) sono circa 5.000 in tutta l'Italia, e da questi occorre detrarre i "soci" di diversi Centri Sociali, dove la violenza non è il credo. I duri sono un centinaio, di cui 15 in galera.
Il problema vero, quindi, non è opporsi ad un manipolo di delinquenti, ma evitare che il manipolo si ingrossi.
Bisogna capirli, non nel senso di sopportazione e quindi senza buonismo, ma di studio sociale e morale, per evitare che altri giovani in un'Italia tanto affamata di posti lavoro non finiscano per dover scegliere tra criminalità organizzata (mafia, camorra, ndrangheta) e violenza organizzata, saltando lo Stato, che non viene neppure preso in considerazione.
Capirli per evitare di emarginare i cittadini onesti, così come è accaduto a Torino e come accadrà in ogni città in cui questi sedicenti "Migliori" vorrano esibirsi, chiedendo che stiano lontani poliziotti e giornalisti, dei quali hanno bisogno vitale per apparire e quindi per promuoversi e crescere.
Un obiettivo dichiarato, visto che hanno una radio, che fanno pubblicazioni estemporanee, che hanno siti in Internet.
Francesco Canosa
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Workshop internazionale
a Firenze sulla
Programmazione
energetica territoriale
Il 23 Aprile 1998 si terrà a Firenze nel Palazzo degli Affari, Piazza Adua 1, il Workshop Internazionale sulla Programmazione Energetica Territoriale.
Il Workshop organizzato sotto l'egida dell'Assessorato all'Ambiente della Re-gione Toscana e da REA/Cesvit, rinnova l'impegno dell'Agenzia Regionale iniziato con l'organizzazione della Conferenza Regionale sull'Energia del Giugno 1996 sul terreno ancora po-co sviluppato della Programmazione Energetica.
A partire dalla Conferenza del 1996 dedicata allo sviluppo delle Energie Rinnovabili, all'analisi dell'Impatto ambientale delle attività energetiche e appunto alla Programmazione sono se-guiti l'approvazione da parte del Consiglio Regionale della Toscana della legge 45/97 e l'inizio di attuazione della parte Informativa del PER (Piano Energetico Regionale) affidato alla REA ed all'ENEA in collaborazione col Dipartimento Energia dell'Assessorato all'Ambiente.
Il
PER prevede tre fasi: una Informativa in atto, una di Indirizzo e una Finanziaria.
Le scelte della Giunta Regionale Toscana sono al riguardo risultate estremamente tempestive dato la recente entrata in vigore della Legge Bassanini sul decentramento amministrativo che ha attribuito alle Regioni una esplicita funzione di pianificazione e programmazione in campo energetico assegnando loro strumenti attuativi ed autorizzativi per la localizzazione degli impianti inferiori a 300MW termici.
Ciò consentirà la necessaria armonizzazione delle politiche energetiche ed ambientali prevedendo che solo le funzioni di interesse nazionale siano mantenute allo Stato lasciando al sistema regionale e locale tutte le funzioni che residuano da quelle centrali.
Il Workshop che vedrà la partecipazione delle consorelle Svedesi (Vasternorrlands) e Finlandesi (Mikkeli) della REA Toscana si propone di esplorare anche nel confronto con esperienze internazionali nell'ambito europeo, il ruolo strategico che le Regioni potrebbero svolgere nello sviluppo delle energie rinnovabili per la natura tipicamente "territoriale " di queste ultime.
D'altra parte se le fonti rinnovabili restano un obiettivo prioritario di politica energetica anche nel documento del Governo al punto tale da avere la precedenza nel dispacciamento degli impianti e per gli incentivi finanziario/fiscali, la tendenza attuale è ancora quella di una centralizzazione degli strumenti e delle funzioni autorizzative a livello centrale per gli impianti di produzione elettrica di grossa taglia. Al riguardo c'è anche il rischio che per alcuni sistemi di alimentazione come i rifiuti (RSU anche non trattati) le scelte centralizzate conducano a pregiudicare qualunque scelta programmatoria a livello regionale non solo sull'energia, ma anche in importanti settori di interesse ambientale.
La presenza al Workshop del Sen. Carpi, Sottosegretario all'Industria con delega sull'Energia, e di molti rappresentanti di Enti energetici nazionali, rappresenta una sicura garanzia di livello elevato nel dibattito in corso sulla politica energetica del Paese. Nella sola Toscana gli impianti già autorizzati nella graduatoria CIP 6 rappresentano una potenza elettrica di circa 1450 MW cioè il 50% della attuale potenza totale data dalla somma di ENEL (2350MW) e Autoproduttori (550MW). Una regionalizzazione delle graduatorie ammesse dal CIP 6 è ormai indispensabile, consentendo in tal modo il recupero degli interventi non realizzabili anche con l'utilizzo delle graduatorie successive alla sesta privilegiando le fonti a minore impatto dal punto di vista delle emissioni climalteranti.
