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Cosa sono i partiti? Basta leggere un qualsiasi dizionario per trovare la risposta:
"I Partiti sono Associazioni di cittadini organizzate per la formazione e l'espressione della volontà politica, e per l'orientamento della pubblica opinione intorno alle esigenze ideologiche e pratiche della vita nazionale ed internazionale". I partiti, dunque, sono il principale fattore propulsivo della vita pubblica moderna. E questo quando il sistema consente un confronto di idee tra più partiti o, quando i partiti sono solo due, tra correnti (almeno due per partito) che si condizionano a vicenda. Come accade negli USA. Il bipartitismo, ancorchè basato su correnti interne, ma impostato su collegi uninominali, non riesce ad esprimere una vera democrazia, in quanto genera l'inconveniente di "localizzare" fatalmente la lotta politica sino a disideologizzare profondamente i partiti. Più partiti, invece, che si coalizzano, possono ugualmente garantire stabilità, e nello stesso tempo conservare l'ideologia che è alla base di qualsiasi Associazione. Esempi molto positivi, in tal senso, ci vengono dalla Svizzera, dalla Svezia, dalla stessa Germania federale. Una strada ideale sembrerebbe essere quella di più partiti con sbarramento elettorale per evitare il proliferare di piccoli ed insignificanti partitini. In sostanza, appare del tutto naturale consentire alla maggior parte dei cittadini di conservare ideali propri e, quindi, di ritrovarli in uno dei partiti che si affermano. Va condannata, sicuramente, come falsità storica e sociale, l'idea di coloro i quali ritengono di poter fare a meno dei partiti. Sono personaggi preoccupanti che sperano di impossessarsi dello Stato, facendo leva su sciagurate adesioni populistiche.
Ha ragione, secondo noi, Fausto Bertinotti, quando afferma che "tentare di cancellare i partiti è un'operazione antidemocratica". Bertinotti riprende, anche senza nominarla, l'intuizione che fu di Bettino Craxi, ovvero dello sbarramento al 4,5% per ridurre il numero dei partiti (44) oggi presenti in Parlamento. E sopratutto per evitare comportamenti camaleontici di personaggi in cerca d'autore, come stanno dimostrando di essere non solo leaders o pseudo tali come Buttiglione e Mastella, ma anche Cossiga, e perchè no il dirompente Di Pietro. Togliere la proporzionale e puntare tutto sul maggioritario potrebbe equivalere a consegnare lo Stato ai singoli parlamentari che non dovrebbero rispondere a nessuna logica di partito e neppure agli stessi elettori, dei quali se ne possono fregare tranquillamente almeno per tutta la durata del mandato. I cittadini saprebbero proteggersi meglio se avessero partiti di riferimento, con responsabili, sedi operative, luoghi di dibattito e di confronto.
Dire no ai partiti e dire non all'organizzazione, ma anche all'ideologia. Per vivere di cosa?
Francesco Canosa
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Orietta Lunghi e la difesa di Silvia Baraldini
Orietta Lunghi, consigliere regionale della Toscana e presidente della Commissione disagio sociale, è sicuramente una donna ostinata. Malgrado abbia dovuto superare prove difficili nella sua vita privata, è sempre pronta a lottare per gli altri. La dedizione con cui svolge il suo compito di Presidente della commissione regionale a cui è preposta, quel senso di "adesione" totale ai problemi dei deboli, degli emarginati, dei poveri, e che l'ha portata a scegliere di stare con i comunisti/e della neonata Federazione, la ritroviamo anche nella strenua difesa di Silvia Baraldini. Ecco, noi non vogliamo nulla togliere o aggiungere a quello che ha scritto Orietta Lunghi e che ci ha pregato di pubblicare. L'affidiamo, per intero, all'intelligenza ed alla sensibilità dei nostri lettori.
