L'ATTENZIONE ![]()
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"L'anelito
alla conoscenza della verità..."
Comincia così l'enciclica di Papa Woytila che gli esperti del Vaticano stanno traducendo e che presto conosceremo in tutta la sua interezza.
Quando abbiamo sentito questa frase il pensiero è corso a tutti i bugiardi che calcano le scene della vita e quindi abbiamo ritenuto che il Santo Padre avesse pensato a loro prima di scrivere l'enciclica. Altrimenti il Papa non avrebbe mai pensato di scrivere un'encicilica, che nella sua accezione più pura significa una "lettera circolare che il Papa indirizza, in forma solenne, a vescovi e prelati di tutta la Chiesa, perchè ne rendano partecipi gli uomini e le donne, su argomenti riguardanti la dottrina, la morale e la liturgia, o su particolari temi religiosi, sociali o filosofici che interessano la cristianità o tutti i popoli".
Non c'è alcun dubbio che esiste una grande esigenza di verità. Dopo le clamorose bugie degli ultimi tempi, tra cui spiccano quelle di Bill Clinton sulle sue relazioni pseudo-sentimentali (diciamo meglio di sesso), quelle del nostro governo che aveva promesso di non aumentare le tasse ed invece ci ... tartassa, quella di Rocco Buttiglione che è venuto a Firenze a prendere in giro gli ex-democristiani promettendo il sabato di mettersi alla testa della nuova aggregazione CCD-CDU e poi dopo 48 ore firmare un accordo con Cossiga per entrare nell'UDR (ribattezzato come Ulivisti di riserva), dopo la beffa in televisione di Emilio Fede (consenzienti e ... pagati, Iva Zanicchi, Giuliano Ferrara, Daniele Vimercati e Alba Parietti, sul falso arresto della stessa Zanicchi) che ha gettato nella costernazione milioni di telespettarori, il Papa si è sentito prudere le mani ed ha ritenuto che fosse giunto il momento di consegnare alla storia un'altra enciclica.
La verità vo cercando!
Ma non si era gridato allo scandalo per le bugie di Massimo D'Alema, che poi sono state il grimaldello nelle mani dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia per assolvere il direttore del Corriere della Sera De Bortoli? E quell'Ordine, cosa farà adesso nei confronti di quel "millantatore" di Fede, per difendere l'intaccato prestigio della classe giornalistica e la nostra onorabilità, vantandoci di non essere stati mai bugiardi nella nostra vita? Sarà cancellato il signor Fede dagli elenchi dei giornalisti e con lui gli spalleggiatori Ferrara e Vimercati (a proposito quanto hanno guadagnato per la manfrina?)?
La beffa di Orson Welles era legata ad un film, di per sè fiction. La televisione, rivolta a persone "scafate" ed "ingenue" deve dire la verità.
O forse ha ragione Antonio Ricci, ideatore di "Striscia la notizia" quando dice che Fede fa da anni un Tg finto come altri giornalisti con i loro Tg al servizio del potere!
Come sostiene il Codacons con la sua denuncia penale "per abuso della credulità popolare" nei confronti della Rai per aver mandato in onda un servizio con "applausi virtuali" come sottofondo ad un intervento del ministro Rosy Bindi durante una trasmissione di Fabrizio Frizzi.
Che l'enciclica papale porti consiglio a chi non ama la verità, anche ad un giocatore d'azzardo come Fede.
Francesco Canosa
L'ATTENZIONE ![]()
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Alta Tecnologia: da Firenze al futuro
Firenze
per due giorni è stata capitale mondiale dell'Alta Tecnologia. Un
Forum (diviso in due giornate, una dedicata alla presentazione del programma
Interprise e l'altra ad un seminario sulle alleanze strategiche tra aziende
europee) ha visto un confronto serrato e sicuramente proficuo tra esperti
ed aziende sulle "proposte" tecnologiche e sul loro possibile
sviluppo. L'importanza dell'appuntamento è stata messa in evidenza
anche dalla presenza del Governo nazionale, rappresentato dal sottosegretario
al Commercio Estero, il senatore Antonello Cabras, che ha sottolineato
come "l'iniziativa si inserisce perfettamente nella nuova strategia
dell'Unione europea diretta a recuperare nel settore tecnologico il ritardo
rispetto a Giappone e USA. La scelta della Toscana per il Forum - come ha
precisato Cabras - è stato un riconoscimento ad una regione che,
tra le prime, ha saputo giocare la carta dell'innovazione tecnologica sia
con interventi della Regione che con la presenza di idonee strutture, come
il Cesvit ed altre ancora. L'augurio di Cabras che anche le altre regioni
seguano l'esempio della Toscana. Gioacchino Gabbuti, direttore generale
dell'ICE, da parte sua, ha messo in evidenza l'importanza della presenza
a questo Forum di 70 aziende italiane e 40 straniere, che è servita
per un confronto diretto tra esperienze diverse, indirizzato soprattutto
alle PMI che continuano a rappresentare una forza trainante per la nostra
economia. Gabbuti ha insistito sull'importanza delle PMI che sono sempre
un fenomeno tra i più importanti del continuo surplus commerciale.
