L'ATTENZIONE

Editoriale

Senza partiti, politica allo sbando

 

I recenti episodi politici, nazionali e locali, hanno rafforzato la nostra convinzione della necessità di dare alla politica l'antica dignitosa casa dei partiti.

Le alchimie di Antonio Di Pietro e Francesco Cossiga sono emblematiche per capire che la politica è diventata un optional temporaneo per scopi personali.

Le vicende legate alla solenne promessa di matrimonio tra CCD e CDU tradita prima ancora di essere realizzata sono un altro segnale allarmante.

Ma, per restare alle cose a noi più vicini per area geografica (ovvero la Toscana) due episodi meritano di essere segnalati.

Il neo segretario regionale del CCD, Paolo Benini (45 anni, senese, medico-psicologo) che ha maturato un'esperienza come segretario provinciale dello stesso CCD dal 1994, ha fatto sapere che lui è cordialmente "nemico" del CDU.

Ed Elda Colombo, segretaria provinciale del Partito dei Liberali Democratici, sostiene che "il congresso del CCD toscano ha aumentato, se ve ne fosse stato bisogno, la confusione che regna nel partito impegnato a ribadire la fedeltà al Polo e nello stesso tempo a ritagliarsi uno spazio nel cosiddetto ''Polo di Centro'', per essere pronto a governare di qua e di là".

Ma CCD e CDU non si erano scambiata la promessa di costituire un organismo unico di cristiano-democratici?

E poi, andiamo a vedere che cosa è successo al congresso regionale dei giovani Popolari: si sono spaccati letteralmente, non perchè, come qualcuno ha suggerito, hanno adottato i metodi della vecchia DC, ma perchè non hanno capito l'importanza della politica e privi di un Partito (con la P maiuscola) all'antica che sappia dare indicazioni e direttive, vanno dove li porta il ... vento, che essi stessi si sono scelto!

Il nostro concetto pro-partiti non solo è rimasto patrimonio di Pds ed An (che non hanno smantellato le strutture periferiche, perchè in esse continuano a crederci!) ma sta per diventare patrimonio anche di Forza Italia che, dopo la balordaggine del Club, ha capito che deve organizzarsi sul territorio come un vero partito.

Solo così le direttive e le linee strategiche possono avere un senso.

Volete un esempio?

Dove c'è il partito (leggi Pds) ci sono regole. Così anche se un candidato (giusto per fare un riferimento reale) come Di Pietro può non essere gradito, ma viene paracadutato nel Mugello, la base per rispetto al partito lo vota.

E non vi sembra strano che proprio lui, Di Pietro, che è diventato senatore per disciplina di partito, adesso neghi anche l'esistenza ai partiti?

Noi siamo coerenti: abbiamo sempre creduto nell'importanza dei partiti e continueremo a crederlo.


Francesco Canosa

 

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L'ATTENZIONE

Nuovo assetto Giunta regionale toscana

 

Cambia l'assetto della Giunta regionale della Toscana. Queste le principali novità: rappresentanza esterna e di collegamento con il Consiglio regionale attribuiti alla vicepresidente Marialina Marcucci e all'assessore alla presidenza Paolo Fontanelli.

Inoltre è stato realizzato l'accorpamento delle politiche formative con le politiche del lavoro e l'occupazione; l'accorpamento delle politiche di attuazione della legge Bassanini con quelle dell'organizzazione della macchina regionale.