"Se sei sordo e cieco rispetto a ciò che succede nel mondo,
non hai alcun obbligo a fare alcunchè. Ma se sai cosa sta accadendo
e non fai altro che startene seduto sulla tua sedia, allora sei soltanto
una nullità" Assata Shakur Chi è Silvia Baraldini Silvia Baraldini é una cittadina italiana condannata
negli Stati Uniti d'America ad una pena severissima di 43 anni, pur non
avendo mai commesso reati di sangue. E' una donna provata da anni di sventure,
di ma-lattie (é stata più volte operata di tumore) e di torture
psicofisiche in carceri lager. Il governo degli Stati Uniti é sempre
rimasto insensibile a tutte le richieste fatte in base alla Convenzione
di Strasburgo, a tutti gli appelli umanitari e a tutte le pressioni dell'opinione
pubblica per estradare Silvia Baraldini in un carcere italiano. Silvia Baraldini
é nata a Roma il 12 dicembre 1947. L'ambiente familiare in cui é
cresciuta ha contribuito notevolmente alla sua formazione. Quella dei Baraldini
era una famiglia di antifascisti: uno zio era stato ucciso dalle squadre
fasciste negli anni Venti e il padre ha subito la prigionia. La sua colpa?
aver partecipato al movimento a favore dei diritti civili dei neri americani
e a quello contro la guerra del Vietnam da parte degli Stati Uniti. |
Silvia in questi giorni è in cella di rigore insieme ad un'altra detenuta in un buco di tre metri per due; dovrà starci sei mesi senza poter tenere i corsi che aveva iniziato con le detenute afro-americane, senza poter leggere, ecc. Ha commesso il "delitto" di ribellarsi, lei così fiera come sono le donne, nei confronti di un secondino sorpreso a spiarla mentre si spogliava. Sono, siamo senza parole. E senza parole è purtroppo il Governo italiano. Ma non è vero le parole ci sono. Quelle che salgono sono di sdegno più che di amarezza e di denuncia. Ma la rossa rosa, come Brecht definì la Luxemburg non è sparita. Esiste per fortuna, esiste detenuta. E noi siamo davvero dei calabroni intirizziti se accettiamo quest'ultimo insulto. Il parallelo è azzardato, la loro storia di donne e compagne è diversa e spero davvero che gli esiti siano diversi e che non venga, in altri modi, uccisa. Ma come possiamo, mi domando pensare all'8 marzo, per quello che vale noi donne della sinistra e comuniste quando Silvia patisce i rigori del cacere come compagna e come donna ? Mi domando davvero quali siano i caratteri di questa fase politica, se per lei così vera che pensarla basta, così forte da tenere ancora alta la bella testa non si muovono né le lacrime né l'attenzione che pure a livello popolare hanno mosso il sentire e l'attenzione di tanti, per la pur sfortunata principessa. Ma già Gramsci diceva che non si fa politica senza sentimento, passione e senza il passaggio tra capire - comprendere - sentire - mi domando quali di questi passaggi, se non tutti, manchino a questo vergognoso Governo. Citare Gramsci oggi è certo uno spreco ma chiedere a questo Governo italiano il conto di questa vergogna è minimale ma obbligatorio.
Rosa Luxemburg
Aderì al movimento socialista tedesco. Partecipò alla rivoluzione russa del 1905 e, al suo ritorno in Germania, fondò la Lega Spartachiana, che rappresentò l'ala di estrema sinistra nell'ambito della socialdemocrazia tedesca. Nel 1914, condannata ad un anno di carcere per "propaganda pacifista", rimase sotto custodia preventiva per tutto il corso del primo conflitto mondiale. Nel 1918 pubblicò il giornale comunista "Rote Fahne" (Bandiera Rossa). Fu arrestata nel 1919 con l'accusa di aver fomentato disordini e venne trucidata da alcuni ufficiali mentre veniva trasferita verso la prigione Moabita. |
Orietta Lunghi
La notizia l'abbiamo già diffusa via Internet con la nostra agenzia di stampa quotidiana. Merita, però, si essere approfondita perchè essa riveste una grande importanza socio-politica e, perchè no, un motivo di soddisfazione per la Regione Toscana e per il presidente del Consi-glio regionale, Angelo Passaleva. Parlamentari russi verranno in Toscana per studiare le regole della democrazia. Questo, in estrema sintesi, l'importante accordo di cooperazione siglato dal Presidente Passaleva con la Scuola di Studi Politici di Mosca. L'accordo rientra in una più generale iniziativa assunta dalla Conferenza dei Presi-denti dei Consigli regionali italiani al fine di facilitare i rapporti tra le assemblee legislative dei due Paesi, così come avviene anche con altri Paesi europei. Nel prossimo autunno, dunque, giungerà in Toscana, per un soggiorno di studio della durata di una settimana, una delegazione di venticinque giovani deputati scelti tra i membri del Parlamento nazionale (la Duma) e degli 89 parlamenti regionali della Russia. "Lo scopo della visita - dice Passaleva di ritorno da Mosca - è quello di studiare il funzionamento delle istituzioni al tema dei rapporti fra Stato centrale e Regioni sul piano legislativo. La Scuola di Studi Politici di Mosca ha infatti come finalità quella di preparare i parlamentari più giovani ad una nuova visione democratica della società, alle regole dell'economia di mercato, alla capacità di iniziativa e di autogoverno dei popoli".
