L'ATTENZIONE

Editoriale

Fine del dolore per ... decreto!

Il clan che vuole libero Sofri è molto agguerrito. Sta tentando di percorrere tutte le strade che la fantasia può offrire. E addirittura vorrebbe stabilire per ... decreto la durata del dolore.

Parliamoci chiaramente: come cittadino non mi oppongo all'idea che lo Stato perdoni un terrorista (almeno come ritiene la magistratura), concedendogli la libertà dopo 20 anni di carcere, ma pretendo che quello stesso Stato, così magnanimo verso chi ha ucciso o comandato di uccidere,

tolga ai parenti delle vittime il dolore che quell'atto criminoso determinò.

In parole povere, se il colpevole di assassinio deve lasciare il carcere dopo 20 anni di detenzione, occorre che le sue vittime viventi abbiano "scontato" anch'essi il dolore patito.

Si tratta, allora, di stabilire un nesso tra aspirazione alla libertà del criminale ed aspirazione a non provare più dolore della vittima.

E allora c'è da chiedersi: quanto dura il dolore di una persona a cui hanno ucciso un parente? 20 anni, 10 anni, oppure tutta la vita? E se quel parente vittima del terrorismo decidesse di suicidarsi perchè non regge al dolore, al criminale cosa si concede? l'immediata libertà perchè il morto non soffre più oppure gli si chiede di suicidarsi, per parità di pena?

Alle stramberie della politica siamo abituati da una vita, anzi anche prima della vita, per aver letto di efferatezze le più diverse. Ma non avevamo mai avuto sentore che il lagislatore potesse stabilire per decreto la durata del dolore!

Se non è il colmo per una coscienza civile, siamo ormai vicino. E questo perchè lo Stato, proprio quello che vorrebbe fare una legge per mettere in libertà per scadenza del dolore altrui i terroristi, è lo stesso Stato che non crede nelle proprie Istituzioni, ovvero nella propria magistratura che è quella che stabilisce le colpe e le pene!

Non siamo, come qualcuno vuole gabellare, di fronte ad una coscienza cristiana che deve perdonare (e da quando in qua Pds e Rifondazione Comunista non sono più marxisti ma ... cristiani!) ma di fronte alla vergognosa offesa di chi ha sofferto e soffre perchè hanno avuto parenti ed amici uccisi barbaramente.

Che sia la Cassazione a stabilire se Sofri e compagni debbano essere o meno processati di nuovo.

E i parlamentari abbiano rispetto della magistratura e delle sue decisioni e lascino che le vittime del terrorismo continuino a sentire il loro dolore senza dover essere costretti a farlo cessare ... per decreto.

Francesco Canosa

 

Torna al sommario

 


 

 

L'ATTENZIONE

Consiglio delle Autonomie:

proteste dalla Provincia di Firenze

Siamo stati facili profeti la settimana scorsa quando, riferendo sul varo del Consiglio delle autonomie da parte del Consiglio regionale avevamo annunciato probabili proteste dal Consiglio provinciale.

E queste sono giunte puntualmente!

In una nota diffusa alla stampa, infatti, Eugenio Scalise (Pds), Presidente del Consiglio provinciale e coordinatore nazionale dei Presidenti dei Consigli provinciali, ha scritto testualmente:

"Non disconosco la piena rappresentatività dei presidenti delle Giunte Provinciali, che communque siederanno nel nuovo organismo né pongo una questione di rappresentanza territoriale, ma è evidente che nel Consiglio delle autonomie mancherà un livello elettivo. E questo è ingiusto e discriminante nei confronti delle assemblee e di chi le ha elette."

"Doveva essere trovato un equilibrio più giusto perché è evidente che non è equo aver attribuito 25 seggi ai consigli comunali e nessuno a quelli provinciali. Tanto più perché la questione era stata sollevata da me e dalla collega Daniela Lastri ed il Consiglio regionale non ha tenuto conto del problema".

"Sono molto preoccupato ecco perchè ho convocato per il prossimo 31 marzo i presidenti dei Consigli provinciali della Toscana per decidere quali iniziative assumere in concreto a fronte della discriminazione patita".