Per esempio la produzione di energia elettrica in cogenerazione dovrebbe essere più favorita se asservita ad impianti di teleriscaldamento che garantiscono una diminuzione della CO2 prodotta nella linea degli impegni assunti anche dal nostro Governo nella Conferenza Internazionale di Kyoto.
Riccardo Basosi
Pres.Com. Sci. REA/Cesvit
Ormai non si
può credere nemmeno ai proverbi!
Che si fossero perduti i "valori", lo sapevamo, ma che si negasse anche l'importanza di un proverbio, non avremmo mai potuto crederci!
Un esempio lo abbiamo pronto.
La violazione del proverbio che dice "Chi tace acconsente".
Questi i fatti.
Due settimane addietro abbiamo dato ampio rilievo alla denuncia di Gian Carlo Brundi, presidente della Mercafir spa (che gestisce il mercato alimentare ed ortofrutticolo di Novoli) relativa al "silenzio" delle Istituzioni sulla partecipazione all'aumento di capitale della stessa Mercafir.
Nessuno ha ritenuto di dover fornire una risposta. In particolare Regione, Provincia di Firenze e Camera di Commercio.
Un "segnale" è venuto solo dalla Centrale del Latte, intenzionata a stabilire rapporti di collaborazione con la Mercafir (v. L'attenzione n. 1274).
E allora abbiamo pensato di "stanare" qualche protagonista, in questo caso al negativo.
Non è
stato difficile, comunque, colloquiare con l'assessore regionale all'agricoltura
Moreno Periccioli. Che, d'altra parte, è persona simpatica e disponibile.
Allora, assessore, perchè nessuna risposta alla richiesta della Mercafir?
Perchè una risposta non c'è...
Come sarebbe a dire?
La Regione non acquisirà nessuna partecipazione nel capitale della Mercafir.
Punto e basta?
No. C'è una spiegazione che non ho difficoltà
a fornire. La strategia della Regione si va orientando verso l'uscita dalle
società di gestione
e quindi non vedo come possa entrare in qualche società, anche se
ne fa richiesta.
Ci sembra una decisione drastica che non tiene conto del ruolo sociale che svolge la Mercafir.
Ma la Regione non partecipa neppure ad altre strutture similari che operano in Toscana.
Oltretutto, dobbiamo tener conto anche delle indicazioni dell'Unione europea che non ci consente questo tipo di partecipazione.
Eppure la Regione è entrata nel capitale sociale della Coop Il Forteto?
C'era una motivazione precisa: favorire la quotazione in borsa di quella struttura.
Ci sembra che la Regione sia presente, seppure indirettamente, in diverse strutture che operano nel campo dell'agricoltura.
Si tratta di partecipazioni della Fidi-Agricola, che deve essere considerata una struttura privata.
Assessore Periccioli, provi a dare una risposta a questa domanda: cosa farà la Regione Toscana quando sarà costretta, come previsto, ad assumersi l'onere del Centro Carni di Chiusi, del Mercato ortofrutticolo di Pisa e del Mercato dei fiori di Pescia?
Sarà soltanto per un periodo di transizione molto
breve. Infatti, saranno ceduti, in maniera piuttosto rapida, a privati o
cooperative
Lei lo sa che il 20 aprile la Mercafir chiuderà il macello al suo interno non avendo le risorse finanziarie per adeguarlo alla normativa della 626?
Lo so, ma la Regione non può entrare nel merito.
Sa anche che un suo collega si è impegnato a trovare una soluzione per i lavoratori della coop che si occupano del macello quando resteranno senza lavoro?
Questo non mi risulta. Ma nutro profondi dubbi che ciò possa avvenire.
Vogliamo provare a trarre una conclusione?
La Mercafir ha tutte le caratteristiche di un'azienda privata.
Potrà avere rapporti con il Comune, con la Camera di Commercio, con investitori privati, ma non mi pare ci sia spazio per un rapporto tra la Mercafir e la Regione.
Donatella Della Queva
Legge Bassanini: presentata la prima relazione del Difensore Civico della Toscana
Tributi, multe, scuole chiuse, sono 178 le pratiche aperte in pochi mesi nei confronti degli uffici periferici dello Stato. Presentata dal Difensore Civico regionale ai presidenti di Camera e Senato la prima relazione sull'attuazione della legge Bassanini.
"I cittadini- dice Romano Fantappiè, Difensore Civico regionale- hanno iniziato a conoscere le nostre nuove competenze solo negli ultimi mesi del '97, ma le pratiche aperte sono state ugualmente numerose e tutte molto importanti". Nel caso della Prefettura sono stati molti i cittadini che si sono rivolti al Difensore Civico per l'ineguatezza delle motivazioni fornite dalla stessa Prefettura nel respingimento dei ricorsi presentati contro le multe per infrazioni al codice della strada.