"Si tratta
- ha aggiunto Passaleva - di una Scuola totalmente indipendente da partiti
politici e che ha come scopo fondamentale quello di formare una nuova classe
dirigente ed aperta alla nuova realtà della Russia che sta vivendo
una fase di passaggio da uno Stato fortemente centralista e detentore di
tutti gli strumenti di produzione ad uno Stato capace di governare lo sviluppo
di una economia fondata sulle regole del mercato e dell'iniziativa personale,
ma attento anche alle regole della giustizia sociale, della solidarietà
e della sussidiarietà". Durante il suo soggiorno in Russia (dal
26 febbraio al primo marzo), il Presidente Passaleva ha avuto colloqui con
l'ambasciatore italiano, con la viceministro per gli affari sociali (che,
lamentando una scarsa presenza di imprenditoria femminile in Russia, ha
chiesto che nel corso della visita di studio in Toscana si possa anche affrontare
tale problema e conoscere le esperienze italiane), con il vice presidente
della commissione per le istituzioni federali e la politica regionale della
Duma, con il viceministro per i rapporti con le nazionalità, con
il presidente del Centro per la politica pubblica e con la direttrice della
Scuola di Studi Politici di Mosca, signora Nemirovskaya. Negli "appunti
di viaggio" di Passaleva si trovano cose interessanti.
In primo luogo va ricordato l'incontro con l'ambasciatore
italiano a Mosca E. Scamacca del Murgo, la vice ministro
federale per gli affari
sociali e presidente dell'Associazione delle donne imprenditrici, due deputati
della Duma e la direttrice della scuola di Politica di Mosca. In tale occasione
si è avuto una ricca rassegna dei problemi della Russia attuale,
delle prospettive di sviluppo e delle possibilità di coopoerazione
con l'Italia. L'Ambasciatore si è dichiarato disponobile a collaborare
per facilitare i rapporti fra Consigli delle regioni italiane e assemblee
legislative russe. La vice ministro si è interessata molto alla imprenditoria
femminile in Italia, lamentando la scarsa presenza delle donne russe in
questo settore. Ha chiesto che nell'eventuale soggiorno di studio a Firenze
della Scuola di Politica di Mosca si affronti questo problema parlando anche
di esperienze personali. Nel corso del secondo giorno significativo l'incontro
con V.N. Lysenko, vice presidente della commissione per le istituzioni federali
e la politica regionale della Duma, insieme ad alcuni dei suoi collaboratori.
L'incontro si è svolto presso la sede del parlamento russo. E' stata fatta una dettagliata illustrazione dei rapporti fra stato federale e regioni o nazionalità confederate ed è stato fatto un confronto con la Costituzione italiana. Il vice presidente si è dimostrato particolarmente interessato al nostro sistema e gradirebbe poter fare confronti anche più circonstanziati, specialmente sulle norme riguardanti il prelievo fiscale, il finanziamento delle regioni, il sistema di sostegno alle imprese, la organizzazione della proprietà privata (per la quale in Russia esistono tuttora gravi problemi). In occasione della settimana in Italia vorebbe che fosse affrontato anche il tema dei rapporti fra stato centrale e regioni sul piano legislativo. E' stato convenuto che il suo ufficio può costituire un buon tramite per i rapporti con i parlamentari regionali e delle nazioni confederate russi. Un altro appuntamento molto importante, ricorda Passaleva, è stato l'incontro con il vice ministro per i rapporti con le Nazionalità Sig. Skorokodov e con alcuni suoi collaboratori. Il colloquio è stato assai cordiale e prolungato.
Il vice ministro
si è interessato ai rapporti tra stato centrale e regioni e fra queste
e gli enti locali. Ha illustrato la struttura e la funzione del suo ministero
mettendo in risalto la difficoltà di tenere rapporti con le 89 regioni
e le più di 100 nazionalità attualmente esistenti in Russia.