E poichè Scalise teme che anche altre regioni adottino leggi come quella della Toscana e che si metta così in discussione il ruolo delle assemblee provinciali, in tal modo per svuotare di ogni importanza le Province, ha espresso queste preoccupazioni nel recente seminario nazionale di Crotone sul "ruolo delle assemblee elettive nel processo di riforma in atto", convocato dall'UPI, alla presenza del vice-presidente della Camera dei Deputati Acquarone.

Scalise ha affermato di temere che "la strada intrapresa possa sconvolgere il sistema democratico perdendo i tratti fondamentali del significato originario".

Scalise ha fatto riferimento altresì agli emendamenti proposti in Bicamerale che vedrebbe disperdere la realtà delle Province.

"Dal complesso delle proposte di Anci e Regioni - ha detto Scalise a Crotone - emerge un quadro di rafforzamento eccezionale degli organi monocratici i quali, oltre ai poteri propri assumono anche i poteri degli organi assembleari di Senato e consigli regionali delle autonomie"

E una vibrata protesta viene anche dal PPI. Gianluca Parrini, capogruppo al Consiglio provinciale scrive: "

"L'approvazione da parte del Consiglio Regionale dell'istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali che esclude, del tutto incomprensibilmente, i rappresentanti dei Consigli Provinciali della Toscana, rappresenta un atto di guerra ed una ingiustificata discriminazione nei confronti delle Assemblee Elettive Provinciali.

La legge approvata, oltreché contraddittoria perché prevede nel costituendo Consiglio unicamente la presenza dei rappresentanti dei Consigli Comunali, è in palese contrasto con il nuovo Statuto Regionale che al contrario chiarisce in modo inequivocabile come il Consiglio delle Autonomie Locali debba essere espressione dei Consigli Provinciali e Comunali".

C'è da sottolineare che in occasione dell'approvazione della legge in Consiglio regionale, il capogruppo del PPI Olivo Ghilarducci ha dato il parere favorevole, ma ha preso le distanze dalla decisione di lasciar fuori i Consigli provinciali.

 

Torna al sommario

 


 

 

 