Solo a Firenze, nel 1997, ci sono stati più di 30.000 ricorsi che ,tramite l'intervento del Difensore civico, hanno ottenuto dalla Prefettura la soluzione del problema con la relativa modificazione e chiarificazione dei moduli delle ordinanze e delle ingiunzioni. Anche nei confronti dell'Ufficio provinciale Iva, della Direzione generale delle entrate e dell'Ufficio Imposte, l'intervento del Difensore Civico è valso ad ottenere atti più comprensibili, tempi di attesa meno lunghi, nonchè la correzione degli importi da pagare.
Il Difensore civico è anche intervenuto nei rapporti
tra i Comitati scolastici ed i Provveditorati per la chiusura di
alcuni istituti scolastici
ed il conseguente spostamento degli alunni in altre scuole.
Anche per quanto riguarda la sanità il Difensore civico ha fatto in modo che i cittadini "contagiati" potessero reperire facilmente la documentazione da presentare per la richiesta di risarcimento al Ministero della Sanità."
Bisogna ringraziare- ha sottolieato Fantappiè- il Presidente della Giunta, del Consiglio Regionale ed il commissario di Governo per averci aiutato ad attuare le nuove competenze. Inoltre va ringraziato anche il ministro Bassanini che si è reso disponibile ad aiutarci a risolvere problemi relativi alle amministrazioni centrali dello Stato che sarebbero di competenza del Difensore Civico nazionale non ancora istituito".
"L'attuazione della Bassanini- ha continuato Fantappiè- ha permesso di creare una rete di collaborazione fra i Difensori Civici locali ed il Difensore Civico regionale, nell'interesse del cittadino e dei suoi problemi".
red. com.
Il ministro Lamberto Dini inaugura a Firenze
il "camminamento" sulle mura d'Oltrarno
Servizio di Ketty Canosa
E'
stato inaugurato domenica scorsa dal ministro Lamberto Dini "il camminamento"
sulle mura d'Oltrarno, fiore all'occhiello dell'intervento di recupero ambientale
e culturale realizzato dalla Firenze Parcheggi con la realizzazione di un
parcheggio in piazza della Calza a Firenze.
Il camminamento si svolge sulle antiche mura trecentesche per circa centocinquanta metri dal torrino laterale alla stanza di vedetta della Porta Romana: è questo l'unico punto in città dove fiorentini e turisti possono concretamente passeggiare sulle antiche mura risvegliando emozioni che ci legano ad un passato di cui vorremmo saperne sempre di più.
Andiamo indietro nel tempo, precisamente al 1875, a quel clima culturale che aveva portato il Poggi a demolire le mura della città in riva destra d'Arno ed alle proposte per la demolizione delle mura intorno a Porta Romana.
Fu lo stesso Poggi a redarre un piano in virtù di un progetto delle Regie Fabbriche nel quale si sosteneva la demolizione del complesso conventuale della Calza.
Per fortuna tali proposte sono rimaste inattuate e questo costituisce stimolo ancora maggiore per valorizzare quanto la storia ci ha restituito immutato nei secoli, quel percorso che gli armati della città di Firenze hanno percorso prima di noi a difesa della città stessa.
Il presidente della Firenze Parcheggi,
Eugenio Giani, ha attribuito al ripristino della "passeggiata"
storica buona parte
del significato della realizzazione del parcheggio, ponendola come
condizione contestuale già nella prima convenzione siglata fra il
Comune e la Firenze Parcheggi nel dicembre del 1993, quando era ancora assessore
alla mobilità.
Successivamente quando la convenzione è stata modificata tre anni dopo si invitava l'amministrazione comunale e la società concessionaria "ad attivarsi in tutte le forme possibili e col massimo impegno perchè la conclusione dei lavori fosse contestuale fra il parcheggio ed il camminamento sulle mura".
All'inaugurazione del parcheggio (dicembre 1997) segue adesso anche quella di questo angolo sicuramente così "pregiato" della nostra città. Il camminamento offre una visione dell'Oltrano e del centro storico sconosciuta che richiamerà l'attenzione della gente e susciterà entusiasmo e meraviglia così come è stato per tutte le persone che hanno partecipato alla sua inaugurazione insieme al presidente della Firenze parcheggi Giani, al sindaco di Firenze Primicerio ed al ministro Lamberto Dini, accompagnato dalla sua consorte. Oggi il recupero del camminamento, insieme al riordino di "via Lungo le mura" attrezzata per la sosta, il restauro della cinta muraria, la nuova pavimentazione di piazza della Calza, il restauro del convento omonimo, offrono a questo angolo così delicato ed importante d'Oltrarno un profilo di insieme così trasformato e recuperato da non poter suscitare che parole di elogio.
Per ora si è trattato di recuperare solo un pezzo dell'antico camminamento, ma l'auspicio è quello di poter proseguire nei lavori di recupero riuscendo ad aprire al pubblico anche la zona di collegamento con il confinante Giardino di Boboli.
Il ministro Dini ha avuto parole di apprezzamento
per l'iniziativa che "restituisce a Firenze una delle più belle
vedute e che contribuisce ad avvicinare ancora di più i turisti,
italiani e stranieri, a questa splendida città".