Queste le nuove attribuzioni della Giunta:

Presidente: Vannino Chiti;

Marialina Marcucci: vicepresidente, turismo, progetti comunitari e statali, emigrazione, comunicazione, multimedialità e tecnologia;

Paolo Fontanelli: assessore alla presidenza, rapporti con il Consiglio regionale, concertazione, intese istituzionali di programma e patti territoriali, protezione civile;

Tito Barbini: urbanistica, trasporti, viabilità, casa;

Paolo Benesperi: istruzione e formazione, politiche del lavoro;

Franco Cazzola: cultura della legalità, sistema informativo, patrimonio di interesse storico, istituzioni culturali, spettacolo e ricerca;

Claudio Del Lungo: ambiente;

Fabrizio Geloni: bilancio, finanze, credito, programmazione;

Paolo Giannarelli: coordinamento dell'attuazione delle politiche comunitarie, organizzazione e rapporti con i cittadini, rapporti con gli enti locali, attuazione della legge 59/97 (Bassanini);

Claudio Martini: diritto alla salute;

Moreno Periccioli: agricoltura, foreste, caccia e pesca;

Simone Siliani: politiche sociali, sport e tempo libero, cooperazione allo sviluppo e politiche della pace;

Michele Ventura: attività economiche e produttive.

 

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L'ATTENZIONE

Rivedremo i tram per le strade di Firenze?

E' vero: la storia si ripete. O meglio, tende a ripetersi.

Nella foto che pubblichiamo in questa pagina si vedono lavoratori impegnati in piazza Duomo a rimuovere le verghe che consentivano il passaggio dei tram.

Era il 1955 ed avanzava perentoria l'idea di privare la città di questi mezzi di trasporto.

Oggi molte cose stanno cambiando.

Nei giorni scorsi, a Padova, si è svolta una riunione di Comuni e Aziende, promossa da Federtrasporti e Anci con l'obiettivo di accelerare i tempi per la realizzazione delle tranvie rapide previste a seguito dei finanziamenti stabiliti dalla legge 211/92.

I Comuni che risultano più vicini all'avvio dei lavori sono Padova e Palermo, dove le amministrazioni locali si avvalgono di Acap e Amat (le aziende di trasporto pubblico).

Il Presidente dell'Ataf, Aldo Frangioni, presente alla riunione patavina, ha illustrato la situazione di Firenze; mentre il Direttore Generale Ataf, Bernardo Vatteroni, ha relazionato sull'attività del gruppo di lavoro insediato da Federtrasporti per seguire le aziende nel dare il massimo apporto alla concreta attuazione dei progetti di realizzazione delle tranvie.

In questa intervista Frangioni ha "riassunto" il suo pensiero in merito.

Intanto, perché si riparla di tram?

C'è una positiva esperienza all'estero che lascia ben sperare. Molte città straniere (Zurigo, Bilbao, Grenoble, Strasburgo, ecc) infatti hanno risolto gran parte dei loro problemi di mobilità e di traffico con la realizzazione di linee tramviarie in sede protetta accompagnata da un riordino urbanistico di parti di città.

E il nostro Paese come si muove?

In Italia fu varata nel 1992 una legge, la 211, con la quale venivano stanziati 3.000 miliardi per finanziare la costruzione di tranvie e metropolitane. A distanza di sei anni con quei soldi solamente a Roma sono stati posti in opera dei binari di tranvia, nelle altre realtà siamo ancora alla fase di progettazione.

Eppure l'esperienza straniera cui Lei faceva riferimento potrebbe essere di esempio!

E' vero. A Grenoble, infatti, nel 1983, si tenne un referendum cittadino per sapere se la costruzione della tranvia era gradita o meno ed a seguito dell'esito positivo di questa consultazione nel 1987 aprirono i primi 8,8 chilometri della linea A.

Perché in Italia si ... frena?

Prima abbiamo dovuto fare i conti con l'incertezza fra l'opzione metropolitana e quella tranviaria, poi con un iter burocratico estenuante. Questi due handicap hanno certamente contribuito a realizzare montagne di carte e quasi nessuna realizzazione.

Ma dobbiamo forse domandarci anche, in un periodo nel quale tutti siamo convinti di procedere speditamente verso il federalismo, se le nostre amministrazioni comunali siano in grado, per l'organizzazione e le normative che le caratterizzano, di realizzare in tempi rapidi progetti di questo tipo, provando le risorse finanziarie necessarie ad integrare i fondi nazionali. Al contempo, quasi ovunque, le aziende di trasporto vengono in seconda battuta, quando non sono tenute ai margini di questi progetti.