L'ATTENZIONE

Ambiente: un futuro più vicino alle esigenze dei cittadini

Non si può essere che soddisfatti dell'esito dei lavori della II Conferenza nazionale delle agenzie ambientali, che si è svolta a Firenze il 24 ed il 25 scorsi.
Non solo per i positivi risultati ottenuti dal confronto delle esperienze accumulate dalla Regioni in questo settore, vitale per le popolazioni, ma anche per il doppio annuncio fatto, proprio a Firenze, dal ministro dell'ambiente Edo Ronchi.
In primo luogo Ronchi ha avvertito le regioni mancanti all'appello (Lombardia, Lazio, Abruzzo, Molise, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) che se non costituiranno rapidamente le Agenzie regionali per l'ambiente nominerà un Commissario ad acta.
Seconda notizia, interessante per Firenze (e non solo) sono pronti 24 miliardi per completare il depuratora di San Colombano. Quello che manca - ha precisato il sindaco di firenze Mario Primicerio - potrà essere reperito nel bilancio comunale.
Meglio di così!
Grossi i progetti sono stati esposti anche da parte del Presidente dell'ANPA (l'agenzia nazionale che coordina il lavoro delle agenzie regionali) Walter Ganapini.
Innanzitutto il Presidente dell'Anpa pone l'accento sulla futura attività tecnica con il Ministero dell'Ambiente, sulla stesura della relazione sullo stato dell'ambiente, sul pronto intervento sul territorio, sulla creazione di una linea verde per l'informazione al pubblico. In due parole "passare dall'attuale stato di non agenzia a quello di agenzia".
Una prova del fuoco non facile, quella che aspetta il nuovissimo gruppo dirigente dell'agenzia, composto oltre che da Ganapini, da Vanni Bulgarelli e Pippo Onufrio, nominati da poco più di un mese.
Primo obiettivo vuol esser quello di fare dell'Agenzia una struttura di pronto intervento ambientale, cosa fino ad oggi impensabile.
I primi impegni invece saranno incentrati nel tentativo di far confluire importanti competenze dello Stato all'interno della stessa Agenzia.
Ma per fare l'Agenzia che non c'è occorre in primo luogo costruire la rete, portare di corsa a lavorare in maniera intensiva le 12 agenzie regionali che mancano: otto sono operative, per cinque c'è almeno la legge, ma, elenca il presidente Anpa, manca tutto o quasi il Mezzogiorno e la Lombardia. Le Arpa saranno "le terminazioni nervose del Sina, il sistema informativo nazionale ambientale, che è stato trasferito in questi giorni all'Anpa".
"Accanto al Sina ci saranno anche le nostre reti nazionali di monitoraggio. La prima, quella sulla radioattività, la stiamo mettendo in piedi e sarà un gioiello, con le due stazioni di Capocaccia e Tarvisio ed una terza da decidere nel Mezzogiorno. Poi ci saranno le reti di monitoraggio sull'acqua, sul benzene e sull'inquinamento elettromagnetico, reti gestite nazionalmente".
Le notizie raccolte sul territorio serviranno alla redazione di politiche ambientali "basate su dati di fatto".
Problemi invece nel rapporto con l'Agenzia europea, nei confronti della quale l'Anpa si trova in una posizione quanto meno disastrosa. Diventa quindi importante lavorare per prima cosa per affermarsi come national focal point. Successivamente sarà importante sviluppare i principali punti di eccellenza territoriale già individuati. A Venezia sulla radioattività lagunare, per costruire i percorsi di risanamento, a Reggio Calabria per il centro di monitoraggio sui rifiuti, ecc..
E le Arpa? In questi territori si sente una presenza dell'Anpa anche sul territorio... "Anpa deve essere in rete con le Arpa - commenta Ganapini - ma ci deve essere. Dove ci saranno forti competenze delle agenzie regionali lavoreremo con loro. C'è uno scambio ineguale - aggiunge - da superare".
Nasce così l'agenda delle priorità ed entro Pasqua sarà ufficiale il piano triennale ed il nuovo organigramma.
Intanto è gia stato istituito il comitato scientifico, mai fatto fino adesso, affidando il giusto peso alle aree giuridico -economica e sociologico-territoriale. Con ogni probabilità il presidente del comitato sarà Emilio Gerelli.
Ed a livello locale non tutti sono in ritardo. Anzi. La Toscana è sicuramente all'avanguardia grazie alla sensibilità dimostrata dalla Regione (in rpimo luogo l'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo) ed all'impegno dimostrato dall'Arpat, guidata ottimamente dal suo Direttore Generale Alessandro Lippi.
"A Torino - ha detto Lippi - in un momento in cui le Agenzie già istituite si contavano sulle dita di una sola mano, scommettemmo chiaramente sulla crescita del sistema agenziale di protezione ambientale nel nostro Paese. Era una scommessa dall'esito tutt'altro che scontato, anche perché c'era sicuramente, intorno a noi, chi stava scommettendo, e persino lavorando, affinché tale crescita non avvenisse affatto. In questo ultimo anno invece, nuove Agenzie regionali, sono nate e tutte quante, quelle più anziane e quelle più giovani, sono riuscite a dimostrare di volere e sapere operare insieme, in un'ottica di sistema".
Certamente, ci sono ancora molti problemi da risolvere: varie Regioni non hanno ancora istituito le loro Agenzie; le fonti di finanziamento delle Agenzie esistenti sono ancora precarie, l'omogenizzazione sia contrattuale che culturale di un personale proveniente da molteplici e differenziati rami della Pubblica Amministrazione è tutt'altro che compiuta, ecc." Sono quindi queste le questioni importanti che il sistema ormai forte può affrontare con la decisione e la serenità necessarie e la Conferenza può essere una valido terreno di confronto".
 