Per questo è stata favorita la nascita di aggregazioni funzionali
e geografiche fra più regioni e i rapporti sono tenuti da coordinatori
di queste aree che attualmente sono 8 (molto diverse e lontanissime fra
di loro). Ha dichiarato la disponibilità a farsi promotore di un
protocollo (o "lettera di intenti") per stabilire contatti, essendo
lui garante, fra parlamenti regionali russi e consigli regionali italiani.
Un protocollo analogo esiste per le regioni della Spagna. Da segnalare,
inoltre, l'incontro con A.M Salmin Presidente del Centro per la Politica
pubblica e Consigliere personale di Eltzin, che ha voluto questo centro
come sede di studi per i problemi del coinvolgimento politico e la formazione
dei cittadini. E' direttore di una rivista specializzata di alto livello
culturale. Ha illustrato le finalità e l'attività del centro
ed ha sintetizzato alcuni dati relativi alle ricerche svolte (problemi del
federalismo russo, dell'autogoverno, della pace, dei rapporti fra religione
e politica ecc.)
E' molto interessato allo sviluppo della scuola di Studi Politici di Mosca, con la quale collabora attivamente. Ha invitato a sviluppare i rapporti di reciprocità tra parlamenti russi (compresa la Duma) e consigli regionali italiani. Quindi incontro con E. Nemirovskaya, direttrice e fondatrice della Scuola di Studi Politici di Mosca. La scuola è totalmente indipendente da partiti politici. Si è parlato a lungo delle finalità e della metodologia di insegnamento della scuola che è rivolta a parlamentari della Duma o dei parlamenti regionali. "La scuola - ha detto la direttrice - intende migliorare la preparazione soprattutto dei giovani politici che sono impiegnati nelle assemblee. Si preoccupa soprattutto di aprire i giovani alla visione democratica della società, alle regole dell'economia di mercato, alla capacità di iniziativa e di autogoverno dei popoli. Si propone quindi lo scopo di formare una nuova classe dirigente capace ed aperta al nuovo modo di fare politica legislativa e di governo in una fase che, in Russia, è ancora di iniziale passaggio da uno stato fortemente centralista e detentore di tutti gli strumenti di produzione ad uno stato capace di governare lo sviluppo di una economia fondata sui principi della giustizia sociale, della solidarietà e della sussidiarietà". Si è discusso, inoltre, della organizzazione e dei contenuti del seminario che la Scuola dovrebbe tenere in Toscana. Passaleva ha incontrato anche F. Sereni - Direttore dell'ufficio ICE di Mosca. Si è avuta una ricca informazione circa lo sviluppo dell'economia russa e le possibilità che quel mercato offre per l'industria toscana. Sono state messe in rilievo, in particolare: 1) la necessità di sviluppare la rete commerciale e, 2) le attuali persistenti carenze del sistema bancario italiano in Russia. Si è anche sottolineata la necessità di avere esperti a sostegno delle imprese capaci di un continuo aggiornamento sul sitema fiscale russo, in continua evoluzione e soggetto a cambiamenti repentini e imprevedibili.
La (nuova) "Città ospitale"
Angelo Artale
(nella foto), direttore dell'Associazione Industriali di Firenze, ha scritto
per i nostri lettori il seguente articolo. Siamo ormai in vista dell'anno
giubilare. Si vedrà durante (e dopo) l'anno giubilare se abbiamo
saputo programmare l'evento per gestirne le positive ricadute sull'economia
o piuttosto in città sia prevalsa la logica della mera offerta. Sappiamo
che il turismo ha tutte le caratteristiche per fare da volano all'intera
economia cittadina, provinciale e regionale: è tuttavia necessario
cogliere e superare gli aspetti di criticità di questo settore per
giungere alla complessiva affermazione delle potenzialità economiche
delle imprese che lo compogono. E' tempo di scoprire ulteriori formule organizzative
della "città ospitale": dovrà riuscire ad offrire
- in termini di attrattività, di servizi e di infrastrutture - un'immagine
coerente, riconoscibile e di alta qualità. Non è quindi solo
la specifica filiera dei servizi turistici, ma il panorama completo di prestazioni
richieste dal visitatore-turista che deve essere oggetto di tale coerenza
di immagine e di qualità.