Interprise - ha detto Gabbuti - rappresenta un nuovo strumento promozionale
di supporto all'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane
che si trovano a dialogare direttamente con partners internazionali. Gabbuti
ha, inoltre,ricordato, che il lavoro fatto dall'ICE non è stato solo
quello di organizzare gli incontri diretti tra le imprese estere, incontri
resi possibili dal lavoro sul posto degli Uffici della rete estera dell'ICE,
con un nuovo modo di fare "promotion" che l'Istituto intende far
proprio per favorire la globalizzazione delle piccole e medie imprese. Nel
programma Interprise sono coinvolti sei paesi (Francia, Svezia, Cina, USA,
Canada e Italia) finalizzato a sostenre iniziative locali, regionali e nazionali
volte a stimolare la cooperazione fra le piccole e medie imprese in Europa.
Non esistono limiti alla cooperazione che può essere commerciale,
finanziaria, produttiva, tecnica ed assumere la connotazione di joint-venture
o di trasferimento di know-how. Il Forum di Firenze si è occupato,
comunque, dei settori delle telecomunicazioni, dell'aerospazio e dell'elettronica.
Un seminario specifico, coordinato da Sergio Bertini, presidente del Cesvit,
si è occupato delle
alleanze strategiche tra aziende europee. Nell'aprire i lavori
Bertini ha sottolineato l'importanza delle collaborazioni a tutti i livelli
tra le diverse istituzioni per raggiungere gli obiettivi indicati dall'Unione
europea. In particolare il presidente del Cesvit ha voluto sottolineare
il significativo rapporto esistente tra Regione Toscana, ICE e Cesvit. Al
Forum ha fatto pervenire un significativo messaggio Ranieri Bombassei, direttore
generale della Div XXIII, con il quale egli riconosce la volontà
di ricercare una risposta concreta allo sviluppo economico ed al problema
dell'occupazione, attraverso il partenariato e l'avvio di nuove attività.
Ai lavori hanno portato un lodevole contributo anche la Regione Toscana
con l'assessore Michele Ventura e con Giuliano Bianchi, coordinatore della
Rete di Alta Tecnologia della stessa Regione. Segnaliamo anche gli interventi
del generale Pietro Finocchio e della signora P. Pelliccia, nonchè
di esperti stranieri, tra cui la svedese Sylvia Rumeborg, Erik Bouilet,
John Hansman jr., Jacques Digout. Nel corso del seminario è stato
presentato, per la prima volta, il programma Joint Venture Europe-JEV che
rappresenta uno strumento finanziario, messo a punto dalla Commissione Europea,
per favorire la costituzione diimprese comuni trasnazionali all'interno
della Comunità e che rappresenta una possibilità data alle
piccole e medie imprese europee di creare nuove attività e quindi
nuove opportunità di lavoro. Nessuno l'ha detto, ma è stata
fin troppo evidente l'insistenza dei convegnisti sulla politica europea
a favore delle piccole e medie imprese, per non pensare in concreto a quanto
poco fa il nostro Paese per favorire questa politica. Non occorrono esempi:
basta osservare le proteste che di continuo arrivano dalle PMI.
f.c.