Scende in campo il Pds toscano

 
Contemporaneamente alla Conferenza il PDS ha indetto una conferenza stampa sul tema Protezione e prevenzione ambientale, nella quale ha discusso di alcune delle problematiche fondamentali emerse anche dalle esperienze di gestione della protezione ambientale sin qui fatte.
Corodinata da Marisa Nicchi (consigliere regionale) e Aleandro Murras (consigliere provinciale) la conferenza ha puntato su due grandi questioni: una di carattere generale, con la necessità di creare un sistema nel quale la tutela ambientale faccia parte di un contesto più esteso, in modo da risultare un tutt'uno con il concetto di tutela della salute nel senso più ampio del termine; l'altra concernente gli indirizzi da seguire da parte dell'Agenzia, in modo da orientarla verso obiettivi precisi e seguendo un percorso che risulti in armonia anche con lo spirito della nuova legislazione europea.
Da qui discendono due punti fondamentali della rinnovata politica dell'Agenzia: la responsabilizzazione dei gestori di attività potenzialmente inquinanti, affinché diventino parte attiva nell'azione di riduzione dell'impatto delle loro attività e comunque per garantire il rispetto dei limiti di legge, assecondando così anche quanto richiesto dalla legge 626; il dispiegamento di politiche economiche fiscali e normative che favoriscano scelte a minor impatto ambientale complessivo, favorendo lo sviluppo di sinergie ed integrazioni, come ad esempio il recupero di energia nel teleriscaldamento o nella cogenerazione oppure il riciclo dei rifiuti come materie prime secondarie.
 

Donatella Della Queva

 

Torna al sommario

 

 

 


 

 

 

L'ATTENZIONE

 

MediARTech, un'occasione per entrare nel futuro

La multimedialità diventa settore strategico per lo sviluppo e l'occupazione in Toscana.

E' questo il risultato più significativo che si può attribuire a MediARTech, il salone della multimedialità che chiude domani 29 marzo.

Lo hanno annunciato l'assessore regionale alle attività produttive e economiche Michele Ventura e il coordinatore della Rete toscana per l'alta tecnologia Giuliano Bianchi, presentando alla stampa mediARTech 98, la rassegna di multimedialità, beni culturali e arti visiva che si è aperta a Firenze, alla Fortezza da Basso, il 26 marzo. Nel corso dell'incontro, presente una delegazione giapponese guidata da Isuo Sakane, presidente della regione di Ghifu, si sono definite anche le linee del primo accordo di cooperazione economica tra Toscana e Giappone.

"MediARTech" ha spiegato Ventura, "si inserisce in un vasto contesto. La multimedialità è infatti parte integrante del programma economico triennale 1998-2000 recentemente approvato dalla Giunta regionale.

E' una decisione di valore strategico che si inserisce, a sua volta, nel quadro delle politiche nazionali in coerenza con gli indirizzi enunciati dal Libro Verde sul-l'Innovazione dell'Unione Europea. Questi indirizzi sono destinati a diventare operativi con il prossimo Quinto Programma Quadro per la Ricerca e l'Innova-zione UE che ha nel rapporto tra nuove tecnologie e beni culturali uno dei suoi assi principali".

La scelta multimediale della Regione, ha aggiunto l'assessore, poggia su una sere di importanti pre-requisiti: 1) la ricerca d'eccellenza sviluppata nelle tre sedi universitarie di Firenze, Pisa e Siena, nelle aree CNR e nei tre poli della Rete regionale dell'alta tecnologia;

2) lo straordinario patrimonio di beni culturali della Toscana;

3) una fitta presenza di autori ed editori multimediali prestigiosi;

4) un ampio agglomerato di imprese di hardware, sof-tware e, soprattutto, di contenuti.

In Toscana ci sono insomma tutti i presupposti che rendono realistica la prospettiva del decollo di un settore multimediale capace di offrire anche importanti sbocchi occupazionali alle nuove generazioni.

"Ma non si tratta solo di spettacolarizzare l'arte", ha affermato Ventura, "La multimedialità e le altre tecnologie avanzate rappresentano sì il volano dello sviluppo prossimo venturo della re-gione, ma forniscono nuove armi anche alla competitività delle industrie tradizionali come quelle della moda e dell'arredamento.