Alcuni aspetti appaiono, in questa impostazione, prioritari:
- Migliorare la fruibilità del patrimonio artistico
e museale fiorentino, completando le campagne di restauro già
iniziate; ampliando e diversificando
le fasce orarie di ingresso ai musei; promuovendo la conoscenza e la finalità
delle strutture culturali meno note ancorché di particolare pregio,
incrementando i servizi correlati agli spazi museali.
- Promuovere la diffusione di una rete di punti informativi, facendo sì che, per i turisti, la possibilità di vivere il periodo di permanenza nella città divenga un'occasione per participare al maggior numero possibile di manifestazioni, attraverso una rete di informazione integrate sulle offerte culurali della Città e della Provincia.
- Proggettare percorsi alternativi per flussi turistici che, anche in occasione dei grandi eventi, dovranno cercare di limitare il loro impatto sulla viabilità cittadina (realizzando iter alternativi per linee di trasporto pubblico o privato riservate ai turisti, istituendo tariffe agevolate per fasce orarie di bassa utenza cittadina e servizi di navetta da e per i maggiori musei della città).
- Ottimizzare la dislocazione delle strutture nella città. Parlando di ricettività alberghiera è da ricordare che l'ubicazione è uno dei fattori principali per il successo di una struttura ricettiva. Tolti alcuni segmenti di mercato, tutti hanno bisogno di trovare, dovunque siano alloggiati, facilità ed economicità di trasferimento (ad es. taxi).
- Rendere competitivo il congressuale internazionale di Firenze. Firenze deve essere in competizione con le grandi città europee a vocazione congressuale.
In quest'ottica è necessario affrontare le questioni legate a due argomenti di irrinunciabile rilievo: la realizzazione del Polo Espositivo e Congressuale unificato (che deve essere un efficientissimo "contenitore" di eventi di alta qualità attirando - e coinvolgendo - i più prestigiosi organizzatori del settore) ed il funzionamento a regime del Convention bureau territoriale.
- "Last but not least", avere un aeroporto all'altezza della città.
Angelo Artale
Donne e politica
La
Commissione Pari Opportunità apre un confronto con le forze politiche
sulle candidature. I Comuni della provincia di Firenze sono 44 ma le donne
sindaco sono solo 5. E le elette nei consigli comunali sono in tutto 181
su 850, non più del 21%. Va un pò meglio per le donne assessore:
57 su 220, circa il 26%. Ma queste, come si sa, sono "chiamate"
non "elette". Quindi le donne sono più gradite ai sindaci
che agli elettori! Nel resto della regione le cose vanno anche peggio: le
donne sindaco sono un gruppetto sparuto, 22 su 309 Comuni (a livello nazionale
sono 507 su 8.036 Comuni), e le elette superano di poco la soglia del 17%.
Per non parlare del Parlamento nazionale, dove le donne sono appena il 10,37%.
Nel 1999 si terranno le elezioni amministrative e la Commissione provinciale
per le Pari Opportunità intende aprire in vista di quella scadenza
un confronto con tutte le forze politiche. "Vogliamo stabilire una
sorta di patto - dice la presidente della Commissione provinciale per le
Pari Opportunità, Alessandra Maggi - che porti ad una maggiore presenza
di donne sia fra le candidate che fra le elette nelle prossime elezioni".
"I partiti - prosegue Alessandra Maggi
- paiono incapaci di cogliere nelle candidature l'opportunità di
valorizzare quella soggettività femminile che è apprezzata
e verificata ad altri livelli. Per esempio sono diminuite le donne dei Consigli
mentre sono aumentate quelle nelle Giunte, dove conta la competenza e la
professionalità". La Commissione provinciale Pari Opportunità
ha intrapreso da tempo un lavoro specifico sulle candidature delle donne.
Fra le iniziative più eclatanti l'organizzazione, lo scorso anno,
di un corso di formazione professionale per le elette nei consigli degli
enti locali. A sostenere l'attività della Commissione in questa direzione
è anche, dallo scorso 7 marzo 1997, la responsabilità delle
donne ed a riconoscere e garantire loro libertà di scelte e qualità
sociale, che ha indicato fra i suoi obiettivi quello di assicurare una presenza
femminile significativa in tutti gli organi ed i posti di responsabilità
della pubblica amministrazione e di valutare l'impatto ei sistemi elettorali
vigenti e dei modelli organizzativi sulla presenza delle donne nelle sedi
rappresentative e decisionali.