Servizio di Elena Carbone
A
pensarci bene, la cosiddetta "Festa della Donna" che si celebra
ogni anno l'8 marzo appare più che altro una presa in giro. Per le
donne, ovviamente. Con la perdita prematura del femminismo, l'ascesa delle
donne a molti vertici delle attività umane, il riconoscimento palese
(che è poca cosa di fronte a quello occulto!) del ruolo che esse
svolgono nella società, ci sembra ridicolo parlare di Festa della
Donna, come si parla di San Valentino o della Santa Pasqua. Oltretutto,
c'è da dire che il proliferare delle Commissioni Pari Opportunità
ha equiparato uomini e donne a tutti i livelli. Magari solo in teoria. Anche
perchè dove le donne non ... arrivano è solo per colpa loro
e non per ostacoli frapposti dagli uomini. E comunque, c'è poco da
festeggiare quando si assiste a rinnovati episodi di discriminazione tra
sessi o quando si constata, purtroppo, che il maschilismo è imperante
non come oppressione sulle donne, ma come decisioni che non trovano consensi
tra le donne. Tralasciamo, quindi, di raccontare di parità e di lotte,
e diamo notizia di alcuni episodi che possono spiegare meglio della condizione
della donna nella società.
Provincia di Firenze
Si lamentano le donne perchè l'amministrazione provinciale ha deciso di modificare "in corso d'opera" l'orario di lavoro. Il nuovo orario settimanale fissato in 36 ore (solo un'ora in più della richiesta di Bertinotti) da effettuarsi dal lunedì al venerdì con due rientri pomeridiani. Si chiude, quindi, il sabato e si abolisce la vecchia deroga che consentiva a chi ne aveva necessità, di coprire il monte-ore nelle sei mattinate della settimana. Chi non può rientrare il pomeriggio, per comprovate, gravi motivazioni familiari, potrà lavorare nei cinque giorni previsti per 7 ore e 12 minuti senza interruzione.
Cosa dicono le donne-madri che hanno figli piccoli a scuola o all'asilo?
Chi prenderà adesso i bambini all'uscita della scuola o dell'asilo se fanno tempo pieno?
Invece di fare modifiche in corso d'anno scolastico non si poteva rinviare alla chiusura delle scuole per dare la possibilità alle famiglie di riorganizzarsi adeguatamente?
Misteri della fede! pardon della politica amministrativo-burocratica! Misteri ai quali non vogliono sottostare i sindacati che hanno convocato un'assemblea per denunciare "la volontà persecutoria nei confronti del personale in deroga e particolarmente per coloro che hanno figli minori, in contrasto con i recenti provvedimenti governativi in materia di tutela della maternità e della paternità".
Da immigrate a cittadine
Presentati i progetti, le azioni e i percorsi fatti dalle donne immigrate della Regione Toscana nel corso di un convegno che si è svolto nell'Auditorium del Consiglio regionale della Toscana. I lavori sono stati aperti da Orietta Lunghi (Presidente della Commis-sione disagio sociale del Consiglio regionale) che ha espresso il suo sostegno a tutte le donne, sottolineando il bisogno di affermarsi in un mondo che sta cambiando e che sta, in un certo modo, "femminizzando il mondo del lavoro". La relazione è stata svolta da Mara Baronti, presidente della Commissione Pari Opportunità della Toscana, la quale ha spiegato quanti passi avanti siano stati fatti dall'inizio dell'associazione nel '95. Dopo la sua introduzione tre immigrate hanno presentato la "ricerca" che hanno realizzato tutte insieme, per sapere quali sono le esigenze della popolazione immigrata, al fine di trovare un modo di rispondere ai bisogni di queste donne troppo spesso senza risorse e senza famiglia. Si sono dichiarate molto contente dei progressi che hanno realizzato negli ultimi tre anni e si sono mostrate molto entusiaste per quanto riguarda il futuro.
Da
Pisa appello per donne afgane
Il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si sollecita l'attenzione dell'Onu e della comunità internazionale sulla condizione discriminatoria a cui sono soggette le donne afgane sotto il regime dei Talibani. &laqno;Questa mozione - ha detto il consigliere Adua Messerini, del Patto Democratici - è stata volutamente presentata dall'intero consiglio nella sua funzione istituzionale e di rappresentante della comunità pisana, per dare un significato più alto e importante a questo messaggio di solidarietà. L'iniziativa - ha continuato Messerini - vuole coinvolgere anche le donne che sono lontane dalla politica, ma che sono sensibili a partecipare simbolicamente alla piena realizzazione dei diritti umani negati»
Formazione : modificare le procedure
La formazione
professionale rappresenta uno dei principali strumenti per il rilancio della
politica occupazionale in Italia e in Europa e di ciò ne è
testimonianza il fatto che sempre più risorse sono destinate dall'Unione
Europea, dal Governo e dalle Regioni a questo importante settore per formare
e riqualificare il mondo del lavoro.