Quanto a mediARTech non è una delle tante fiere del CD Rom e dei giochi elettronici che si incontrano ovunque.

Al contrario, la rassegna si tiene a Firenze e in Toscana proprio in virtù del suo radicamento territoriale. Ed è lo strumento della valorizzazione multimediale e telematica del nostro patrimonio artistico, delle nostre competenze scientifiche, della nostra struttura industriale.

MediARTech si rivolge sia agli operatori professionali, sia al pubblico in generale e dà, soprattutto ai giovani, la possibilità di accostarsi in modo critico alle nuove tecnologie: "L'obiettivo principale", ha spiegato Giuliano Bianchi, "è affermare la Toscana come regione della creatività e della ricerca multimediale.

Un obiettivo che non discende da propositi velleitari, ma che viene suggerito da alcune autorevoli personalità come il regista Gillo Ponte-corvo, l'artista Franz Fisch-naller e altri operatori culturali e scientifici che a mediARTech si sono riuniti per siglare la Carta di Firen-ze, un manifesto sulle tecnologie multimediali per i beni culturali, l'educazione e le arti contemporanee".

L'incontro stampa è avvenuto nel quadro delle tre giornate di mediARTech-EVA (Immagini elettroniche e arti visive) alle quali partecipa anche la regione giapponese di Ghifu con il suo presidente Isuo Sakane.

"Gifu", ha ricordato Bian-chi, "sta al Giappone come la Toscana sta all'Italia in virtù della sua storia e cultura millenaria. In più possiede strabilianti risorse tecnologiche. E' infatti capitale mondiale delle nuove tecnologie e sede di moltissime industrie e strutture altamente avanzate, tra le quali Softopia, un avveniristico parco-città della scienza.

Ghifu è stata pioniera nello sviluppo dei sistemi Hi-Vision all'interno dei suoi musei e della sua biblioteca centrale. Per questo realizzerà assieme alla Regione Toscana la prima cooperazione tra Europa e Giap-pone".

Il Giappone, peraltro, è l'ospite d'onore di mediAR-Tech.

 

Torna al sommario

 


 

 

 

 

L'ATTENZIONE


Livorno

Effetto Venezia

La data è fissata: l'edizione 1998 di "Effetto Venezia" si svolgerà dal 1° al 9 agosto.

Intanto si lavora alla definizione del progetto e alla programmazione spettacolare.

A tale proposito si ricorda che le realtà culturali (associazioni, gruppo o singoli operatori dello spettacolo) hanno tempo fino a martedì 31 marzo per far pervenire all'Ufficio Turismo del Comune (2° piano Palazzo Comunale, stanza n° 201) i propri progetti artistici - spettacolari.

I progetti, integrati anche da supporti fotografici e audiovisivi e completi di spesa artistica e tecnica, dovranno rispondere alle esigenze legate alla realtà del luogo della manifestazione, "La Venezia", tenendo presente l'esigenza della valorizzazione della storia del quartiere e di Livorno in generale, del legame della città con il mare e con le sue vie d'acqua, la sua "multietnicità" sia del passato sia del presente, il suo rapporto con i popoli del Mediterraneo.

Si ricorda che l'Amministrazione comunale può intrattenere rapporti professionali solo con associazioni culturali, con gruppi e con singoli operatori in regola con le iscrizioni previdenziali ed assistenziali previste dalla legge, e con le prescrizioni di carattere fiscale.

La selezione delle proposte è di esclusiva competenza del Comune che le valuterà sulla base dei contenuti, delle professionalità, dei costi, del maggiore o minore grado d'inserimento nel più complessivo quadro della festa.

Si ricorda infine che i progetti, compresi i supporti allegati, non potranno essere restituiti perché entreranno a far parte dell'Archivio dell'Ufficio Turismo per una più completa conoscenza della realtà artistica della città.

 

Per informazioni rivolgersi all'Ufficio Turismo del Comu-ne/effetto Venezia: 2° piano Palazzo Comunale, stanza n° 201 - Tel. 0586/820226.

Orario: lunedì, mercoledì e sabato dalle ore 9.00 alle 13.00.

 


Torna al sommario