D'altra parte una linea tranviaria che non sia integrata nel sistema complessivo del trasporto pubblico sarebbe destinata a non incidere in modo decisivo sull'assetto della mobilità.

Ma le aziende dovrebbero essere in prima fila...

E' evidente che, per la realizzazione e la gestione successiva, non si può prescindere dal coinvolgimento delle aziende di trasporto su gomma, sia pure con modalità e strutture da definire, per poter veramente assicurare un sistema integrato della mobilità urbana in grado di sconfiggere finalmente il traffico caotico che assedia le nostre città.

Ogni soggetto interessato dovrebbe svolgere i compiti che più corrispondono alle proprie caratteristiche.

I Comuni dovrebbero pensare alla riorganizzazione del tessuto urbanistico: la costruzione di una tranvia è una grande occasione di riqualificazione della città, come ci insegna ad esempio l'esperienza di Strasburgo.

Le aziende di trasporto pubblico, che hanno competenze tecniche e capacità imprenditoriali, possono essere i soggetti incaricati di realizzare e gestire le tranvie.

 

Marilena Milani

 

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L'ATTENZIONE

 

Arte e ospedale

Parte dalla Toscana un progetto pilota per rendere gli ospedali più a misura d'uomo attraverso l'interazione tra l'espressione artistica e i luoghi di cura.

Strutture sanitarie pensate in funzione del malato, inteso come essere umano, puntando a migliorare l'ambiente di degenza e la relativa collocazione nell'ospedale.

La proposta di progettare l'arte visiva in ospedale è venuta dall'artista Mimmo Roselli nel corso del convegno Arte e Ospedale (che si è chiuso il 28 marzo scorso dopo tre giorni di dibattito sulle esperienze internazionali) "con il fine di mettersi in relazione a una nuova visione del rapporto fra uomo e ospedale".

Un'idea che trova pienamente d'accordo l'assessore alla sanità della Regione Toscana (promotrice del convegno) a portare avanti questo progetto: "Si tratta di un segnale da raccogliere per migliorre il comfort del malato ricoverato in ospedale, ripensando la sua relazione con il luogo di cura e rendendola più umana e gradevole".

Se ancora manca la scelta dell'ospedale toscano su cui avviare questa esperienza innovativa, Martini assicura che "l'assessorato alla Sanità si attiverà quanto prima per individuare tempi, modi e sede di questo progetto in accordo con l'assessorato alla Cultura e con gli artisti che saranno coinvolti", ribadendo che "la Regione crede molto in questo progetto".

Da parte sua Roselli sottolinea come ogni ambiente in cui l'uomo si trovi a vivere e a operare, a partire da un luogo di sofferenza come l'ospedale, "debba contenere quelli che sono gli elementi di vita, che vanno dal quotidiano al fantastico, all'immaginario".

Secondo Roselli, nelle nostre strutture sanitarie "manca l'attenzione verso l'immaginario e questa funzione può essere svolta senza dubbio dalle arti visive".

 

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L'ATTENZIONE


Difesa dei viaggiatori ferroviari

L'Associazione consumatori utenti (ACU) si è costituita parte civile, insieme all'Associazione utenti trasporto pubblico (UTP) nel procedimento di patrocinio ai viaggiatori coinvolti nell'incidente ferroviario di Castello.

Per quanto riguarda l'ACU di Firenze c'è la disponibilità ad assistere chiunque abbia subito danni alla persona e alle cose, tramite il proprio ufficio legale presso l'Associazione consumatori utenti - Consiglio di Quartiere n. 4, via Assisi 20 - Firenze, tel. 055/2767142, tutti i mercoledì lavorativi dalle 17 alle 19.


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