A tale riguardo il Capogruppo del Partito Popolare Italiano in Consi-glio regionale Olivo Ghilarducci ha presentato una interrogazione alla Giunta in cui si chiede di modificare la normativa attualmente in vigore in Toscana che crea oggettivi ostacoli di natura economica insormontabile per le imprese di piccole dimensioni rispetto alla loro buona volontà di sviluppare interventi di formazione professionale.
Ghilarducci infatti ritiene che debbano essere semplificate le procedure di accesso e di erogazione dei finanziamenti e, pur rimanendo indispensabile mantenere forme di controllo per non disperdere risorse pubbliche, chiede di adottare le regole esistenti per i finanziamenti di alcuni progetti comunitari (quali Adapt e Occupazione) che prevedono due tranche di anticipo dell'intero importo a fronte di una apposita fideiussione attivata da parte del soggetto promotore.
Per il Capogruppo dei Popolari il passaggio da un sistema
che prevedeva erogazioni per anticipi a quello che prevede un'unica erogazione
a conclusione dell'intervento formativo e a rendicontazione effettuata penalizza
le aziende di piccole dimensioni e scoraggia queste e le agenzie formative
a fare formazione professionale.
Fiume Versilia: saranno demoliti gli immobili
che possono favorire le alluvioni
Il
Consiglio Regionale ha approvato all'unanimità la proposta di legge
che regola gli interventi urgenti a favore delle zone colpite da calamità
naturali nel giugno-ottobre 1996 e che detta le modalità per individuare
gli immobili che ostacolano il regolare deflusso delle acque di fiumi e
torrenti. L'individuazione sarà effettuata sentiti i comuni interessati
e nel rispetto dei diritti dei proprietari. Il contributo che verrà
loro corrisposto è pari al valore degli immobili a prezzi di mercato.
Per gli edifici di prima abitazione il contributo può essere pari
alla spesa per una nuova costruzione o all'acquisto di una nuova abitazione,
di pari superficie, nello stesso comune. Se i proprietari hanno già
beneficiato di un contributo statale o regionale, dal nuovo contributo sarà
detratta la somma già percepita. La legge dispone che sia effettuata
una ricognizione di tutti gli immobili che recano ostacolo al deflusso delle
acque e che sia trasmessa ai comuni interessati che hanno quaranta giorni
di tempo per eventuali osservazioni, dopo di che sarà redatto l'elenco
dei beni da demolire. Il provvedimento è stato illustrato in aula
dal presidente della Commis-sione Ambiente e Territorio, il pidiessino Varis
Rossi, che lo ha definito "importante al fine di riconquistare precise
garanzie per i cittadini e per le comunità locali di fronte a fenomeni
atmosferici non governabili in altro modo".
Rossi ha detto anche che grazie a questo
atto saranno demolite tutte quelle presenze, lungo il corso del fiume Versilia,
che costituivano un pericolo per il sistema fluviale, e che la regione intende
lanciare al sistema delle autonomie toscane un messaggio di attenzione alla
salvaguardia del sistema dei fossi e dei fiumi. La consigliera Iole Vannucci
(CDU) ha affermato di apprezzare le finalità dei provvedimenti concreti
ma si riserva di valutarne i risultati. Il suo collega Olivo Ghilarducci
(PPI) ha parlato di un provvedimento importante e positivo, anche se legato
all'esperienza negativa dell'alluvione. Nella sua replica l'assessore Paolo
Fontanelli (Commissario Straordina-rio per le zone alluvionate) ha espresso
apprezzamento per la forte coesione mostrata dal Consiglio Regionale e per
un provvedimento che serve "non solo a fronteggiare le emergenze, ma
ad avviare la ricostruzione". "Si tratta -ha osservato Fontanelli-
di un ulteriore passo avanti nell'attuazione di interventi per il ritorno
alla normalità e per la prevenzione del rischio idraulico. Non sarà
l'ultimo atto della Regione Toscana, visto che dovremo predisporre presto
una legge per concedere contributi a quelle aziende che hanno sede in aree
a rischio idraulico e che si devono quindi trasferire nelle aree sicure
che stiamo attrezzando".